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domenica 31 agosto 2014

Ancora decine di morti in acque libiche. Prosegue la guerra, non dichiarata, dell'Europa ai migranti in fuga dalla Libia.




Era già successo appena una settimana fa, adesso un'altra strage, all'indomani delle decisioni di Bruxelles che prevedono il ritiro, più a nord, dei mezzi di salvataggio e il rilancio delle operazioni Frontex che hanno prevalenti funzioni di sorveglianza delle frontiere e di contrasto dell'immigrazione che definiscono "illegale". Questi i corpi degli "illegali". Per loro nessuna possibilità di ingresso legale e protetto in Europa, anche se si trovavano in gabbia, per loro nessun canale umanitario, l'Europa li ha condannati a morte prima che si imbarcassero sul gommone che è poi naufragato.

Ancora oggi, domenica 31 agosto, giungono notizie di agenzia su altre decine di morti e dispersi nell'ennesimo affondamento di un barcone ad est di Tripoli, da dove sembra che partano la maggior parte delle imbarcazioni dirette verso la Sicilia. I mezzi navali militari ceduti dall'Italia alla Libia a partire dal 2009 evidentemente non bastano a salvare i migranti, non si sa quanto siano impegnate in operazioni di contrasto delle partenze, probabilmente nessuno chiama soccorsi quando sa il destino che lo attende dopo essere stato "salvato" e riportato a terra, in un centro di detenzione libico.

 TRIPOLI, Libya (AP) -- A boat carrying more than 100 migrants capsized off the coast near the Libyan capital, a coast guard official said Sunday.
Abdel-Latif Mohammed said the coast guard found the damaged rubber boat off the shores of al-Qarbouli, 50 kilometers (30 miles) east of Tripoli. The coast guard has not yet confirmed the number of deaths but estimated the boat carried at least 100 people.

http://hosted.ap.org/dynamic/stories/M/ML_LIBYA_MIGRANTS?SITE=AP&SECTION=HOME&TEMPLATE=DEFAULT&CTIME=2014-08-31-08-05-14

http://www.lapresse.it/mondo/africa/sbarchi-si-capovolge-gommone-vicino-coste-libia-100-migranti-dispersi-1.569717

E' la stessa zona nella quale, giusto una settimana fa, era affondato un'altro gommone con almeno cento persone, le immagini dei cadaveri sulla spiaggia avevano fatto il giro del mondo, ma non è intervenuto nessuno per dare un minimo di sicurezza ai migranti intrappolati nei pressi di Al Qarbouli, 50 chilometri ad est di Tripoli. Sembra che l'unico problema che pongono questi viaggi della disperazione in Italia sia l'arresto degli scafisti, tanto ormai molti migranti abbandonano i centri di accoglienza per trasferirsi in altri paesi europei, e alla contabilità dei morti e dei dispersi si contrappone la conta degli arrestati. L'opinione pubblica assiste sempre più indifferente.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/08/23/news/immigrati_fermati_3_scafisti_a_pozzallo_uno_era_gi_stato_fermato_nel_2013-94306501/

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/08/23/foto/il_luogo_del_naufragio-94343009/1/#1

Da Zuwara sembra che non si parta più, effetti del conflitto armato e dei nuovi equilibri di potere tra le milizie e le bande di trafficanti. Si sono svolte anche manifestazioni contro i trafficanti.

https://www.youtube.com/watch?v=sGM3asuMd5Y

  Ed a Zawia, sulla strada tra Tripoli e Zuwara, in questi giorni si è combattuto. Difficile che i migranti continuino a seguire quella rotta che in passato li portava a Zuwara.

http://www.libyaherald.com/2014/08/30/fierce-exchanges-between-dawn-and-warshefana/#axzz3BzBrHSHg

http://www.africa-express.info/2014/08/31/dossier-libia-3le-milizie-prendono-il-sopravvento-gli-stranieri-fuga/

 Dalla strage di Bouri Field, il 12 maggio di quest'anno, sembra che davvero tutto sia cambiato, e neppure la presenza delle unità navali di Mare Nostrum nel Canale di Sicilia riesce ad impedire che quasi quotidianamente si allunghi la lista dei morti e dei dispersi, quasi sempre numeri senza nome, perchè nè in Libia nè in Tunisia si fanno seri sfrozi per identificare le vittime, mentre i sopravvissuti vengono dispersi, respinti o ricondotti nei centri di detenzione.

 http://diversamente.comunita.unita.it/2014/06/26/12-milioni-per-campi-di-torture/

Si muore anche davanti alle coste tunisine, vicino il confine con la Libia, queste le immagini dell'ultima strage, con i corpi dei migranti ammassati sulla spiaggia di Ben Guardane

http://youtu.be/pnIbXZHb4Uc

Tutto questo sotto gli occhi soddisfatti dell'Europa, occhi che non vedono e non sentono, un'Europa che spera in questo modo di vedere ridurre il numero delle partenze dalle coste nordafricane. Ma è un calcolo omicida. Ancora in queste ore migranti pronti a partire, nelle mani di trafficanti sempre più spietati, ed altri in navigazione in un mare ancora calmo ma che tra poco potrebbe peggiorare.

https://www.diagonalperiodico.net/global/23714-activistas-denuncian-la-guerra-no-declarada-la-frontera-sur.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/08/29/se-litalia-e-la-ue-per-i-migranti-chiudono-la-fortezza-europa33.html


sabato 30 agosto 2014

Naufragi anche in Grecia, dove Frontex è già al comando delle operazioni di contrasto dell'immigrazione "illegale".


http://www.migreurop.org/article2533.html?lang=fr


Questo succede in Grecia, dove Frontex ha assunto da tempo il coordinamento delle operazioni di intercettamento a mare delle imbarcazioni di migranti in fuga dalla Turchia, molti sono siriani. Frontex Plus esiste già, e dove opera con abbondanza di mezzi la gente continua a morire.

http://www.fidh.org/en/europe/greece/14235-greek-turkey-border-the-tragic-limits-of-european-migration-policies

 Le agenzie naturalmente non riferiscono neppure la sorte che tocca ai migranti dopo essere stati bloccati in mare e riportati in Turchia. Afghani ed Irakeni sono stati persino rimpatriati, e la condizione dei siriani in Turchia peggiora giorno dopo giorno. La Corte Europea dei diritti dell'Uomo non decide ancora sul ricorso Sharifi e altri contro Italia e Grecia, dopo 5 anni, davvero uno scandalo che fa molto riflettere sulle residue possibilità di una tutela effettiva dei diritti dei migranti davanti a questo organismo.

http://www.mediciperidirittiumani.org/pdf/low_rapporto_Medu_2013.pdf

  I ricorrenti intanto sono stati dispersi e respinti, e qualcuno che non dà più notizie è stato probabilmente ucciso dopo il rimpatrio forzato.

http://atenecalling.org/greciafrontex-schiaffo-in-faccia-per-i-respingimenti/

 Numerosi rapporti di agenzie umanitarie documentano il fallimento delle missioni Frontex al confine tra Grecia e Turchia, ed il costo altissimo, i termini di vite umane, che i migranti hanno dovuto pagare.

http://www.proasyl.de/en/press/press/news/pro_asyl_releases_new_report_pushed_back/

 "Send human rights observers – end Frontex operation
In the operational area of Frontex “Poseidon Land and Sea” human rights violations are carried out systematically and successively. The EU-Commission must finally take determined action against these. The pressure on the Greek Presidency must be increased: PRO ASYL demands EU-Infringement proceedings and the cut off of all EU funds, which are used for human rights violations. The European Union must send well-appointed human rights observers to the Greek-Turkish border. At the same time, border agency Frontex operation in the Aegean must end. According to the Frontex Regulation and due to the ongoing human rights violations in Frontex "Poseidon Land and Sea" operational area all criteria are met according to which the operation must be canceled [i].
The systematic human rights violations are documented in the PRO ASYL report „Pushed back“ of November 7th, 2013, the reports of UNHCR about collective expulsions violating international law as well as reports of further human rights organizations.
The systematic illegal push-backs are implicitly confirmed by Frontex statistics themselves: The massive decline of newly arriving asylum seekers in Greece - of more than 31,000 refugees and migrants in 2012 to nearly 9,000 people in the first nine months of 2013 - is only explicable due to violations of international law and inhuman push-back practices".

 http://www.proasyl.de/en/news/news-english/news/eu_parliament_debate_about_the_refugee_tragedy_of_farmakonisi_european_responsibility/

Ma i migranti in fuga non li ferma nessuno, molti sono ancora minori non accompagnati, c'è chi è stato respinto otto volte dai mezzi di Frontex , ed al nono tentativo è riuscito a passare in Grecia e da lì in Italia, malgrado o respingimenti collettivi illegali che la polizia italiana pratica ancora da Bari, da Ancona e da Venezia.  Benvenuto.

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2014/08/29/immigrazione-grecia-intercettati-182-migranti-nellegeo_4f7295b8-dfd8-4630-9239-ec61e1a18804.html

http://www.meltingpot.org/Grecia-Ennesima-strage-di-migranti-nel-Mar-Egeo.html#.VAG_TEYcRsc

http://www.dinamopress.it/news/grecia-lennesima-strage-di-migranti-mare

Appelli che nessuno raccoglie...

(ANSAmed) - ROMA, 29 AGO - "Solo l'apertura delle frontiere dei paesi occidentali, e di quelli più ricchi in generale, potrà dare una speranza di salvezza a una popolazione allo stremo.
L'appello di Oxfam giunge dopo l'annuncio dell'Unhcr sul numero di profughi siriani ufficialmente registrati, che ha raggiunto i 3 milioni, cui si aggiungono 10,8 milioni di persone (fra cui oltre 6 milioni di sfollati interni) che hanno bisogno di aiuto dentro il Paese.

"Bisogna agire con urgenza - dice l'Ong - per arginare la crisi di un'intera regione piegata dallo spostamento in massa di milioni di persone, dalla mancanza di fondi, dall'insufficienza di servizi e infrastrutture dei paesi confinanti, ormai al collasso dopo oltre 3 anni di crisi".

Solo 123.600 profughi siriani, evidenzia l'ong citando l'Unchr, hanno trovato una sistemazione nei Paesi europei, contro il milione e 169.846 in Libano, gli 832.508 in Turchia, 612.737 in Giordania (di cui oltre l'80% nei due campi: Azraq e Zaatari). E solo 5000 hanno trovato sistemazione lontano dai Paesi limitrofi grazie all'intervento dell'Onu, vale a dire lo 0,16% del totale".

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2014/08/29/siria-oxfam-a-governi-occidenteaprite-frontiere-a-profughi_89176b5e-e205-4f8b-95d9-df54c53f2bbf.html


venerdì 29 agosto 2014

Da Mare Nostrum a Frontex Plus: si delineano i progetti di morte sulla frontiera mediterranea. Scoperti 15 cadaveri di migranti, probabilmente siriani, al largo della frontiera tra la Tunisia e la Libia. Ci sarebbero altri dispersi.




http://www.mosaiquefm.net/fr/index/a/ActuDetail/Element/41377-ben-guerdane-18-corps-d-emigres-clandestins-repeches#

LE VITTIME SONO POI DIVENTATE 40 E SI CERCANO ANCORA DISPERSI.

http://notizie.tiscali.it/feeds/14/08/30/t_01_2014-08-30_1301031433.html?ultimora

E poi ancora altri morti davanti alle coste algerine. Aumenta il contrasto di quella che definiscono immigrazione"illegale" con il coinvolgimento delle polizie di frontiera dei paesi di transito. Le rotte si allargano verso ovest, si cerca di partire anche dalla Tunisia e dall'Algeria, e diventano sempre più pericolose. I mezzi di controllo delle guardie costiere dei paesi africani non riescono a svolgere azioni di salvataggio in modo da garantire la vita dei migranti. Li chiamano ancora clandestini.

(ANSA) - ROMA, 30 AGO - Un barcone con a bordo 24 uomini che cercavano di raggiungere clandestinamente le coste italiane è affondato in acque algerine. Unità della Marina algerina sono intervenute per portare soccorso, salvando 19 clandestini mentre di altri cinque non ci sono notizie, dopo il naufragio del natante. E' accaduto, secondo un comunicato del Ministero della Difesa, nel tratto di mare a largo di Mostaganem. I 19 sopravvissuti sono stati soccorsi mentre erano aggrappati a delle camere d'aria di pneumatici, gettate in mare quando il piccolo natante ha cominciato a imbarcare acqua. Alle operazioni di ricerca dei dispersi, oltre a due guardacoste, partecipano anche due elicotteri.

http://notizie.tiscali.it/feeds/14/08/30/t_01_2014-08-30_1301026282.html?ultimora 

 Mentre Alfano è in giro per le capitali europee per sollecitare i governi a dare il loro contributo al rinforzo delle missioni Hermes in Mediterraneo, sotto l'impropria denominazione Frontex Plus, in realtà si taglia l'area di operatività delle missioni di salvataggio, ed a partire dal mese di novembre, le acque limitrofi alle acque territoriali libiche, per intenderci da 24 miglia dalla costa a circa sessanta- ottanta, cento miglia a sud di Lampedusa, non saranno più presidiate. Se ci saranno chiamate di soccorso da questa zona le centrali di comando della Marina e del ministero dell'interno potranno avvalersi soltanto di navi commerciali e pescherecci, come è previsto, anzi imposto, dalle Convenzioni internazionali.

http://www.lecourrierdelatlas.com/774029082014Migration-Frontex-plus-la-solution-au-controle-des-frontieres-en-Mediterranee.html

http://www.amnesty.fr/CP-Frontex-Plus-12419

Il risultato è certo, migliaia di morti sulla coscienza di chi sta prendendo queste decisioni, ma anche su quella di chi non si sta opponendo ed anche di chi trasmette informazioni fuorvianti, per convincere gli italiani che in questo modo potranno vedere ridurre il numero dei migranti che arrivano sulle nostre coste. Qualcuno addirittura conta sul cattivo tempo per ridurre le partenze, visto che la crisi politica e militare in Libia ha di fatto bloccato i progetti già avviati dall'Unione Europea con la missione EUBAM Libia, progetti nati anni fa, sui quali si è molto investito, per delegare alle autorità libiche, con i mezzi regalati da Maroni e dalla Cancellieri, con la formazione congiunta del personale, e con le missioni di agenti della guardia di finanza in Libia, il compito di fermare i migranti prima che potessero imbarcarsi.

 http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eubam-libya/index_en.htm

Tutti intonano cori contro i cattivi scafisti, i veri trafficanti di morte sono gli uomini di governo che assumo le decisioni di ridimensionare o ridurre del tutto le missioni di salvataggio in acque internazionale, un dovere, un obbligo giuridico che nessuno stato può eludere impunemente. E le denunce non mancheranno, promesso. Comunque le linee operative di Frontex Plus appaiono del tutto incompatibili con l'assolvimento dei più elementari doveri di salvataggio in acque internazionali. del resto in Europa non c'è ancora accordo sui mezzi da impiegare effettivamente, sulle regole di ingaggio in acque internazionali, sui luoghi di sbarco delle persone ( eventualmente ) soccorse, sulla collaborazione con i paesi di transito, e soprattutto sulla ripartizione delle spese di organizzazione delle missioni Frontex.

http://www.lastampa.it/2014/08/28/italia/cronache/stop-ai-controlli-davanti-alla-libia-arretra-la-linea-di-pattugliamento-XdhzF9eRY7YBRcoe7N0teL/pagina.htm

http://www.interno.gov.it/mininterno/site/it/sezioni/sala_stampa/comunicati/comunicati_2014/2014_08_29_alfano_incontri_immigrazione.html?year=2014

Questo il lato oscuro dei progetti di Alfano e dell'Unione Europea , si chiama esternalizzazione dei controlli di frontiera, nell'ambito degli accordi di partenariato, significa trasferire sui poteri di transito mezzi e risorse economiche per bloccare e detenere i migranti prima che possano partire verso l'Europa, sostenendo anche operazioni di respingimento o di rimpatrio collettivo vietato dalle Convenzioni internazionali.  Quello che non possono fare gli stati europei, dopo la condanna dell'Italia da parte della Corte di Strasburgo, nel 2012 per i respingimenti collettivi decisi da Maroni ( 6 maggio 2009),  viene delegato, a caro prezzo, a paesi come l'Egitto, la Tunisia, l'Algeria, il Marocco, e qualcuno attende ancora che la situazione si normalizzi in Libia, magari con un intervento armato "umanitario", per riprendere la collaborazione con le forze di polizia di quel paese, sempre a patto che sia ancora possibile individuare la milizia "giusta". Si tentano tutte le soluzioni per bloccare e detenere i migranti nei paesi di transito, neppure si prende in considerazione la possibilità di aprire canali legali di ingresso ( con regolare visto) e canali umanitari.

Sugli accordi Italia/Tunisia/UE, accordi che partono dagli accordi bilaterali negoziati nel luglio del 1998 da Napolitano, allora ministro dell'interno, con la Tunisia di Ben Ali...

http://www.storiemigranti.org/spip.php?article1074

 http://www.meltingpot.org/Ordinary-rendition-in-Tunisia-e-rapporti-con-la-Libia-il.html#.VADj9UYcRsc

 "Per quanto riguarda la migrazione irregolare, un comunicato Ue informa che «Oltre ad avviare i negoziati per un accordo di riammissione dei migranti irregolari, l’Ue e la Tunisia hanno assunto l’impegno di cooperare meglio per combattere la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, accrescere la sicurezza dei documenti di identità e di viaggio e migliorare la gestione delle frontiere. Nel quadro del partenariato la Tunisia e l’Ue lavoreranno gomito a gomito anche per sostenere l’istituzione e il potenziamento delle autorità tunisine cui sarà affidato il compito di identificare, fra i migranti presenti in Tunisia, i potenziali beneficiari di protezione internazionale, esaminare le domande di asilo, applicare il principio di “non refoulement! e prospettare soluzioni di protezione durature».

 http://www.greenreport.it/news/accordo-ue-tunisia-e-italia-su-partenariato-per-la-mobilita-delle-persone/ 

Con la Tunisia, i primi accordi di riammissione ed i primi centri di detenzione in quel paese furono concordati da Napolitano nel 1998, allora ministro dell'interno. Nel 2011 Maroni perfezionò quegli accordi, ed i risultati non mancarono, con centinaia di vittime e dispersi, i parenti cercano ancora oggi i loro familiari scomparsi in mare.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/11-febbraio-2011/barcone-immigrati-bloccato-motovedetta-tunisina-rivolta-181447449341.shtml

 Oggi si sta provando ancora a fare funzionare quegli accordi perfezionati nel tempo da Maroni e dalla Cancellieri con il governo Monti. In politica estera su questa materia continuità assoluta, e Napolitano ne è sempre garante.

 http://livesicilia.it/2014/07/03/napolitano-sui-migranti-affrontiamo-il-problema-insieme_512278/

"Bruxelles, 3 marzo 2014
Siglato tra UE e Tunisia un partenariato per la mobilità
La Tunisia e l'Unione europea hanno sancito oggi un partenariato per la mobilità con una dichiarazione congiunta firmata da Cecilia Malmström, Commissaria europea per gli Affari interni, da Tahar Cherif, Ambasciatore di Tunisia presso il Belgio e l'Unione europea, e dai ministri dei dieci Stati membri dell'UE che partecipano al partenariato: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia".

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-208_it.htm

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/757700/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione2-h1_h12&spart=si

http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-c924c152-a262-4351-85b2-12c34068a29c.html


  12 giugno 2014 – "Il Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti, ha compiuto una visita a Tunisi in occasione della XV Commissione mista Difesa italo-tunisina, la cui chiusura dei lavori essa ha presieduto insieme all’omologo Ghazi Jribi. Pianificate una serie di iniziative di formazione e previste esercitazioni congiunte in diversi ambiti, a testimonianza dell’eccellente stato delle relazioni bilaterali tra i due Paesi nel settore militare. Il Ministro Pinotti ha avuto anche un cordiale incontro con il Primo Ministro Mehdi Jomaa. Nel corso della visita, Il Ministro Pinotti ha partecipato con il suo omologo alla cerimonia di consegna da parte dell’Italia di due pattugliatori “El Jala P203” e “Remada P204”, da ora in dotazione alla Marina Nazionale tunisina".

http://www.ambtunisi.esteri.it/Ambasciata_Tunisi/Archivio_News/Incontri+e+Visite+politiche+gennaio-marzo.htm

 Alcuni retroscena dell'incontro tra Alfano e la Malmstrom, emergono dalla riunione di "tecnici", il giorno prima a Roma.

(huffingtonpost.it) " Oggi a Roma si vedranno i tecnici del Viminale e quelli di Frontex (l’agenzia europea che si occupa delle frontiere europee e che ha sede a Varsavia), una riunione di sherpa preparativa per il tavolo vero, quello di domani tra Alfano e Malmstrom. Le riunioni in questi anni sono state tante, i risultati pochi. Il punto è cosa c’è sul tavolo che possa segnare una qualche differenza.
Michele Cercone, portavoce del commissario Malmstrom, lascia intendere che “potrebbero essere affidati a Frontex più uomini e più mezzi” (diventerebbe così Frontex plus) ma questo non significa in alcun modo, come invece ha chiesto Alfano, “sostituire Mare nostrum (il pattugliamento nel Mediterraneo tra Italia e Africa da parte della navi della Marina iniziato nell’ottobre 2013 dopo i 340 morti e che costa all’Italia 300 mila al giorno, 9 milioni al mese, ndr) con Frontex”. E’ semplicemente impossibile visto che il budget dell’agenzia è di 80 milioni l’anno di cui 20 se ne vanno per le spese di gestione dell’agenzia".

 " Ma la vera novità è un’altra. La svela la fonte di Bruxelles: “Dobbiamo lavorare per rinegoziare gli accordi di riammissione in paesi come Tunisia, Egitto e Marocco”. La esplicita la fonte del Viminale: “Dirottare le persone raccolte in mare in Tunisia e Egitto, non farle più arrivare in Italia a meno che non abbiano già avviato le procedure per lo status di rifugiati e quindi si siano già fatti identificare prima di imbarcarsi”. Anche l’Europa, come il Dipartimento della pubblica sicurezza, crede che “Mare nostrum sia una sorta di linea di traghetti informale tra Libia e Italia”. Di opinione contraria, la Marina militare che ha salvato e salva migliaia di vite ma ci costa 300 mila euro al giorno"

 http://www.huffingtonpost.it/2014/08/26/immigrati-dirottare_n_5713377.html?1409034779&utm_hp_ref=italy

E altri barconi affondano vicino alle coste tunisine

http://www.altroquotidiano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5001975%3Atragedia-al-largo-della-tunisia-disperso-barcone&catid=65%3A3&Itemid=79

E QUESTO QUANTO E' SUCCESSO OGGI, POCHE ORE FA, DIMOSTRAZIONE DI QUELLO CHE SUCCEDE QUANDO I MEZZI DI SALVATAGGIO ITALIANO NON CI SONO ED I COMPITI DI SALVATAGGIO VENGONO ABBANDONATI NELLE MANI DEI COMANDI MILITARI DEI PAESI DI TRANSITO.

 Scoperti 15 cadaveri di migranti a largo Tunisia


Scoperti 15 cadaveri di migranti a largo TunisiaBen Guerdane, 29 ago. (TMNews) - I cadaveri di una quindicina di migranti sono stati rinvenuti dalla guardia costiera al largo della Tunisia. Lo si è appreso da testimoni. Le salme, fra cui quella di un bambino, sono state allineate su una spiaggia nei pressi di un porto della città di Ben Guerdane, alla frontiera con la Libia.
Il direttore generale dell'ospedale di Ben Guerdane, Abdelkarim Chafroud, ha spiegato all'Afp che "14 cadaveri sono stati ripescati e che ce ne sono ancora tre in mare". Secondo Chafroud, le vittime sono "probabilmente dei siriani" che tentavano di raggiungere l'Europa. I naufragi di imbarcazioni di migranti africani e arabi sono frequenti nella zona. (con fonte Afp)

https://it.notizie.yahoo.com/scoperti-15-cadaveri-di-migranti-largo-tunisia-182111575.html

Ben Guardane è vicino al campo profughi di Coucha (Shousha) ed è punto di arrivo in Tunisia per migliaia di migranti, siriani compresi, in fuga dalla Libia in fiamme.

http://www.rescue.org/news/irc-responds-growing-exodus-libya-10229

http://voiceofchoucha.wordpress.com/

http://old.terrelibere.org/4468-shousha-camp-profughi-nel-deserto-tunisino

http://thecaravan.org/node/3716

Non gli rimane, ad Alfano e soci, che continuare a truccare con le politiche e con i numeri, meglio con le percentuali, deve trovare una giustificazione per tutte le loro contraddizioni. Le domande di asilo sono aumentate più in Italia che in Germania, ma in Italia, rimangono sempre sotto il numero di quelle presentate in Germania...magari, oltre le percentuali, potevano indicare anche le cifre complessive ed il numero dei rifugiati già accolti in ciascun paese.

http://www.thejournal.ie/aslyum-applications-q1-2014-1562979-Jul2014/









mercoledì 27 agosto 2014

A Bruxelles contraddizioni e cattive intenzioni su Frontex Plus e Mare Nostrum. Tutto rinviato a novembre ed alle decisioni dei governi europei.


Questo link è utile per seguire in diretta le conferenze stampa e le attività dell'Unione Europea, l'unica fonte per comprendere come vanno le cose. Il TG 1 non ne ha neppure parlato, il TG della 7 riferisce solo i comunicati ufficiali. Ci casca pure Mentana che annuncia enfatico la svolta di Frontex Plus e da voce solo ad Alfano che parla, a sproposito, di "ritiro" di Mare Nostrum a novembre, dopo l'avvio di Frontex Plus.

http://ec.europa.eu/avservices/ebs/live.cfm?page=1

Dopo il fallimento della Task Force Mediterraneo  nominata dalla Commissione Europea a novembre del 2013, dopo la strage del 3 ottobre dello stesso anno davanti la costa di Lampedusa. Adesso rimetteranno ancora una volta al lavoro gli esperti, gli "sherpa"... per definire le modalità operative di Frontex Plus, l'ultima invenzione che dietro la denominazione innovativa non contiene proprio nulla di definito.

http://www.whenyoudontexist.eu/a-missed-opportunity-why-is-the-eu-migration-task-force-failing-to-meet-its-objective-to-save-lives-news/
                                       
 Alfano e la Malmstroem cadono in contraddizioni evidenti, dopo il ritardato avvio della conferenza stampa. Un solo bravo giornalista li mette in difficoltà. Tutto rinviato dalla Malmstroem che dice testualmente "NON SO SE SAREMO IN GRADO DI TROVARE I MEZZI, TUTTO RINVIATO AGLI STATI MEMBRI". Afano balbetta " FRONTEX PLUS NON SARA' COME MARE NOSTRUM". MA SOSTITUIRA' NEL TEMPO MARE NOSTRUM CON COMPITI DI VERSI.  Frontex Plus partirebbe a...fine novembre. E non ci sono ancora linee guida condivise sulle regole di ingaggio. Ed allora di che stiamo parlando ?

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2014/08/27/immigrati-alfano-incontra-commissario-ue-malmstroem_6c76fa23-16b1-475a-90fe-6b3224035a8a.html

SCANDALOSO: ALFANO E LA MALMSTROEM NON HANNO MAI USATO LA PAROLA SALVATAGGIO, NE' HANNO ACCENNATO ALLA SITUAZIONE DEI MIGRANTI NEI PAESI DI TRANSITO.QUESTE DECISIONI, MEGLIO NON DECISIONI, PRODURRANNO MIGLIAIA DI MORTI.

http://www.vita.it/mondo/emergenze/zerai-frontex-plus-una-pezza-ma-serve-una-soluzione-radicale.html 

 INTANTO IN QUESTO MOMENTO NAVI DI MARE NOSTRUM STANNO RACCOGLIENDO NAUFRAGHI E UNA DI QUESTE STA FACENDO ROTTA SU PALERMO, UN'ALTRA E' ARRIVATA A MESSINA. 
L'UNITA' NAVALE CP 403 DELLA GUARDIA COSTIERA E LA FREGATA FASAN STANNO INTERVENENDO SU ALTRI BARCONI IN DIFFICOLTA' NEL CANALE DI SICILIA.

DOVRANNO SPIEGARCI COME PENSANO DI FARE FRONTE A QUESTA SITUAZIONE LIMITANDO LE ATTIVITA' DI MARE NOSTRUM E POI SOSPENDENDO LA MISSIONE, QUANDO, E SE, ENTRERANNO IN ATTIVITA' I MEZZI FORNITI DAGLI STATI DELL'UNIONE EUROPEA PER LE MISSIONI FRONTEX PLUS.

Ancora necessario, per Alfano e per la Malmstroem. un confronto con la Commissione e gli stati membri. L'avvio di Frontex Plus rinviato a novembre. Poi Alfano non risponde più e fuggono davanti alle domande con la patetica scusa che ci sono "AEREI DA PRENDERE". Ennesima figura meschina del governo italiano in sede europea.

http://notizie.tiscali.it/feeds/14/08/27/t_02_20140827_000030.html?ultimora

Patetico anche il progetto annunciato da Alfano secondo cui si arriverà a "DISTRUGGERE LE IMBARCAZIONI DEI TRAFFICANTI DI MORTE", ma non affondandole, come si è fatto spesso negli anni passati, bensì rimorchiandole, e poi distruggendole a terra, con l'aiuto dell'Unione Europea. Demenziale. Alla velocità del rimorchio, così, le navi di Frontex Plus giocheranno con le onde ed i cavi di traino, e  comunque le faranno affondare, e perderanno tempo prezioso per salvare i naufraghi.

http://notizie.tiscali.it/feeds/14/08/27/t_01_04_2014-08-27_1271127924.html?ultimora

Alfano vuole forse utilizzare le unità Frontex per le operazioni che la nostra Marina Militare militare non vuole più svolgere ? Questi gli effetti del rimorchio di un barcone, ormai vuoto, da parte delle unità di Mare Nostrum che tentavano di portarlo a terra per distruggerlo... In quell'occasione, mentre il barcone con gli scafisti a bordo tentava di fuggire, non si era esitato a sparare.

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/nave_marina_spara_barcone_scafisti_video_foto/notizie/593009.shtml

Davvero un'Europa priva di una politica dell'immigrazione, qualche buon proposito ed una ampia delega ai vertici tecnici, al coordinamento pratico delle forze di polizia, mentre rimane nell'ombra la questione vera. I rapporti con i paesi di transito, la revisione degli accordi bilaterali di riammissione, con il collegato problema del respingimento, a terra o in mare. Ma una politica unitaria dell'Unione Europea ancora manca. Lo osserva anche l'OIM ( Organizzazione internzionale delle migrazioni)

http://www.libyaherald.com/2014/08/25/eu-must-unify-to-end-people-smuggling-disasters-iom/#axzz3BcnPQi7u

Sui rapporti con i paesi di transito e sui luoghi di sbarco dei naufraghi, come sui tentativi di esternalizzazione del diritto di asilo,  Alfano e la Malmstroem hanno preferito tacere, ma a Bruxelles ci stanno lavorando da tempo, avevano già lanciato la missione EUBAM LIBIA, solo che in questo momento, con il caos che c'è in Libia, sono venuti meno gli interlocutori più importanti.

http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eubam-libya/pdf/factsheet_eubam_libya_en.pdf

http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eubam-libya/news/20140619_en.htm

http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eubam-libya/index_en.htm

 Le mancate scelte politiche dell'Unione Europea e l'impostazione sicuritaria, e di contrasto dell'immigrazione "illegale", mettono a rischio le vite dei migranti, come denuncia da tempo anche Amnesty International.

http://www.sos-europe-amnesty.eu/eu-migration-policies-put-lives-and-rights-at-risk-news/

http://centroastalli.it/unhcr-si-temono-numerosi-morti-nelle-ultime-tre-tragedie-mare/

Se non si apriranno corridoi umanitari dai paesi di transito per un ingresso legale e protetto in Europa, con un riconoscimento reciproco degli status di protezione internazionale, con un superamento del Regolamento Dublino III, le vite dei migranti resteranno in balia di trafficanti senza scrupoli e di governanti incapaci.

http://ilmanifesto.info/leuropa-deve-fermare-la-strage-di-migranti-con-corridoi-umanitari-e-guida-onu/

Vogliono ridurre il campo di operatività di Mare Nostrum e trasferire aree da coprire per gli interventi di controllo alle unità di Frontex Plus, ammesso che gli stati membri le forniscano, ma intanto il fronte degli sbarchi si allarga, adesso anche in Sardegna, e le esigenze di missioni di salvataggio in acque internazionali cresceranno ancora in futuro.

http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/14/08/27/sbarco-migranti-sulcis.html?ultimora

Di certo proseguiranno i rimpatri collettivi verso l'Egitto e la Tunisia, vietati una volta dalla Convenzione europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo, e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, e proseguiranno gli arresti facili di presunti scafisti, per tranquillizzare una opinione pubblica sempre più disorientata di fronte all'evidente mancanza di una reale capacità di governo di questi fenomeni. l'Italia ha già subito una condanna per i respingimenti collettivi verso la Libia, dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo, nel 2012. Se si insisterà con i respingimenti collettivi, ne verranno altre.

http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.wp?previsiousPage=mg_1_20&contentId=SDU743291

Per chi volesse saperne di più sull'agenzia europea e sulle missioni operative Frontex, adesso che vogliono farla diventare "Plus"...

http://frontex.europa.eu/about-frontex/governance-documents/

http://migrantsatsea.org/tag/frontex-sea-border-rule/

http://www.statewatch.org/news/2013/apr/07eu-frontex-aerial-surveillance.html



martedì 26 agosto 2014

In arrivo nei porti italiani migliaia di migranti. Obblighi di protezione in mare e doveri di accoglienza a terra. Dal vertice europeo di Bruxelles devono arrivare impegni precisi di salvataggio. No ai respingimenti chiamati "dirottamenti".


1900 MIGRANTI MORTI NEL 2014, 1600 A PARTIRE DAL MESE DI GIUGNO. 
STA CAMBIANDO TUTTO, MA A BRUXELLES ED A ROMA NON SI VUOLE PRENDERE ATTO DELLA SITUAZIONE E DEI DOVERI DI SALVATAGGIO E DI ACCOGLIENZA. LA GUARDIA COSTIERA LIBICA NON E' IN GRADO DI ASSICURARE IL RISPETTO DEI PIU' ELEMENTARI PRINCIPI IN MATERIA DI SALVATAGGIO DELLA VITA UMANA IN MARE.

http://www.lastampa.it/2014/08/26/multimedia/italia/migranti-i-corpi-recuperati-sulla-spiaggia-di-tripoli-ih0t4Ab8qenVAQbAqqVNqN/pagina.html 

IERI I RESPINGIMENTI COLLETTIVI, CONDANNATI DALLA CORTE EUROPEA, OGGI I "DIROTTAMENTI", L'UNIONE EUROPEA SU FRONTEX E MARE NOSTRUM VERSO UN COMPROMESSO CHE AUMENTERA' IL NUMERO DELLE VITTIME IN MARE ED IN TERRA. DOMANI A BRUXELLES INCONTRO MALMSTROM-ALFANO.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-08-26/immigrazione-oggi-tavolo-tecnico-viminale-commissione-ue-rafforzamento-impegno-europeo-094139.shtml?uuid=AB8SqSnB

(huffingtonpost.it) " Oggi a Roma si vedranno i tecnici del Viminale e quelli di Frontex (l’agenzia europea che si occupa delle frontiere europee e che ha sede a Varsavia), una riunione di sherpa preparativa per il tavolo vero, quello di domani tra Alfano e Malmstrom. Le riunioni in questi anni sono state tante, i risultati pochi. Il punto è cosa c’è sul tavolo che possa segnare una qualche differenza.
Michele Cercone, portavoce del commissario Malmstrom, lascia intendere che “potrebbero essere affidati a Frontex più uomini e più mezzi” (diventerebbe così Frontex plus) ma questo non significa in alcun modo, come invece ha chiesto Alfano, “sostituire Mare nostrum (il pattugliamento nel Mediterraneo tra Italia e Africa da parte della navi della Marina iniziato nell’ottobre 2013 dopo i 340 morti e che costa all’Italia 300 mila al giorno, 9 milioni al mese, ndr) con Frontex”. E’ semplicemente impossibile visto che il budget dell’agenzia è di 80 milioni l’anno di cui 20 se ne vanno per le spese di gestione dell’agenzia".

 " Ma la vera novità è un’altra. La svela la fonte di Bruxelles: “Dobbiamo lavorare per rinegoziare gli accordi di riammissione in paesi come Tunisia, Egitto e Marocco”. La esplicita la fonte del Viminale: “Dirottare le persone raccolte in mare in Tunisia e Egitto, non farle più arrivare in Italia a meno che non abbiano già avviato le procedure per lo status di rifugiati e quindi si siano già fatti identificare prima di imbarcarsi”. Anche l’Europa, come il Dipartimento della pubblica sicurezza, crede che “Mare nostrum sia una sorta di linea di traghetti informale tra Libia e Italia”. Di opinione contraria, la Marina militare che ha salvato e salva migliaia di vite ma ci costa 300 mila euro al giorno"

 http://www.huffingtonpost.it/2014/08/26/immigrati-dirottare_n_5713377.html?1409034779&utm_hp_ref=italy

 L’art. 12, par. 5, del Regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006 istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen), ed autorizza la Commissione ad adottare modalità di sorveglianza supplementari secondo la procedura di comitato con diritto di “controllo” del Parlamento europeo. Come chiarisce la relazione allegata alla proposta del Consiglio, le nuove linee guida si applicano alla sorveglianza delle frontiere marittime nel contesto delle operazioni di Frontex, il cui mandato comprende l’agevolazione della cooperazione operativa tra gli Stati membri nell’attuazione del codice frontiere Schengen. Si tratta di operazioni rientranti nell’ambito di applicazione del codice frontiere, coordinate da un’agenzia comunitaria e finanziate dal bilancio comunitario. L’adozione di modalità di sorveglianza supplementari secondo la procedura di comitato è espressamente contemplata dall’art. 12 del codice. Quando la sorveglianza riguarda le frontiere marittime è evidente che devono essere rispettati il diritto internazionale del mare e il diritto internazionale marittimo. Analogamente, tali operazioni non possono essere condotte in violazione dei diritti umani, compresi i diritti dei rifugiati, come già disposto dal codice

Intanto  "E' salito da 6 a 24 il bilancio delle vittime del naufragio dell'altra sera nel canale di Sicilia, dove un peschereccio carico di migranti si è rovesciato. I corpi sono stati recuperati dalle navi della Marina impegnate per tutta la giornata di ieri nelle ricerche dei dispersi. I superstiti sono 364 e saranno portati a Augusta".(ANSA). Questi non arriveranno di certo in Italia.

 http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2014/08/25/immigrazione-naufragio-nel-canale-di-sicilia-6-morti_32909ba1-679d-49ca-9765-dddade24c9e9.html

http://www.lapresse.it/cronaca/sbarchi-quasi-4mila-migranti-soccorsi-in-48-ore-25-morti-si-cercano-dispersi-1.566075

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Esclusiva-dal-centro-accoglienza-di-Pozzallo-la-tragedia-del-viaggio-negli-occhi-dei-superstiti-e5925f16-8a1f-42ad-b6dd-e899542dce33.html

OCCORRE APRIRE AL PIU' PRESTO CORRIDOI UMANITARI, CHE SIGNIFICA POSSIBILITA' DI INGRESSO PROTETTO IN EUROPA, CON VISTO, ED ESAME IN EUROPA, DELLE RICHIESTE DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE SULLA BASE DELLE DIRETTIVE UE E NON SOLTANTO DELLA CONVENZIONE DI GINEVRA.

http://www.huffingtonpost.it/luigi-manconi/immigrazione-anticipare-intervento-evitare-cimitero-marino_b_5708523.html?utm_hp_ref=italy

LE RISORSE PER FINANZIARE I SALVATAGGI IN MARE POSSONO VENIRE ANCHE DA UNA RAZIONALIZZAZIONE E DA UN MAGGIOR CONTROLLO DELLA SPESA PER L'ACCOGLIENZA.

Nelle ultime settimane si è discusso molto della cifra che percepirebbero i migranti accolti in Italia nelle strutture di accoglienza, e quindi della spesa necessaria per mantenere i vari sistemi di accoglienza ( CAS, Sprar, CARA), e dei costi della missione umanitaria-militare Mare Nostrum. In realtà la spesa annua di Mare Nostrum ( circa cento milioni di euro) che il ministro Alfano ritiene insostenibile per l'Italia, sarà solo una minima frazione della somma che l'Italia spenderà per l'accoglienza  ai migranti in fuga dalla Libia, ed in parte minore dall'Egitto, che si aggira su diverse centinaia di milioni di euro all'anno. Se si risolvessero convenzioni particolarmente lucrose per i gestori privati come quella che costa da sola, per un anno, trenta milioni di euro per il mega Centro di Accoglienza di Mineo ( Catania), e se si adottassero procedure più rapide per il riconoscimento dello staus di protezione internazionale, si potrebbero finanziare anche il doppio delle missioni attualmente svolte dalle navi e dagli aerei di Mare Nostrum. 

 Non si comprende perchè un richiedente asilo deve attendere un anno e mezzo, in una situazione di confinamento, la prima risposta sulla sua domanda di asilo, ed altri anni, a seguito del ricorso, in caso di decisioe negativa. Una procedura che sembra fatta a posta per aumentare i profitti dei gestori privati, che sta conducendo all'ingolfamento dei centri di accoglienza e che sta dilapidando buona parte delle risorse finanziare trasferite per il capitolo immigrazione dall'Unione Europea all'Italia. Adesso si sta persino ricorrendo alle caserme per moltiplicare i posti in accoglienza, mentre si ritardano sempre di più le procedure per riconoscere ai migranti uno status legale e documenti di viaggio per spostarsi in tutta Europa. Una spesa folle. Condizioni di accoglienza ancora al di sotto degli standard minimi previste dalle Direttive dell'Unione Europea, come a Messina dove funziona dallo scorso anno una tendopoli, e dove in poche settimane stanno ripristinando una caserma malandata per destinarla a centro di prima accoglienza. Poco importa se i servizi igienici non funzionano, o se manca il personale per le attività di informazione legale, di mediazione linguistica e di assistenza psicologica.

http://www.gazzettadelsud.it/news/105609/L_ex_caserma_Gasparro_diventa_centro_d_accoglienza.html

UNA MOSSA TARDIVA CHE DOVREBBE VELOCIZZARE L'ITER DELLE PROCEDURE PER IL RICONSCIMENTO DELLO STATUS DI RIFUGIATO E FINANZIARE L'ACCOGLIENZA DEI MINORI NON ACCOMPAGNATI. ALTRI DIECI MILIONI DI EURO. SE LI SPENDERANNO DAVVERO...

http://renatodisa.com/2014/08/26/decreto-legge-22-agosto-2014-n-119-disposizioni-urgenti-in-materia-di-contrasto-a-fenomeni-di-illegalita-e-violenza-in-occasione-di-manifestazioni-sportive-di-riconoscimento-della-protezione-inte/

Si è diffusa una grande disinformazione, come quando si è sostenuto che in tasca ai migranti accolti nei centri di accoglienza sarebbero finiti 30-40 euro al giorno, che sono le somme versate agli enti gestori e distribuiti generalmente agli italiani che lavorano all'interno delle strutture ( quando non sono volontari, o peggio "in nero"). Anche il governo ha contribuito a diffondere disinformazione, quando ha sostenuto che i costi dell'operazione Mare Nostrum ( circa nove milioni di euro al mese) sarebbero stati un onere insopportabile per le casse dello stato. Oppure quando si è minacciato che, se l'Unione Europea non avesse provveduto a erogare finanziamenti tali da compensare la spesa dell'Italia per questa missione, oppure qualora non si fosse deciso il subentro dei mezzi coordinati dall'Agenzia Frontex alle navi ed agli aerei italiani impegnati nella missione Mare Nostrum, il governo italiano avrebbe adottato in piena autonomia decisioni drastiche, come quella di ritirare fino al limite delle acque territoriali italiane i mezzi destinati alle missioni di controllo e di salvataggio, sospendendo l'operazione mare Nostrum, anche per fare venire meno quello che dagli "esperti"viene definito come "fattore di spinta", la presenza di mezzi italiani nelle acque internazionali limitrofe alle acque territoriali libiche, ad esempio nei pressi del campo petrolifero costituito dalle piattaforme offshore di Bouri Field, settanta miglia a nord di Zuwara e cento miglia a sud di Lampedusa.

 "Roma, 25 ago. (TMNews) - Per far fronte all'emergenza immigrati, non è possibile sostituire "tout-cort" l'operazione italiana Mare Nostrum con Frontex, che però deve essere "ampliata con nuovi e diversi compiti". Lo ha sottolineato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, intervistata dal Tg1.

"Da tempo chiediamo un sostegno dell'Unione Europea in una missione che vede l'Italia in prima linea: è vero, Frontex non può tout-court sostituire Mare Nostrum, perchè Frontex è nata come una missione di controllo dei confini", ha sottolineato il ministro della Difesa, intervenuta in diretta in collegamento, "Mare Nostrum nasce invece nel momento in cui esiste una situazione umanitaria terribile, con migliaia di persone che fuggono da situazioni di guerra e di violenza. Su questo i numeri sono noti: 113mila sono stati i migranti soccorsi dalla nostra Marina, che ha svolto un'azione meritevole e quotidiana".

http://m.tiscali.it

Le decisioni che si profilano a livello europeo, nel vertice tra "esperti" italiani e dell'Unione Europea, in corso di svolgimento oggi a Roma, sembrano andare verso un compromesso che dovrebbe prevedere l'ennesimo impegno di un rafforzamento di Frontex nel Mediterraneo centrale, quasi una sorta di Frontex Plus, ed un arretramento delle unità militari italiane, con un ridimensionamento di Mare Nostrum, in modo da dissuadere i trafficanti dal fare partire imbarcazioni che non troverebbero mezzi di salvataggio tanto vicino alla costa libica da garantire un passaggio più sicuro verso l'Europa. Ma  ai trafficanti non interessa se le persone che vengono imbarcate  su mezzi sempre più fatiscenti muoiono o riescono a raggiungere la fortezza Europa. A loro interessa che paghino, e che partano, non che arrivino. E poi la polizia libica non raccoglie neppure i cadaveri che affiorano in acqua e si arenano sulle spiagge. Ecco le immagini.

http://www.liberation.fr/monde/2014/08/25/libye-170-corps-de-migrants-africains-retrouves_1086938

I progetti di "deviazione" o di "dirottamento" verso altri paesi di transito come la Tunisia, perchè non hanno il coraggio di parlare di respingimenti, o di esame delle domande di asilo nei paesi di transito, come l'Egitto, e domani forse anche la Libia, se saranno realizzati, comporteranno un aumento immediato delle vittime in mare, perchè l'aumento delle partenze dalla Libia e dall'Egitto,  è dovuto al grave deterioramento della situazione dei migranti nei paesi dai quali provengono, e non certo per la presenza di navi di soccorso in acque internazionali. Come prova l'esperienza degli ultimi anni, lo svolgimento di attività di soccorso in mare o il loro diradamento, non ha inciso significativamente sul numero delle partenze dai paesi di transito, semmai ha inciso sul numero delle vittime di naufragi. A chi fugge dall'Eritrea o dalla Siria poco interessa sapere quando si imbarca verso l'Europa se le unità navali italiane stazionano a 50 o a 100 miglia dalla costa. Si parte perchè si è costretti a partire, costi quello che costi, anche la vita, propria e quella dei figli.

L'unico periodo nel quale si riscontrò una diminuizione delle partenze dalla Libia verso l'Italia fu il 2009-2010, anni nei quali l'Italia mise in atto la pratica dei respingimenti collettivi in mare, frutto delle intese operative firmate nel dicembre del 2007 dal governo Prodi, poi finanziate con il Tratttao di amicizia tra Italia e Libia firmato da Gheddafi e Berlusconi il 30 agosto del 2008. In quegli anni le unità navali della Guardia di finanza riportarono in Libia centinaia di migranti soccorsi nelle acque internazionali, o li riconsegnarono alle motovedette italo-libiche con equipaggi misti, che Maroni aveva donato a ministro dell'interno libico del tempo.

Queste operazioni di respingimento collettivo durarono oltre un anno, dal 6 maggio del 2009 all'autunno del 2010, e comportarono la "rendition" alla polizia libica di migliaia di migranti che avrebbero avuto diritto ad ottenere, in Italia come in qualsiasi altro paese europeo, il riconoscimento di uno status di protezione. E' noto che a causa di queste operazioni di deportazione collettiva l'Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo con la sentenza del 23 febbraio 2012 sul caso Hirsi Jamaa ed altri, dopo che numerosi report di organizzazioni non governative ed agenzie umanitarie avevano documentato gli abusi ai quali erano stati sottoposti i migranti, soprattutto le donne ed i minori, dopo la loro riconsegna da parte delle autorità italiane alle guardie di frontiera libiche.

http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng/pages/search.aspx?i=001-109231

http://www.meltingpot.org/Italia-condannata-dalla-Corte-europea-dei-diritti-dell-uomo.html#.U_yNP0YcRsc

Oggi nessuno parla esplicitamente di respingimenti in mare, ma anche il "dirottamento" verso altri paesi di transito, affidato magari ad unità di Frontex, o il mancato assolvimento degli obblighi di salvataggio in acque internazionali, non solo nelle zone SAR di competenza dei singoli stati, anche a causa delle resistenze di Malta, o ancora rinnovati tentativi di raccordo con unità militari di paesi che non rispettano i diritti umani e non applicano la Convenzione di Ginevra, potrebbero fare scaturire gravi responsabilità a carico delle autorità italiane che non rispondessero alle chiamate di soccorso, in caso di morte a seguito di naufragio o di trattamenti inumani o degradanti inflitti alle persone recuperate dalle autorità navali dei paesi di transito e ricondotte nei centri di detenzione, essendo considerati tutti indiscriminatamente come "migranti illegali".

Con le decisioni che si stanno per assumere a livello europeo, si rischia oggi di ritornare indetro nel tempo, facendo prevalere ancora una volta la logica degli accordi bilaterali di cooperazione pratica tra le forze di polizia, in ipotesi anche con quelle dei paesi di transito, nel segno del contrasto dell'immigrazione definita come "illegale" e da ultimo, della lotta al terrorismo, sugli obblighi di salvataggio e di accoglienza sanciti dalle Convenzioni internazionali e dalle Direttive o dai Regolamenti vincolanti dell'Unione Europea, come recepiti dal nostro legislatore interno, e dunque obblighi che tutte le autorità statali devono rispettare a pena di incorrere in gravi responsabilità penali, civili ed amministrative.

http://www.baobab.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-dbf6f6bb-816d-42fe-a5af-9c662edbfb03.html#

Non si vede come sarà possibile riconvertire Frontex ad attività di salvataggio della vita umana in mare quando le regole operative di questa agenzia rimangono del tutto incerte dopo il brutto compromesso raggiunto nel mese di marzo di quest'anno e dopo che la Task Force  nominata dalla Commissione Europea dopo la strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, che troppi hanno dimenticato in fretta, non ha concluso nulla che fosse concretamente realizzabile con forza vincolante per tutti i paesi dell'Unione Europea.

http://ecre.org/component/content/article/70-weekly-bulletin-articles/606-european-parliament-libe-committee-backs-search-and-rescue-rules-for-frontex-sea-operations.html

E non si vede neppure come l'Italia potrà onorare i suoi obblighi di salvataggio in mare, stabiliti anche dalle Convenzioni internazionali di Montego Bay  (UNCLOS) del 1982 (art.98), e dalla Convenzione SAR ( Ricerca e salvataggio) di Amburgo del 1979, se il ministro Alfano deciderà unilateralmente di ritirare le navi della missione Mare Nostrum, limitandosi a disporre il controllo del limite delle acque territoriali italiane ( ventiquattro miglia dalla costa), come sembrerebbe emergere dalle dichiarazioni di alcuni esponenti governativi. In questo momento, tra l'altro, non sono neppure chiarite le linee operative delle missioni Frontex.

http://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2009_2014/documents/libe/dv/2013_0016_cod_pe_cons_/2013_0016_cod_pe_cons_en.pdf

La Convenzione di Montego Bay del 10 dicembre 1982 (UNCLOS) costituisce la fonte primaria del diritto internazionale del mare. L’art. 311 dispone, infatti, che sono salvi soltanto gli altri accordi internazionali compatibili con la Convenzione stessa. Due o più Stati – continua l’art. 311 della Convenzione sul diritto del mare – possono concludere accordi che modifichino o sospendano l’applicazione delle disposizioni della Convenzione e che si applichino unicamente alle loro reciproche relazioni, solo a condizione che questi accordi non rechino pregiudizio ad una delle disposizioni della Convenzione, la cui mancata osservanza sarebbe incompatibile con la realizzazione del suo oggetto e del suo scopo e, parimenti, a condizione che questi accordi non pregiudichino l’applicazione dei principi fondamentali della Convenzione e non pregiudichino anche il godimento dei diritti o l’adempimento degli obblighi degli altri Stati derivanti dalla Convenzione stessa. Questo principio di compatibilità non entra in discussione qualora la medesima Convenzione di Montego Bay richiami e confermi espressamente accordi internazionali in vigore o ne auspichi la stipulazione con riferimento a specifici settori.

  Tra le norme che non possono essere oggetto di deroga da parte degli Stati anche mediante accordi con altri Stati va richiamato anzitutto l’art. 98 dello UNCLOS, perché esso costituisce l’applicazione del principio fondamentale ed elementare della solidarietà. Ogni Stato – si legge nel citato art. 98 – impone che il comandante di una nave che batta la sua bandiera, nei limiti del possibile e senza che la nave, l’equipaggio e i passeggeri corrano gravi rischi: a) presti assistenza a chiunque si trovi in pericolo in mare; b) vada il più presto possibile in soccorso delle persone in difficoltà se viene informato che persone in difficoltà hanno bisogno d’assistenza, nei limiti della ragionevolezza dell’intervento; c) presti soccorso, in caso di collisione, all’altra nave, al suo equipaggio e ai passeggeri e, nella misura del possibile, indichi all’altra nave il nome ed il porto di iscrizione e il primo porto del suo approdo. Il secondo comma prevede che gli Stati costieri creino e curino il funzionamento di un servizio permanente di ricerca e di salvataggio adeguato ed efficace per garantire la sicurezza marittima e aerea e, se del caso, collaborino a questo fine con gli Stati vicini nel quadro di accordi regionali.
  
L’art. 10 della Convenzione del 1989 sul soccorso in mare così dispone: Ogni comandante è obbligato, nella misura in cui ciò non crei pericolo grave per la sua nave e le persone a bordo, di soccorrere ogni persona che sia in pericolo di scomparsa in mare. Gli Stati adotteranno tutte le misure necessarie per far osservare tale obbligo. 
La Convenzione Internazionale per la sicurezza della vita in mare del 1974 (Convenzione SOLAS) impone al comandante di una nave “che si trovi nella posizione di essere in grado di prestare assistenza avendo ricevuto informazione da qualsiasi fonte circa la presenza di persone in pericolo in mare, a procedere con tutta rapidità alla loro assistenza, se possibile informando gli interessati o il servizio di ricerca e soccorso del fatto che la nave sta effettuando tale operazione”.
La terza Convenzione internazionale che viene in considerazione, con riferimento ai migranti che vengono scoperti in acque internazionali, riguarda anche essa la ricerca ed il salvataggio marittimo. La Convenzione SAR (Search and Rescue) di Amburgo del 1979 si fonda sul principio della cooperazione internazionale. Le zone di ricerca e salvataggio sono ripartite d’intesa con gli altri Stati interessati. Tali zone non corrispondono necessariamente con le frontiere marittime esistenti. Esiste l’obbligo di approntare piani operativi che prevedono le varie tipologie d’emergenza e le competenze dei centri preposti. La Convenzione SAR impone un preciso obbligo di soccorso e assistenza delle persone in mare “regardlerss of the nationality or status of such a person or the circumstances in which that person is found”, senza distinguere a seconda della nazionalità o dello stato giuridico, stabilendo altresì, oltre l’obbligo della prima assistenza anche il dovere di sbarcare i naufraghi in un “luogo sicuro”. I poteri-doveri d’intervento e coordinamento da parte degli apparati di un singolo Stato nell’area di competenza non escludono, sulla base di tutte le norme più sopra elencate, che unità navali di diversa bandiera possano iniziare il soccorso quando l’imminenza del pericolo per le vite umane lo richieda. Occorre però garantire che dopo l’espletamento delle operazioni di salvataggio i migranti siano ricondotti in un porto sicuro.  

Su questi punti la normativa nazionale italiana è molto lacunosa e lascia ampio spazio alla discrezionalità del ministero dell'interno.

http://www.asgi.it/wp-content/uploads/public/d.m.19.giugno.2003.pdf

Se il brutto compromesso tra Italia ed Unione Europea, che gli esperti stanno negoziando oggi a Roma in vista dei prossimi vertici europei, andrà in porto, nei termini che si stanno profilando, si presenta dunque il rischio di gravi violazioni del diritto internazionale, recepito a livello europeo ed interno, e di ulteriori condanne dell'Italia da parte dei tribunali internazionali. Ma soprattutto, se sarà interrotta, o ridimensionata, con il dispiegamento a ridosso delle acque territoriali italiane, l'attività di salvataggio, condotta finora con grande abilità dalle unità navali della missione Mare Nostrum nelle acque internazionali, si rischia di assistere ancora a tante altre stragi, con migliaia di morti e dispersi. Questa volta, anche se non ne risponderanno davanti ad un Tribunale, i responsabili saranno facilmente individuabili.

Alla fine l'UNHCR batte ancora un colpo...

http://unhcr.it/news/mediterraneo-tre-tragedie-in-mare-in-cinque-giorni-si-temono-numerosi-morti






lunedì 25 agosto 2014

In vista un pessimo compromesso a livello europeo per sostituire la missione militare Mare Nostrum con le operazioni Frontex Plus.




Migranti in un centro di detenzione in Libia, una foto di Sara Prestianni.

 Oggi stanno ancora peggio... sono ostaggio delle bande di miliziani che si contendono il territorio.

Ci sarebbe già una "intesa" Roma-Bruxelles per sostituire Mare Nostrum con operazioni Frontex.
Siamo in mano ad una banda di assassini, più pericolosi di trafficanti e scafisti. I migranti, tutti, senza alcuna distinzione tra potenziali richiedenti asilo e cd. "migranti economici", le vittime predestinate.  
Se il loro progetto sarà approvato a livello europeo, ci saranno altre migliaia di morti, naufragati in mare o torturati nei centri di detenzione nei paesi di transito.

Il nucleo forte del nuovo progetto europeo è questo :«Ma se il dispositivo di Mare Nostrum indietreggia al limite delle acque territoriali italiane e maltesi, i trafficanti dovranno rivedere le modalità e il numero dei viaggi». 

Progetto demenziale, improntato al più bieco sicuritarismo, con l'unico obiettivo di ridurre gli arrivi in Europa (ed i salvataggi in mare), modalità operative che produrranno soltanto disperazione. Totale incertezza sul coordinamento e sulle linee operative per portare rapidamente a compimento le missioni di salvataggio.


Questo compromesso soddisfa soltanto gli interessi dei paesi più settentrionali dell'Unione Europea. Ignorata la posizione di Malta e Cipro. Anche se molte imbarcazioni che raggiungono l'Italia passano proprio dalle acque territoriali di quei paesi.
Prepariamoci a denunciare tutti i casi di respingimento e di abbandono in mare. Occorre una rete internazionale di osservatori indipendenti. FARE PRESTO. 

Fermare gli autori delle politiche di morte alle frontiere del Mediterraneo.

http://www.hrw.org/fr/world-report/2014/country-chapters/121889 

Ricevo da Don Mussie Zerai dell'associazione Habesha di Roma, condivido e diffondo:

 Abba Mussie Zerai
Bruxelles: Mare Nostrum e Frontex
Bruxelles: Dice Fattore di attrazione, ma prima di Mare Nostrum i disperati venivano ugualmente. La risposta da dare non è qu...ella di mettere un altra pezza come Mare Nostrum nel Mediterraneo, quella è stata una risposta ad un Emergenza umanitaria dopo la strage di 366 profughi Eritrei, un progetto Mare Nostrum che ha salvato migliaia di vite umane, per questo tutta l'Umanità deve essere Grata all'Italia per averci risparmiati Orrori come quelle del 03.10.2014. Un anno dopo siamo ancora in alto mare, perché l'indecisione e incertezze titubanze dell'Europa hanno prevalso sulla logica di agire. La logica e il buon senso ci indica che bisogna lavorare per trovare soluzioni radicali su tre livelli.
1. Risolvere con tempestività le cause di questo Esodo, cioè spegnere i conflitti in atto e le dittature che calpestano i diritti fondamentali delle popolazioni in diverse zona dell'Africa Sub-Sahariana, questa soluzione va affrontata insieme all'Unita Africana.
2. Lavorare per garantire sicurezza e protezione nei paesi di transito creando condizione di vivibilità in queste aree, evitando che i profughi in fuga finiscano nelle mani dei trafficanti, offrendo loro una prospettiva di vita in questi paesi limitrofi.
3. Garantire un accesso legale con un corridoio umanitari a quelli gruppi più vulnerabili e bisognosi di una protezione internazionale, aprendo le Ambasciate ad accogliere le richieste di asilo politico, attuando programmi di reinsediamento ... Bisogna dare un alternativa ai richiedenti asilo e rifugiati che vengono a chiedere protezione in Europa. Bisogna sottrarre i profughi dalle fauci di scafisti, trafficanti e governi corrotti che sono collusi con queste operazioni criminali".

Aggiungo: sono questi i migranti "illegali" che non si vogliono fare arrivare in Europa. E qualcuno pensa ancora di potere trattare con autorità rappresentative del "governo" libico, o si prepara all'ennesimo intervento di guerra "umanitaria".

http://www.maltatoday.com.mt/news/world

LIBYA / Plans for partnership with the EU to deter irregular migrants

The Libyan government and the EU are discussing plans to deter irregular migrants from coming to Europe through Libya. Prime Minister Abdullah Al-Thinni addressed irregular migration in connection to politics, national security and human rights during a meeting with EU officials on 11 July 2014. The UN Refugee Agency (UNHCR) expressed concern about the safety of migrants and asylum seekers when violence escalated in the country. Of the 88,000 people estimated to have arrived in Italy by boat so far in 2014, about 77,000 are believed to have departed from Libya. Human Rights Watch (HRW) recently released findings showing that migrants have been systematically tortured and abused in detention centres in Libya (see PICUM Bulletin 30 June 2014)
Sources: South Africa Today, 12 July 2014; Malta Today, 8 August 2014

Sei vittime nel terzo naufragio in due giorni. Senza le navi di Mare Nostrum ci sarebbero ancora centinaia di morti. Ma non serva a "rallentare" gli arrivi di migranti. La salvezza non può essere "rallentata". E sono tanti i dispersi.


Ci sarebbero anche molti dispersi. Le ricerche in mare continuano. Ma ormai sara' difficile trovare sopravvissuti.  Terzo naufragio in due giorni, davanti alla costa di Zuwara, appena fuori dalle acque territoriali libiche.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/08/25/news/immigrazione_altro_naufragio_almeno_6_morti-94400869/?ref=HRER3-1

http://mt21.marinetraffic.com/it/ais/details/ships/247062100

 Evidentemente dalla Libia stanno facendo partire imbarcazioni sempre più inadeguate e cariche, le persone in fuga che rischiano la pelle e gli stupri in quel paese, in preda alla guerra tra milizie armate, accettano di tutto e pagano quello che possono pur di imbarcarsi verso l'Europa. Questi i risultati della politica europea che ha finora precluso l'accesso attraverso canali umanitari e trasferimenti nei diversi paesi senza subire le logiche repressive del Regolamento Dublino e della Direttiva sui rimpatri.

Si assiste alla fine del diritto di asilo, imbrigliato in procedure lunghissime ed in forme diverse di detenzione o di confinamento dei migranti. Cresce soltanto la frustrazione e la disperazione. Oltre il numero dei morti ai quali non si riconosce neppure il diritto ad un nome, ad una identità, ad un riconoscimento. Basta tranquillizzare l'opinione pubblica con la notizia dei consueti arresti di presunti scafisti. L'Europa ed i suoi cittadini pagheranno un prezzo altissimo per queste politiche di contrasto e di abbandono rivolte verso i più deboli.

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2014/08/25/immigrazione-naufragio-nel-canale-di-sicilia-6-morti_32909ba1-679d-49ca-9765-dddade24c9e9.html

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Immigrazione-altro-naufragio-almeno-6-morti-514b2bbd-e4fb-4455-87eb-82adae1841ba.html

http://oltrelostretto.blogsicilia.it/la-conta-dei-morti-nel-mediterraneo-mare-nostrum-e-fallita-per-volonta-del-governo/268723/

Il naufragio è avvenuto venti miglia a nord di Zuwara, appena a nord delle acque territoriali libiche ma in zona SAR ( Search and rescue) di competenza delle autorità libiche, ammesso che esistano ancora e siano in grado di operare missioni di salvataggio. Se le navi italiane non si fossero spinte così a sud, cinquanta miglia più a sud delle piattaforme petrolifere di Bouri Field, tradizionale zona nella quale si eseguono gli interventi di salvataggio da parte delle unità della missione militare-umanitaria MARE NOSTRUM, oggi staremmo a contare altre centinaia di morti, oltre le sei vittime accertate ed un numero imprecisato di dispersi. Ma questo non vuol dire condividere l'analisi di chi ritiene che Mare nostrum abbia "rallentato" gli arrivi, o contrastato l'immigrazione irregolare.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/08/25/mare-nostrum-di-giorgi-rallenta-arrivi_c5c7ebcf-c081-4059-95d9-95c7341e05e3.html

E QUESTI SAREBBERO I NUOVI ACCORDI CHE RENZI ED ALFANO STAREBBERO NEGOZIANDO A LIVELLO EUROPEO. SE SI LIMITANO A QUESTO CI SARANNO MIGLIAIA DI VITTIME.

http://www.lastampa.it/2014/08/25/italia/cronache/intesa-romabruxelles-stop-a-mare-nostrum-rVoSSjfceqpzGbEO8MQzOJ/pagina.html

In arrivo a Crotone 1373 migranti salvati dalle navi dell'operazione Mare Nostrum. Le navi di Mare Nostrum vanno liberate da impieghi di trasferimento o di indagine penale, che "rallentano" lo sbarco a terra, ed affiancate da mezzi civili, come traghetti, che facciano base a Porto Empedocle o a Pozzallo, e qualche mezzo più piccolo andrebbe ubicato anche a Lampedusa, in modo da rendere più veloci i trasferimenti verso nord, anche con l'utilizzo di mezzi aerei dall'aeroporto di Comiso. In questo modo le navi di mare Nostrum potrebbero rientrare più presto in zona operativa e raccogliere più naufraghi in mare. Davvero bravi i marinai italiani che hanno salvato tante vite.

http://mt21.marinetraffic.com/it/ais/details/ships/247062100

Il Canale di Sicilia, in particolare la zona attorno alle piattaforme petrolifere di Bouri Field il più importante giacimento petrolifero offshore frutto della collaborazione la la Società petrolifera libica e l'ENI, è pieno di unità militari, anche di mezzi militari americani in funzioni di rifornimento. Questi si vedono dove sono, le navi da guerra ci sono, ma sono invisibili sulle mappe del traffico navale...
Tutto questo potrebbe spiegare come mai le unità militari della missione Mare nostrum si siano spinte così a sud, praticamente di fronte a Zuwara, come non era mai successo prima.

http://mt21.marinetraffic.com/it/ais/details/ships/8511500/vessel:LEROY_GRUMMAN

I PROBLEMI NON FINISCONO NEPPURE PER QUELLI CHE VENGONO SALVATI.

BASTA RIMPATRI COLLETTIVI DI EGIZIANI DA CATANIA VERSO IL CAIRO. TUTTI COLORO CHE SONO COSTRETTI A FUGGIRE DALLA LIBIA IN QUESTO PERIODO  DEVONO AVERE ALMENO IL DIRITTO DI ACCEDERE ALLA PROCEDURA PER IL RICONOSCIMENTO DI UNO STATUS LEGALE DI PROTEZIONE.
domenica 24 agosto 2014

Nuova strage a sud di Lampedusa. Decine di cadaveri recuperati in mare. Senza canali di ingresso protetto e legale in Europa continueranno a morire migliaia di persone.




Queste le immagini dei corpi ritrovati sulla costa libica dopo la strage di venerdì scorso.

http://www.liberation.fr/monde/2014/08/25/libye-170-corps-de-migrants-africains-retrouves_1086938

Durante un intervento di salvataggio operato sabato 23 agosto dalla nave Sirio della missione Mare Nostrum, a sud di Lampedusa, sono stati soccorsi 73 migranti a bordo di un gommone alla deriva sul quale si trovavano 18 cadaveri. I corpi delle vittime sono stati sbarcati nel porto di Pozzallo, dove però il sindaco ha comunicato che non ci sono loculi liberi al cimitero e dunque finiranno provvisoriamente in celle frigorifere, in attesa che la magistratura decida la loro destinazione. Non si sa come e quando saranno svolte le operazioni di identificazione nè se i parenti potranno essere avvertiti.

http://livesicilia.it/2014/08/24/lampedusa-ancora-una-tragedia-recuperati-diciotto-cadaveri_530683/

http://www.radiortm.it/2014/08/24/pozzallo-i-corpi-18-migranti-deceduti-nel-mediterraneo/

 http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/14/08/24/migranti-lampedusa.html

  https://news.yahoo.com/bodies-18-migrants-found-dinghy-near-italian-island-075327302.html

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/08/24

http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/navi/Pagine/Sirio.aspx

Una seconda strage, dunque, in soli due giorni, dopo il naufragio, venerdì 22 scorso, di una imbarcazione in legno settanta chilometri ad est di Tripoli, poco dopo la partenza, nel quale sono morte oltre venti persone ed altre 170 risulterebbero disperse. Tragiche le immagini dei migranti annegati, cadaveri galleggianti, pure di persone che indossavano giubbetti salvagente, che evidentemente non sono serviti, anche perchè i soccorsi non saranno stati immediati. La Guardia costiera libica non possiede mezzi adeguati per sorvegliare le coste garantendo la sicurezza dei migranti che tentano la traversata verso la Sicilia e, soprattutto in questi giorni di guerriglia diffusa, altri mezzi, che battono bandiera di paesi diversi, si tengono alla larga dalle acque territoriali libiche.

http://www.liberation.fr/monde/2014/08/25/libye-170-corps-de-migrants-africains-retrouves_1086938

 La Libia è ormai nel caos, politico, militare, amministrativo, sociale. Ed i governi dei paesi occidentali pensano solo al contrasto dell'immigrazione "illegale" ed al rischio terrorismo, senza adottare nessuna iniziativa concreta che dia sicurezza ai migranti e riporti ad un confronto civile lo scontro tra fazioni attualmente in corso in quel paese. Senza soluzioni politiche, qualunque intervento militare sarà foriero di altri disastri, di altre migrazioni forzate, di altra morte.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/24/libia-nel-caos-le-aziende-italiane-hanno-crediti-per-1-miliardo-rischiano-di-perderlo/1084776/

Per la Guardia costiera libica il barcone di legno si sarebbe rovesciato dopo l'avviciamento da parte di una motovedetta e l'avvenuto salvataggio dei primi migranti che si era riusciti a soccorrere. Come in altri casi le versioni fornite dalle autorità libiche lasciano perplessi, se non risultano contraddittorie, è sempre più forte il dubbio che i libici sparino sulle imbarcazioni che intercettano nelle loro acque. Naturalmente si tratta di fatti che non saranno mai confermati dai migranti "salvati" e riportati in Libia dove sono generalmente internati nei centri di detenzione, o venduti da una banda all'altra.

Tragedia in mare per profughi da Libia, affiorano primi corpi

Agenzia Habeshia, 2000 scomparsi in mare da inizio anno

23 agosto, 19:39

(ANSAmed) - ROMA - Affiorano i primi corpi della nuova tragedia del mare avvenuta ieri davanti alle coste di Tripoli in Libia. Le autorità locali riferiscono che sono almeno 20 i corpi recuperati, mentre 170 i dispersi dell'affondamento di un barcone carico di migranti sub-sahariani diretto verso le coste europee. 
La guardia costiera libica aveva già precisato ieri di avere salvato 16 persone, che si erano imbarcate verso le tre del mattino da Guarakouzi, ma subito dopo la loro imbarcazione si era rovesciata in mare. Tra i migranti a bordo, somali ed eritrei.
La tragedia è solo l'ultima di una lunga serie proseguita in questi ultimi mesi estivi, con la morte e la scomparsa in mare di numeri imprecisati di persone. A favorire le partenze dalla Libia il caos che regna nel Paese, dove è ormai guerra civile tra le milizie islamiste che fanno capo al "califfato" islamico di Bengasi e all'Operazione Alba a Tripoli, e quelle che le combattono insieme all'ex generale Khalifa Haftar. In questo quadro, i trafficanti di uomini hanno gioco facile nel portare avanti i loro lucrosi affari, imbarcando ogni volta centinaia di disperati dal sub-Sahara e dal Corno d'Africa. Spesso intercettati e salvati dalle forze navali italiane dell'operazione Mare Nostrum, ma altre volte destinati a morire senza che nessuno si accorga di loro. Altri sono stati di recente soccorsi anche da pescatori o dalla guardia costiera tunisina, come i 75 migranti partiti dalla Libia e salvati l'altro ieri dopo cinque giorni alla deriva senza scorte.
Dall'inizio dell'anno potrebbero essere scomparse in mare almeno 2.000 persone. A calcolarlo è don Mussie Zerai, sacerdote di origine eritrea che presiede in Italia l'agenzia Habeshia, che raccoglie e diffonde segnalazioni sulla sorte di migliaia di profughi e migranti finiti nella rete dei trafficanti di esseri umani. Un calcolo, il suo, che si basa proprio sulle segnalazioni  di persone che hanno preso il mare e non si trovano più: né nei centri di accoglienza in Italia o in Tunisia, né in quelli di detenzione in Libia.
"Sono somali, eritrei, sudanesi, etiopi - racconta - profughi che fuggono dalle guerre e che in Libia si trovano in mezzo ad un'altra guerra". Dove restano vittime degli scontri oppure sono reclutati dalle milizie come schiavi-portatori di armi, come già accaduto ad oltre 200 sequestrati a Misurata, il cui caso è già stato denunciato dal sacerdote nei giorni scorsi.
Ora anche i miliziani si sono messi nel 'business', segnala don Zerai: un affare che può rendere da 3.000 dollari a persona a cifre ancora più alte, per quelli che, passando via terra dal Sudan alla Libia, vengono "rivenduti" - tra trafficanti, polizia e miliziani - anche fino a cinque volte. Per questi profughi "in trappola" l'agenzia Habeshia ha chiesto più volte alla comunità internazionale un piano di evacuazione, analogo a quelli per gli stranieri bloccati dalla rivolta nel 2011. (ANSAmed).

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/08/23

http://www.huffingtonpost.it/2014/08/23/libia-naufraga-barcone_n_5702502.html?utm_hp_ref=italy

I bombardamenti su Gaza o gli uomini giustiziati da Isis sono più visibili. Questi esseri umani che periscono in mare, soprattutto nella traversata dalla Libia verso Lampedusa, non li vede nessuno davvero, al massimo rimangono numeri che si aggiungono ad altri numeri. Le parole, come gli appelli all'Europa non bastano più. Gli arresti degli scafisti non sono più un deterrente, non lo sono mai.

http://www.radiortm.it/2014/08/24/arrestato-scafista-tunisino-responsabile-sbarco-354-avvenuto-ieri-porto-pozzallo/

 L'opinione pubblica è totalmente assuefatta a questa conta di cadaveri, nessuna pietà per corpi di persone che si lasciano dietro affetti, storie, tragedie che nessuno vuole conoscere. Occorre dare voce ai sopravvissuti, non appena sono liberi di parlare senza essere coinvolti in procedimenti penali di cui spesso non compredono nulla. Chiunque possa raccontare deve parlare. Non si potrà restituire la vita a chi muore, ma occorre dare voce a chi non potrà più farsi sentire. Sono considerati come "clandestini", come "illegali" anche in Italia, da troppe persone, chiunque entri in contatto con i sopravvissuti li aiuti a rendersi autonomi prima possibile ed a fare vivere, attraverso il loro racconto, la tragedia che hanno attraversato, la tragedia nella quale si sono spente tante vite. E' l'unico modo che esiste per onorare i morti, e restituire loro un minimo di dignità, quella dignità che da vivi nessuno gli ha riconosciuto. E' anche l'unico modo per rendere più forte la richiesta di aprire con urgenza canali umanitari, che non significa aiutiamoli nei paesi di transito a chiedere asilo, operando una selezione tra chi merita e chi non merita il riconoscimento di uno status di protezione.

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/regioni/sicilia/2014/07/21/immigrazioneappello-avvocatifar-fronte-a-emergenza-sbarchi_44e74f8a-0362-4de6-8ae9-40fe205278a6.html

Di fatto in paesi come l'Egitto, la Tunisia, l'Algeria, il Marocco, che pure hanno firmato la Convenzione di Ginevra sui rifugiati, il diritto di asilo non viene riconosciuto se non a qualche centinaio di persone l'anno. E spesso senza neppure la garanzia di una qualsiasi accoglienza o di un diritto di soggiorno legale. In Libia ormai è guerra tra bande, le componenti tribali si stanno pericolosomente saldando con gli estremisti jahdisti e la sorte dei migranti si decide ad ogni chek point. Morire o essere stuprati per strada è un evento ormai quotidiano, può dipendere non solo dalla religione o dal colore della pelle, ma anche dallo scambio di migranti tra le bande criminali dei trafficanti e i gruppi della guerriglia che sta incendiando tutta la Libia. In Libia si può morire anche nei centri di detenzione, come denuncia Don Mussie Zerai dell'agenzia Habesha. A Tripoli 350 profughi, stanno morendo di fame, 17 bambini, 7 donne sono incinte, non ricevono cibo da 6 giorni, sono stati rinchiusi in un campo di detenzione dai militari.
 Tutti i migranti in transito in Libia vanno evacuati con la massima urgenza, come si è fatto con migliaia di persone di altri paesi che hanno mandato navi ed aerei a prelevare i propri concittadini.

Per il Senatore Luigi Manconi, Presidente della Commissione per i diritti umani,  occorre istituire:



http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-08-24/presidi-globali-i-migranti-081342.shtml?uuid=ABjErumB&fromSearch

 La proposta di istituire "canali umanitari" significa riconoscere un visto di ingresso e la possibilità di un trasferimento immediato in Europa per tutte le persone che in Libia, in questo momento, sono a rischio della vita, della libertà, del proprio corpo, le donne ed i minori non accompagnati soprattutto. Canali umanitari significa navi civili con personale civile a bordo, che, con la scorta di mezzi militari, trasferiscano i migranti intrappolati in Libia verso Malta e Lampedusa e quindi, dagli aeroporti di queste isole, con un ponte aereo, in tutta Europa. Il governo italiano non si può trincerare ancora dietro la richiesta di sostituire con le operazioni Frontex la missione militare umanitaria Mare Nostrum, l'Unione Europea ha già detto chiaramente che non vuole e non può rimpiazzare con i mezzi di Frontex  le navi e gli aerei della Marina Militare. Non si deve andare a Bruxelles con il cappello in mano, occorre mettersi in regola con il rispetto delle Direttive e dei Regolamenti in materia di accoglienza degli sfollati e dei richiedenti asilo, cosa che l'Italia non ha ancora fatto.

L'Italia deve giocare una partita diplomatica che ancora non ha neppure aperto, trovare un fronte comune con Malta e con Cipro, come con la Grecia e la Spagna, per il superamento del Regolamento Dublino III, per il riconoscimento reciproco delle decisioni in materia di asilo e protezione umanitaria, per l'adozione a livello europeo di misure straordinarie di trasferimento e di ingresso protetto in Europa per i migranti intrappolati in Libia. Da subito vanno riconosciuti a tutti coloro che fuggono dalla Libia in questo periodo un permesso di soggiorno per motivi di protezione temporanea e documenti di viaggio validi per il trasferimento immediato in altri paesi europei. La missione Mare Nostrum va rinforzata con mezzi ( traghetti) e personale civile, il suo costo non può rientrare nella politica della "spending review", costituisce oggi un impegno economico che non può essere tagliato, sono in gioco vite umane oltre che il rispetto del dovere di salvataggio in mare sancito dalle Convenzioni internazionali. Cento milioni di euro l'anno, anche se diventassero il doppio, sono un decimo di quello che l'Italia spende per le misure di accoglienza, sono una cifra infinitesimale nel bilancio dello stato, a livello europeo sarebbero una vera inezia, solo gli avvoltoi della Lega possono specularci sopra. Solo per il mega Cara di Mineo, una struttura che andrebbe chiusa immediatamente, il governo italiano trasferisce ai privati circa trenta milioni di euro l'anno. Somme che si potrebbero risparmiare con procedure più veloci e con una consegna più rapida dei documenti di soggiorno e di viaggio ai migranti che oggi devono attendere oltre un anno e mezzo per avere riconosciuto il loro diritto alla protezione internazionale. Ed altri anni in caso di diniego e di successivo ricorso al giudice. Se si modificassero le procedure di prima accoglienza e di asilo, e quindi le prassi di polizia, trasferendo competenze a personale civile, si risparmierebbero molti più soldi di quanto costa l'operazione Mare Nostrum.

Ogni giorno che passa senza che queste richieste siano state accolte, altre vite saranno spezzate, in mare ed a terra.

http://notizie.tiscali.it/feeds/14/08/24/t_01_04_2014-08-24_1241095355.html?ultimora

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2014/08/24/nuova-tragedia-dei-migranti-18-cadaveri-a-lampedusa_4112af3d-18ad-4a4e-a01b-504776135c08.html

I trafficanti hanno ucciso un migrante al momento dell'imbarco dalla Libia. I trattamenti ai quali sono esposte le persone che partono dalle coste libiche, da luoghi sempre diversi, adesso non più da Tripoli e Zuwara, ed arrivano poi ad essere salvate dalle navi di Mare Nostrum diventano sempre più brutali.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2014/08/24/a-reggio-1.373-immigrati-uno-ucciso_c193bc8f-ebba-48e3-a136-85019a8fdcd5.html




Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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