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mercoledì 31 dicembre 2014

I mille profughi della Blue Sky M arrivati a Gallipoli. La Guardia Costiera italiana evita l'ennesima strage. Nelle stive alcuni cadaveri. Silenzi e contraddizioni dalla Grecia. "Ricorso alla forza" nel prelievo delle impronte digitali ? Anche gli scafisti a bordo ?

Alla fine si sono scoperti pure  i presunti scafisti a che erano rimasti a bordo, confondendosi con i migranti. Così almeno sostengono le fonti di polizia, adesso si dovrà vedere al processo la posizione di ciascuno.

http://www.rtbf.be/info/monde/detail_migrants-le-periple-du-blue-sky-m-raconte-par-son-capitaine?id=8708093

Non cediamo alle condanne in anticipo nei titoli dei giornali. Ci sono andate di mezzo anche persone che alla fine sono risultate estranee alle accuse.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/01/01/news/gallipoli-104134540/?ref=HREC1-10

Il cargo moldavo navigava con il timone bloccato verso la costa pugliese. Senza l'intervento della Guardia costiera italiana, che ha fatto calare con un elicottero tre uomini che hanno preso il comando della nave, oggi dovremmo contare altri morti. Non sappiamo ancora se all'interno della nave si troveranno vittime. sembra che al porto di Gallipoli siano pronti alcuni carri funebri.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/cronaca/14_dicembre_31/nave-centinaia-immigrati-maxi-sbarco-porto-gallipoli-0368e5b8-909d-11e4-a51d-7e0ea77f1b26.shtml

http://www.repubblica.it/cronaca/2014/12/31/news/attracca_a_gallipoli_il_cargo_con_centinaia_di_migranti_a_bordo-104054534/

Quasi mille i profughi nelle stive della Blue Sky M, adesso si dovrà predisporre un'accoglienza dignitosa e garantire il diritto di libera circolazione ed il transito verso i paesi europei nei quali i migranti hanno consolidati legami sociali o parenti.

Speriamo che non si ripetano violenze nel prelievo delle impronte digitali.

http://www.asgi.it/notizia/lidentificazione-dei-cittadini-stranieri-da-parte-delle-forze-di-polizia-e-il-divieto-delluso-della-forza-per-rilievi-foto-dattiloscopici/

Le violenze nel prelievo delle ipronte digitali sono ancora più ingiustificabili tenendo contro del fatto che si tratta di famiglie duramente provate. Numerosi bambini tra i feriti e si teme che ci possano essere cadaveri all'interno del mercantile moldavo che era stipato all'inverosimile.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-12-30/-allarme-uomini-armati-nave-corfu--131021.shtml?uuid=ABumYwWC

Secondo la Guardia Costiera " Timone bloccato su rotta di collisione con la costa". 
Nuove modalità di comportamento di trafficanti e scafisti dopo l'inasprimento delle attività di contrasto. Dopo i gommoni ed i barconi della morte dalla Libia, le organizzazioni criminali acquistano vecchie navi che adibiscono a rotte sempre più lunghe, per l'aumento delle attività di contrasto e per il forte rallentamento delle partenze dall'Egitto, che ha concluso accordi di cooperazione di polizia con l'Unione Europea, e dalla Libia in guerra civile. 

                                                   
 http://www.trasportoeuropa.it/index.php/home/archvio/14-marittimo/11920-il-mistero-della-proprieta-del-cargo-blue-sky-m                                                                  

 Ormai trafficanti e scafisti agiscono con una crudeltà che non si riscontrava in passato. Non è la prima volta che profughi sono stati abbandonati in mare, anche se non è da escludere che qualche scafista sia rimasto a bordo della nave moldava, e purtroppo non sarà l'ultima. Era successo già un mese fa, ma come al solito, tutti avevano rimosso presto la notizia.

http://www.repubblica.it/solidarieta/profughi/2014/11/26/news/profughi_siriani-101479714/

http://www.gadlerner.it/2014/12/31/un-mare-di-clandestinita-la-disinformazione-e-i-pirati-del-mediterraneo

Dalla Grecia solo silenzi e contraddizioni, ancora nella notte, fonti della Guardia Costiera greca sostenevano che, fino a quando la nave si trovava nelle acque vicino Corfù, a bordo non si vedevano migranti e che tutto era in ordine. Comunque bene che sia andata così. I profughi hanno rischiato la vita, durante la notte in mare, ma se ieri fossero stati presi dalla polizia greca avrebbero corso comunque il rischio di finire sulla strada o nelle mani delle organizzazioni di trafficanti. In Grecia il diritto d'asilo europeo di fatto non esiste.

 http://www.meltingpot.org/+-Grecia-e-migrazioni-+.html

http://www.meltingpot.org/IMG/pdf/invisible-suffering.pdf

Nelle stive della nave, secondo la BBC, ci sarebbero alcuni cadaveri, come al solito le notizie arrivano più rapidamente dall'estero. In Italia la cronaca è anche questo.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/centinaia-immigrati-diretti-croazia-nave-dirottata-verso-1079480.html

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/nave-corfu-migranti-giunti-a-gallipoli-sospetto-di-alcune-vittime-a-bordo_2087047-201402a.shtml

L'Unione Europea deve garantire che, in tutti i paesi dell'Unione, le stesse regole sulle procedure d'asilo e sull'accoglienza dei profughi siano applicate effettivamente. Ed intanto vanno aperti immediatamente corridoi umanitari per chi fugge da guerre e dittature e va sospeso il Regolamento Dublino III che intrappola i richiedenti asilo nei paesi di primo ingresso.

http://www.famigliacristiana.it/articolo/padre-ripamonti-apriamo-le-porte-a-chi-chiede-asilo.aspx


martedì 30 dicembre 2014

Continua la protesta dei profughi siriani intrappolati nell'isola di Cipro. Ancora incerta la dinamica dell'impiccagione di un giovane profugo davanti al palazzo presidenziale di Nicosia.




Dopo l'impiccagione di un giovane siriano davanti al Palazzo presidenziale di Nicosia, a Cipro, continua la protesta dei suoi compagni siriani che chiedono di lasciare Cipro, dopo tre mesi di blocco. 

http://www.35-33.com/syrian-refugee-found-dead-in-presidential-palaces-garden/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=syrian-refugee-found-dead-in-presidential-palaces-garden

http://incyprus.philenews.com/en-gb/local-news/4422/43621/man-hangs-himself-at-presidential-park

http://cyprus-mail.com/2014/12/27/syrian-refugee-found-dead-near-presidential-palace/

Secondo la polizia il ragazzo ,che era stato interrogato su una rete di trafficanti, si sarebbe impiccato, secondo i suoi compagni sarebbe stato ucciso. Adesso i suoi compagni sono disperati, allo stremo, e nessuno risponde alla loro richiesta di trasferimento verso un'altro paese europeo.


Refugees say they’re at breaking point

By Evie Andreou
CLOSE to breaking point, and devastated by the recent death of one of their own, some 60 Syrian refugees from the 337 rescued off the coast in September en route to Italy are tired of waiting, they said during a protest they held yesterday outside the House.
The death of the 25-year-old man – he was found hanged in a park near the presidential palace on Friday – motivated the refugees from the Kokkinotrimithia camp to take to the streets, they said.
There are currently 241 people at the refugee camp out of the 337 that were originally rescued. On arrival in Cyprus they were given temporary residence permits and told that the camp was going to close down by December 28. It hasn’t and there is still no official word. The refugees have on several occasions been told to apply for asylum but most want to go to mainland Europe.
Yesterday the 60 or so, including several children, gathered outside the parliament at around noon holding placards and chanting ‘No tents’, ‘Save Us’” and ‘We want to live in a safe country’. They said that they would protest every day until a state official agreed to meet with them. All they want it to be reunited with their relatives in other European countries, they said.
Omar, a man in his twenties who would only give his first name, said that around two weeks ago, several people from the camp had been deceived by a man who had initially travelled with them from Syria. They paid him around €4,000 each after he promised he could get them off the island and into mainland Europe. He then took off with the money.
Omar said people had called their relatives in Syria and Europe in order to collect the money so they could leave Cyprus and now they had nothing.
He also said he death of the 25-year-old made the refugees feel they were not safe.
“We have been there for three months and we want a solution; a few days ago one of us died; we don’t know if he was killed or committed suicide, we are not sure, we need to know what happened,” said Ihab, another man in his twenties.
He said the refugees were tired of just sitting and waiting and that there were many educated people among the refugees who were able and willing to work but there was no opportunity for them to do so in Cyprus due to the economic crisis.
Omar explained how desperate they were to leave the tents and how bad for everyone’s morale the situation was.
He said he applied for a six-month residence permit about a month ago in order to get a pink slip and seek employment but the authorities keep postponing issuing the document.
“Other people applied for this residence permit a few weeks earlier than me but they did not receive anything yet,” Omar said. He added that not everyone could afford to apply since there was a €70 fee for the application.
The refugees also complained about the state of the camp. “Water runs through the tent when it rains. It is cold and there also rats and mice running in the tents” said Nahi, an 11 year-old boy who lives there with his mother, while his father is still in Syria.
Another man stopped by to say that they were grateful to Cyprus for saving their lives but they did not want to live in tents any longer but wanted to leave.
Omar said that their everyday life has been without a purpose for the last three months.
“Every day we come to the city with buses, there is a street here in Nicosia where there is an Arab community, we walk in it, we connect to the internet, then we go back to the camp, we just eat, sleep and nothing more,” he said.
He said the majority of the refugees at the camp were Palestinian Syrians and that their only way out of the country was illegal since their travel documents are valid only for Syria.
“We ran away through Turkey and there we met some people that said they would carry us to Italy in boats or ships,” Omar said. He said that each paid US$ 6,000, (€4,900) even the children.

“When we arrived in Limassol we were told that the Red Cross and Civil Defence were waiting for us and that we would go to hotels where we could eat and rest but when we saw the tents a woman fell on the ground crying and shouting saying ‘we ran from death and now we were will endure a slow death, here at the camp’” said Omar.
He said that many like him fled Syria because they did not want to choose a side.
“It’s like hell… you either have to fight or you end up in jail, or you go missing and no one knows where you are,” he added.
“We just need a normal life like any other human being. We want to study, to work, to make something good out of this life.”
To apply for asylum, Omar said, they needed to produce documents from Syria, which was not easy.
He said they wanted to leave Cyprus because they were not granted full refugee status and are not able to bring their relatives, some of whom are still in war-torn Syria.
Only five people have applied for asylum and are now in the Kofinou reception centre while three unaccompanied children are in Larnaca under the care of social welfare services.
Several of the refugees have managed to leave the country legal and otherwise.
No officials at the interior ministry could be reached yesterday to comment on the protest.

http://cyprus-mail.com/2014/12/30/refugees-say-theyre-at-breaking-point/

Mercantile moldavo lancia una chiamata di soccorso al largo di Corfu'. Dubbi sulla presenza di uomini armati, la nave in avviciamento alle coste pugliesi.

    31 dicembre
 ARRIVATI A GALLIPOLI.
                                                            
   http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Nel-Mar-Ionio-con-il-motore-in-avaria-cargo-arriva-a-Gallipoli-con-oltre-600-migranti-86ec1511-cc25-4557-abde-c1b5a0e74349.html                                                                                                                                   

30 dicembre  ore 18,30 (RAI NEWS) - Il giallo della Blue Sky diventa sempre più oscuro.

Per la guardia costiera greca, che avrebbe ispezionato la nave, a bordo non ci sarebbero migranti e tutto sarebbe in ordine, il giallo si infittisce. Tra poco militari italiani raggiungeranno il Blue Sky che si sta avvicinando ancora alla costa pugliese.

Adesso alle 19,20 sono saliti i militari della Guardia Costiera ( Fonte Rai News) e non avrebbero trovato nessuno in plancia. Gli scafisti o sono scesi quando la nave ha fatto una diversione vicino a Corfù, e quando è stata segnalata la presenza di uomini armati, oppure si sono confusi tra i migranti. Comunque adesso al timone  della Blue Sky ci sono gli uomini della Guardia Costiera.                                
                                                http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/la-marina-prende-il-comando-della-nave-carica-di-migranti-alla-deriva-nel-salento-06e4b3f0-b421-4107-87bb-e759ec78b317.html
                                           Una chiamata di soccorso era stata lanciata dal largo di Corfù, attorno alle 10 di oggi, da una nave moldava, il Blue Sky,  a bordo della quale si troverebbero oltre a 600 migranti, "illegali", così li definiscono alcuni canali di informazione, anche uomini armati. Ma con il passare delle ore la notizia sugli uomini armati non trova conferma. Il mare è ancora in tempesta, non si conosce per adesso chi interverrà per i soccorsi e quando, la nave si sta avvicinando comunque alle coste pugliesi. Secondo le ultime notizie, dalla plancia della Blue Sky avrebbero negato la presenza di  migranti a bordo, sostenendo addirittura che tutto era in ordine. Davvero un giallo dopo l'altro, quello tragico della Norman Atlantic.
Seguono altri aggiornamenti.

Moldovan-flagged ship carrying 700 migrants on board has sent SOS signal because of suspected armed men on board.
MOSCOW, December 30 (Sputnik) — A ship carrying illegal migrants off the Greek island on Corfu has sent a signal because of suspected armed people on board, Reuters reports citing Greek state TV.
Greek shipping ministry has confirmed that SOS signal was sent by Moldovan-flagged vessel "Blue Sky M" carrying 600 migrants on board.
SOS signal was sent via European number 112, according to Greek media Skai.gr. It was Italian coast guard who immeditely notified Greek authorities about the incident.
Frigate Navarino and Sikorski S-70 helicopter were sent to the spot.

 http://sputniknews.com/europe/20141230/1016394897.html

http://www.csmonitor.com/World/Latest-News-Wires/2014/1230/Greek-navy-heads-to-suspected-migrant-ship-near-island-off-of-Corfu

http://www.theguardian.com/world/2014/dec/30/greece-search-migrant-ship-ionian-sea

http://www.reuters.com/article/2014/12/30/us-greece-ship-armed-idUSKBN0K80RG20141230?rpc=401

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/greece/11317367/Corfu-passenger-ship-sends-distress-call-after-armed-men-on-board.html

http://www.ibtimes.co.uk/norman-atlantic-disaster-fresh-chaos-corfu-ship-sends-armed-men-onboard-distress-signal-1481337

http://www.haaretz.com/news/world/1.634493

http://www.marinetraffic.com/it/ais/details/ships/214180618/vessel:BLUE_SKY_M


Alle ore 12,55 il Blue Sky sembrava in rotta per 270 gradi... duque direzione Puglia, Leuca.

http://www.marinetraffic.com/it/ais/home/oldshipid:148213/oldmmsi:214180618/olddate:lastknown#     

http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/14/12/30/nave-uomini-armati-corfu-123.html?esteri

Affiorano dubbi sulla presenza di uomini armati a bordo... di certo ci sono oltre 600 profughi, in gran parte siriani, che attendono di essere soccorsi ed accolti . 

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2014/12/30/gecia-allarme-per-uomini-armati-su-una-nave-a-corfu_d8d8a6f5-e0ef-4f48-aacb-878c5b00353c.html

Secondo fonti greche,  il comandante annuncia che il cargo è in navigazione verso le coste italiane. Il comandante della nave militare greca Navarino, avvicinatasi alla nave, non ha visto nessuno in plancia, i profughi a bordo dovrebbero essere tutti nelle stive, il giornalista di Rai News, alle ore 17,40 di martedì,  testualmente afferma " non vorrei che i greci abbiano mantenuto il mistero per non caricarsi di questi profughi".

http://economictimes.indiatimes.com/news/international/world-news/migrant-ship-blue-sky-m-in-distress-near-corfu-greek-coastguard/articleshow/45692439.cms 

 La nave alle 17,30 si trovava a circa 26 miglia dalla costa pugliese e sarebbe stata raggiunta da una motovedetta della Capitaneria di porto, non si comprende se l'equipaggio o gli scafisti siano ancora a bordo. Secondo alcune fonti i trafficanti avrebbero abbandonato la nave nei pressi di Corfù.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/12/30/news/nave_mercantile_migranti-104026856/



             

Dopo il rogo sulla Norman Atlantic, divampano le strumentalizzazioni sui "clandestini" a bordo e le polemiche sul porto di attracco.


 L'incubo della Norman Atlantic non è ancora finito. Si temono molte vittime all'interno dei garage dove ancora nessuno è riuscito ad entrare. In quei garage ci potrebbero essere una parte dei passeggeri registrati che non si sono trovati, e probabilmente anche alcuni migranti che cercavano di raggiungere l'Italia, in mancanza di altre possibilità di ingresso legale.

 Gli ultimi arrivi di migranti da Patrasso ad Ancona, su un traghetto della Minoan Lines, dei quali i mezzi di informazione avevano dato notizia,  si erano verificati il 29 ottobre scorso e si erano conclusi in poche ore con il respingimento collettivo verso il porto di partenza tramite il consueto "affido al comandante", una sorta di detenzione temporanea all'interno della nave, prima della riconsegna alla polizia greca. Gli appelli delle organizzazioni umanitarie per l'apertura di canali legali di ingresso per i profughi di guerra erano rimasti inascoltati.

http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2014/11/10

Dopo essere transitati da un paese, la Grecia, che la Corte Europea dei diritti dell'Uomo ha definito come un paese non sicuro per richiedenti asilo, bloccando diversi trasferimenti Dublino ordinati dalle autorità di polizia di paesi appartenenti all'Unione Europea, i migranti avranno continuato ad imbarcarsi a Patrasso e ad Igoumenitsa sui traghetti verso l'Italia, sperando di raggiungere la salvezza in un altro paese europeo. Come è successo in passato a tanti loro compagni di sventura, potrebbero avere trovato una morte orribile.

http://www.huffingtonpost.it/2014/12/29/norman-atlantic_incubo-non-finito-numero-dispersi_n_6391582.html

Il completamento delle operazioni di salvataggio dei passeggeri della Norman Atlantic, almeno di quelli raggruppati sul ponte più alto della nave, l'unico a non avere preso fuoco, non dà ancora certezze sul bilancio finale di questa tragedia avvenuta al limite tra le acque greche ed albanesi. I toni propagandistici usati dal governo e gli attacchi strumentali di chi cerca soltanto di speculare sulla pelle delle vittime di questa tragedia, non devono impedire l'accertamento della verità, ancora avvolta in un fumo denso come quello che ha soffocato la nave ed i suoi passeggeri.

 Sarebbero da 38 a 51 i  dispersi, secondo dati ancora discordanti, mentre almeno 80 superstiti, soccorsi dalle navi e dagli elicotteri italiani, non figurerebbero sulle liste ufficiali fornite dalla compagnia armatrice.  Tra questi potrebbero esserci anche migranti o profughi. Di certo le liste  di passeggeri diffuse nelle prime ore, anche dai mezzi di informazione, non offrivano un quadro attendibile delle persone che effettivamente si trovavano a bordo della nave. Nelle liste ufficiali risultavano almeno cinque cittadini di nazionalità siriana, come la donna in stato di gravidanza, con due bambini piccoli, soccorsa da un elicottero alle ore 14 di domenica 28 dicembre e trasferita subito in un ospedale pugliese.

http://www.huffingtonpost.it/2014/12/28/norman-atlantic-la-lista-dei-passeggeri-traghetto_n_6386920.html 

http://www.lettera43.it/cronaca/norman-atlantic-salgono-i-morti-giallo-sui-dispersi_43675152716.htm


"Italy’s transport minister, Maurizio Lupi, said 427 people — including 56 crew members — were rescued. The ferry company had said earlier that 478 passengers and crew members were aboard. The reason for the discrepancy was not immediately clear.
Later, the calculations were further clouded. Italian Navy Adm. Giovanni Pettorino said at least 80 of those rescued did not appear on the official ship manifest.
That suggested that there could have been uncounted illegal migrants aboard trying to reach Italy. Both Greece and Italy are major gateways for illegal immigration, but many migrants seek to leave Greece for more promising job prospects in Italy and elsewhere in Europe.
Lupi said it “seems absolutely premature” to make a definitive count."

http://www.washingtonpost.com/world/frightening-airborne-rescue-for-stricken-ferry-passengers/2014/12/29/6b13c3da-8f36-11e4-a900-9960214d4cd7_story.html

Nessuno mette in evidenza che le porte dei garage di notte restavano aperte, al punto che alcuni autisti dei camion imbarcati avrebbero preferito dormire nelle cabine dei loro mezzi, piuttosto che pagare il prezzo di una cabina o dormire sui divani o sulle poltrone del traghetto. Un elemento della massima importanza che dovrà essere accertato, anche per stabilire se nel garage vi fossero altre persone imbarcate senza essere state registrate. In questo caso, ancora da accertare, si potrebbe trattare davvero di migranti, più spesso profughi, perchè da anni sono noti i tentativi di afghani, irakeni e siriani che salgono su questi traghetti, nascondendosi sotto o dentro i TIR, e finiscono per essere respinti illegalmente dai porti di Ancona e Venezia. Come succede dal 2008, come ha accertato anche la Corte Europea dei diritti dell'Uomo, che il 21 ottobre del 2014 ha condannato l'Italia e la Grecia per i respingimenti illegali collettvi con "affido al comandante" di potenziali richiedenti asilo afghani ed irakeni scoperti all'arrivo nel porto di Ancona. Molti di quei respingimenti illegali sono avvenuti, ancora quest'anno, dopo l'attracco ad Ancona di traghetti della compagnia di navigazione ANEK.

 http://www.meltingpot.org/Caso-Sharifi-et-al-v-Italia-e-Grecia-La-Corte-di-Strasburgo.html#.VKHp44CdA

http://www.meltingpot.org/Ancona-Ancora-21-respingimenti-collettivi.html#.VKHtOYCdA

La speculazione giornalistica arriva ad ipotizzare una precisa responsabilità dei "clandestini" che si sarebbero nascosti nei camion nel garage e poi,  per scaldarsi, avrebbero acceso un fuoco che si sarebbe esteso al resto della nave. Insomma la colpa del rogo viene attribuita ai migranti, come nelle prime ore avevano già fatto alcuni siti web greci.

http://voxnews.info/2014/12/29/norman-atlantic-anche-2-clandestini-a-bordo/


IN REALTA' NEI GARAGE DORMIVANO ABITUALMENTE, ALL'INTERNO DEI LORO CAMION, ANCHE MOLTI DEGLI AUTISTI CHE, SU QUESTO E SUI TEMPI DELL'USCITA DAI GARAGE, ANDREBBERO INTERROGATI UNO PER UNO.


"Yiorgos Dimopoulos, a truck driver speaking to Mega TV, described how quickly the fire spread and confirmed it was highly likely that other drivers had planned to sleep in their trucks that night on the ferry".

http://www.usatoday.com/story/news/world/2014/12/29/greek-ferry-disaster/20989491/ 

In Italia, ma non solo, è partita subito la speculazione politica, dopo le tragedie gli sciacalli non mancano mai. E si ritorna a parlare di "clandestini" e "scafisti" ( persino su RaiNews24).

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/speciale-norman-atlantic/norman-atlantic-49-naufraghi-giunti-a-bari-a-bordo-anche-due-clandestini_2086813-201402a.shtml

http://bari.ilquotidianoitaliano.it/cronaca/2014/12/news/norman-atlantics-clandestini-nascosti-tra-camion-incendiati-65910.html/

Quelli che fanno più orrore sono quelli che parlano di una "Concordia seconda", così titola qualche "Giornale", gettando fango sul comportamento del comandante e sui soccorsi italiani, dimenticando che i greci e gli albanesi hanno perso OTTO ORE prima di trasferire la responsabilità degli interventi di salvataggio alle autorità italiane che si sono mosse con la tempestività dimostrata nel corso dell'operazione Mare Nostrum, in condizioni impossibili, con rischi enormi anche per gli operatori che salvavano le persone calandosi dagli elicotteri in piena notte, con visibilità minima, mentre la nave, in fiamme, era squassata da onde altissime. E altre polemiche sono sorte poi da parte albanese, con la proposta di trainare la nave a Valona prima di terminare gli interventi di salvataggio con gli elicotteri. I tentativi di traino peraltro erano stati fatti e nuerosi cavi si erano spezzati per la forza del mare e del vento. Qualcuno pensava di ormeggiare la nave in un porto albanese e fare sbarcare i passeggeri con le passerelle in mezzo alle fiamme ?
                                               
Se non fossero arrivati i mezzi della Marina Militare italiana, chiamati ad intervenire soltanto dopo le ore 13 di domenica, per il colpevole ritardo delle autorità greche ed albanesi che per ore si sono rimpallate la responsabilità del coordinamento degli interventi di salvataggio, le vittime sarebbero state molte di più. Su questi ritardi dovrà fare chiarezza la magistratura esaminando i tracciati dei mezzi di soccorso e le comunicazioni radio tra le autorità greche ed albanesi nella prima mattinata di domenica 28 dicembre. Il primo allarme veniva lanciato dalla nave alle 4 del mattino, poco dopo la partenza dal porto di Igiumentitsa in Grecia, i primi tentativi di intervento, del tutto inadeguati, si verificavano solo sei ore dopo, e la nave distava soltanto trenta miglia dalla costa. le condizioni del mare non potranno mai giustificare tali ritardi. Come non hanno impedito i successivi interventi dei mezzi di soccorso della Marina militare italiana e del Corpo della Guardia Costiera.
Si deve anche alla Marina Militare una prima precisazione sulla presenza a bordo di migranti , e non "clandestini".                              
                                         
 http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/norman-atlantic-forse-migranti-nascosti-a-bordo-ae431f34-5c28-433b-8330-aab98ed19da4.html                                       

 Le indagini saranno comunque  lunghe e si potrà accertare la verità solo quando si potranno ispezionare i garage, quando sarà finita la contesa sul porto verso il quale rimorchiare il relitto. Comunque sul fatto che ci siano dispersi non dubita nessuno. Ma è purtroppo più probabile che si trovino, se si troveranno mai dopo tante  ore di un incendio devastante, a bordo della nave, piuttosto che in acqua.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/12/29/news/traghetto_fiamme_bari-103917810/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/29/norman-atlantic-10-morti-stampa-greca-38-dispersi-sceso-comandante/1301481/

http://www.reuters.com/article/2014/12/29/us-greece-ship-idUSKBN0K603J20141229

Non si sono ancora spente le fiamme e divampa già il conflitto su dove fare attraccare la nave, ne va anche della proprietà del relitto, e probabilmente del controllo delle indagini. Una polemica tra Italia e Grecia, che nelle prime ore della tragedia era rimasta ammantata dai comunicati ufficiali e che adesso esplode sui media e nella rete.

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/governo-greco-conferma-quattro-corpi-sono-stati-rinvenuti-91465.htm

Dopo questa ennesima tragedia si può attendere nei porti greci ed italiani  una ennesima svolta repressiva nei confronti dei migranti, in questo momento soprattutto profughi siriani in transito dalla Grecia verso altri paesi europei. 

 L'Unione Europea deve garantire a tutti i profughi in fuga da guerre e dittature che rimangono intrappolati in Grecia la possibilità di ingresso legale in altri paesi che applicano effettivamente le Direttive in materia di accoglienza, qualifiche e procedure, e che garantiscono la protezione dei diritti fondamentali della persona. Ed è anche da questa tragedia che dovrebbe partire una seria riflessione  sull'urgenza di una modifica sostanziale del Regolamento Dublino III che continua ad assegnare ai paesi che costituiscono frontiera esterna dell'Unione la responsabilità principale nel controllo delle frontiere comuni europee e nell'accoglienza dei richiedenti asilo.
domenica 28 dicembre 2014

Il ministero dell'interno attacca la Marina militare perchè effettua troppi salvataggi "con i vecchi protocolli" (Mare Nostrum). Alfano vorrebbe che non si risponda alle chiamate di soccorso ?


Ennesimo capitolo della penosa chiusura "progressiva" dell'operazione Mare Nostrum, un'attacco durissimo sferrato dal ministero dell'interno ai vertici della Marina che continuano ad ordinare gli interventi di salvataggio dopo le chiamate di soccorso, anche se si tratta di imbarcazioni che si trovano molto più a sud delle 30 miglia imposte dall'Unione Europea alle missioni operative TRITON dell'agenzia FRONTEX.

" I tecnici del Viminale accusano la Marina: applica i vecchi protocolli. L’Ue investe 2 milioni e 900 mila euro al mese. Ma senza risultati"

http://www.corriere.it/cronache/14_dicembre_28/sbarchi-8-mila-immigrati-mese-88f15422-8e6d-11e4-9f4a-a1bebd9fbc0e.shtml

Pensavano che due navi di Frontex posizionate poco a sud di Lampedusa e Malta, fermassero le partenze verso l'Italia ? Chi, al ministero dell'interno, attacca in questo modo la Marina militare, che continua ad effettuare interventi di ricerca e salvataggio in adempimento degli obblighi internazionali di salvataggio in alto mare, si pone contro le Convenzioni internazionali di diritto del mare e contro il minimo senso di umanità che sarebbe imposto anche a chi svolge una delicata attività di governo. Evidentemente anche Alfano e il ministero dell'interno riesentono dell'effetto Salvini. I venditori di morte ed i loro impreditori politici hanno successo, in questo momento di crisi e di caduta di ogni legame di solidarietà. Ma non vinceranno. Neppure con l'aiuto dei "tecnici del Viminale".

Per chi volesse approfondire sull'ennesimo bluff europeo chiamato TRITON e targato FRONTEX

http://www.dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/12/continuano-i-salvataggi-di-mare-nostrum.html

http://www.forumcostituzionale.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/12/licastro.pdf


sabato 27 dicembre 2014

Trafficanti all'attacco. A Cipro ucciso un profugo siriano, ad Agrigento accoltellato un minore pakistano. Quale protezione viene garantita dalle forze di polizia ?


Questo l'antefatto a Cipro il 26 settembre scorso. La polizia aveva sgomberato un mercantile carico di profughi siriani.

http://www.haaretz.com/news/middle-east/1.617790

Due fatti simili, gravissimi, anche se le dinamiche sono diverse. A Cipro, secondo le prime fonti "apparentemente" un caso di suicidio per impiccagione, mentre starebbe emergendo che un profugo siriano sia stato ucciso dai trafficanti dopo essere stato sentito dalla polizia, ad Agrigento, in Sicilia, un minore pakistano viene accoltellato da un componente di una banda di nigeriani dopo essere fuggito ad un sequestro a scopo di estorsione. Attualmente è ricoverato in ospedale in prognosi riservata.

A Cipro la polizia parla di un suicidio, ad Agrigento la polizia ha arrestato i responsabili, una banda di quattro nigeriani.

http://www.35-33.com/syrian-refugee-found-dead-in-presidential-palaces-garden/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=syrian-refugee-found-dead-in-presidential-palaces-garden

http://incyprus.philenews.com/en-gb/local-news/4422/43621/man-hangs-himself-at-presidential-park

http://cyprus-mail.com/2014/12/27/syrian-refugee-found-dead-near-presidential-palace/

https://www.facebook.com/video.php?v=596590040473917&set=vb.516382825161306&type=2&theater

http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/sequestro-pakistani-quadrivio-spinasanta-agrigento-21-dicembre-2014.html

Il regolamento Dublino schiaccia i migranti in una condizione di clandestinità e li costringe alla ricerca di intermediari e di scafisti di terra per raggiungere altri paesi europei. Le indagini di polizia puntano sulla collaborazione dei migranti per scoprire i trafficanti, ma poi non si garantisce alcuna protezione alle persone che sono state sentite nei primi accertamenti probatori. Il ruolo di Frontex rimane oscuro, ma sembra che agenti inviati da diversi paesi europei stiano collaborando nella intensificazione delle attività di repressione.

http://www.frontexit.org/en/docs/49-frontexbetween-greece-and-turkey-the-border-of-denial/file

http://www.al-monitor.com/pulse/afp/2014/12/syria-conflict-cyprus-refugees.html

Occorre aprire canali umanitari legali e sostenere il lavoro dei volontari che rischiano anche loro la pelle quando vengono intercettati dai trafficanti ai quali sottraggono persone sulle quali gli scaafisti di terra vorrebbero arricchirsi. Le persone che si trovano in condizione di particolare vulnerabilità, per essere state individuate come testimoni vanno trasferiti al più presto verso paesi e luoghi sicuri.

Il proibizionismo delle migrazioni, con il rafforzamento degli apparati repressivi, e la chiusura progressiva da parte degli stati anche nei confronti dei potenziali richiedenti asilo, sta rinforzando il potere di ricatto e la violenza delle organizzazzioni criminali. Solo il riconoscimento effettivo del diritto d'asilo europeo e la libertà di circolazione possono spezzare queste catene che non vengono imposte soltanto dai trafficanti, ma da leggi e prassi applicate che antepongono il contrasto dell'immigrazione "illegale" alla protezione delle persone ed alla salvaguardia del diritto di asilo.
venerdì 26 dicembre 2014

In Grecia i profughi sono abbandonati nella morsa tra le organizzazioni di trafficanti e le autorità di polizia. Aprire subito canali legali di trasferimento verso altri paesi europei.



I siriani che nelle scorse settimane sono stati protagonisti di un’importante manifestazione in piazza Syntagma, ad Atene, dopo essere stati sentiti in un commissariato di polizia, subito dopo lo sgombero della piazza, avrebbero ottenuto un documento di viaggio da parte delle autorità per lasciare la Grecia e raggiungere il nord dell’Europa. La buona notizia si è trasformata in un incubo per un piccolo gruppo di ragazzi/e siriani, che erano stati tra gli organizzatori delle manifestazioni di piazza Syntagma e avevano cercato di mediare fra il governo greco e i profughi  in sciopero della fame che presidiavano la piazza .

http://www.precariouseurope.com/borders/young-syrian-hunger-strike 

http://samoschronicles.wordpress.com/2014/12/09/in-syntagma-square-syrian-refugees-fight-back/ 

http://ffm-online.org/2014/12/05/athen-appeal-sustaining-hungerstrikers-syntagma-place/ 

Syrian_refugee_in_Syntagma_square_remove.html

https://www.opendemocracy.net/can-europe-make-it/matthaios-tsimitakis/syrian-refugees-in-athens-and-consequences-of-fortress-europ 

Alcuni dei profughi che manifestavano in piazza Syntagama, già durante le trattative con il parlamento greco, nel tentativo disperato di lasciare al più presto la Grecia, erano stati contattati da trafficanti e “scafisti di terra”. Mentre dalle autorità greche, per tre settimane, non arrivava alcuna risposta alle loro richieste, alcune famiglie avevano cercato un canale per raggiungere il Nordeuropa, cominciando anche ad indebitarsi con gli intermediari. Questi trafficanti sembravano sconfitti quando la maggior parte dei manifestanti, grazie alla mediazione svolta durante la protesta davanti al Parlamento, hanno ottenuto la possibilità di lasciare legalmente la Grecia.

Da quel momento è iniziata una vera e propria persecuzione (se non una caccia all’uomo) nei confronti di questi ragazzi, che per una settimana hanno vissuto nascosti vicino ad Atene: gli scafisti chiedono la loro testa, circolano su internet nomi e foto dei protagonisti della protesta di piazza Syntagma, sembrerebbe anche un numero di telefono da contattare qualora fossero rintracciati, con una ricompensa per chi li troverà. Come avviene anche in Italia, tutti i volontari che assistono gratuitamente i profughi in transito sono nel mirino degli intermediari e degli scafisti di terra che vedono sfumare le loro possibilità di guadagno.

I ragazzi siriani sono terrorizzati, divisi al loro interno e sotto la pressione di altri connazionali che sono stati informati dalla polizia che, attraverso la loro mediazione, potrebbero ottenere un lasciapassare per lasciare legalmente la Grecia. Sembra anche che i trafficanti siano ormai sulle loro tracce, al punto che alcuni di loro avrebbero tentato un’ennesima fuga.

Le autorità greche hanno chiesto la collaborazione dei ragazzi per il riconoscimento degli scafisti ma non hanno garantito concrete possibilità di lasciare la Grecia in condizioni di sicurezza. Ne’ sembra purtroppo che le stesse autorità abbiano saputo o voluto garantire quel minimo di protezione che sarebbe indispensabile, primariamente per salvaguardare la vita dei ragazzi, ma anche per portare avanti indagini efficaci. 

Il caso dei profughi che protestavano in piazza Syntagma ad Atene era arrivato anche all'esame della Corte Europea dei diritti dell'Uomo, ma non si ha notizia di decisioni che potessero concretamente garantire una protezione immediata ai ricorrenti, esposti ai ricatti ed alle minacce dei trafficanti.

https://damomac.wordpress.com/2014/12/08/syrian-refugees-case-reaches-european-court-of-human-rights/ 

E’ importante che questi ragazzi possano lasciare la Grecia con la massima urgenza e che, nel frattempo, vengano protetti perché in condizione di particolare vulnerabilità.
 
Events brought to a deadlock situation. According to our information, though authorities are aware of the situation of the group,  this people are not receiving effective protection. We are all aware of the fact that most Syrian people arriving in Greece are in a sensible condition (apart from those who submit an application for the recognition of international protection, many of those arriving would like to leave the Country to head to other Countries in Northern Europe). However, a situation of particular vulnerability should be taken into consideration by the authorities but – sadly to say – it seems that this does not apply to this group.

The people need urgent support and assistance (even legal assistance) to protect their lives. At the same time, based upon the specific situation of vulnerability of the group, we are wondering if it might be activated any procedure to allow them to urgently leave Greece to head to another European Country (where their lives would be safer).

In this respect, the involvement also of international organizations in Greece, in particular UNHCR and IOM, as well as of the Greek Council for Refugees might be useful.

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/sosteniamo-protesta-dei-cittadini-siriani-piazza-syntagma/  

Questo il documento della società civile italiana che da settimane chiede una soluzione per i profughi siriani intrappolati in Grecia, ed in particolare per quelli che hanno partecipato alla protesta in piazza Syntagma, e per tutti quei migranti che in Grecia si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità.

15 dicembre 2014
EUROPEAN CIVIL SOCIETY CALLS ON THE EU TO PROVIDE HUMAN RIGHTS BASED SOLUTIONS FOR SYRIAN REFUGEES IN GREECE. 


In Athens, at Syntagma Square, police intervention was expected, after that the Greek government had refused all the requests made by Syrian refugees who camped for over three weeks. All the requests of the Syrian families had been rejected, and they had been offered only a limited provision of accommodation for women and children, but at the cost of separation of families. There was no answer to their request to leave Greece and reach another European country.

During the night, at around 3am Monday 15 December 2014, police loaded all Syrian families in jeeps and transported them like “parcels” to a police station. The day before, a young refugee man tried to hang himself in the Square. Now the despair will be even bigger. And other inhumane and violent treatment of refugees may take place, far from the Square and away from the eyes of Greek activists who for days have made a line around the Syrians on hunger strike. The Greek authorities continue to be condemned for this reason by the European Court of Human Rights, but in Brussels nobody seems to realize it.

The new EU Commissioner for Immigration, Mr. Avramopoulos, must provide clear answers. Europe has chosen the policy of blocking of escape routes, even for asylum seekers, containing them, in accordance with the Dublin Regulation III, in the country of first entry, which is a move towards externalizing the procedures for asylum in the countries of transit.

It seems clear at this point in time that this is not an isolated issue, which does not concern only Syrian families in protest in Athens at Syntagma Square. It is now clear that the solutions to this serious humanitarian crisis, going on in Greece, from the Evros borders to the ports of Patras and Igoumenitsa, can only arrive from Brussels, from the European Union.

The most important issues are:

1 ) The urgent need for a substantial revision of the Dublin Regulation III, with the right for Syrian refugees who are currently stuck in Greece of a legal and guaranteed passage from Greece to other European countries, in which it is possible to submit an application for asylum. This is the only solution which is consistent with the blocking of procedures that allow refugees to be sent back from another state to Greece, established through several decisions by the administrative courts of various European countries and the judgments of the Court of Justice of the European Union and the European Court of Human Rights.

2 ) The verification of the availability of several European countries to follow the procedures for resettlement of Syrian refugees who have already obtained  asylum or other forms of international protection in other no-European countries.

3) Immediate and temporary reception of Syrian asylum seekers in Greece, ensuring non-separation of families, in decent facilities, prior to their transfer, guaranteed by the United Nations High Commissioner for Refugees, to another European country that declares itself available to receive them.

4 ) Monitoring the procedures for international protection and reception systems in Greece and other countries, such as Cyprus, Malta and Italy, which at this time are particularly exposed to the arrival of a very large number of refugees (not only Syrians), in order to verify compliance with the procedures and standards set by the Directives and Regulations of the European Union.

Finally, what is needed is an evaluation of the immediate operational capabilities of EASO, based in Malta, still in the start-up phase, and a review of the funding programs of the European Union to support the increased costs that the above-mentioned will have to bear to effectively harmonize the practices applied in the different states of the Union, in order to achieve: a mutual recognition of decisions on international protection status; a greater respect for the needs of family reunification not yet satisfied by the Dublin Regulation III; and, more generally, an effective freedom of movement in the Schengen area for holders of an international protection status.


FIRST SIGNATORIES:

LasciateCIEntrare, Association Européenne pour la Défense des Droits de l’Homme (AEDH), European Civic Forum (ECF), SOLIDAR, CIPSI, Asociatia Pro Democratia, Coalizione italiana per le libertà e i diritti civili (CILD), Forum Italiano sulla Disabilità (FID) - Italian Disability Forum.



If you are interested to support this call, please send your name or association to this mail adress: info@lasciatecientrare.it


 Questa la lettera, inviata pochi giorni fa dalla parlamentare europea Barbara Spinelli ai suoi colleghi, una lettera che finora non ha ottenuto risposta, come non hanno risposto diversi avvocati greci che sono stati contattati dalle associazioni italiane per fornire assistenza legale ai profughi siriani intrappolati ad Atene. Una circostanza quest'ultima, che preoccupa profondamente sulla effettiva possibilità di fare valere i diritti di difesa e il diritto alla protezione dei migranti che transitano in Grecia.

 Dear colleagues, 
We have been informed, yet again, of worrisome developments for some of the protesters of Syntagma Square. 
Italian NGOs provided us with this draft letter that could be sent to the Greek Ministry of Interior. We therefore ask you your opinion on the letter and/or whether you would like to sign it and/or whether
delegation is planning other initiatives to support these syrians,
I would gladly support them!
I would also like to keep up to date Mr Avramopoulos by sending him this letter with more references to the need to amend the current Common European Asylum system and any correction you might find useful.
Looking forward to hearing your comments and opinions on the matter,
Kind Regards and Best Holiday Wishes
Barbara Spinelli
       


Ultimi aggiornamenti... un appello
It continues in Greece the struggle of the Syrian refugees who have demonstrated for weeks in Syntagma Square in Athens. and the strike had been separated by the syrian refugees according to the greek government promises of making the asylum proceded way easier for the syrians in greece and this should be proceeded in a short time.
The agreement between the Syrian refugees and the Greek government was handle by a group of Syrians partecipating to the strike. The group was constantly in contact with all stakeholders and facilitated the finalization of the Agreement between the Greek Authorities and the Syrians participating to the demonstration.
The demonstration of Syntagma Square caused a big damage to the traffickers who economically depend on the Syrian refugees. The latter need the smuggles to illegally cross the European borders and reach the desired destination but most of the time they risk their lifes because of the deadly conditions of the trip they are forced to face.
After Syntagma square was evacuated smuggles and local criminals have started to threaten some of the representatives of the group of Syrians because they could be able to agree with the Greek Government to get for them an international protection visa and therefore be able to cross the borders in a legal way without involving the traffickers.
The same group has received threats  from others Syrians who did not take part to the Syntagma´s demonstration and that therefore didn´t receive the international protection visa from the Greece. The representatives of the Syntagma Square have been threatened via some social Networks. Hate messages have been posted on Facebook; a new page has been created against them to raise hostility and propel act of violence.
They have also received deadly threats via phone. It also happened that one of the organizer of the demonstration of the Syntagma Square while attending a meeting in Exarkia along with some Greek parties, media, lawyers and others Syrian nationals was beaten up by one of those Syrians who were intimidating them.
In another occasion the same group was insulted and accused of disonesty while attending one of the meeting with the Greek Migration Office. Witnesses of the event are Mr. Angelos Syrigos, Advisor of the Interior Minister and Mr. Costa, Regional Manager of the Asylum in Greece.  
It is since the evacuation of Syntagma Square that these group of Syrians are forced to hide themselves from smugglers, Syrians and local criminal groups. Their lifes are constantly in danger.
They denounce the Greek Government of lack of protection. After pushing them into this situation, the Greek Authorities have not guaranteed them the minimal protection from the local and internatinal medias which have shown their pictures all over and have exposed them to serious risk. They condemn as well the Greek Governmet of not fully applying the treaty agreed during the demonstration of Syntagma Square that could solve the issues of Syrians refugees in Greece.
They ask to the humanitarian organizations to take on the responsibility of protecting these people by providing them the legal assistance that so far has been lacking and moving them to a safer area.
They ask to the European States to transfer lawfully these particularly vulnerable people in their territories with a protection visa for asylum seekers.
They ask to the European Parliament and the European Commission to activate all legal instruments to ensure the respect of the fundamental rights of these people in Greece.

 



Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro