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venerdì 27 febbraio 2015

Frontex ridefinisce il carattere militare della missione Triton e legittima il sistema di accoglienza italiano. I destini e le vite dei migranti rimangono sullo sfondo.


Frontex per la militarizzazione del Mediterraneo, altro che salvare vite umane... si rimane in attesa dei dati delle persone effettivamente recuperate in mare dalle unità navali inviate dai diversi paesi europei per l'operazione TRITON, che sarebbe stata prorogata fino al 31 dicembre 2015, mantenendo però gli stretti limiti del suo mandato originario ( 30 miglia dalle coste maltesi e lampedusane) salvo coinvolgimento eventuale in operazioni SAR ( ricerca e salvataggio) gestite dal Comando generale della Guardia costiera italiana e dalla nostra Marina Militare.

http://www.ilfattoweb.it/2015/02/direttore-esecutivo-frontex-in-visita-41-stormo-antisom/

https://news.vice.com/article/european-commission-extendes-migrant-rescue-mission-operation-triton?utm_source=vicenewsfb

Intanto la Guardia Costiera italiana si espone a rischi crescenti per continuare a svolgere la sua attività di ricerca e salvataggio al limite delle acque territoriali libiche.

http://www.thelocal.it/20150227/fearing-attack-italian-coastguards-seek-weapons

Alcune navi della Marina militare italiana sarebbero in avviinamento verso la costa libica, ufficialmente si tratta di una esercitazione, ma gli scopi militari e difensivi ( degli interessi italiani in Libia come i terminali petroliferi ed il gasdotto) sono evidenti. Potrebbe esserci anche una preparazione ad azioni di difesa dei mezzi della Guardia Costiera che operano gli interventi di salvataggio in acque internazionali, al limite delle acque territoriali libiche, sotto la costante minaccia dei barchini armati dei miliziani/trafficanti.

 http://www.gadlerner.it/2015/02/28/le-navi-della-nostra-marina-navigano-verso-la-libia

 E il governo di Al Thini da Tobruk, l'unico governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale,  chiede lo spiegamento di una forza navale al largo delle coste libiche per impedire il traffico di armi. L'Egitto accusa la Turchia di rifornire le milizie islamiste di Bengasi e Misurata. E questi sono gli attori statali che dovrebbero partecipare ad un processo di pace ! Presto le acque di fronte alla Libia potrebbero riservare sorprese micidiali sia ai profughi che ai soccorritori. Occorre una missione internazionale di salvataggio.

http://www.washingtontimes.com/news/2015/feb/27/italian-coastguard-humiliated-demands-weapons-isla/

 http://www.voanews.com/content/head-of-internationally-recognized-libyan-government-calls-for-naval-observer-force/2661744.html

Le novità più recenti sul ruolo di Frontex e dell'operazione Triton

http://www.videomediterraneo.it/notizie/attualita/16741-bruxellles-frontex-ue-supportera-italia.html

Incontri di cui non si è saputo molto, si comprende però quanto" il contrasto dell'immigrazione irregolare" sia più importante delle missioni di salvataggio della vita umana in mare. E si ignorano completamente le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate a danno dei migranti nei paesi di transito come l'Egitto. Dove centinaia di profughi siriani sono arrestati ed incarcerati.

( Roma, 4 febbraio 2015) Il capo della Polizia Alessandro Pansa ha incontrato oggi a Roma il nuovo direttore dell'Agenzia Frontex Fabrice Leggeri.
La riunione è avvenuta nell'ambito della missione tecnica effettuata dal direttore dell'Agenzia in Italia, che ha un ruolo di primaria importanza, quale principale frontiera marittima europea, nel contrasto all'immigrazione irregolare.
Durante l'incontro sono state affrontate le questioni riguardanti gli attuali flussi migratori che, attraverso il Mediterraneo, investono l'Italia.
Leggeri ha confermato il massimo impegno, sia finanziario che logistico, da parte dell'Agenzia per sostenere, mediante delle operazioni congiunte, lo sforzo che l'Italia sta producendo per arginare i flussi migratori e, nel contempo, garantire la salvaguardia della vita dei migranti in mare.
È stata, inoltre, discussa la necessità di proseguire i rapporti di collaborazione tecnico-operativa già avviati dal ministero dell'Interno con i paesi terzi di transito dei migranti, quali Turchia, Egitto e Tunisia, affinché le collaterali autorità adottino le iniziative necessarie per impedire, mediante un adeguato pattugliamento marittimo delle loro coste, la partenza delle imbarcazioni verso l'Italia.
Successivamente si è svolta nella "sala crisi" del Centro nazionale di coordinamento, presso la Direzione centrale dell'immigrazione e della Polizia delle Frontiere, un meeting tecnico, a cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti dell'Agenzia, anche alti rappresentanti della Guardia di finanza, della Marina militare, del Comando delle capitanerie di Porto e dell'Arma dei carabinieri. Durante l'incontro sono state discusse le linee programmatiche operative e finanziarie dell'operazione Triton 2015.

http://www.poliziadistato.it/articolo/view/37484/index.html

Questa la situazione dei profughi siriani ingabbiati in Egitto, anche grazie agli accordi bilaterali di cui si è parlato a Roma. Per non parlare della situazione tremenda in Turchia, oltre che in Libia, come si è visto ieri sera nei filmati e nelle testimonianze mandate in onda da Servizio Pubblico.

http://allegralaboratory.net/palestinian-refugees-and-the-current-syrian-conflict-from-settled-refugees-to-stateless-asylum-seekers/

http://nena-news.it/i-migranti-prigionieri-di-karmooz-da-112-giorni-detenuti-in-egitto/

http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/13982-i-migranti-prigionieri-di-karmooz-da-112-giorni-detenuti-in-egitto

http://observers.france24.com/fr/content/20150227-detenus-commissariat-refugies-syriens-palestiniens-greve-faim

http://www.refugeesolidarity.org/blog/criminalization-and-exclusion

L'Egitto dovrebbe spingere nella direzione di un percorso di pacificazione ancora possibile in Libia, con la mediazione delle Nazioni Unite, senza insistere in bombardamenti aerei che hanno effetti devastanti sulla stessa popolazione libica ed all'interno del mondo muslmano. La Germania ripropone l'idea dei campi di raccolta per richiedenti asilo nei paesi del Nordafrica, per contenere le partenze, piuttosto che fornire serie alternative di salvezza ai profughi che non scelgono più, ma sono forzati alla partenza da parte delle organizzazioni di miliziani/trafficanti. Ormai la distinzione è quasi impossibile, almeno in Libia, e dunque la proposta dei campi di raccolta appare praticabile solo in caso prevalga l'opzione di un intervento militare. Come aggiungere disastri a disastri.

http://sputniknews.com/africa/20150227/1018839910.html#ixzz3T2ZARiV4

http://www.nytimes.com/2015/02/28/opinion/egypt-libya-and-isis.html?_r=0

Anche in Turchia le cose non vanno molto meglio... profughi schiacciati tra polizia e trafficanti, per le vittime di ISIS in Siria, anche in Turchia si prospettano rischi crescenti. Ma gli accordi tra UE e Turchia non si toccano.

http://www.vita.it/it/article/2014/11/27/incubo-rimpatrio-per-centinaia-di-siriani/128589/

http://www.serviziopubblico.it/2015/02/mersin-pablo-trincia-sulla-rotta-dei-mercanti-di-uomini/

http://m.news24.com/news24/World/News/Spy-chief-Fighting-ISIS-not-a-priority-for-Turkey-20150226

Frontex adesso cotinuerà a visitare i disastrati centri di accoglienza, all'attenzione di numerose indagini della magistratura, e rilascerà la stessa attestazione di merito che ha dato al centro di Pozzallo, ci potete giurare. Sembra che solo i funzionari di Frontex riescano a non vedere lo sfascio del nostro sistema di accoglienza.

http://www.lagazzettaragusana.it/pozzallo-lagenzia-frontex-al-centro-di-prima-accoglienza/

http://ragusa.gds.it/2015/02/06/sbarchi-migranti-frontex-promuove-pozzallo_308062/

http://www.lagazzettaragusana.it/pozzallo-lagenzia-frontex-al-centro-di-prima-accoglienza/
mercoledì 25 febbraio 2015

La Libia verso il baratro, fallisce la trattativa di pace, si armano gli eserciti. Assassinata attivista che difendeva i diritti umani. Nessuno vuole evacuare i migranti che sono perseguitati dalle milizie.



Uccisa in Libia una coraggiosa attivista per i diritti umani. Anche a Tripoli ormai, chi difende i diritti della persona umana, ancora peggio se donna,  rischia la vita.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/02/24/news/libia_assassinata_militante_societa_civile_intissar_al-hassaeri-108115429/?ref=HREC1-25

 Lo scorso anno era stat uccisa una avvocatessa, Salwa Bugaighis che difendeva i diritti umani, anche quelli violati dei cittadini libici. Se in Libia si uccidono anche gli attivisti dei diritti umani, è segno che la società civile libica sta finendo strangolata nella morsa tra militari e milizie islamiste. Dopo la caduta di Gheddafi, che non si può certo rimpiangere, nessuno d all'esterno ha mosso un solo dito per aiutare quei gruppi di cittadini che volevano avviare un percorso di democrazia e di sviluppo anche in Libia. Il tempo è davvero scaduto, ma non solo per i migranti, forse si è superato proprio in questi giorni il punto di non ritorno, è bene che questo si sappia anche in Europa.

 http://www.lastampa.it/2014/06/26/esteri/uccisa-in-libia-lavvocato-per-i-diritti-umani-salwa-bugaighis-2ZNhEaZFQBWzWVjva2gwaK/pagina.html

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-06-26/in-libia-assassinata-salwa-avvocato-i-diritti-umani-121757.shtml?uuid=ABkOa5UB

Questo è terrorismo e colpisce per primi cittadini libici democratici.  La "crisi dimenticata dei diritti umani" in Libia.

http://www.islandpacket.com/2015/02/25/3611163_libyas-forgotten-human-rights.html?rh=1

 Peggiora anche la condizione dei migranti sballottati tra trafficanti vecchi e nuovi, spesso improvvisati, e milizie armate sempre più crudeli. Di corridoi umanitari verso l'Europa non parla più nessuno, tutti gli stati europei, ed anche l'Egitto, hanno organizzato l'evacuazione dei propri cittadini dalla Libia, ma i migranti sono stati condannati a restare ostaggio delle milizie o a vendersi ai trafficanti. E nessuno riesce più ad aiutarli.

http://www.egyptindependent.com//news/ministry-800000-egyptian-workers-libya

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/123946/Egypt/Politics-/-Egyptians-fleeing-Libya-land-in-Cairo.aspx

http://www.thecairopost.com/news/139092/news/20000-egyptians-flee-libya-after-beheadings-airstrikes

http://www.vita.it/it/article/2015/02/24/la-libia-ormai-e-un-buco-nero-per-noi-umanitari/129612/

Il pesante intervento dell'Egitto in Cirenaica, con i bombardamenti su Bengasi e Derna, e lo spostamento della linea di fuoco del conflitto libico verso occidente, in Tripolitania, potrebbe spingere anche i tagliagole dell'Isis verso i porti più ad ovest dai quali partono i migranti. Lo scontro che si annuncia a Misurata potrebbe essere decisivo.  L'allarme di Amnesty International sul peggioramento della situazione in Libia. Ed i dittatori criticano Amnesty, vogliono le mani libere.

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20150225/local/amnesty-warns-libya-conflict-will-get-worse.557504

http://english.irib.ir/news/world/africa/item/205317-egypt-slams-amnesty-report-on-airstrikes-in-libya

 L'Europa è capace solo di qualche balbettio e di una sequela di vertici inutili. Del resto la Mogherini è sempre più delegittimata. E Gentiloni continua con le piroette, dall'intervento militare alla soluzione politica, una svolta a 180 gradi.

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/stati/libia/2015/02/25/libia-per-italia-e-tunisia-non-esiste-soluzione-militare_62ad4518-d147-4b20-8489-4936eaf6b9ae.html

http://www.independent.com.mt/articles/2015-02-20/local-news/Med-7-meeting-in-Paris-discusses-crises-in-Libya-and-Syria-and-migration-in-the-Mediterranean-6736130983

http://thepeninsulaqatar.com/news/middle-east/323876/tunisia-and-italy-urge-reconcilation-in-libya

Gli effetti di una espansione delle forze di Isis ad occidente sarebbero gravissini e non solo per coloro che si trovano ingabbiati in Libia. E non solo per i terminali degli impianti che pompano gas e petrolio verso l'Italia. Gli appelli che provengono da una parte del governo di Tobruk ( uno dei due governi che si contendono il potere in Libia) è rimasto inascoltato, ma i tentativi di incontro e di riunificazione sono stati sabotati da chi ha scelto da tempo l'opzione militare come unica soluzione del conflitto. E con il passare del tempo qualcuno pensa che l'opzione militare rimanga l'unica opzione possibile.

http://www.thenational.ae/world/middle-east/egypts-el-sisi-calls-for-joint-arab-military-force

http://www.aawsat.net/2015/02/article55341799/libya-parliament-withdrew-from-un-talks-to-sideline-muslim-brotherhood-official

http://gulftoday.ae/portal/9e087a3a-699f-46f3-aa8b-041d35ab7137.aspx

http://gulftoday.ae/portal/77a973cd-27d4-443a-800e-5b9dff81a5f5.aspx

http://www.washingtontimes.com/news/2015/feb/25/dina-khayat-egypt-needs-strong-us-support-now/

Abbiamo sempre respinto qualsiasi tipo di allarmismo e di strumentalizzazione sul rischio di infiltrazioni terroistiche tra i migranti che salgono sui barconi, barconi che sempre più spesso fanno naufragio dopo il ritiro delle navi della missione italiana Mare Nostrum. I pericoli non vengono dai barconi.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/25/terrorismo-pansa-italia-esposta-in-passato-rischi-non-dallisis/1455045/

http://www.askanews.it/top-10/capo-della-polizia-in-italia-censiti-60-foreign-fighter_711315187.htm

 Il controllo dei porti di partenza dei migranti da parte delle unità che innalzano la bandiera nera di Isis, altri addirittura parlano dell'arrivo in Libia di appartenenti a Boko Haram, fanno però presagire il peggio sul fronte umanitario. Con l'avvicinarsi della primavera e con il miglioramento delle condizioni meteo, potremmo assistere ad una carneficina, mentre peggiorano di settimana in settimana le condizioni fisiche e psichiche dei migranti che riescono ancora ad arrivare dalla Libia. I loro racconti sono agghiaccianti.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/lampedusa-libia-video-choc-rifugiati-picchiati-torturati-prima-di-partire-per-europa-b52cad58-c206-48b4-8585-03646483fc70.html

http://it.radiovaticana.va/news/2015/02/24/libia,_don_zerai_aumentano_profughi_in_mano_ai_trafficanti/1125371

http://it.radiovaticana.va/news/2015/02/24/libia_don_zerai_situazione_terribile_dei_migranti_/1125385

Sarebbe tempo che la comunità internazionale rilanci il processo di pace senza supportare goffamente tentativi di soluzione militare del conflitto, come quelli portati avanti dal generale Haftar, adesso sostenuti dal "governo" di Tobruk, e dall'Egitto di Al Sisi.Occorre certo il coinvolgimento degli stati confinanti ma non per andare a bombardare le città libiche, iniziative che come già dimostrato in passato, in Irak ad esempio, cementano la solidarietà tra chi a terra si vede piovere addosso bombe senza essere direttamente coinvolto negli scontri armati e gli esponenti  più estremizzati delle tribù libiche e dei terroristi internazionali che le hanno infiltrate o con i quali si sono stretti accordi.

 BENGHAZI, Libya, Feb 25 (Reuters) - The president of Libya's elected parliament has proposed the appointment of General Khalifa Haftar, who leads his own troops, as commander of the army loyal to the government based in the east of the country, the parliament spokesman said on Wednesday.
The decision shows the increasing influence of military figures in the official government and parliament, which has been forced to operate from eastern Libya since an armed group called Libya Dawn seized the capital Tripoli in summer.

http://www.trust.org/item/20150225172419-mkx65/

http://sputniknews.com/middleeast/20150225/1018757604.html

http://www.kuna.net.kw/ArticleDetails.aspx?id=2426916&Language=en

http://www.washingtonpost.com/blogs/monkey-cage/wp/2015/02/24/in-libya-will-misrata-be-the-kingmaker/

E sarebbe davvero tempo che, nell'impossibilità di aprire persino canali umanitari, si preparino missioni di salvataggio  con copertura militare in funzione esclusivamente difensiva a dodici miglia dalla costa libica, per salvare il maggior numero di persone in fuga da quel paese. La missione Triton di Frontex va immediatamente sospesa e sostituita da una missione che abbia mere finalità di ricerca e soccorso in mare, con il coordinamento della Guardia Costiera italiana.

http://www.stranieriinitalia.it/l_intervento-diamo_una_chance_ai_profughi_di_rivolgersi_agli_stati_non_agli_scafisti_19787.html

Andrebbe anche garantita la possibilità di evacuazione dalla Libia attraverso le frontiere terrestri con l'Egitto, l'Algeria e la Tunisia, sempre che le polizie di frontiere di questi paesi, assistite da organizzazioni internazionali consentano di fornire una accoglienza dignitosa, e non si limitino a respingere o ad arrestare quelli che ormai sono a tutti gli effetti profughi di guerra. I consolati e le ambasciate dei paesi europei in Egitto, in Tunisia ed in Algeria dovrebbero rilasciare visti di ingresso in Europa. Vanno attivate le procedure previste dalla Direttiva 2001/55/CE in caso di "afflusso massiccio di profughi".

http://www.internazionale.it/opinione/andrea-segre/2015/02/18/libia-stato-islamico-migranti

Non esistono soluzioni facili, ed ogni soluzione ha il suo costo e i suoi aspetti negativi, ma su questa partita in Libia si gioca anche il futuro dell'Europa e del Mediterraneo.
lunedì 23 febbraio 2015

Frontex proroga la missione TRITON ma non definisce regole di salvataggio e abbandona i migranti in mare, dal Marocco alla Turchia. Quando occorre arrivano anche i teoremi sulle "navi fantasma".Push Back Frontex!


Le ultime decisioni sull'impiego di Frontex nel Canale di Sicilia non modificano gli assetti di contrasto dell'immigrazione "illegale" che caratterizzano questa agenzia fin dalla sua istituzione, per Frontex si tratta solo di "immigrazione illegale", anche quando c'è gente da salvare in mare o da ammettere in Europa come potenziale richiedente protezione internazionale.

http://www.ragusaoggi.it/51975/-triton-bruxelles-e-roma-contro-i-migranti

La dotazione di mezzi e risorse umane, come del resto il ridotto budget mensile, appaiono del tutto inadeguati a garantire su una zona di mare tanto ampia, non solo la sicurezza dei migranti, ma le stesse funzioni di "contrasto dell'immigrazione illegale", che pure si vorrebbero attribuire a Frontex ed all'operazione TRITON.  Si potrebbe dire la proroga del nulla, una ennesima operazione di immagine, dopo gli errori contenuti nelle analisi dei rischi presentate dall'Agenzia. Non si ascoltano neppure gli appelli dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. I contenuti della proroga comunicati da Bruxelles sono del tutto vaghi, come rimane vago il mandato attribuito a TRITON e la sua stessa consistenza in termini di uomini e di mezzi.

http://www.programmaintegra.it/wp/2015/02/unhcr-lue-deve-ricostruire-unoperazione-di-ricerca-e-soccorso-nel-mediterraneo/

http://www.imolaoggi.it/2014/12/12/richiamo-di-frontex-alle-navi-militari-italiane-troppi-salvataggi/

 http://www.internazionale.it/notizie/2015/02/21/frontex-indagine-immigrazione

http://www.euractiv.it/it/news/sociale/10779-immigrazione-ue-prolungamento-triton-e-fondi-a-italia.html

Appaiono del resto fuorvianti le polemiche sulla "militarizzazione" del Canale di Sicilia, nel corso del 2014 o, di converso, su una asserita funzione attrattiva che si sarebbe verificata per effetto della missione Mare Nostrum. I marinai italiani hanno salvato decine di migliaia di vite che senza di loro sarebbero andate distrutte, su questo non è possibile negare l'evidenza. La vera militarizzazione del mare, e dei territori di frontiera, è in corso adesso che Mare Nostrum è stato ritirato, e non si vede. Semmai di Mare Nostrum andava criticato, ed è stato criticato a suo tempo, l'impiego di agenti di polizia inviati dal ministero dell'interno a bordo delle navi, per identificazioni e indagini sommarie subito dopo le azioni di salvataggio, azioni che sono al limite delle regole di procedura e che non sembra abbiano contribuito a ridurre gli sbarchi, o a fare scontare le pene che si meritavano agli scafisti, quasi tutti espulsi dopo pochi mesi dalle condanne (salvo i casi nei quali si sono verificati morti e dispersi). Le catene del traffico si sconfiggono soltanto aprendo canali legali di ingresso ed offrendo alternative concrete a chi non sceglie di partire per vivere meglio, ma è costretto alla fuga per salvare la vita propria e della famiglia.

 Ovunque si moltiplicano gli "incidenti" in mare, vere e proprie stragi quotidiane ai danni di persone che nella maggior parte dei casi, se giungessero vive nello spazio dei paesi Schengen, avrebbero diritto ad una equa procedura per il riconoscimento della protezione internazionale e ad uno status legale di soggiorno, quantomeno alla protezione umanitaria o temporanea.

 http://en.enikos.gr/society/23735,Eight_dead_six_rescued_in_latest_migran.html

http://www.thelocal.es/20150130/at-least-six-dead-in-shipwreck-off-melilla

Continuano a sommarsi le richieste di blocco dei porti libici, adesso soprattutto da parte dei partiti di destra, proseguono le espulsioni sommarie verso l'Egitto, anche di scafisti condannati e subito allontanati dal territorio nazionale.  E si moltiplicano gli allarmi su infiltrazioni di terroristi tra i migranti, addirittura sulla rotta verso la Sardegna.Tutti da verificare, ma utili a seminare il panico e la xenofobia tra la popolazione. Qualcuno ricorda con rimpianto anche Gheddafi, dimenticando gli infami accordi tra Italia e Libia che tra il 2009 ed il 2010 produssero i respingimenti collettivi poi condannati dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo. Vero è invece che dopo la caduta di Gheddafi l'Italia ha affidato la propria rappresentanza in Libia all'ENI piuttosto che proporre, anche nel semestre di presidenza dell'Unione Europea azioni concrete per una politica di conciliazione delle opposte fazioni che si contendevano da tempo la leadership. Fino al punto di accogliere con freddezza la richiesta che proveniva proprio dalle parti in conflitto, di una mediazione affidata a Prodi. Una richiesta che oggi appare difficile da soddisfare con qualche probabilità di successo, ma che lo scorso anno non ha trovato risposta, forse anche perchè qualcuno che ci governa temeva di essere oscurato e che un successo della mediazione avrebbe potuto rimettere in discussione i nostri equilibri interni.

http://www.videolina.it/video/servizi/77776/isis-l-allarme-dell-ugl-polizia-sardegna-impreparata.html

http://www.radiortm.it/2015/02/21/pozzallo-espulsi-dallitalia-sei-scafisti-egiziani/

Intanto nei paesi di transito i profughi in fuga rimangono nella morsa delle milizie armate e delle autorità di polizia, senza nessuna possibilità di accedere a canali umanitari per un ingresso legale e protetto in Europa.

http://nena-news.it/i-migranti-prigionieri-di-karmooz-da-112-giorni-detenuti-in-egitto/

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/libya/11427306/Migrants-tell-of-deepening-chaos-in-Libya-Everyone-is-armed-now.html

http://www.msf.org/article/gallery-transit-denied-stranded-cold-serbia

Le proposte ragionevoli come l'attivazione delle misure previste dalla Direttiva 2001/55/CE in tema di afflusso massiccio di profughi ai quali riconoscere rapidamente la protezione temporanea, salvo il riorso a forme diverse di mobilità in Europa ed il riconoscimento di altri status di protezione, o di asilo, rimangono isolate.

http://www.independent.com.mt/articles/2015-02-22/local-news/Malta-could-request-activation-of-EU-Directive-on-imminent-mass-influx-of-people-Metsola-6736131032

Assai critica, anche se desta meno allarme della rotta dalla Libia, la situzione tra la costa turca e le isole greche del Dodecanneso Kos e Symi in particolare. Di certo i grossi cargo non partono più, la polizia turca li blocca, dopo la "bufala" delle navi fantasma, cavalcata da chi voleva esacerbare l'opinione pubblica contro i "cattivi scafisti" facendo dimenticare le responsabilità politiche che si celavano dietro questa ennesima campagna di disinformazione.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/01/blu-sky-m-arrestati-scafisti-traditi-dai-selfie-dalla-chat/1309209/

http://www.leccenews24.it/cronaca/blue-sky-arrestati-i-quattro-presunti-scafisti.htm

https://www.fidh.org/International-Federation-for-Human-Rights/europe/15756-frontex-between-greece-and-turkey-the-border-of-denial-the-deployment-of

http://www.agoravox.it/Report-migrazioni-2014-Tutti-i.html

http://www.lindro.it/0-politica/2014-03-04/121215-ceuta-frontex-e-il-problema-frontiere

RICEVO DA MIGREUROP ED INOLTRO
Push Back Frontex!
Contre la nouvelle politique meurtrière de non assistance en mer.
Dans sa lettre du 9 décembre 2014, Klaus Rösler, directeur de la division opérationnelle de Frontex, a demandé au ministre de l’intérieur Italien, la marine et les gardes-côtes, de ne plus secourir les migrantEs naufragéEs. Après la fin de l'opération de la marine italienne, MARE NOSTRUM, qui à sauvé plus de 120 000 personnes, et alors que l'opération Triton de Frontex commence, Rösler a attaqué les autorités de Rome, qui assignent des navires qui « sortent de l'espace opérationnelle de Triton » afin de secourir les bateaux en détresse. Cela « ne correspond pas aux plans opérationnels » et tout les SOS ne nécessitaient pas d'agir, à ajouté Rösler.
Étant l'un des dirigeants de Frontex, il cible la responsabilité des gardes-côtes Libyens qui, comme on le sait, n'existent plus depuis plusieurs mois à cause du conflit armé. Autrement dit : Klaus Rösler a appelé sans aucune ambiguïté, depuis sa haute position dans l'agence européenne pour les frontières, de laisser les nombreuses et nombreux réfugiéEs mourir lors des situations de détresse en mer.
Frontex existe depuis exactement 10 ans maintenant. Déjà depuis ses opérations en mer en 2006, l'agence tient une politique agressive de dissuasion. Afin d'embellir sa réputation, Frontex à suivi ces derniers années les conventions liées aux réfugiéEs, les droits de l'humain et les lois en vigueur en mer. Maintenant, encore une fois, cela prouve que ce n'était qu'une façade, une campagne de communication fallacieuse pour une agence qui, depuis 2005, est une force motrice du régime européen aux frontières. En dehors des opérations en mer et sur les frontières terrestres, Frontex joue un rôle majeur dans l'armement et l’entraînement des forces de police aux frontières, la délocalisation des frontières avec la coopération des pays non membres de l'UE, la participation au système de surveillance des frontières EUROSUR, l'opération de contrôle Mos Maiorum, en même dans que dans les déportations brutales.
Dans la crise que traverse actuellement la méditerranée centrale, Frontex désire s'assurer que les 25 bateaux et 9 avions de l'opération Triton ne soient employés que sur la zone des 30 miles autour de la cote italienne. Le but non dissimulé de Triton est de réduire l'arrivée sur les cotes européennes et de dissuader les réfugiéEs de la mer. Durant les derniers mois, Watch the Med* à récemment démarré un téléphone d'urgence pour les migrantEs, afin d'appuyer les sauvetages de plusieurs bateaux qui ont précisément eu lieu dans la zone que Frontex demande de ne plus couvrir.
Les équipes de relais téléphonique ont été directement en contact avec des naufragéEs qui seraient mortEs si la politique d'abandon de Frontex avait été appliqué. Cette situation nécessite une réponse des sociétés civiles et de tous les mouvements sociaux : Stoppons ces politiques inhumaines, défendons les droits des réfugiéEs et migrantEs !
De plus, c'est par pure moquerie que Frontex, en Janvier 2015, à accusé les passeurs de « cruauté d'une nouvelle dimension » quand les différents équipages de ce qu'on appel des « bateaux fantômes » ont abandonnés leurs postes pour éviter d’être criminalisés. Sans aucun doute, il y a des gens sans scrupules qui profitent du commerce de la migration en mer méditerranée, cependant, il est clair que ce commerce, ainsi que les milliers de morts en mer sont une conséquence directe de la politique européenne aux frontières.
Tout cela serait du passé si demain, les personnes migrantes et réfugiées pouvaient simplement acheter un billet d'avion ou de ferry, et voyager aussi sereinement et au même prix que les touristes.
Tant que la liberté de circulation ne sera pas appliquée à toutes et tous, les morts en mer ne pourront être prévenues que si les gens en détresse sont rapidement sauvés, quelque soit leur localisation, même dans les eaux Libyennes ! Nous demandons le retrait immédiat de cette directive meurtrière de Frontex. Notre but est de transformer la zone Euro-méditerranéenne, caractérisé par un régime aux frontières meurtrier, en zone de solidarité, de droit à la protection et à la liberté de mouvement.
* http://www.watchthemed.net
Premieres signatures :
Networks Afrique-Europe-Interact, Borderline Europe, Welcome to Europe, FFM, Berlin; All Included, Amsterdam, Flüchtlingsrat (Refugee Council) Hamburg, Stiftung (foundation) :do
Below and as attachment, the final English and German version of the Frontex call. And we want more signatures, so please ask other groups and organisations!
Conni
Push Back Frontex!
Against a new dimension of left-to-die-policy at sea
In a letter from the 9th of December 2014, Klaus Rösler, director of Operations Division of Frontex, called upon the Italian Ministry of Interior, the navy and the coastguards to stop the current practice of rescuing boat-people in distress at sea. After the termination of the Italian navy operation Mare Nostrum which rescued the lives of more than 120.000 people, and at the beginning of the Frontex operation Triton, Rösler attacked the authorities in Rome for assigning vessels to move “into zones outside the operational area of Triton” in order to assist vessels in distress. This “would not correspond to the operational plan” and not every SOS-call needed to be acted upon, Rösler continued. As one of the directors of Frontex, he points to the responsibility of the Libyan coastguards which, as is known, do not exist for many months anymore due to renewed war-like conflicts. In other words: Klaus Rösler has unambiguously appealed from a top position of the EU border agency to let many refugees and migrants die in situations of distress at sea.
Frontex was founded exactly 10 years ago. Already since its first operations at sea in 2006, the agency stands for an aggressive politics of deterrence. In order to polish its tarnished reputation, Frontex purported in the past years to observe refugee conventions, human rights and the law of the sea. This now, once again, proves to be a merely cosmetic measure, a dishonest image campaign for an agency that, since 2005, acts as the driving force of the EU border regime. Besides the operations along the sea- and land-borders, Frontex is a significant part of the training and technical armament of border police forces, the externalisation of borders through cooperation with third countries, the creation of and the participation in the border surveillance system EUROSUR, the border control operation Mos Maiorum, as well as brutally executed charter-deportations.
In the current crisis in the central Mediterranean Sea, Frontex wants to enforce that the 25 vessels and 9 airplanes of operation Triton would be employed only within the 30-mile-zone off the Italian coast. The explicit aim of Triton is the reduction of arrivals at European coasts and the deterrence of boat-refugees. Over the last months, WatchTheMed’s* recently launched alarm phone for migrants has supported the rescue of several boats that were located precisely in the zone that Frontex demands to abandon. The hotline-teams have been in direct contact with boatpeople who would no longer be alive if Frontex’s left-to-die policy would have been applied. The situation necessitates a determined response of civil societies and all social movements: Let us stop these inhumane policies, let us defend the rights of refugees and migrants!
Moreover, it is sheer mockery that Frontex, in January 2015, accused people smugglers of a “new dimension of cruelty” when several crews of so-called ‘ghost ships’ abandoned the vessels to avert criminalisation. Without doubt, there are unscrupulous profiteers of the lucrative trade of escape via the Mediterranean Sea. However, it is clear that the business with illegalised entry and the thousandfold death at sea are products of the EU border regime. Both could become history by tomorrow if refugees and migrants were able to simply buy ferry- and plane-tickets and travel as safely and cheaply as tourists.
As long as the freedom of movement for all is not a reality, deaths at sea can only be prevented if all people in distress are rapidly rescued everywhere, also off the coast of Libya! We demand the immediate withdrawal of the murderous Frontex order. We aim for an Euro-Mediterranean space that is not characterised by a deadly border regime but by solidarity and the right for protection and freedom of movement.
* http://www.watchthemed.net
First signatures:
Networks Afrique-Europe-Interact, Borderline Europe, Welcome to Europe, FFM, Berlin; All Included, Amsterdam, Flüchtlingsrat (Refugee Council) Hamburg, Stiftung (foundation) :do
Push Back Frontex!
Gegen eine neue Dimension des Sterbenlassens auf See
In einem Brief vom 9.12.2014 fordert Klaus Rösler, Direktor der Abteilung "Einsatzangelegenheiten - Operations Division" von Frontex, das Innenministerium, die Marine und die Küstenwache Italiens auf, die aktuelle Praxis der Seenotrettung von Bootsflüchtlingen einzustellen. Nach Ende der italienischen Marineoperation Mare Nostrum, die mehr als 120.000 Menschen das Leben rettete, und zu Beginn der Frontex-Operation Triton greift Rösler die Behörden in Rom dafür an, dass Schiffe nach wie vor die Anweisung erhalten, sich in „außerhalb des operativen Gebietes von Triton liegende Zonen“ zu begeben, um dort Booten in Seenot Hilfe zu leisten. Das „entspreche nicht dem operativen Plan"und nicht jedem SOS-Ruf sei zu folgen, so Rösler weiter. Als einer der Direktoren von Frontex verweist er auf die Verantwortung der libyschen Küstenwache, die es bekanntermaßen aufgrund neuer kriegerischer Konflikte seit Monaten nicht mehr gibt. Mit anderen Worten: Klaus Rösler hat von höchster Stelle der EU-Grenzschutzagentur unmissverständlich dazu aufgerufen, Flüchtlinge und Migrant_innen in Seenot massenhaft sterben zu lassen.
Vor genau 10 Jahren wurde Frontex gegründet. Bereits seit ihren ersten Einsätzen auf See in 2006 steht diese Agentur für eine aggressive Abschreckungspolitik. Um ihren angeschlagenen Ruf aufzupolieren, gab Frontex in den letzten Jahren vor, Flüchtlingskonventionen und Menschenrechte sowie Seerechtsverpflichtungen einzuhalten. Dies erweist sich nun erneut als reines Facelifting, als verlogene Imagekampagne für einen Apparat, der seit 2005 als treibende Kraft des EU-Grenzregime agiert. Neben den Einsätzen an den See- und Landgrenzen gehören dazu die Ausbildung und technische Aufrüstung der Grenzpolizeien, die Vorverlagerung der Grenzen (Externalisierung) durch die Kooperation mit Drittstaaten, die Schaffung und maßgebliche Beteiligung am Grenzüberwachungssystem EUROSUR, an der Kontrollaktion Mos Maiorum sowie nicht zuletzt an den brutal durchgeführten Sammelabschiebungen.
In der aktuellen Zuspitzung im zentralen Mittelmeer will Frontex durchsetzen, dass die 25 Schiffe und 9 Flugzeuge der Operation Triton nur innerhalb der 30-Meilen-Zone vor der italienischen Küste eingesetzt werden. Ausdrückliches Ziel von Triton ist, die Zahl der Ankünfte an europäischen Küsten zu reduzieren und Bootsflüchtlinge abzuschrecken. Während der vergangenen Monate hat das vor kurzem gegründete Watch the Med-Alarmtelefon für Migrant_innen[1] Rettungsaktionen mehrerer Boote unterstützt, die sich genau in der Zone befanden, aus der gemäß Frontex keine Hilferufe mehr angenommen werden sollen. Die Teams der Hotline waren in direktem Kontakt mit Bootsflüchtlingen, die nicht mehr am Leben wären, wenn Frontex‘ Politik des Sterbenlassens angewandt worden wäre. Diese Situation erfordert eine entschiedene Antwort der Zivilgesellschaft und aller sozialen Bewegungen: Stoppen wir diese unmenschliche Politik, verteidigen wir die Rechte der Flüchtlinge und MigrantInnen!
Darüber hinaus ist es der pure Hohn, wenn ausgerechnet Frontex Anfang Januar 2015 den „Schleusern“ eine "neue Dimension der Grausamkeit" vorwirft, weil bei mehreren sogenannten „Geisterschiffen“ die Crew verschwand, um ihrer Kriminalisierung zu entgehen. Zweifellos agieren skrupellose Geschäftemacher im lukrativen Handel mit der Flucht übers Mittelmeer, doch klar ist: das Geschäft mit der illegalisierten Einreise und der tausendfache Tod auf See sind zu allererst Konsequenzen des EU-Grenzregimes. Beides könnte morgen Geschichte sein, wenn Flüchtlinge und MigrantInnen sich gewöhnliche Fähr- und Flugtickets kaufen und damit so sicher und kostengünstig wie Touristen reisen könnten.
Solange diese Bewegungsfreiheit für alle nicht durchgesetzt ist, kann das Sterben auf dem Meer nur verhindert werden, wenn weiter überall, auch vor der libyschen Küste, Menschen in Seenot sofort gerettet werden! Wir fordern die sofortige Zurücknahme der mörderischen Frontex-Anordnung. Unser Ziel ist ein euro-mediterraner Raum, der nicht von einem tödlichen Grenzregime geprägt ist, sondern von Solidarität und dem Recht auf Schutz und auf Bewegungsfreiheit.
giovedì 19 febbraio 2015

L'Unione Europea non apre canali umanitari e Frontex si attribuisce meriti che sono della Guardia Costiera italiana. Ancorra allarmi di infiltrazioni dalla Turchia.


Non sembra proprio un rafforzamento ma una proroga ed un generico impegno per aumentare le risorse. Ma dove stanno e quante sono le navi di Triton (Frontex) ? I burocrati di Frontex usano le statistiche per dire che i salvataggi in mare sono merito delle unità di Triton. I fatti li smentiscono.

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/02/19/immigrazione-bruxelles-rafforza-lassistenza-allitalia_6cf7e7f0-f613-4c3f-a622-bd2311a245bf.html

Interviene anche il Commissario UE all'immigrazione, il greco Avramopoulos, conferma la proroga di TRITON. la proroga del nulla, anche perchè le regole di ingaggio nelle missioni di salvataggio non sono ancora chiare.

http://ec.europa.eu/avservices/video/player.cfm?ref=I099218

Ma il problema che assilla adesso sembra quello degli scafisti armati a bordo dei barconi, come se non fosse chiaro che adesso i miliziani si sono sostituiti agli scafisti o gli scafisti sono diventati come miliziani.

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/solidarieta/immigrazione/2015/02/19/news/traffico_di_migranti_il_procuratore_di_catania_uomini_armati_sui_barconi_segno_di_allarme_ma_con_triton_indagini_pi_diffi-107716960/?ref=HREC1-7

 Militanti di ISIS passano in Turchia dopo essere stati sconfitti a Kobane. Da diverse fonti, nuovi allarmi dalla Turchia su arrivi di combattenti in Europa, sui barconi carichi di migranti. Ma anche attraverso la rotta bulgara.

http://www.todayszaman.com/diplomacy_report-isil-militants-retreating-from-kobani-crossed-into-turkey_373030.html

http://www.askanews.it/esteri/isis-attaccheremo-europa-infitrandoci-tra-migranti-sui-barconi_711237979.htm

http://www.aa.com.tr/en/rss/467585--turkish-defense-minister-says-foreign-fighters-common-enemy

I servizi giornalistici danno per scontati progetti che sarebbero stati scoperti dai servizi segreti. Sospetti anche a Roma ? No. Uno dei tanti falsi allarmi a cui ci dovremo abituare.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c074df1d-c705-4efe-94c4-7d484ad7db0f-tg1.html

 "Some militants with Syrian and Palestinian nationality were also planning to cross into Bulgaria to carry out attacks in European Union countries, it added. Turkish police declined to comment on the issue and MIT was not available for comment".

http://www.jpost.com/Middle-East/ISIS-approaches-Europe-reportedly-planning-attacks-in-Turkey-and-Bulgaria-391542

http://www.trust.org/item/20150219122140-o9dfu/

Persino Alfano chiarisce che al momeno non ci sono nessi tra immigrazione e terrorismo.

http://www.askanews.it/top-10/alfano-non-c-e-traccia-di-un-nesso-tra-immigrazione-e-terrorismo_711242064.htm

Sarebbe bene che questi allarmi siano considerati per quello che sono, e per la provenienza che hanno, senza spargere ancora quella cultura del nemico interno che sta avvelenando la convivenza civile in tutti i paesi europei. Gli unici che se ne stanno avvantaggiando sono i vertici militari, le industrie della sicurezza e degli armamenti e le destre xenofobe e nazionaliste.

Segni in senso opposto. Dalla Grecia proposte nuove, di apertura di canali umanitari ?

http://www.ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_wsite1_1_18/02/2015_547419
mercoledì 18 febbraio 2015

Frontex ridefinisce le regole di ingaggio per aumentare le capacità di difesa e di risposta militare, ma non cambia strategia in materia di salvataggio dei naufraghi e dei profughi che ancora si trovano in territorio libico.


Frontex reagisce dopo il mitragliamento di una motovedetta italiana impegnata al limite delle acque libiche in una operazione SAR ( Search and Rescue). Convocata una riunione con gli stati membri per discutere di nuove regole di ingaggio. Intanto i migranti che arrivano dalla Libia portano sempre più spesso segni di ferite sul corpo. Ostaggi più che migranti. intanto FRONTEX, come altre volte in passato si atribuisce meriti che sono della Guardia Costiera italiana. Campioni di ipocrisia.

http://www.usatoday.com/story/news/2015/02/15/armed-smugglersthreateneditalian-coast-guard/23465999/

http://frontex.europa.eu/news/assets-deployed-in-operation-triton-involved-in-saving-3-000-migrants-since-friday-xmtkwU


Frontex to tackle threat of gun-toting smugglers


Frontex will be meeting today to discuss the new threat posed by Kalashnikov-wielding smugglers who approached rescue teams carrying out a migrant rescue operation off the Libyan coast demanding their boat back.
During a major operation last week, in which the Italian coastguard saved more than 2,000 migrants, four men with Kalashnikov rifles sped out from the Libyan shore and ordered the coastguard to return a boat that had been emptied of migrants.
Some of the gunmen then jumped on the boat and took it, according to Italy’s transport ministry.
“This is a new threat that requires reflection. We need to speak to member states and Italian authorities about how to handle this situation. There is a management board meeting [today] in which this will be discussed,” a Frontex spokeswoman told Times of Malta.
Read more on Times of Malta.

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20150218/local/frontex-to-tackle-threat-of-gun-toting-smugglers.556587

http://www.eldiario.es/desalambre/preguntas-nueva-tragedia-Lampedusa_0_356265046.html

http://www.asca.it/cronaca/msf-segni-di-violenza-sui-migranti-arrivati-a-pozzallo_711238474.htm

 La proposta di "occupare" i porti in Libia fa proseliti, e che proseliti...

http://www.asca.it/politica/meloni-occupiamo-porti-in-libia-l-isis-controlla-l-immigrazione_711238513.htm
martedì 17 febbraio 2015

"Blocco navale di fatto" dei porti libici ? Verso il disastro umanitario e l'inasprimento del conflitto in Libia. Corridoi umanitari anche dai paesi di transito. subito.


Caracciolo parla soltanto di blocco navale e non di corridoi umanitari. La sua ricostruzione e' centrata per quanto concerne l'analisi sul terreno. Per quanto concerne il blocco dei porti potrebbe essere una iniziativa difficilmente sostenibile. Prima vanno aperti i canali umanitari e DOPO si potrebbe pensare non certo a bloccare i porti, intervento che comunque, data la situazione sulle coste libiche, presuppone un intervento armato di terra con conseguenze imprevedibili, ma ad aprire vie di fuga  per i migranti intrappolati in Libia. Uomini, donne,bambini  a rischio di essere abusati dai trafficanti che ormai sono stati sostituiti dai miliziani, o sono al loro servizio.
 Occorre creare diversi canali umanitari, per evacuare il maggior numero di migranti forzati dalla Libia, anche attraverso la concessione di visti di ingresso nell'area Schengen, coinvolgendo i paesi limitrofi, da non chiamare in causa solo per effettuare bombardamenti o altre azioni militari in terrirotio libico, anche per conto dei paesi occidentali.

http://www.gadlerner.it/2015/02/17/caracciolo-la-ragionevole-proposta-di-un-blocco-navale-come-alternativa-allintervento-armato-in-libia

Intanto l'intervento militare e' gia' partito .  Ci sta pensando l'Egitto. I paesi confinanti andrebbero coinvolti nei tentativi di pace e dovrebbero a loro volta aprire canali umanitari, per fare fuggire dalla Libia quante piu' persone possibile. Esattamente l'opposto di quello che sta succedendo. L'Egitto incarcera i profughi siro-palestinesi e li espelle verso il Libano, la Giordania e la Turchia.

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/islamic-state/11416196/Gun-camera-video-shows-Egyptian-air-strikes-over-Libya.html

http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=54e2ec7190bff


"Siamo entrati in guerra con l'Egitto... fuck" commenta uno dei combattenti che odia la lobby Haftar-Egitto quanto gli islamici fondamentalisti. "Vogliono semplicemente restaurare il regime e stanno pompando la propaganda di guerra usando l'ISIS fino a rafforzarlo"

Appunto. Condivido l'opinione di Nancy, che scrive da Tripoli. I bombardamenti a tappeto rinforzano Isis sul terreno, spingendo le diverse milizie che si combattono in Libia dalla parte di chi si schiera contro gli "stranieri" che bombardano e dunque sotto le bandiere nere di Isis. E per i paesi che indirettamente sostengono questi bombardamenti si prospettano anni di piombo. Il problema vero non è la minaccia di un attacco da sud, o di una infiltrazione di terroristi tra i migranti, come alcuni sciacalli hanno già cominciato a dire. Il vero problema è la capacità di mobilitazione delle formazioni islamiste più radicali nelle città europee, dove si sfruttano le pratiche già diffuse di emarginazione e di esclusione. Contro questo pericolo occorre rinforzare i percorsi di cittadinanza, l'inclusione sociale nel rispetto delle differenze,, e condividere con le comunità immigrate residenti le responsabilità di isolare i potenziali terroristi.
lunedì 16 febbraio 2015

Stato di guerra e guerra ai migranti. I paesi di transito sbarrano le frontiere e le milizie armate si appropriano dei migranti. Dalle migrazioni forzate alla tratta di esseri umani. Lampedusa da frontiera a retrovia di guerra.


Sono giorni in cui stanno cambiando molte cose. Alcune erano già prevedibili, come la deflagrazione della Libia, dopo anni di politiche insulse e contraddittorie, culminate nel "Processo di Khartoum", opera del governo italiano nel semestre di presidenza dell'Unione Europea. l'Italia è riuscita puntualmente a schierarsi dalla parte sbagliata, come già aveva fatto con Karzai in Afghanistan, ed in Libia adesso ha perduto ogni credibilità. E poi è ormai guerra globale, dalla Nigeria all'Ucraina, dalla Libia alla Danimarca. Una partita difficile, che si gioca su scenari diversi, nei paesi di transito, nelle zone di guerra, nei territori dell'Europa di Schengen, nelle città soprattutto, dove cresce il consenso verso le formazioni islamiste armate. Piuttosto che tra i migranti appena arrivati, i veri rischi per la convivenza pacifica e la coesione sociale si annidano nel tessuto urbano dei paesi occidentali, luoghi di lacerazione crescente anche per effetto di una crisi economica devastante.

http://www.serviziopubblico.it/2015/02/lincubo-e-appena-cominciato/

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/02/14/copenaghensparatoria-contro-autore-vignette-maometto_4251371c-1c64-442d-9059-0811998e751b.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/15/copenaghen-dopo-seconda-sparatoria-sospettato-attentatore-ucciso-polizia/1426608/

In Libia intanto è guerra aperta tra le diverse milizie armate e si avvicina uno scontro, a Misurata, che potrebbe essere cruciale per l'esito finale del conflitto in corso. Dopo le sortite interventste di Gentiloni e della Pinotti, Renzie tira il freno, ma la frittata ormai è fatta.

http://ilmanifesto.info/italia-crociata-la-radio-dellisis-risponde-al-ministro-gentiloni/

http://temi.repubblica.it/limes/perche-la-libia-e-un-caso-disperato/67669

http://www.huffingtonpost.it/2015/02/16/matteo-renzi-libia_n_6691394.html?1424091131&utm_hp_ref=italy

Nel tentativo di contrastare l'avanzata delle milizie islamiste ci si è affidati a regimi dittatoriali, e si è abbandonata  l'opposizione democratica e la nascente società civile che, dopo la stagione delle "primavere arabe" nel 2011 aveva cercato con diverse modalità, dalla Siria all'Egitto ed ancora dalla Libia al Marocco, di costruire una alternativa alle dittature, militari o religiose che fossero. Si è preferito ricorrere al generale Haftar che intendeva "normalizzare" la Libia con i bombardamenti aerei, piuttosto che fornire un supporto effettivo al faticoso percorso di pace avviato dalle Nazioni Unite con i colloqui a Ginevra tra le diverse fazioni che si contendono la Libia. Ed adesso i bombardamenti di Haftar sono supportati dai caccia egiziani.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/29/libia-generale-haftar-bbc-attaccheremo-milizie-filo-islamiche-tripoli/1381065/

http://www.thecairopost.com/news/137789/news/egypt-seeks-international-intervention-in-libya

Adesso lo "stato di guerra" alimenta le spinte più pericolose, dalla prospettiva di un intervento armato in Libia, caldeggiato dai vertici militari egiziani, fino alla caccia al "nemico interno" nei territori dell'Unione Europea, soprattutto dopo i più recenti attentati. I rischi di una islamofobia di massa sono sempre maggiori, e la società civile europea rischia una frammentazione senza precedenti. Perchè ormai gli immigrati e le comunità musulmane sono parte costituente della società europea, non saranno certo eliminabili con bandi o misure di stampo repressivo. La vera sfida oggi sta tutta nella capacità di raccordare, nel rispetto delle differenze, di aumentare la conoscenza, l'ascolto, il confronto, di costruire un fronte unico contro la violenza di qualsiasi matrice sia.

http://www.vitatrentina.it/Politica-Societa/Il-Centro-Astalli-La-paura-si-vince-con-la-conoscenza/(language)/ita-IT

I migranti, in particolare i profughi di guerra come i siriani, o tutti i cristiani intrappolati in paesi musulmani dove spadroneggiano le milizie armate collegate all'ISIS, sono le vittime sacrificali di un gioco molto più grande di loro, persino delle loro tragedie personali e collettive.

http://www.today.it/mondo/isis-guerra-terrorismo-libia.html

Si può davvero dire che siamo nel corso di una guerra globale, di durata indefinibile, con tanti focolai che si possono riprodurre nei paesi più diversi, alimentata dalla crisi economica e dai risorgenti nazionalismi religiosi. In questa guerra le prime vittime sono i migranti, ma nel bersaglio ci sono anche le popolazioni europee, soprattutto quando affidano il loro destino a governanti incapaci di prevedere e di affrontare con tempestività questioni che, se lasciate incancrenire, posono degenerare e diventare disastri irreversibili.

Dietro l'Egitto si schiera la Russia di Putin , che così aggiunge El Sisi ad Assad...

http://notizie.tiscali.it/esteri/feeds/15/02/16/t_01_2015-02-16_1161244303.html?esteri

Le migrazioni sono sempre più migrazioni forzate, ed assumono i caratteri della tratta di esseri umani quando vi sono gruppi armati che negoziano i canali di passaggio delle persone in fuga, sostituendosi ai trafficanti o inserendoli nel loro sistema di dominio armato di territorio. Appaiono sempre più evidenti i rapporti che intercorrono tra i trafficanti e le milizie armate, su scala transnazionale, come se qualcuno mandasse rifornimenti di migranti piuttosto che di armi, che si acquistano con il ricavato del traffico di migranti. Le frontiere a sud della Libia non sono mai esistite davvero, ed adesso sono segnate solo sulla mappa delle organizzazioni terroristiche o criminali che gestiscono le rotte.

http://notizie.tiscali.it/regioni/sicilia/feeds/15/02/16/t_74_20150216_1903_news-_Fuga-massa-dalla-Libia-soccorsi-2164-migranti-24-ore-.html?sicilia&sub=ultimora

http://www.vitatrentina.it/Politica-Societa/Il-Centro-Astalli-La-paura-si-vince-con-la-conoscenza/(language)/ita-IT

In questa situazione non ha più senso di parlare di "contrasto dell'immigrazione illegale" o di "fermare i migranti prima che arrivino sulle nostre coste", magari per tenerli in alto mare per settimane prima di respinerli, come sta facendo l'Australia, e come vorrebbe fare nel Mediterraneo il leghista Salvini.

http://www.cairoscene.com/ViewArticle.aspx?AId=125049-50-Refugees-On-Hunger-Strike-in-Alexandria

Nell'attuale stato di guerra "non dichiarata" in Libia, occorre aprire canali umanitari che consentano un ingresso legale protetto e garantito per coloro che fuggono da guerre e persecuzioni. Occorre sospendere al più presto il Regolamento Dublino III che non garantisce una distribuzione equa dei richiedenti asilo nei diversi paesi europei, al punto che oltre il 70 per cento di loro si concentra in soli 5 paesi UE. Il Regolamento Dublino III ha fallito proprio perchè non si è riusciti ad imporre a tutti gli stati dell'Unione Europea standard di accoglienza dignitosi e procedure che gantissero tempestivamente il ricnoscimento di uno status legale.

http://www.stranieriinitalia.it/attualita-richiedenti_asilo._regolamento_di_dublino_un_fallimento_lungo_dieci_anni_16672.html

Adesso si deciderà probabilmente l'ennesima missione umanitaria per imporre la pace con la guerra, un tipo di missione che è già fallito in Irak ed in Afghanistan, ed in tanti altri paesi del mondo, come ad esempio in Mali ed in Sudan. Alla prevedibile ripresa degli attentati in Europa si risponderà con una ulteriore stretta repressiva che colpirà sia i migranti che le popolazioni civili residenti nei paesi occidentali.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/21/antiterrorismo-isteria-collettiva-islamofobia-e-leggi-liberticide/1356354/

http://www.osservatoriorepressione.info/la-civilta-di-charlie-hebdo-la-barbarie-del-razzismo-dellislamofobia-del-nazionalismo/

Una partita decisiva dunque si gioca anche nei territori europei, sul fronte dell'accoglienza dei profughi, e dell'assistenza ai migranti che comunque hanno diritto ad uno status legale, senza essere scambiati per potenziali terroristi. Anzi, soltanto procedure di identificazione legate ad un rapido conseguimento di un permesso di soggiorno possono evitare fenomeni di clandestinizzazione che avrebbero effetti davvero destabilizzanti. Per contrastare la clandestinizzazione già in atto occorre modificare al più presto il Regolamento Dublino III e consentire una circolazione controllata e legale, potremmo dire "protetta", dei profughi come siriani ed eritrei che arrivano in Europa.

http://www.saluteinternazionale.info/2015/02/migranti-il-regolamento-dublino-sospeso-dalla-corte-europea-dei-diritti-delluomo/

Occorrerebbe anche interrompere le pratiche di detenzione disumana e di respingimento indiscriminato nei paesi di transito, che non costituiscono una garanzia di blocco e di riduzione degli arrivi, ma alimentano circuiti criminali sovranazionali che vedono nei migranti utili strumenti di arricchimento e  di finanziamento per l'acquisto di armi sempre più sofisticate.

http://www.dailynewsegypt.com/2015/02/15/50-refugees-hunger-strike-alexandria/

http://www.yabiladi.com/articles/details/33406/maroc-commission-europeenne-preoccupee-traitement.html

http://sofiaglobe.com/2015/02/16/bulgarians-fears-about-refugees-and-terrorists-are-growing-eurobarometer/

 https://twitter.com/MayarTabakh/status

Migranti abusati anche in Europa, succede in Grecia e non da ora...

https://omniatv.com/blog/5121-immigrants-are-still-brutally-tortured-in-greece

Con la guerra anche i giornalisti liberi diventano un bersaglio, non succede soltanto in Marocco... dove anche raccontare gli abusi subiti dai migranti può diventare un reato.

http://www.yabiladi.com/articles/details/33466/maroc-police-arrete-expulse-deux.html

E intanto Lampedusa torna ad essere luogo di sbarco e si arriva a mille migranti accolti nel centro di prima accoglienza e soccorso. La prima frontiera europea è sempre quella. E presto potrebbe diventare anche una retrovia di guerra.

Più a sud, a mare, al limite delle acque libiche, gli scafisti "diventano" miliziani armati ed impongono la restituzione del gommone sul quale si trovavano i migranti soccorsi dalla Guardia Costiera. Altra benzina sul fuoco alimentato dagli oppositori delle missioni di soccorso nelle acque internazionali al limite delle acque libiche. Ma è lì che sono morte migliaia di persone, ed altre migliaia potrebbero morire ancora proprio in quella zona. Le missioni di soccorso vanno protette, da chi le assalta in armi, ma anche da chi le vorrebbe fermare con la polemica politica e con il populismo.

http://www.stranieriinitalia.it/attualita-lasciateci_il_barcone_._gli_scafisti_minacciano_con_le_armi_i_soccorritori_19591.html

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11756835/Motovedetta-minacciata-coi-kalashnikov-dagli-scafisti.html

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/02/16/news/migranti_ancora_arrivi_in_sicilia_200_attesi_a_pozzallo_fermato_uno_scafista-107448412/

https://www.facebook.com/fulvio.vassallo.3

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2015/02/15/immigrazione-12-barconi-individuati-a-sud-di-lampedusa.-spari-contro-migranti-in-coste-libia-un-ferito_054dd494-0962-4a02-a0e2-0918d4e41b12.html

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Immigrazione-il-centro-di-Lampedusa-al-collasso-nicolini-sindaco-sempre-impreparati-4421f8ad-65b0-4f7c-98cc-912578387ef7.html

Ricevo da Silvio Majorino che ringrazio e diffondo:

LA MINACCIA DELL'ISIS: UNA SOLUZIONE ALLA CRISI DEI VALORI EUROPEI?

Assistendo agli ultimi avvenimenti tragici nel canale di Sicilia, le sensazioni e le reazioni che queste suscitano sono le stesse che ormai abbiamo imparato a conoscere in quella che è diventata un'assurda routine: sconcerto, indignazione, rabbia. Ma stavolta stiamo assistendo a qualcosa di diverso, qualcosa che rischia di tagliare le gambe a chi cerca ogni giorno di scuotere le coscienze di tutti: i trecento morti di qualche giorni fa stanno certificando anche la morte dei nostri valori fondanti. Gli arrivi di migliaia di persone in pochi giorni, dove i trafficanti costringono con le armi a lasciare loro i barconi, stanno mettendo a dura prova la tenuta dell'idea di una Unione Europea che sia unione politica e di intenti. L'ennesima, terribile strage del Mediterraneo e questi flussi straordinari (sia nella quantità che nella natura) non hanno ancora modificato la freddezza e l'indifferenza con cui i decisori pubblici, italiani ed europei, stanno affrontando la questione. Una questione che adesso rischia di essere dirottata esclusivamente su un piano di conflitto armato. Paradossalmente però le minacce recenti dell'ISIS dirette proprio all'Italia e le conquiste militari che sta ottenendo potrebbero conferire ai migranti una natura diversa, forse più "solidale".

Solo pochi giorni fa il ministero degli Interni dava il primo schiaffo alla dignità di un paese intero: "la Marina interverrà solo in casi eccezionali".
La dichiarazione è stata rilasciata poco dopo la notizia di 29 morti per assideramento durante il trasporto dai barconi fino a Lampedusa, dichiarazione inopportuna perché pone la morte di 29 persone su un piano di "normale amministrazione". In seguito però le testimonianze dei sopravvissuti alla tragedia parlavano di circa 300 morti, quelli che non hanno fatto in tempo ad aspettare i soccorsi. Quali sarebbero allora questi fantomatici "casi gravi ed eccezionali"? Come si può valutarli? A seconda di quanto è grande l'imbarcazione? A seconda della disponibilità delle navi in quel momento? Forse si aspetta il conteggio finale dei morti per stabilire se in effetti la si può chiamare tragedia.
La frettolosità con cui il nostro governo ha liquidato la questione è davvero inedita, nonostante i livelli di disumanità a cui siamo abituati.
Di certo si mette fine a quel velo di ipocrisia che da sempre copre le dichiarazioni di solidarietà rilasciate all'indomani degli sbarchi di migranti sulle nostre coste.
Finalmente i responsabili escono allo scoperto, ammettendo indirettamente che questi morti sono semplicemente il risultato di un opportunismo politico malcelato negli anni.
In queste ore però il drammatico precipitare della situazione libica ha provocato un esodo (prevedibilmente) biblico verso le nostre coste. Un esodo che costringe il nostro governo ad agire in fretta, lo mette di fronte a dei numeri impossibili da ignorare, tanto più se la paventata ipotesi dell'intervento militare avrà un seguito.

Ma l'aspetto per me più sconvolgente dell'intera vicenda riguarda l'entità che avrebbe la possibilità di cambiare effettivamente il corso di queste stragi, e dietro cui spesso l'Italia si nasconde per giustificare indolenza e inefficienza : l'Unione Europea.
Attenzione, la generalizzazione è voluta, perché Il mio sconforto non si basa sulla sola attività politica o sull'inadeguatezza degli strumenti utilizzati per gestire il fenomeno migratorio, ma sul concetto stesso di Unione Europea. A mio parere infatti questi ultimi episodi, e le conseguenti reazioni a livello continentale, stanno a poco a poco frantumando le fondamenta stesse del progetto Europa. Dal punto di vista politico, ma soprattutto da quello dei valori e degli ideali fondanti.
Questi ideali sono volutamente stati racchiusi in un documento apposito, che è stato posto alla base dello stesso ordinamento comunitario, proprio per certificarne la fondamentale importanza. Questo documento è la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea.
Ciò che afferma subito la Carta sono i diritti legati alla dignità della persona, che in breve sono: dignità umana, diritto alla vita, diritto all'integrità della persona, proibizione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, proibizione della schiavitù e del lavoro forzato.
Queste continue ed evitabilissime stragi ci pongono dunque di fronte a molti interrogativi.
Se le istituzioni europee decidono di non spostare le funzioni di Frontex da semplice pattugliamento delle frontiere a SAR vero e proprio, decidendo consapevolmente che non interessa salvare le vite delle persone ma soltanto respingere eventuali pericoli per l'Unione, dove si trova il diritto alla vita?
Se l'inadeguatezza e l'inefficienza dei mezzi porta alla morte per assideramento di persone che erano già state tratte in salvo, dove si trova la proibizione dei trattamenti inumani o degradanti?
Inoltre abbiamo assistito a dichiarazioni quasi esilaranti, come quella del commissario all'immigrazione Dimitris Avramopoulos che sostiene: "l'Europa faccia di più", come se lui non fosse proprio quell'Europa che deve fare di più. Dopo queste prese in giro, dove finisce il diritto alla dignità umana?
Per capirlo dobbiamo rifarci al concetto di "frontiera". Chi oggi guida l'attività dell'Unione Europea concepisce forse questi diritti come esclusivi dei cittadini europei? Difficile, perché è chiaro che anche tutti coloro che arrivano in Europa debbano avere le stesse tutele, normalmente è questo ciò che accade. Ma allora perché non applicare questi diritti a chi cerca di entrare in Europa dal mediterraneo? Fino a dove il concetto di frontiera europea si può spingere? Da quale punto in poi consideriamo il raggio d'azione dei nostri più importanti valori esaurito?
Il confine è molto sottile, forse per questo si pone molta attenzione nel definire i luoghi dei salvataggi, o dei disastri "a largo della Libia", e raramente "a largo di Lampedusa".
Posizioni che molto spesso coincidono peraltro.

Ma a volte le definizioni dei luoghi diventano definizioni di frontiere, che sono anche frontiere di applicazione dei diritti, soprattutto del diritto/dovere di salvare delle vite. Se la vita viene messa in pericolo "a largo della Libia", se bisogna agire "a largo della Libia" qualunque diritto delle persone decade, i valori fondanti decadono, l'Unione Europea ed il suo bagaglio di cultura del rispetto della vita e della dignità si dissolve. E per di più, in questo caso il processo di dissoluzione sarebbe giustificato. Perché fuori dalle frontiere tutto può accadere, garantendo impunità a chi, a Bruxelles e Varsavia (sede di Frontex), potrebbe evitare ogni giorno questi disastri.
Bastano poche parole: "Libia" al posto di "Lampedusa" per modificare inesorabilmente e a proprio piacimento l'espansione delle frontiere europee. Per modificare la natura di chi solca le onde di 8 metri da persona da salvare legittimamente a potenziale pericolo per la sicurezza europea da sottoporre alle attenzioni di Frontex.
"Frontières extérieures" per l'appunto, l'agenzia che ancor prima delle distanze territoriali definisce effettivamente quali sono le frontiere da difendere, senza sapere esattamente da chi. L'agenzia che pattuglia e controlla, ma non soccorre. Quella che fa contenti i governi nazionali "così l'immigrazione non viene incoraggiata". Da quando Mare Nostrum è terminata i flussi di migranti sono aumentati, nonostante le condizioni del mare e la situazione libica, sempre più drammatica. In questi ultimi giorni in cui l'avanzata dell'ISIS miete le sue vittime anche in Libia, più di duemila migranti al giorno stanno raggiungendo le nostre coste. Spesso costretti a partire dai miliziani libici o dagli stessi appartenenti allo Stato islamico, ormai spinti dall'urgenza di "fare cassa" per finanziare la recrudescenza della battaglia.

Davanti alla durezza con cui governi nazionali e delle istituzioni comunitarie decidono di non modificare in alcun modo le politiche di accoglienza c'è dunque da chiedersi: fino a quando l'Europa continuerà a trincerarsi dietro queste frontiere fisiche e politiche, dietro le proprie certezze, dietro le proprie idee del "noi e loro"?
Probabilmente l'ISIS ci darà una mano.
Forse soltanto adesso, con i proclami anti italiani che questa sta diffondendo dalle radio della neoconquistata città di Sirte, l'Europa si accorge che la Libia è una questione che va affrontata il più presto possibile.
Adesso che la minaccia agli interessi nazionali si fa concreta gli occhi italiani ed europei si girano da quelle parti. Adesso forse sarà più chiaro che i migranti che Frontex vuole abbandonare in mezzo al Mediterraneo rappresentano le prime vittime del caos libico e adesso delle incursioni dello Stato Islamico sul territorio. Sono quelli che muoiono e moriranno per primi, e che cercano di salvarsi da una situazione peggiore di quella da cui sono scappati.
Anche se i dubbi sono molti, con il più ingenuo ottimismo si potrebbe sperare che questa minaccia, ormai diventata comune per i migranti e per l'Italia, porti una concezione diversa dei migranti sempre più disperati: più umana e "umanitaria" e non criminale. È gente che fugge da condizioni proibitive per la vita umana, ma queste condizioni sono sempre state lontane dai nostri occhi, forse adesso che queste condizioni si ripropongono davanti casa nostra le loro ragioni potrebbero essere meglio interpretate.

Forse così l'ipocrisia quella stessa Europa che fino a ieri era sconvolta dagli attentati di Parigi contro la libertà di espressione o dai massacri in Nigeria perpetrati da Boko Haram smetterà di lasciare morire nel suo mare proprio le vittime che fuggono da quel tipo di orrori. Adesso anche dalla Libia, nostro dirimpettaio.
Fino a questo momento abbiamo rinunciato ai valori fondanti delle nostre Costituzioni e della nostra comune "costituzione", che sono i diritti fondamentali, pur di tentare di mantenere in piedi una fortezza fisica e politica assolutamente anacronistica e dannosa per tutti. Che ha permesso soltanto di alimentare quei sentimenti xenofobi e razzisti che ormai mettono radici in tutta Europa.
Col passare del tempo e senza neanche rendercene conto abbiamo acquisito quegli atteggiamenti tipici dei regimi da cui siamo voluti scappare costruendo le basi dell'Unione.

Con un pizzico di "humor nero" che vuole essere una provocazione, si potrebbe sperare che adesso proprio quello Stato Islamico, che rappresenta l'antitesi della libertà e dell'accoglienza, possa mettere l'Europa davanti ai suoi fantasmi. Davanti alle responsabilità di migliaia di morti che si porta dietro da anni proprio a causa del ripudio di quei valori che adesso il nostro vecchio continente vuole difendere da una minaccia esterna. Ma non ci siamo accorti che questi valori, col tempo, sono stati sbiaditi dall'acqua del Mediterraneo.


 Migrants drowned in Mediterranean 'could have been saved'

http://www.bbc.com/news/world-europe-31437971 




domenica 15 febbraio 2015

Dodici imbarcazioni partite dalla Libia nelle ultime ore, oltre duemila migranti salvati dalla Guardia Costiera italiana con il supporto di mezzi maltesi e di navi commerciali. Si spara sui migranti per costringerli a partire

 
Oltre duemila migranti soccorsi nelle acque del Canale di Sicilia tra sabato 14 e domenica 15 febbraio.

 http://www.lastampa.it/2015/02/15/italia/cronache/migranti-barconi-localizzati-a-sud-di-lampedusa-nnSJSAJrElOpEJAB1deiNI/pagina.html                               

 Minacciata da miliziani armati, a bordo di un gommone, una motovedetta italiana.

 http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2015/02/15/immigrazione-12-barconi-individuati-a-sud-di-lampedusa.-spari-contro-migranti-in-coste-libia-un-ferito_054dd494-0962-4a02-a0e2-0918d4e41b12.html       

Nessuna notizia di Frontex e dell'operazione TRITON voluta da Bruxelles e da Varsavia per dissuadere le partenze dalla Libia. neppure un comunicato stampa. Sembra comunque che una nave battente bandiera islandese del dispositivo TRITON abbia partecipato alle operazioni di salvataggio sotto il comando della Centrale operativa di Roma della Guardia Costiera italiana. Primi sbarchi a Pozzallo ( Ragusa). Altri sbarchi previsti a Trapani, Porto Empedocle, vicino Agrigento, e ad Augusta vicino Siracusa. Ormai in Libia sui migranti si spara, per costringerli a partire.

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2015/02/15/immigrazione-12-barconi-individuati-a-sud-di-lampedusa.-spari-contro-migranti-in-coste-libia-un-ferito_054dd494-0962-4a02-a0e2-0918d4e41b12.html

http://www.lastampa.it/2015/02/15/italia/cronache/migranti-barconi-localizzati-a-sud-di-lampedusa-nnSJSAJrElOpEJAB1deiNI/pagina.html

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2015/02/15/immigrazione-12-barconi-individuati-a-sud-di-lampedusa.-spari-contro-migranti-in-coste-libia-un-ferito_054dd494-0962-4a02-a0e2-0918d4e41b12.html

Una operazione di "dissuasione", quella organizzata da Frontex  negli ultimi mesi con le missioni di Triton, che oggi sembra fallire del tutto. Era già evidente, da tempo, che queste missioni, con il ritiro imposto a Mare Nostrum, sarebbero state solo occasione di morte per centinaia di persone, e che non avrebbero certo dimunuito gli arrivi in Europa. Certo, anche durante la missione Mare Nostrum si erano registrate vittime, ma non erano mai morte tante persone di freddo, per ipotermia, come nelle scorse settimane, e questo è successo perchè i soccorsi nei mesi di gennaio e febbraio di quest'anno non sono stati tanto tempestivi come nei corrispondenti mesi del 2014.

http://www.reuters.com/video/2015/02/15/more-migrants-rescued-by-italian-coast-g?rpc=401&videoId=363202265&feedType=VideoRSS&feedName=TopNews&rpc=401&videoChannel=1

Oggi si registra una situazione nuova rispetto al passato, operazioni di salvataggio congiunte tra Italia e Malta e grande preoccupazione ovunque per le prospettive di un intervento militare in Libia dopo il fallimento dei colloqui di pace tra le diverse milizie a Ginevra, un tentativo portato avanti dalle Nazioni Unite mentre gli aerei del generale Haftar, supportato dagli Stati Uniti, continuavano a martellare Bengasi. Non si comprende quale sarà la linea che terranno i paesi più vicini come l'Egitto.

http://www.egyptindependent.com//news/fm-military-intervention-libya-requires-accurate-calculations

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/123048/Egypt/Politics-/-Egyptian-fishermen-kidnapped-in-Libya.aspx

Colpisce il silenzio assordante della Mogherini e dell'intera Unione Europea, che non riescono a trovare una soluzione nè per l'Ucraina, nè per la Libia. Qualcuno ha saputo che nei giorni scorsi è stata in visita a Tunisi ?

http://www.onuitalia.com/2015/02/14/libia-mogherini-parla-con-leon-renzi-italia-fara-la-sua-parte-con-lonu/

http://www.lettera43.it/attualit/mogherini-libia-in-pericolo-per-l39ucraina-fatto-primo-passo---la-notizia_43675158609.htm

Almeno da Malta si ridimensiona l'allarme che per ora, tra i migranti, si possano nascondere anche terroristi. Ma se la situazione in Libia continuasse a degenerare, nel medio-lungo periodo, non si potrebbe escludere più nessuna ipotesi.

http://www.independent.com.mt/articles/2015-02-15/local-news/UN-needs-to-intervene-in-Libya-PM-emphasises-migrants-are-not-terrorists-but-people-in-despair-6736130664

Intanto le missioni di salvataggio nel Canale di Sicilia si ampliano. Le migliorate condizioni meteo-marine lasciano più tempo per gli interventi, e diminuisce il numero delle vittime, che purtroppo però ci saranno comunque. Sembra aumentare l'impegno dei mezzi della Guardia Costiera maltese.

http://www.independent.com.mt/articles/2015-02-15/local-news/AFM-assisting-Italians-in-rescue-operation-involving-hundreds-of-migrants-6736130669

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20150215/local/updated-malta-assisting-in-rescue-of-at-least-1000-migrants.556225

 http://www.maltatoday.com.mt/news/national/49638/malta_in_joint_rescue_operation_of_around_1000_migrants#.VOC4G1J0xse

Il problema dei migranti in fuga dalla Libia non si risolve certo trasformando Triton di Frontex in una operazione tipo Mare Nostrum ma a livello europeo.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Scheda-Mare-Nostrum-e-Triton-le-differenze-4fedb886-58d9-48c7-88d8-e5bb2a58b8d3.html

http://www.reset.it/rassegna-stampa-italia/il-fallimento-di-triton

A questo punto, con quello che si annuncia, l'avanzata di ISIS verso occidente, oltre Sirte e Misurata, potrebbero esserci anche molti libici in fuga. Se ci sarà un intervento militare da terra e dal cielo, o se non si raggiungerà almeno una tregua, migliaia di civili libici, come i migranti, potrebbero essere costretti a fuggire dal loro paese. Se ci si affiderà ancora, come nei mesi scorsi, alle milizie del generale Haftar il destino della Libia, ammesso che ancora si possa parlare di un unico stato, sembra segnato.

http://www.lastampa.it/2015/02/15/esteri/un-disastro-frutto-anche-della-rivalit-romaparigi-oi0sjsHQBPrgKNE1Fn85HP/pagina.html

Occorre predisporre navi, traghetti, civili, pronti ad intervenire al limite delle acque territoriali libiche, sotto scorta di unità militari per portare a compimento il maggior numero di missioni di salvataggio. Nessuno può prevedere oggi cosa potrebbe succedere soltanto tra una settimana. L'Italia ha intanto noleggiato un traghetto maltese per evacuare il personale della sua ambasciata a Tripoli.

http://www.independent.com.mt/articles/2015-02-15/local-news/Italian-government-charters-Virtu-Ferries-catamaran-to-evacuate-embassy-staff-from-Libya-6736130666

Ma partono anche tanti lavoratori italiani ancora presenti in Libia. Non circolano notizie sulla sorte dei terminali e delle piattaforme petrolifere di società legate all'ENI.

 http://gds.it/2015/02/15/isis-italiani-via-dalla-libia-prima-nave-in-fuga-verso-la-sicilia_313173/

In Europa ed in Italia vanno attivate dai governi le misure di protezione temporanea, con la concessione di un visto di ingresso e di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, o per motivi di protezione temporanea a tutti coloro che fuggono, o sono fatti partire con la forza, dalla Libia. sarebbe tra l'altro l'unico modo per verificare l'identità delle persone che arrivano, altrimenti in assenza di documenti di identità e di viaggio da riconoscere in tempi brevi, potrebbe continuare la tendenza alla clandestinizzazione che si è già verificata nel corso del 2014.

E va ridiscusso al più presto il Regolamento Dublino III, che ha fallito, come è provato dalla circostanza che la maggior parte degli asilanti in Europa (70%) è accolta in soli cinque paesi UE, mentre gli altri 18 stati, di fatto, non praticano nessuna forma di accoglienza, semmai detengono e respingono, come la Bulgaria, l'Ungheria, la Grecia .

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/478342/Ue-in-5-paesi-il-70-dei-richiedenti-asilo-Serve-un-sistema-di-quote

 Un articolo di Chiara Peri sul Regolamento Dublino III

http://www.academia.edu/6276388/La_protezione_interrotta._Il_regolamento_Dublino_III_e_il_diritto_dasilo_in_Europa

Ancora seicento persone salvate dalla Guardia Costiera italiana a cinquanta miglia dalla costa libica. Sta cambiando tutto ma l'Europa insiste con Frontex. In Italia accoglienza allo sbando e dinieghi a valanga.


Ancora salvataggi a cinquanta miglia dalla costa libica, vediamo se arriveranno altre critiche da Frontex. Intanto in Libia sta davvero cambiando tutto, ma in Europa sembra che non se ne accorga nessuno.

http://temi.repubblica.it/limes/perche-la-libia-e-un-caso-disperato/67669
  
Italian authorities save 700 illegal migrants fleeing Libya
[ 14 February 2015 22:19 ]

Baku-APA. Coast guards first received distress call by satellite phone Friday evening from small boat carrying migrants in difficulty 30 miles from Tripoli, APA reports quoting Anadolu Agency.  
Italian ships saved 700 illegal migrants trying to reach Italy from Libya as authorities braced for an anticipated mass exodus in the wake of escalating unrest.
Coast guards first received a distress call by satellite phone Friday evening from a small boat carrying migrants in difficulty 30 miles from Tripoli.
  But a coast guard vessel and two Italian merchant vessels that raced to the scene found six other small boats in the area packed with migrants.
In all, 700 people were plucked from the sea.
  
Italian intelligence sources said thousands of others are planning to try and flee Libya in the coming hours as the situation there worsens, posing a major challenge for the Italian coast guard and navy.
Good weather conditions are tempting Libyans to risk the voyage across the Mediterranean.
In January, as many as 3,538 people were rescued by Italian vessels in the sea between Libya and Italy, compared to 2,171 in the first month of 2014, officials said.
The rise of ISIL in Libya has alarmed Italian authorities, with Italian Foreign Minister Paolo Gentiloni saying Friday that his country is ready to send troops to its former colony to contain extremists if there is authorization from the United Nations.

http://en.apa.az/-_223120.html 
                                                                                                                                           
Che succede dopo che i migranti vengono sbarcati a terra ?In Italia il sistema di accoglienza e' allo sbando tra scandali, inchieste giudiziarie ed espulsioni arbitrarie. Si fomenta frustrazione ed esclusione. I CARA soppiano ed i centri di accoglienza, come qualche centro SPRAR sono ancora privi delle professionalità richieste. nessuno paga tempestivamente gli operatori ed il turn-over è continuo. Si abusa del ricorso al volontariato, ed i richiedenti asilo vengono abbandonati.

Dalle Commissioni territoriali una valanga di dinieghi. Ormai si stanno applicando soltanto le regole più rigide imposte dalla commissione centrale e avallate da chi sembra rimasto fermo alla  Convenzione di Ginevra del 1951. Risponderemo con una valanga di ricorsi.

http://www.programmaintegra.it/wp/risorse/schede-tematiche/asilo/il-diniego-e-il-ricorso/
                                                                                                                                 
Corridoi umanitari con visti di ingresso per tutta Europa e permesso di soggiorno per motivi umamitari per tutti i profughi forzati a partire dalla Libia.  Solo questo può salvare le persone in mano ai miliziani, perchè ormai in Libia non si può parlare più di trafficanti. Appare urgente una revisione del Regolamento Dublino III per consentire la circolazione degli asilanti già riconosciuti o dei richiedenti asilo in tutti gli stati dell'Unione Europea. Altrimenti circoleranno lo stesso con modalità "clandestine" e il conseguente arricchimento dei trafficanti di terra che garantiscono il passaggio dall'Italia verso i paesi del nordeuropa.                                                      

Occorre un decreto del governo per quello che diventerà presto un "afflusso massiccio di profughi". Lo prevede l'art.20 del Testo Unico sull'immigrazione n. 286 del 1998.  Nel 2011 lo decise persino Maroni per l'emergenza Nordafrica. Oggi va molto peggio e le condizioni dei profughi che arrivano dalla Libia sono disastrose.

http://www.avvocatodistrada.it/terminata-lemergenza-nord-africa-avvocato-di-strada-per-migliaia-di-richiedenti-asilo-si-spalancano-le-porte-della-strada/                                                                                                             

Cosa si attende ancora?                                                                                                                        Non salvare le persone in mare e non fornire una assistenza dignitosa, una volta giunti a terra, è criminale.

Gli abusi in Libia, le partenze forzate, miliziani al posto dei trafficanti, la guerra costa ed i migranti sono soldi in movimento, dopo la partenza, se muoino non importa. Non sono più i migranti a scegliere i trafficanti, ma i miliziani a decidere chi e quando parte.

     http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/600-eritrei-pronti-a-partire.aspx                                                   

 http://www.timesofmalta.com/articles/view/20150214/local/updated-italian-coastguard-goes-to-rescue-of-at-least-600-migrants.556055

      http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2015/02/13/news/l_oim_attacca_nel_canale_di_sicilia_un_crimine_non_una_tragedia-107202867/

Sul degrado del sistema di accoglienza in Italia, alla vigilia di una nuova situazione di afflusso massiccio di profughi

 http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/478381/Espulsi-dal-centro-dopo-aver-protestato-per-strada-13-richiedenti-asilo

http://www.romatoday.it/politica/espulsione-centro-accoglienza-via-grappelli.html

http://www.fainotizia.it/inchiesta/21-01-2015/roma-le-contraddizioni-dellaccoglienza-dei-rifugiati

http://www.nuovosud.it/21863-cronaca-agrigento/soccorsi-400-migranti-ora-verso-porto-empedocle   

http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/lampedusa-caritas-39102/                                                                

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro