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lunedì 30 marzo 2015

Frontex si compiace degli arresti effettuati durante l'operazione "Mos maiorum" e si prepara al lancio dell'operazione "Amberlight 2015". La deriva sicuritaria produce soltanto clandestinità e sfruttamento.


Frontex prosegue con la sua campagna mediatica volta a dimostrare l'efficacia degli interventi repressivi realizzati con la cd. cooperazione operativa delle forze di polizia, anche in collaborazione con le polizie degli stati dai quali i migranti continuano a fuggire. I voli congiunti di ritorno funzionano a tutto regime, ma di azioni di salvataggio non se ne sente parlare. Anche se poi qualcuno a Bruxelles indica tra le statistiche di Frontex le azioni di salvataggio condotte dalla Guardia Costiera italiana.

http://frontex.europa.eu/operations/return/

Sembra quasi che si vogliano legittimare le politiche ed i partiti che in Europa stanno costruendo sulla cd. "lotta all'immigrazione illegale" il loro sucecsso elettorale.
A chi serve una comunicazione basata solo sugli allarmi ? Poi, anche quando si frena, il danno è già fatto.

http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2015/03/06/news/frontex_da_500mila_a_1_milione_pronti_a_partire_dalla_libia-108914311/

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2015/03/06/immigrazione-frontexfino-a-1-mln-pronti-a-partire-da-libia_bd21f87b-9343-4724-b6ec-cf5f67df41df.html

http://www.corriere.it/esteri/15_marzo_07/capo-frontex-allarme-eccessivo-senza-nessuna-prova-568d4a30-c492-11e4-ab5e-6baf131e67e8.shtml

Eppure i dati reali agli "esperti" di Frontex non mancano. Basta andare a vedere sul sito dell'agenzia.

http://frontex.europa.eu/assets/Images_News/Illegal_border_crossing_routes_February__2015.pdf

 Adesso i vertici di Frontex sembrano rimpiangere l'operazione Mare Nostrum, che a suo tempo avevano tanto criticato. E rilanciano una nuova operazione di sicurezza in territorio europeo, Amberlight 2015, sulle orme di Mos maiorum del 2014.

http://www.internazionale.it/opinione/francesca-spinelli/2015/03/30/unione-europea-immigrazione

 http://www.abuondiritto.it/it/component/tags/tag/580-amber-light-2015.html

http://www.statewatch.org/news/2015/mar/eu-overstayers-smart-borders.htm

Altre due settimane di controlli straordinari, in questo caso soprattutto ai danni dei cd. overstayers, ( rimasti in Italia dopo la scadenza dei visti o dei permessi di soggiorno), che non cambieranno niente.


 "The EU’s border agency Frontex described a 14-day operation between EU law enforcement agencies as a success, after thousands of arrests of undocumented migrants and overstayers at EU points of entry and shared borders offered an insight into human trafficking trends.  ‘Mos Maiorum’ saw over 20,000 police officers staking out border crossings, railway stations, bus depots, and highways throughout Europe, effecting a total of 19,234 arrests of undocumented migrants".

 http://www.maltatoday.com.mt/news/national/51258/eus_14day_police_operation_confirms_mare_nostrums_necessity#.VRmx-VIcRsd

Le teste d'uovo della sicurezza sono allo sbando, un giorno reclamano la chiusura dell'operazione Mare Nostrum, perchè otterrebbe l'effetto attrattivo di fare arrivare in Europa troppe persone ( vive), subito dopo la chiusura lamentano che l'immigrazione, che loro continuano a definire "illegale" , cresce proprio a seguito della fine dell'operazione. Anche in Italia polizia e magistrati osservano che, con la fine dell'operazione Mare Nostrum, diventa più difficile scoprire gli scafisti a bordo dei barconi. Sulle navi militari che continuano ad effettuare salvataggi in mare, anche in acque internazionali, di fronte alla costa libica, non ci sono più gli agenti di polizia inviati dal Ministero dell'interno per le "preidentificazioni" e per la ricerca degli scafisti.

http://catania.gds.it/2015/03/15/immigrazione-il-procuratore-di-catania-mare-nostrum-era-meglio-di-triton_326966/

Intanto la clandestinità e lo sfruttamento dei migranti dilagano, fanno troppo comodo, e le operazioni di polizia, che durano qualche settimana, servono solo a tranquillizzare l'opinione pubblica ed a sancire le forme più estreme, sperimentate sui migranti, di sfruttamento neo-schiavistico sul quale si basa l'economia europea in questa fase di crisi. Magari potrebbero utilizzare tanto spreco di risorse per andare a verificare il rispetto della legge nei luoghi di frontiera, dove i migranti vengono respinti con modalità illegali, e nei centri di accoglienza, nei quali, malgrado le inchieste penali, continuano a decidere, anzi a comandare, sempre gli stessi enti gestori.

http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/02/26/news/gestione-dei-centri-di-accoglienza-l-impero-della-misericordia-da-isola-capo-rizzuto-a-lampedusa-1.201451

Sui respingimenti illegali... interviene la Corte di Cassazione, ma migliaia di persone vengono respinte tutti i giorni senza potersi avvalere dei diritti di difesa e del diritto al ricorso.

http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17958.asp




sabato 28 marzo 2015

Rallentano le partenze dalla Libia, bloccata la rotta egiziana, la Turchia spara sulle imbarcazioni cariche di migranti. Ma nessuno apre canali umanitari. L'Europa sempre più lontana. Diritto di asilo in frantumi, aumentano i dinieghi.


Nelle ultime settimane di marzo non si registrano più partenze di massa di migranti in fuga dalla Libia, dall'Egitto o dalla Turchia, e non si tratta solo di cattivo tempo. Questa l'ultima strage, poi pochi arrivi, attorno al 12 marzo.

http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/palermo/cronaca/2015/03/04/news/canale_di_sicilia_dieci_migranti_morti_recuperati_da_nave_dattilo-108710165/?ref=m%7Chome%7Capertura_extra%7Cpos_1

I primi dati confermano un calo negli arrivi, più evidente nelle ultime settimane di marzo.

http://www.cir-onlus.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1658%3Aimmigrazione-10mila-sbarcati-nel-2015-6-in-meno-del-2014&catid=45&Itemid=143&lang=it

Dalle coste turche non arrivano più i grandi cargo, diciassette quelli arrivati nella seconda metà dello scorso anno. Ormai queste navi vengono fermate dalla polizia di frontiera o dalla guardia costiera prima che possano raggiungere il largo. Sulle barche più piccole, che cercano di trasbordare i migranti verso le isolette greche davanti la costa turca, si muore o si viene respinti.

http://watchthemed.net/reports/view/98

Pur di fermare i mezzi carichi di migranti non si esita a sparare.In Turchia ormai è una prassi consolidata.

http://video.corriere.it/guardia-costiera-turca-apre-fuocon-contro-carretta-mare/975b2abe-d0a4-11e4-a378-5a688298cb88?cmpid=SF020103COR

Chi sono le canaglie ? Secondo me chi collabora con le dittature per bloccare tutte le vie di fuga.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Sbarchi-migranti-ue-accelera-Cooperare-anche-con-dittatori-per-gestire-il-fenomeno-de9e8f7f-8da2-4f6e-9920-1157a86d2b82.html

http://www.imolaoggi.it/2015/03/14/nave-canaglia-con-400-clandestini-guardia-costiera-turca-spara-sulla-sala-macchine/

http://www.grreporter.info/en/greek_coast_guard_shot_turkish_migrant_smuggler/11006

https://www.youtube.com/watch?v=Ql_n6IyZpIw&feature=youtu.be

 Lo scorso anno, nello stesso periodo invernale, anche quando infuiriavano le burrasche, partivano migliaia di persone che venivano a chiedere asilo e protezione in Europa. Adesso sono sempre più rari gli sbarchi in Sicilia, un fenomeno nuovo del quale non parla nessuno. Forse si distruggerebbe la  retorica dell'invasione, che fino a poche settimane fa costituiva il tema principale sul quale si esercitavano i servizi segreti e le forze politiche.  Lo scorso anno si veniva recuperati, quest'anno si muore di gelo per abbandono a bordo dei gommoni. Hanno trovato davvero un effetto dissuasivo.

http://www.italiarazzismo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2693:13-febbraio-2015&catid=54:rassegna-stampa&Itemid=70

Dicevano che un milione di persone sarebbero state pronte ad imbarcarsi dalla Libia verso l'Italia. Hanno diffuso l'allarme che volevano tra la popolazione, accresciuto l'avversione verso gli stranieri, ma hanno sbagliato ancora una volta. Sono dieci anni che i servizi e le agenzie come Frontex sparano prognosi errate, già nel 2005 annunciavano milioni di migranti in partenza dalla Libia, previsione errata come le altre che sono seguite, ma l'opinione pubblica ci casca sempre. Quindi il gioco rende e lo continuano.

http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/notizia_21705.html_152189154.html

http://www.stranieriinitalia.com/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/settembre/vassallo-libia.html

 http://it.peacereporter.net/articolo/6251/Italia-Libia,+l%92asse+della+vergogna

http://www.tanadezulueta.it/html/modules/soapbox/article.php?artID=45

E non ci vengano a raccontare che le partenze starebbero diminuendo per il venir meno dell'effetto attrattivo esercitato dalla presenza delle navi di Mare Nostrum nel Canale di Sicilia, perchè nei primi due mesi di quest'anno, dopo il ritiro della missione, e la comparsa dell'operazione TRITON di Frontex, gli arrivi erano aumentati, come pure era aumentato il numero dei naufragati, morti o dispersi in mare. Sono stati invece gli accordi bilaterali e le diverse forme di cooperazione pratica di polizia, oltre ai soldi versati dall'Unione Europea ai paesi di transito, che, insieme alla situazione bellica in Libia, hanno prodotto una riduzione delle partenze. Una riduzione che potrebbe essere certo temporanea, ma che comunque smentisce i report di chi gia' lo scorso anno aveva previsto una valanga di arrivi.

http://www.panorama.it/news/cronaca/immigrazione-mare-nostrum-italia-terrorismo/

Nei paesi di transito intanto si muore o si viene arrestati, ma purchè i migranti non arrivino in Europa va bene anche stringere accordi con dittature che arrestano, torturano ed uccidono. Per i migranti in fuga dagli orrori della guerra e delle persecuzioni etniche e religiose sembra che non ci siano più possibilità di salvezza. In paesi come la Libia, il Sudan o l'Egitto, le torture ed i sequestri sono quotidiani, ma  per le Commissioni territoriali che in Italia stanno respingendo un numero crescente di richieste di asilo o di altre forme di protezione, di persone che vi sono transitate, quello che hanno subito i migranti prima di arrivare in Italia, durante il loro viaggio, sembra non assumere alcun rilievo.

 https://news.vice.com/video/trapped-and-forgotten-libyas-migrant-jails-part-2?utm_source=vicenewsyoutube&utm_medium=video&utm_campaign=relatedvideo

http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2015/03/09/news/libia_rifugiato_in_un_paese_in_guerra_-109108795/

Arresti in massa di profughi eritrei in transito nel Sudan. Altro paese con il quale tutti vogliono stringere accordi per fermare il transito dei potenziali richiedenti asilo verso l' Europa, soprattutto eritrei.

http://www.africa-express.info/2014/07/29/quattrocento-profughi-eritrei-arrestati-sudan-volevano-raggiungere-il-campo-unhcr/

 Sono ripresi anche i rimpatri sommari verso la Nigeria, grazie agli accordi bilaterali conclusi nel 2009  tra Italia e Nigeria. In Nigeria esisterebbero "zone sicure" nelle quali le persone espulse o respinte potrebbero vivere senza rischi.

http://www.poliziadistato.it/articolo/14051/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/02/proseguono-i-voli-congiunti-di.html

http://frontex.europa.eu/assets/Partners/Third_countries/WA_with_Nigeria.pdf
 
http://www.lasciatecientrare.it/j25/italia/news-italia/141-lasciatecientrare-frontex-riprende-i-rimpatri-sommari-verso-la-nigeria

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2015/03/26/news/nigeria_boko_haram-109435825/

L'Italia,  dopo essere stata uno dei paesi con il più alto tasso di riconoscimento delle istanze di protezione, si avvia a scendere sotto la media europea, una media che tiene conto di paesi come la Grecia e l'Ungheria, per non parlare della Repubblica Ceca, o di altri stati dell'Europa orientale, che respingono sistematicamente qualsiasi richiesta di protezione internazionale.

http://asiloineuropa.blogspot.it/2015/03/richieste-di-asilo-e-decisioni-in-prima.html

 Ormai i dinieghi sono una valanga, stanno producendo una nuova "clandestinita", con la quale avremo a che fare per i prossimi anni, nessuno si illuda di risolvere problemi respingendo la maggior parte delle istanze di protezione. Stanno revocando pure, o non rinnovando, i permessi di soggiorno per motivi umanitari concessi dopo l'emergenza Nordafrica del 2011.                          Però il personale che decide in Commissione è sempre più "preparato". Forse preparato per aumentare il tasso dei dinieghi. Quando avremo le statistiche di quest'anno non sarà difficile provarlo, intanto stanno arrivando una valanga di ricorsi, e ci sono già le prime sentenze dei giudici che annullano le decisioni delle Commissioni territoriali. Particolarmente penalizzati i profughi dal Gambia, del Mali e del Bangladesh. Da anni, e non da ora. Ma certo, i giudici sarebbero degli incompetenti. Evviva lo stato di diritto.

http://www.europeanrights.eu/public/sentenze/corte_appello_22.12.pdf

http://dirittocivilecontemporaneo.com/2014/11/la-corte-di-appello-di-catania-concede-la-protezione-sussidiaria-con-una-interessante-applicazione-della-remissione-in-termini-ex-art-153-c-p-c/

http://www.unitademocraticagiudicidipace.it/2014/01/13/diritto-alla-protezione-sussidiaria-ad-un-cittadino-del-gambia/

http://www.meltingpot.org/Sentenza-del-tribunale-di-Napoli-n-32680-2013-del12-01-2015.html#.VRbKTVJ0xsc

http://www.meltingpot.org/Ordinanza-del-Tribunale-di-Napoli-del-2-ottobre-2014.html#.VRbKilJ0xsc

http://viedifuga.org/asilo-e-procedure-lunhcr-personale-preparato-nelle-commissioni/

http://www.repubblica.it/solidarieta/profughi/2012/11/07/news/profughi_libici_riesame_di_18_mila_domande-46119366/

Per la Corte di Cassazione ( Corte di Cassazione, sezione IV Civile, sentenza del 10 luglio 2014, n. 15781)  però
"Il riconoscimento del diritto ad ottenere lo status di rifugiato politico, o la misura più gradata della protezione sussidiaria, non può essere escluso, nel nostro ordinamento, in virtù della ragionevole possibilità del richiedente di trasferirsi in altra zona del territorio del paese d’origine, ove egli non abbia fondati motivi di temere di essere perseguitato o non corra rischi effettivi di subire danni gravi, atteso che tale condizione, contenuta nell’art. 8 direttiva 2004/83/CE, non è stata trasposta nel d.lgs. 19 novembre 2007, n. 251, essendo una facoltà rimessa agli stati membri inserirla nell’atto normativo di attuazione della direttiva (Cass. 2294/2012)"

 http://www.asgi.it/banca-dati/corte-cassazione-sentenza-10-luglio-2014-n-15781/

 Continuano a restare serrate le vie legali di ingresso, per lavoro o per protezione internazionale.
 Le soluzioni proposte da tempo, per l'apertura di canali unanitari attraverso la concessione di visti di ingresso da parte delle rappresentanze diplomatiche e consolari nei paesi di transito, non certo in quelli di origine, come qualcuno ha volontariamente frainteso, sono disattese e procede a grandi passi l'esternalizzazione del diritto di asilo europeo. Un diritto ormai in frantumi,  tra prassi di polizia che differiscono da paese a paese, ed accordi bilaterali che consentono anche il respingimento sommario di minori ed i respingimenti collettivi.

 http://www.guengl.eu/news/article/gue-ngl-news/new-plans-to-stem-the-flow-of-migration-unacceptable

I paesi di transito come l'Egitto sbarrano le frontiere, passa solo chi corrompe le forze di polizia.

http://www.thecairopost.com/news/142878/news/49-arrested-at-egypt-libya-border

Il Processo di Khartoum, che, oltre all'Egitto, coinvolge paesi in mano a feroci dittature come il Sudan e l'Eritrea, va avanti inesorabilmente e spiana la strada ad accordi economici e militari, mentre si permette il massacro di persone che aspirano alla fuga da regimi dittatoriali, che diventano partner affidabili degli stati europei solo perchè promettono di fermare le partenze.

http://www.guengl.eu/news/article/gue-ngl-news/new-plans-to-stem-the-flow-of-migration-unacceptable

http://www.corrieredellemigrazioni.it/2015/03/24/processo-di-khartoum-sapete-cose/

http://www.statewatch.org/news/2015/mar/eu-med-plan.htm

http://www.spiegel.de/politik/ausland/gegen-fluechtlinge-eu-will-echten-abschreckungseffekt-produzieren-a-1024749.html

http://www.eldiario.es/desalambre/DOCUMENTO-Union-Europea-Tunez-Egipto_0_368514055.html

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati lancia le sue proposte per il Mediterraneo, ma non sembra che abbia ricevuto ascolto.

http://www.programmaintegra.it/wp/2015/03/unhcr-nuove-proposte-per-lazione-europea-nel-mediterraneo/


domenica 22 marzo 2015

Nelle prime due settimane di aprile l'Unione Europea promuove l'operazione congiunta di polizia "Amberlight 2015". Controlli e schedature per i migranti in transito. Anche attraverso il prelievo forzato delle impronte digitali.Si intensificano le riammissioni Dublino dalla Germania verso l'Italia.


Nel 2014 la Presidenza italiana dell'Unione Europea, costretta ad abbandonare la missione di salvataggio Mare Nostrum, promuoveva l'operazione congiunta di polizia "Mos Maiorum" con l'obiettivo di controllare e schedare il maggior numero di migranti e profughi costretti all'ingresso irregolare in Europa dall'assenza di canali umanitari di ingresso, ed ancora costretti a movimenti secondari da un paese all'altro dell'Unione, per effetto del Regolamento Dublino III, che ancora oggi costringe nel primo paese di ingresso dell'area Schengen chi voglia presentare una istanza di protezione internazionale.

http://statewatch.org/news/2015/jan/mm-final-report.html

Adesso, mentre gli effetti della crisi economica e i continui allarmi sulla sicurezza alimentano le peggiori pulsioni della popolazione europea, rimbalzata da una paura all'altra, l'Unione Europea decide in forma semiclandestina un'altra operazione congiunta di polizia,denominata "Amberlight 2015", con l'obiettivo di identificare e schedare migranti presenti nel territorio europeo ed alle frontiere aeroportuali.Apparentemente l'operazione di controllo dovrebbe rivolgersi nei confronti degli "overstayer" che vengano scoperti alle frontiere aeroportuali, ma le attività di controllo potrebbero essere molto più vaste ed avere portata generale, Nessun overstayer ( chi rimane dopo la scadenza del visto o del permesso) porta scritto in fronte la sua condizione giuridica. Molto dipenderà dalle forze di polizia che saranno impegnate in questa operazione, ma soprattutto negli aeroporti ci potrebbe essere un notevole aumento dei controlli.
 Un obiettivo che potrebbe tradursi con l'arresto di coloro che non sono in grado di provare la propria identità, con altri prelievi violenti delle impronte digitali, con l'internamento di potenziali richiedenti asilo nelle strutture di accoglienza, alcune delle quali, anche nei propositi del ministro Alfano, dovrebbero trasformarsi di nuovo in centri di detenzione. Sembra sempre più vicina la fine del diritto di asilo europeo. Avviene tutto al di fuori delle aule del Parlamento, tutte le decisioni sono riservate a procedure di comitato ed a gruppi ristretti di esperti.

http://statewatch.org/news/2015/mar/eu-overstayers-smart-borders.htm

http://euparl.net/9353000/1/j9vvhskmycle0vf/vjoo65k00zz2?ctx=vh7ej5swx006&tab=1

http://www.occupydenhaag.org/2015/03/travel-warning-first-2-weeks-of-april-eu-police-operation-amberlight-2015%E2%80%B3/

http://luc-schrijvers.blogspot.it/2015/03/europe-travel-warning-police-operation.html

http://www.parlementairemonitor.nl/9353000/1/j9tvgajcovz8izf_j9vvij5epmj1ey0/vjrzdv7mxxyj?ctx=vh1aly4653wh&v=1&tab=1&start_tab0=120

Si procede pure nella esternalizzazione dei controlli di frontiera e delle procedure di asilo, promuovendo rapporti di collaborazione con governi, o regimi, che non garantiscono il rispetto dei diritti fondamentali della persona umana. Alfano propone di esternalizzare le procedure di asilo.

http://ilmanifesto.info/alfano-e-la-politica-di-ponzio-pilato/

Tutto sembra lecito in nome del contrasto dell'immigrazione illegale, anche a scapito della dignità, della libertà e della stessa vita dei migranti. Anche l'uso della forza nel prelievo delle impronte digitali.

http://www.statewatch.org/news/2015/feb/forced-fingerprinting.htm

Nelle ultime settimane si registra anche un rallentamento delle partenze dalla Turchia e dall'Egitto per effetto delle nuove forme di cooperazione pratica di polizia e per le pressioni esercitate dall'Unione Europea  su questi governi perchè blocchino i migranti prima che potessero partire, ognuno poi usa i mezzi che vuole, Erdogan ordina di aprire il fuoco sulle carrette del mare che trasportano migranti, l'Europa rimane a guardare.

http://video.corriere.it/guardia-costiera-turca-apre-fuocon-contro-carretta-mare/975b2abe-d0a4-11e4-a378-5a688298cb88?cmpid=SF020103COR

Abusi e torture continuano nei campi di detenzione in Libia, anche solo allo scopo di estorcere il prezzo sempre più alto richiesto ai migranti per potersi giocare almeno una possibilità di attraversamento del Canale di Sicilia.Le partenze  alla Libia rallentano  per effetto dell'aggravarsi del conflitto che rende sempre più difficili i trasferimenti sul terreno.

http://www.msf.ie/article/libya-migrants-trapped-tripoli-need-aid-and-protection

https://www.youtube.com/watch?v=mZ1DRL1zPHY

Intanto non si modifica il Regolamento Dublino III e non si aprono canali di ingresso umanitari con la concessione di visti di ingresso legale e protetto dalle rappresentanze diplomatiche europee sparse nei diversi paesi del mondo. Anche se i Tribunali certificano il fallimento del sistema Dublino.

http://www.proasyl.de/de/news/detail/news/systemische_maengel_gericht_stoppt_abschiebung_von_fluechtling_nach_ungarn/

Le sentenze più recenti dei giudici tedeschi sono nel senso di non ritenere che in Italia vi siano carenze di sistema nell'accoglienza. E dunque decidono per confermare gli ordini di trasferimento in Italia adottati dalle autorità amministrative. La giurisprudenza tedesca rimane comunque assai contrastata. Ci sono migliaia di casi in sospeso, i costi ed i tempi delle riammissioni possono paralizzare l'esecuzione effettiva del ritrasferimento in Italia. Più frequenti i ritrasferimenti dei singoli, soprattutto se subsahariani, più rari, ma succedono, i ritrasferimenti delle famiglie con bambini piccoli, specie se siriani.
 Alla fine, per molti, è solo questione di calcolo delle probabilità, anche a seconda del Tribunale amministrativo che decide sul ricorso, e della stessa possibilità di presentare ricorso a mezzo di un avvocato, non di applicazione certa ed effettiva di norme giuridiche. Questa situazione, ormai ben nota, costringe molti potenziali richiedenti asilo ad evitare in ogni modo di farsi prendere le impronte digitali in Italia.

https://dejure.org/dienste/vernetzung/rechtsprechung?Gericht=VG Augsburg&Datum=10.03.2015&Aktenzeichen=Au 5 S 15.50093

https://openjur.de/u/764191.html

Considerate nel loro complesso, tra cooperazione pratica di polizia, operazioni congiunte, ruolo dell'agenzia Frontex e accordi di collaborazione con i paesi terzi, espulsioni e riammissioni ai sensi del Reegolamento Dublino III,  le politiche e le prassi quotidiane dell'Unione Europea sono orientate sempre più nel senso di negare ogni possibilità di salvezza e di libera circolazione a chi è costretto a fuggire dal proprio paese da quegli stessi regimi e da quelle guerre che gli stati europei alimentano con i rapporti commerciali e con le intese politiche, come quelle maturate nel Processo di Khartoum.

Dove va l'Unione Europea, pensano davvero che in questo modo possono garantire maggiore sicurezza ? Sono davvero convinti che tra i migranti costretti all'ingresso irregolare si nascondano pericolosi terroristi?

 Council of the European Union General Secretariat       
Brussels, 20 January 2015   
CM 1092/1/15 REV 1   
COMIX JAI FRONT  
  
COMMUNICATION
NOTICE OF MEETING AND PROVISIONAL AGENDA

Working Party on Frontiers/Mixed Committee EU-Iceland/Liechtenstein/Norway/Switzerland Date: 23 January 2015 Time: 10.00 Venue: COUNCIL JUSTUS LIPSIUS BUILDING Rue de la Loi 175, 1048 BRUSSELS  
1. Work Programme of the Latvian Presidency – Presentation by the Presidency 2. Smart Borders Package: – Progress report on the preparation of the pilot project and Smart Borders Proof of Concept Testing Phase Terms of Reference – Information by eu-LISA – Access for Law Enforcement purposes to the EES – Information by the Presidency and possible discussion – The consequences of the abolition of the stamping – Information by the Presidency and possible discussion 
CM 1092/1/15 REV 1   1    EN 
– Fall back procedures in case of unavailability of the systems – Information by the COM and possible discussion – The organisational aspects of the RTP application processing – Information by the COM and possible discussion 3. Improved information sharing on temporary reintroduction of border control at internal border – Information by the Presidency – Doc. 5193/15 FRONT 12 COMIX 14 (to be issued) 4. Overstayers in the EU: – methodology of gathering statistics; – preventive measures; – penalties. – Presentation by the Presidency – Doc. 5194/15 FRONT 13 VISA 14 COMIX 15 (to be issued) 5. Presidency activity "AMBERLIGHT 2015" – Presentation by the Presidency – Doc. 5195/15 FRONT 14 JAI 15 ENFOPOL 9 COSI 1 COMIX 16 (to be issued) 6. AOB – Foreign Fighters:  – Application of the Schengen Border Code – Follow-up – Information by COM and discussion – Update on progress on the preparation of risk indicators – Information by COM 
NB: Council documents are available on Extranet. A limited stock of documents produced immediately prior to the meeting will be available in the meeting room. Room attendants will provide copies on request at the earliest opportunity. NB: Delegates requiring day badges to attend meetings should consult document 14387/1/12 REV 1 on how to obtain them. 
CM 1092/1/15 REV 1   2

OVUNQUE LE ATTIVITA' ANTITERRORISMO SI STANNO RIVOLGENDO NEI CONFRONTI DEI MIGRANTI PRIVI DI DOCUMENTI DI SOGGIORNO.

Per chi conosce il tedesco, altre info richieste... presentate da un parlamentare tedesco della Linke

POSTANSCHRIFT Bundesministerium des Innern, 11014 Berlin
Präsident des Deutschen Bundestages — Parlamentssekretariat — Reichstagsgebäude 11011 Berlin 
HAUSANSCHRIFT Alt-Moabit 101 D, 10559 Berlin POSTANSCHRIFT 11014 Berlin
TEL +49 (0)30 18 681-1117 FAX +49 (0)30 18 681-1019
INTERNET WWW.brni.bund.de 
DATUM A.1 - Februar 2015


BETREFF Kleine Anfrage des Abgeordneten Andrej Hunko u. a. und der Fraktion DIE LINKE.
Maßnahmen der EU-Polizeiagentur Europol hinsichtlich ausländischer Kämpfer BT-Drucksache 1813910
Auf die Kleine Anfrage übersende ich namens der Bundesregierung die beigefügte Antwort in 4-facher Ausfertigung.
Mit freundlichen Grüßen in Vertretung
ti4  Dr. Emily Haber
ZUSTELL- UND LIEFERANSCHRIFT Alt-titabit 101 0, 10559 Berlin
VERKEHRSANBINDUNG S-Bahnhof Bellevue; U-Bahnhof Tunstraße
Bushahesballe Kleiner Tiergarten
Kleine Anfrage des Abgeordneten Andrej Hunko u. a. und der Fraktion DIE LINKE.
Maßnahmen der EU-Polizeiagentur Europol hinsichtlich ausländischer Kämpfer
BT-Drucksache 18/3910
Vorbemerkung der Fragesteller: Die EU-Polizeiagentur Europol hat einen „Focal Point Travellers" eingerichtet, in dem „ausländische Kämpfer" gespeichert werden (www.statewatch.orgInews/2014/novIeu-foreign-fighters-16002-14.pdf). Es handelt sich um eine umfangreiche Datensammlung, an der sich einzelne Mitgliedstaaten mit Zulieferungen und Abfragen beteiligen. Auch das Bundeskriminalamt (BKA) macht dabei mit. Europol verfügt über insgesamt 20 „Focal Points". Ein anderer Focal Point lautet „islamistischer Terrorismus", dürfte also teilweise deckungsgleich sein mit dem
„Focal Point Travellers". Außer EU-Mitgliedstaaten nehmen Australien, Norwegen und die Schweiz daran teil. Serbien, Mazedonien sowie die US-Grenz- und Zollbehörden beabsichtigen laut der Bundesregierung eine Teilnahme. Europol und die EUGrenzagentur Frontex haben im November 2014 eine Vereinbarung über den Austausch personenbezogener Daten geschlossen, die dann dem jeweiligen Verwaltungsrat der beiden Agenturen und anschließend den Datenschutzbehörden vorgelegt wurde. Laut dem Anti-Terrorkoordinator wurde zu „ausländischen Kämpfern" im Oktober 2014 eine Gruppe „DUMAS" eingesetzt, die von Italien geleitet und von Eu
ropol unterstützt wird. Ihr Hauptaugenmerk liege auf „Ausschreibungslisten von Rei
senden (Mitvorreiter Österreich), Outreach-Maßnahmen (Mitvorreiter Ungarn und Spanien), bewährten Vorgehensweisen (Mitvorreiter Frankreich, Vereinigtes Königreich), Indikatoren (Mitvorreiter Deutschland, Luxemburg) und Schleusern (Mitvorreiter Spanien, Vereinigtes Königreich)". Zudem führe Europol eine Machbarkeitsstudie durch, mit der die von dem EU-Netz der Zentralstellen für GeldwäscheVerdachtsanzeigen (F1U.NET) eingesetzte „Ma3tch-Technologie" im „EuropolKontext" eingesetzt werden könnte. Dadurch könnten „die lokale Quellen hochvertraulicher Informationen durch ein dezentralisiertes Computersystem virtuell vernetzt" werden, was laut dem ATK Kerchove eine „Identifizierung von Informationen nach dem Grundsatz 'Kenntnis nur, wenn nötig' in Echtzeit ohne Übermittlung der Informa
tionen an Europol" ermöglichen würde. Die Bundesregierung erklärt hierzu, dass ihre Behörden nicht zur Nutzung der „Ma3tch"-Technologie befugt seien (Bundestagsdrucksache 18/2888).
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1. Welche Haltung vertritt die Bundesregierung in der Diskussion um die Frage, ob
Europol zu einem „Counter-Terrorism Centre" ausgebaut bzw. ein solches (etwa
nach Vorbild des European Cybercrime Centre) bei Europol angesiedelt werden könnte?
Zu 1. Die Bundesregierung lehnt dies ab.
2. Welche weiteren Aufgaben könnte Europol aus Sicht der Bundesregierung zukünftig hinsichtlich des Informationsaustausches über die Informationssysteme SIS EIS, Focal Point „Travellers" und PNR übernehmen?
Zu 2. Die bestehenden Informationssysteme SIS II, EIS und der Focal Point „Travellers" sollten verstärkt genutzt werden. Die Übernahme weiterer Aufgaben für Europol ist hiermit nicht verbunden. Im Entwurf einer Richtlinie über die Verwendung von Fluggastdatensätzen zur Bekämpfung von terroristischen Straftaten und schwerer Kriminalität (EU-PNR-Richtlinienentwurf - COM(2011) 32 final) wird Europol keine Rolle zugewiesen.
3. Was ist der Bundesregierung darüber bekannt, inwiefern es in den Jahren 2014 oder 2015 Treffen der EU-Agenturen Frontex und Europol mit dem geheimdienstlichen Lagezentrum IntCen zu „ausländischen Kämpfern" gab oder gibt, wo fanden
diese ggf statt, wer bereitete diese vor, und wer nahm daran teil?
Zu 3. Hierzu liegen der Bundesregierung keine Erkenntnisse vor.
4. Mit welchem Personal und an welchen Orten will sich das Bundesministerium des Innern nach derzeitigem Stand an der gemeinsamen Polizeioperation „Amberlight 2015" der lettischen Ratspräsidentschaft in den ersten beiden Wochen des April 2015 beteiligen (Ratsdokument 1092/15)?
Zu 4. Die Einsatzplanung für die gemeinsame Polizeioperation „Amberlight" ist noch nicht abgeschlossen. Entscheidungen über Einsatzorte und -kräfte in Deutschland stehen noch aus.
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5. Welche Mitgliedstaaten oder sonstigen Akteurinnen und Akteure nehmen nach
Kenntnis der Bundesregierung an der Expertengruppe „DUMAS" teil?
a) Auf wessen Veranlassung und aus welchem Grund wurde die Gruppe eingerichtet?
b) Wer leitet die Gruppe, und wer unterstützt sie?
c) Welche Unterarbeitsgruppen existieren, und von wem werden diese geleitet? d) Welche konkreten Aufgaben und Ziele werden von den Unterarbeitsgruppen verfolgt (bitte erläutern)? e) Auf welche Weise werden Informationen in das Netzwerk eingespeist und abgerufen?
Zu 5. 
Nach Kenntnis der Bundesregierung nehmen nur die EU-Mitgliedstaaten teil.
Die von Europol eingerichtete Arbeitsgruppe Dumas (AG Dumas) verfolgt das Ziel,
die EU-Mitgliedstaaten bei der Bekämpfung des Phänomens „Foreign Fighters" zu
unterstützen.
Die Gesamtleitung der AG liegt bei Italien. Sog. „Co-Driver" sind federführend ver
antwortlich für die jeweiligen Unterarbeitsgruppen (UAG).
P_) Es wurden fünf UAG eingerichtet:
• „Alert List" (Leitung bei Österreich),
• „Outreach" (Leitung bei Spanien und Ungarn), • „Best Practices" (Leitung bei Großbritannien und Frankreich),
• „Facilitator" (Leitung bei Spanien und Großbritannien),
• "Indicators" (Leitung bei Deutschland und Luxemburg).
g_Q Die UAG verfolgen folgende Ziele:
• „Alert List": Harmonisierung SIS II, Europol Informationssystem,
• „Outreach": Gewinnung von Partnerdienststellen in Drittstaaten,
• „Best Practices": Identifizierung von „best practices" und „lessons learnt",
• „Facilitator": Operative Analyse von Schleusungsnetzwerken, • „Indicators": Fertigung von Indikatoren zur Erkennung von Syrienreisenden.
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g). Die Informationen werden von den teilnehmenden EU-Mitgliedstaaten über die jewei
lige Europol National Unit (ENU) an die AG Dumas bei Europol übermittelt und von
dort empfangen.
6. Inwiefern könnte aus Sicht der Bundesregierung das Europäische Strafregisterin
formationssystem (ECRIS) zur Bekämpfung „ausländischer Kämpfer" genutzt werden?
Zu 6. 
Bereits bei Annahme des Rahmenbeschlusses 2009/315/JI, der die Rechtsgrundlage
für das Europäische Strafregisterinformationssystem (ECRIS) bildet, hat der Rat auf
die Erklärung des Europäischen Rates vom 25. und 26. März 2004 zum Kampf ge
gen den Terrorismus Bezug genommen, in der dieser die Qualität des Informations
austausches bei strafrechtlichen Verurteilungen als vorrangige Aufgabe bezeichnet
hat. Mit ECRIS ist ein dezentrales Informationstechnologiesystem errichtet worden,
das die bestehenden Strafregisterdatenbanken der einzelnen Mitgliedstaaten inhalt
lich nicht verändert hat, sondern lediglich den Informationsaustausch zwischen den
registerführenden Zentralbehörden der Mitgliedstaaten sicherstellen und erleichtern
soll. Nach Maßgabe des Rahmenbeschlusses sind diese Zentralbehörden der Mit
gliedstaaten verpflichtet, über die im Hoheitsgebiet des Mitgliedstaats ergangenen
und in das Strafregister eingetragenen Verurteilungen von Staatsangehörigen eines
anderen Mitgliedstaats der entsprechenden Behörde dieses Mitgliedstaates Mittei
lung zu machen, damit auch solche ausländischen Verurteilungen im jeweiligen Hei
matregister des Staatsangehörigen erfasst werden können. Der Rahmenbeschluss
enthält ferner Regelungen, wonach auf Ersuchen der Behörden eines Mitgliedstaates
über die jeweiligen Zentralbehörden ggf. erforderliche Informationen aus dem Regis
ter eines anderen Mitgliedstaates übermittelt werden. Die Übermittlung erfolgt kurz
fristig und auf elektronischem Weg; ein unmittelbarer elektronischer Zugriff (online)
einer ausländischen Zentralbehörde auf die Strafregisterdaten eines anderen Mit
gliedstaates ist dagegen nicht möglich.
Solche grenzüberschreitenden Informationsersuchen können nach Maßgabe des
Rahmenschlusses ebenso für Strafverfahren wie auch für sonstige behördliche Aus
kunftszwecke gestellt werden, die von den Registerbehörden des Herkunftsmitglied
staates im Einklang mit dem innerstaatlichen Recht zu beantworten sind. Bereits
nach gegenwärtigem Stand lässt sich das ECRIS also ggf. auch nutzen für polizeili
che Verfahren der präventiven Bekämpfung „ausländischer Kämpfer. Bislang sieht
das ECRIS jedoch noch kein Verfahren der Zusammenarbeit in Bezug auf die zentra-
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le Erfassung von Verurteilungen Drittstaatsangehöriger vor. Insoweit könnte nach
Auffassung der Bundesregierung das ECRIS noch ausgebaut werden.
7. Welche Haltung vertritt die Bundesregierung zur Frage, inwiefern das ECRIS auch ohne Fallbezug proaktiv genutzt werden könnte, und inwiefern könnte Europol dabei eine Rolle spielen?
Zu 7. 
Auf europäischer Ebene ist eine mögliche „proaktive" Vorgehensweise des ECR1S
Systems ins Gespräch gebracht worden. Aus Sicht der Bundesregierung ist dabei
jedoch bislang weitgehend unklar, was damit gemeint ist. ECRIS selbst ist lediglich
ein Informationsverbund und verfügt weder über eigene Datenbestände noch über
Personal und eigene Analyse- bzw. Auskunftsverfahren. Datenbestände über straf
rechtliche Verurteilungen, die im Rahmen des ECRIS ausgetauscht werden können,
werden lediglich von den Strafregisterbehörden der Mitgliedstaaten vorgehalten. So
weit dies aus Sicht der Bundesregierung beurteilt werden kann, sind auch die Straf
registerbehörden anderer Mitgliedstaaten jedoch nicht darauf aus- und eingerichtet,
ohne konkreten Fallbezug „proaktiv" im Register eingetragene Daten an andere Be
hörden zu übermitteln. Solche Spontanhinweise auf gefährliche Personen sind viel
mehr von den zuständigen Sicherheitsbehörden auf den dafür vorgesehenen Wegen
weitergegeben worden.
8. Was ist der Bundesregierung über Vorschläge oder Pläne für eine EU-weite Stan
dardisierung von Terrorismus-Warnstufen bekannt, und wie hat sich die Bundesregierung hierzu positioniert?
Zu 8. 
Nach Kenntnis der Bundesregierung hat der EU-Koordinator dem Rat wiederholt
vorgeschlagen, über ein einheitlicheres Vorgehen im Hinblick auf Terrorismus
warnstufen nachzudenken. Die Bundesregierung führt üblicherweise nicht zu jedem
Vorschlag des EU-Koordinators eine abgestimmte Position herbei, solange diese
nicht in die formalen Entscheidungsfindungsprozesse des Rates, beispielsweise
durch Aufnahme in Ratsschlussfolgerungen, eingeführt wurden.
Im Zuge einer Initiative des belgischen Ratsvorsitzes aus dem Jahr 2010, einen In
formationsaustausch über terroristische Warnstufen der EU-Mitgliedstaaten herbeizu
führen, hatte die Bundesregierung sich dahingehend positioniert, dass aus der Initia
tive für EU-Mitgliedstaaten keine Verpflichtung erwachsen darf, ein Warnstufensys-
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tem einzuführen. Die Bundesrepublik Deutschland hat kein Warnstufensystem, um
lageabhängig die Situation in bestimmte Warnstufen einzuteilen, vielmehr wird die
Gefährdungslageeinschätzung, beispielsweise zum islamistischen Terrorismus, in
regelmäßigen Lagefortschreibungen auf Ebene der Sicherheitsbehörden des Bundes
im Gemeinsamen Terrorabwehrzentrum (GTAZ) abgestimmt.
9. Inwieweit und mit welchem Ergebnis hat es nach dem „Ministerial Dinner" am Vorabend des JI-Rates am 8. Oktober 2014 in Luxemburg weitere Gespräche oder sonstige Zusammenarbeitsformen mit den dort vertretenen Diensteanbietem gegeben (Bundestagsdrucksache 18/3655)? a) Auf welche Weise werden die Empfehlungen des Treffens mittlerweile in die Praxis umgesetzt?
b) Was ist der Bundesregierung darüber bekannt, inwiefern eine zukünftige Ko- operation mit den Diensteanbietem aus Sicht der EU-Kommission oder des Rates nicht auf der Ebene von Gesetzesänderungen, sondern auf der Ebene von Selbstregulierung stattfindet, und was ist aus Sicht der Bundesregierung darunter zu verstehen?
Zu 9.
Seit dem genannten Treffen in Luxemburg hat es keine weiteren Gespräche in diesem Format gegeben. In Luxemburg wurden keine Beschlüsse, Verabredungen oder Empfehlungen getroffen. Insofern wird auf die Antwort der Bundesregierung auf die Kleine Anfrage der Fraktion DIE LINKE. auf BT-Drs.1813655 vom 22. Dezember 2014 verwiesen.
121 Zu diesbezüglichen Erwägungen der EU-Kommission liegen der Bundesregierung keine Informationen vor. Im JI-Rat wurde das Thema zuletzt aus verschiedenen Blickwinkeln diskutiert, wobei Deutschland sich für den Ansatz einer gemeinsamen Selbstverpflichtung der großen Diensteanbieter zur Entfernung terroristischer Inhalte ausgesprochen hat.
10. Inwiefern arbeiten Europol oder Bundesbehörden nach Kenntnis der Bundesregierung daran, Online-Meldeformulare oder sonstige vereinfachte Verfahren bzw. Stellen zum Melden bzw. Löschen von Internetinhalten zu entwickeln?
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a) Welche Haltung vertritt die Bundesregierung zur Notwendigkeit solcher Verfahren oder Stellen, und welche Defizite würden dadurch abgedeckt? b) Inwiefern könnte aus Sicht der Bundesregierung Europol mit solchen Aufgaben betraut werden?
Zu 10. 
Im Bereich der Bekämpfung politisch motivierter Kriminalität liegen der Bundesregie
rung keine Informationen zu Plänen über die Einführung eines festen Verfahrens für
die Löschung von Internetinhalten vor. Die Löschung von Inhalten erfolgt in der Re
gel durch den jeweiligen Anbieter in eigener Zuständigkeit auf Grundlage seiner Nut
zungsbedingungen. Für die Meldung radikaler Inhalte auf der Internetplattform „You
tube" kann bspw. die von dort zur Verfügung gestellte Funktion (sog. „flagging") ge
nutzt werden.
Vereinfachte Verfahren zur Löschung von Internetinhalten wären grundsätzlich zu
begrüßen.
Ausschlaggebend für die jeweilige Praxis der Löschung von Internetinhalten sind je
doch in erster Linie die verschiedenen Rechtslagen in den einzelnen Staaten, in de
nen die jeweiligen Plattformbetreiber ihren Sitz haben. Durch die beschriebenen Ver
fahren können diese Rechtslagen nicht unmittelbar geändert werden.
Konkrete Überlegungen zur Übernahme derartiger Aufgaben durch Europol werden
von der Bundesregierung nicht angestellt.
11. Welche Defizite existieren aus Sicht der Bundesregierung bezüglich der grenzüberschreitenden Abfrage von IP-Adressen bei internationalen Diensteanbietern oder zuständigen Behörden, und auf welche Weise könnte oder müsste dies vereinfacht werden?
Zu 11 
Unterschiede bei der Abfrage von IP-Adressen bei ausländischen Providern ergeben
sich durch die (auch im Ausland) zumeist fehlenden Mindestspeicherfristen. Wenn
ein unmittelbares Herantreten deutscher Ermittlungsbehörden an ausländische Pro
vider nicht zugelassen wird, sind Rechtshilfeersuchen zu stellen, die je nach völker
vertraglicher Grundlage und innerstaatlicher Praxis im ersuchten Staat langwierig
sein können. Eine Möglichkeit zum Umgang mit dieser Problematik besteht in der
8
Einreichung von „Preservation Requests" an die örtlich zuständige Polizei bzw. durch
die von einigen Diensteanbietern gewährten Möglichkeiten zum „Einfrieren" von Da
ten, soweit dies rechtlich zulässig ist.
Für eine Fortentwicklung der Praxis wäre insbesondere zu überlegen, sich mit für
deutsche Sicherheitsbehörden relevanten ausländischen Providern und den zustän
digen Ermittlungsbehörden über praktische Herausforderungen und Lösungsmög
lichkeiten auszutauschen.
12. Was ist der Bundesregierung darüber bekannt, inwiefern die EU-Kommission oder einzelne Agenturen hierzu bereits aktiv geworden sind?
Zu 12. 
Hierzu liegen der Bundesregierung keine Erkenntnisse vor.
13. Was ist der Bundesregierung über die Entwicklung, Implementierung und derzei
tige Nutzung des Europol-Projekts „Check the Web" bekannt? a) Welche Phänomenbereiche sind derzeit in den Informationsaustausch im Rahmen von „Check the Web" aufgenommen worden und inwiefern wird nach Kenntnis der Bundesregierung über eine Ausweitung auch auf „ausländische Kämpfer" oder andere Formen des Terrorismus diskutiert (Bundestagsdrucksache 17/8961)? b) Welche Defizite sollten aus Sicht der Bundesregierung durch eine Ausweitung
von „Check the Web" auf andere Formen des Terrorismus behoben werden?
Zu 13. 
Das Projekt „Check the Web" (CtW) wurde von deutscher Seite im Rahmen der EU
Ratspräsidentschaft im Jahr 2007 initiiert. Anfänglich als Projektdatei umgesetzt,
wurde diese im Dezember 2009 in eine Arbeitsdatei für Analysezwecke (Analytical
Work File -AWF) umgewandelt. Im Zuge der Neugestaltung der AWF bei Europol
wurde die AWF CtW zum Auswerteschwerpunkt (Focal Point - FP) CtW im AWF Ter
rorismusbekämpfung (Counter Terrorism - CT) umgewandelt.
Technisch handelt es sich bei CtW um ein auf Webtechnologie basierendes Portal
mit dahinterliegender Datenbank. Zugriffberechtigt sind alle Mitgliedstaaten sowie als
zum Auswerteschwerpunkt assoziierte Drittstaaten die Schweiz und Australien. Das
Portal bietet die Möglichkeit der Recherche in der CtW-Datenbank nach Webseiten
und Verlautbarungen von Organisationen/Personen aus dem Phänomenbereich des
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Islamistischen Terrorismus. Die Datenbank wird zum einen durch Europol aus dem
Ergebnis der dortigen Internetbeobachtung bestückt, zum anderen können die Mit
gliedstaaten Daten an Europol übermitteln, die dort gesichtet und in die Datenbank
eingestellt werden. Zur Nutzung des Focal Points durch die Teilnehmer liegen der
Bundesregierung keine konkreten Erkenntnisse vor.
a) und b)  Der Focal Point CtW fungiert als Informationsportal für Auswertungen zu WebseitenNerlautbarungen mit radikal islamistischen Inhalten. Über eine Ausweitung der Inhalte des Focal Points auf andere Phänomenbereiche ist derzeit nichts bekannt.
14. Was ist der Bundesregierung aus Ratsarbeitsgruppen oder sonstigen Berichten
über den Fortgang, die Umsetzung und die derzeitige Nutzung der von fünf Innenministerien aus EU-Mitgliedstaaten gestarteten Initiative „Clean IT" bekannt (Bundestagsdrucksache 17/11238)? a) Welchen Zweck verfolgt das Projekt?
b) Wer nimmt daran mittlerweile teil? c) Inwiefern wurde oder wird von den Beteiligten oder Dritten eine Ausweitung von „Clean IT" erwogen?
Zu 14. 
a) bis c)  Das Projekt „Clean IT" wurde nach hiesigem Kenntnistand mit einer Abschlussveran
staltung am 30. Januar 2013 in Brüssel planmäßig beendet.
15. Was ist der Bundesregierung aus Ratsarbeitsgruppen oder sonstigen Berichten über den Fortgang, die Umsetzung und die derzeitige Nutzung eines von Belgien gestarteten Projekts „Community Policing and prevention of radicalisation & terrorism" (CoPPRa) bekannt, und welche Unterarbeitsgruppen existieren hierzu (www.andrej-hunko.de/start/download/doc  view/131-beteiligung-derlandesregierung-nrw-an-eu-projekten-gegen-radikalisierung-oder-extremismus)?
Zu 15. 
Der Bundesregierung ist das von Belgien initiierte und nach ihrem Verständnis auch abgeschlossene Projekt „Community Policing and prevention of radicalisation & terrorism" (CoPPRa) bekannt, sie verfügt jedoch über keine aktuellen Informationen über Fortgang, Umsetzung und Nutzung des Projekts.
-10-
16. Was ist der Bundesregierung mittlerweile über Teilnehmende eines „EU Syria
Strategic Communications Advisory Teams" (SSCAT) bekannt?
Zu 16. 
Die Teilnahme am „EU Syria Strategic Communications Advisory Team" (SSCAT)
sowie die Inanspruchnahme seiner Expertise und Beratungsleistung steht grundsätzlich allen EU-Mitgliedstaaten offen. Die Beratungskomponente wird durch Experten der britischen Research, Information and Communications Unit (RICU) zur Verfügung gestellt.
17. Auf welche konkrete Art und Weise soll im SSCAT ein „Netz von Behörden und
Experten der Mitgliedstaaten auf europäischer Ebene" bei der „Ausarbeitung von
Kampagnen zur strategischen Kommunikation und der Aufklärung zur Bekämpfung von Radikalisierung und Anwerbung für den Terrorismus" behilflich sein?
Zu 17. 
Durch regelmäßige Treffen soll das SSCAT ein Forum bieten, in welchem die EUMitgliedstaaten ihre best practice Erfahrungen im Bereich der strategischen Kommunikation austauschen können. Durch diese Kontakte soll ein Netzwerk von Behörden
und Experten der Mitgliedstaaten auf europäischer Ebene etabliert werden. Die Er
fahrungen können in die von RICU angebotenen Beratungen für die EU
Mitgliedstaaten einfließen.
18. Welche Mitgliedstaaten beteiligen sich nach Kenntnis der Bundesregierung mit
welchen Einrichtungen am vom niederländischen Ministerium für Sicherheit und Justiz eingerichteten Projekt „European Joint Initiative an Internet and Counterterrorism"
(EJI-ICT) (Schriftliche Frage 35 der Abgeordneten Inge Höger auf Bundestagsdrucksache 18/3519)?
19. Inwiefern gehört es nach Kenntnis der Bundesregierung zu den Aufgaben des EJI-ICT, Kontakte mit Internet-Diensteanbietem zu halten und diese in bestimmten Fällen auch zu Löschungen anzuhalten?
Zu 18. und 19. 
Der Bundesregierung liegen keine Erkenntnisse vor, welche Mitgliedstaaten und Einrichtungen sich beteiligen.
20. Worin genau besteht aus Sicht der Bundesregierung die unterschiedliche Bewertung gewaltverherrlichender Inhalte durch die Diensteanbieter Twitter, Google,
Microsoft und Facebook im Bezug auf die Auslegung nach „deutschem Recht oder
hiesiger Auslegung von Anstand, Sitte und Moral" (Bundestagsdrucksache 18/3655)?
Zu 20. 
Zu den internen unterschiedlichen Bewertungen der genannten Diensteanbieter lie
gen der Bundesregierugn keine Erkentnisse vor.
21. Inwiefern ist die Bundesregierung der Ansicht, eine Auslegung nach „deutschem Recht oder hiesiger Auslegung von Anstand, Sitte und Moral" erfordere mehr bzw. weniger Regulierung oder Löschmaßnahmen im Internet als eine amerikanische Auslegung von „Anstand, Sitte und Moral"?
Zu 21. 
Die Zulässigkeit einer Meinungsäußerung in sozialen Medien ist immer im konkreten Einzelfall und am Maßstab des jeweils geltenden Rechts zu messen.
22. Da der Bundesregierung für den Geltungsbereich des Grundgesetzes keine kon
kreten Defizite in der bereits existierenden Praxis der Anbieter von Telemediendiens
ten, gewaltverherrlichende Inhalte ohne Aufforderung durch Behörden zu sperren oder zu löschen, bekannt sind, inwiefern existieren solche Defizite aus Sicht der
Bundesregierung außerhalb des Geltungsbereichs des Grundgesetzes?
Zu 22.  Der Bundesregierung liegen hierzu keine Erkenntnisse vor.
23. Inwiefern trifft es nach Kenntnis der Bundesregierung zu, dass, wie vom EU-AntiTerrorismus-Beauftragten beschrieben, auf EU-Ebene weiterhin für die Einführung von der „Ma3tch"-Technologie geworben wird (www.statewatch.orgInews/2015/janIeu-council-ct-ds-1035-15.pdf)? a) Inwiefern werden auch beim BKA Überlegungen angestellt, inwiefern und unter welchen Maßgaben deutsche Behörden ebenfalls an „Ma3tch" teilnehmen könnten? b) Was ist der Bundesregierung über die Aufgabenstellung bzw. Zielsetzung ei
ner Machbarkeitsstudie von Europol bekannt, die untersucht, auf welche Weise die
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„Ma3tch"-Technologie bei Europol bzw. dort beteiligten Behörden genutzt werden
könnte?
c)  Wer ist mit der Durchführung der Studie befasst, und wann soll diese vorlie- gen?
Zu 23.   Hierzu liegen der Bundesregierung keine Erkenntnisse vor.
Hierzu wird auf die Antwort der Bundesregierung zu Frage 17 der Kleinen Anfrage der Fraktion DIE LINKE. auf BT-Drs. 18/2888 vom 15. Oktober 2014 verwiesen. Das Bundeskriminalamt (BKA) prüft derzeit, ob und unter welchen Maßgaben dieses Verfahren angewendet werden kann.
b) und c)  Hierzu liegen der Bundesregierung keine Erkenntnisse vor
24. Welche Haltung vertritt die Bundesregierung zur Verabschiedung einer EURichtlinie zur Vorratsdatenspeicherung von Telekommunikationsdaten, und welche Schritte hat sie hierzu seit Dezember 2014 unternommen?
Zu 24.   In ihrer Regierungserklärung vom 15. Januar 2015 hat die Bundeskanzlerin ausgeführt:
„Der Europäische Gerichtshof und das Bundesverfassungsgericht haben den Rahmen beschrieben, in dem eine Regelung der Mindestspeicherfristen für Kommunikationsdaten erfolgen kann. Angesichts der parteiübergreifenden Überzeugung aller Innenminister von Bund und Ländern, dass wir solche Mindestspeicherfristen brauchen, sollten wir darauf drängen, dass die von der EU-Kommission hierzu angekündigte überarbeitete EU-Richtlinie zügig vorgelegt wird, um sie anschließend auch in deutsches Recht umzusetzen."
Vertreter der Bundesregierung haben diese Position verschiedentlich in Gesprächen gegenüber Vertretern der Institutionen der Europäischen Union vertreten.
25. Was ist der Bundesregierung über in EU-Ratsarbeitsgruppen, auf dem Weltwirtschaftsforum in Davos oder andernorts vorgetragene Behauptungen, Erkenntnisse
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oder Belege für die von Italien vorgebrachte Behauptung bekannt, wonach der „Isla
mische Staat" in Abfahrten von Flüchtlingsbooten involviert sei oder hiervon profitiere
(Corriere della Sera vom 24. Januar 2015)?
Zu 25. 
Hierzu liegen der Bundesregierung keine Erkenntnisse vor.
26. Was ist der Bundesregierung darüber bekannt, inwiefern bereits Treffen mit den Regierungen Algerien, Ägypten, Jordanien, Libanon, Marokko, Tunesien, Türkei, Irak
und Libyen zur Festlegung gemeinsamer Strategien oder Maßnahmen gegen „aus
ländische Kämpfer" stattfanden oder diese anvisiert sind und wer außerdem daran teilnahm?
Zu 26. 
Sowohl bilateral als auch in internationalen Gremien wird das Thema auf politischer
Ebene regelmäßig mit den Regierungen der betreffenden Staaten erörtert.
27. Welche Kernaussagen des von niederländischen Behörden unter Beteiligung von
acht weiteren Regierungen erstellen Berichts „Quick Scan lnsight into Terrorist Travel" hält die Bundesregierung für besonders beachtenswert, und welche Schlussfolgerungen zieht sie aus dem Bericht (www.statewatch.orgInews12015/janIeu-2014-10- 10-13971-report-implementation-ct-strategy.pdf)?
Zu 27. 
Der unter Federführung der niederländischen Behörden im Jahr 2013 erstellte Be
richt „Quick Scan lnsight into Terrorist Travel", an dem auch Deutschland mitgewirkt
hat, enthält Empfehlungen, um vermehrt festgestellte Ausreisen von Islamisten in
das Jihadgebiet zu verhindern. Unabhängig von einer Bewertung der einzelnen in
dem Bericht enthaltenen Empfehlungen kann festgestellt werden, dass die Bundes
regierung Maßnahmen getroffen hat, die mit den Empfehlungen aus dem Bericht kor
respondieren.
Dazu gehören unter anderem die Kooperation mit Transitstaaten terroristischer Rei
sebewegungen, insbesondere mit der Türkei sowie die Intensivierung der Zusam
menarbeit mit den EU-Mitgliedstaaten. Des Weiteren sollten die national zur Verfü
gung stehenden Gesetzesgrundlagen überprüft und gegebenenfalls optimiert wer
den. Auch vor diesem Hintergrund ist der vom Bundeskabinett am 14. Januar 2015
beschlossene Entwurf eines Gesetzes zur Änderung des Personalausweisgesetzes
zur Einführung eines Ersatz-Personalausweises und zur Änderung des Passgeset-
-14-
zes zu sehen, mit dem die gesetzlichen Grundlagen für die Versagung und Entzie
hung des Personalausweises, die Einführung eines Ersatz-Personalausweises, die
Schaffung eines gesetzlichen Grundes für die Ungültigkeit der Dokumente bei Vor
liegen von Passversagungsgründen im Passgesetz und im Personalausweisgesetz
sowie die gesetzliche Anordnung der sofortigen Vollziehung gegen pass- und aus
weisrechtliche Maßnahmen geschaffen werden sollen.
Weiterhin wurde in dem Bericht festgestellt, dass PNR ein wichtiges Instrument für die effiziente Bekämpfung des internationalen Terrorismus darstellt. Insbesondere wegen der von zurückkehrenden oder zurückgekehrten terroristischen Kämpfern
ausgehenden Gefahr hat die Bundesregierung ein großes Interesse an einer baldigen Finalisierung des EU-PNR-Richtlinien-Entwurfs.
In dem Bericht wurde auch festgehalten, dass der Nutzen von EU-Systemen verbes
sert werden sollte. Im Rahmen von Europol wurde der sogenannte Focal Point Travellers etabliert, für dessen konsequente Nutzung sich die Bundesregierung einsetzt. Die Weiterentwicklung des SIS II wurde im Rahmen des Berichts empfohlen. Die Bundesregierung prüft die Möglichkeit, im Bereich der Personenfahndung des SIS II einen Ausschreibungstatbestand zur Ausreiseuntersagung im SIS 11-Ratsbeschluss einzufügen. Diese Prüfung dauert an.
28. Wer war nach Kenntnis der Bundesregierung an der Abfassung des Berichts beteiligt?
Zu 28. 
Nach Kenntnis der Bundesregierung waren neben den Niederlanden und Deutschland auch Belgien, Dänemark, Frankreich, Spanien, Schweden sowie Großbritannien
an der Erstellung des Berichts „Quick Scan Insight into Terrorist Travel" beteiligt.
29. Welche Zahlenangaben zu den Beiträgen zum Focal Point „Travellers" hat Euro
pol nach Kenntnis der Bundesregierung inzwischen übermittelt, und inwiefern lassen sich daraus Schlüsse über dessen Nutzung ziehen?
Zu 29. 
Gemäß aktuellen Informationen von Europol wurden bis zum 31. Januar 2015 insge
samt 536 Beiträge zu 2835 Personen an den Focal Point „Travellers" übermittelt. Aus Sicht der Bundesregierung lassen sich hieraus keine Schlüsse über dessen Nutzung ziehen.
-15-
30. Welche Nicht-EU-Staaten bzw. sonstigen Einrichtungen sind nach Kenntnis der Bundesregierung seit wann mit dem Focal Point „Travellers" assoziiert, bzw. welche
Verhandlungen laufen hierzu, und wann soll darüber entschieden werden?
Zu 30.  Nach Kenntnis der Bundesregierung (Stand: November 2014) nehmen aktuell Aust
ralien, Norwegen und die Schweiz als assoziierter Drittstaat am Focal Point „Travel
lers" teil. Serbien, Mazedonien, Eurojust, Interpol sowie die Behörde „US Customs and Border Protection" (CBP) beabsichtigen eine Teilnahme. Wann hierzu mit einer Entscheidung gerechnet werden kann, ist der Bundesregierung nicht bekannt.
31. Was ist der Bundesregierung darüber bekannt, mit welchen EU-Einrichtungen die US-Behörden ICE, Secret Service, Customs and Border Protection regelmäßig Daten
austauschen?
a) Was ist der Bundesregierung darüber bekannt, inwiefern die US-Behörden ICE, Secret Service, Customs and Border Protection auch Zugang zu Europols Datenbanken begehren, und welche Haltung vertritt sie hierzu? b) Was ist der Bundesregierung darüber bekannt, welche Mitgliedstaaten zuletzt Einsprüche hierzu geltend machten, und worin bestanden die Bedenken?
Zu 31. 
Ein regelmäßiger Datenaustausch erfolgt mit Europol. Darüber hinaus liegen der
Bundesregierung keine Erkenntnisse vor.
Die US-Behörde "Immigration and Customs Enforcement" (ICE) ist zu den Focal Points "Twins" (Phänomenbereich sexueller Missbrauch von Kindern und Jugendlichen) und "Copy" (Phänomenbereich Urheberrechtsverletzungen) assoziiert. Die US
Behörde „US Secret Services" (USSS) ist zu den Focal Points „Asset Recovery" (Phänomenbereich Vermögensabschöpfung), "Cyborg" (Phänomebereich Cybercrime), "Soya" (Phänomenbereich EUR-Geldfälschung) und "Terminal" (Phänomenbereich Kreditkartenbertug) assoziiert. Die US-Behörde "Customs and Border Protection" (CBP) strebt aktuell die Assoziierung zu den Focal Points "Travellers" (Phänomenbereich reisende Terroristen) und "Checkpoint" (Phänomenbereich illegale Immigration) an. Diese Bestrebung der CBP wird von der Bundesregierung unterstützt.
1 2/ Der Bundesregierung ist nicht bekannt, welche Mitgliedstaaten zuletzt hierzu Ein
sprüche geltend gemacht haben, und worin die Bedenken bestanden.
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32. Worin unterscheidet sich nach Kenntnis der Bundesregierung der Focal Point „Travellers" vom Focal Point „Hydra" („islamistischer Terrorismus')?
Zu 32. 
Der Focal Point „Hydra" betrifft allgemein den Phänomenbereich des islamistischen
Terrorismus. Beim Focal Point „Travellers" liegt der Fokus auf Individuen, die im Ver
dacht stehen, über internationale Grenzen hinweg zu reisen, um an terroristischen
Aktivitäten teilzunehmen, und die nach Rückkehr in die EU eine Sicherheitsbedro
hung für die Mitgliedstaaten bedeuten können.



venerdì 20 marzo 2015

La Spagna esternalizza il diritto di asilo e Alfano propone la detenzione amministrativa per i richiedenti protezione internazionale. La polizia turca spara sui migranti.


La Spagna perfeziona gli accordi con il Marocco, sull'onda dei nuovi rapporti tra l'Unione Europea ed il Marocco, e spinge nella direzione di respingere i richiedenti asilo che cercano di passare da Ceuta e Melilla. Dopo Alfano che ha proposto tre campi di raccolta in Africa, la Spagna passa alla realizzazione concreta del progetto, avvalendosi dei rapporti che può vantare con il Marocco.

http://www.libe.ma/%E2%80%8BL-Espagne-entame-la-delocalisation-de-l-accueil-de-ses-demandeurs-d-asile_a60182.html

http://www.corrieredellemigrazioni.it/2015/03/15/fermare-i-profughi-in-africa/

http://www.internazionale.it/opinione/stefano-liberti/2015/03/18/immigrazione-europa-africa

Altri paesi ormai alleati dell'Unione Europea, come la Turchia di Erdogan, per bloccare le partenze utilizzano altri mezzi, armi da fuoco, e ci sono già altre vittime.

 http://news.yahoo.com/turkey-opens-fire-stop-syrian-migrant-ship-112755989.html

http://www.hurriyetdailynews.com/at-least-five-migrants-die-as-boat-sinks-off-southwestern-turkey.aspx?pageID=238&nID=79777&NewsCatID=341

Si moltiplicano le agenzie per il contrasto di quella che definiscono immigrazione illegale, ma nessuno apre neppure uno spiraglio per corridoi umanitari. Alimentano il mercato degli scafisti e dei trafficanti di morte e poi dicono che li intendono combattere, In realtà combattono soltanto i migranti ed i profughi che cercano di raggiungere l'Europa. Sempre più spesso a costo della vita.

http://www.maghrebemergent.com/actualite/breves/fil-monde/46314-europol-une-unite-speciale-pour-lutter-contre-l-immigration-illegale-en-mediterranee.html

  In Italia Alfano propone la detenzione amministrativa per i richiedenti asilo, anche se non si vede come faranno a bloccare quelli che arrivano e che non vogliono chiedere asilo nel nostro paese. In tanti cavalcano l'onda della pulsione anti immigrati, dopo fatti di cronaca che vengono strumentalizzati per restringere i diritti e rafforzare gli apparati di controllo, spesso solo con proclami utili solo per le prossime elezioni.

http://www.umbria24.it/omicidio-raggi-alfano-in-parlamento-pronta-nuova-norma-per-i-richiedenti-asilo/349557.html

http://www.stranieriinitalia.it/attualita-zanetti_scelta_civica_prendere_impronte_digitali_a_tutti_gli_immigrati_19883.html

Adesso basterà non avere documenti o rifiutare il rilascio delle impronte digitali per essere arrestati e rinchiusi in centri di detenzione amministrativa. Lo prevede anche il nuovo Regolamento di attuazione delle norme sulle procedure di protezione internazionale entrato in vigore il 20 marzo 2015. Si ritorna indietro di dieci anni. Quando la detenzione amministrativa era applicata anche ai richedenti asilo.

http://www.provincia.torino.gov.it/xatlante/a04060304.htm

http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2012/ottobre/linee-guida-acnur-deten.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/feb/forced-fingerprinting.htm

http://www.sidi-isil.org/wp-content/uploads/2010/02/Sidi-DUDI-2-2010-Pertile.pdf

Adesso si comprende perchè hanno trasformato alcuni CIE come quello di via Corelli a Milano, e quello di via Mattei a Bologna, in centri di accoglienza. Presto le porte potrebbero essere sbarrate e persino intere famiglie potrebbero essere internate. Come succede del resto in Gran Bretagna, da anni.

http://hurriya.noblogs.org/post/2015/03/12/uk-proteste-deidelle-migranti-nei-centri-di-detenzione-e-solidarieta-concreta-allesterno/

Vogliono rinchiudere nei vecchi CIE i richiedenti asilo che rifiutano di farsi identificare. Le gabbie sono già pronte.

http://www.meltingpot.org/Milano-Il-CIE-di-via-Corelli-diventa-un-centro-di.html#.VQtjOlJ0xsc

 http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-07-20/bologna-ex-cie-si-trasforma-centro-d-accoglienza-i-profughi-161734.shtml?uuid=ABBSTicB

Le nuove direttive dell'Unione Europea ed il nuovo regolamento di attuazione delle norme in materia di procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato rendono possibile questi abusi, anche se la Convenzione di Ginevra afferma ancora il principio che il richiedente asilo costretto ad entrare senza documenti ed irregolarmente non può essere perseguito. Ma si ammette la detenzione nelle more della definizione della procedura. L'art. 31 della Convenzione di Ginevra del 1951 stabilisce il divieto di penalizzare i richiedenti asilo per la mancanza di documenti, ma consente di applicare eventuali misure restrittive della libertà personale fino alla definizione dello status del richiedente asilo. In Italia si sta tornando a questa impostazione restrittiva. Ecco il nuovo Regolamento di attuazione.

Art. 4
Istruttoria della domanda di protezione internazionale
1. L'ufficio della questura, al momento della formalizzazione della
domanda, o contestualmente all'adozione del provvedimento di cui al
comma 2, invia gli atti alla Commissione territoriale competente
all'esame della domanda ai sensi dell'articolo 4, comma 5, del
decreto.
2. Qualora sussistano le condizioni per l'accoglienza di cui
all'articolo 20 del decreto, l'ufficio della questura, sentito il
Dipartimento per le liberta' civili e l'immigrazione del Ministero
dell'interno, invita il richiedente a presentarsi presso il CARA,
specificando espressamente i motivi che determinano l'accoglienza.
Nei casi di cui all'articolo 21 del decreto, il questore puo'
disporre, previa valutazione del caso concreto, il trattenimento
ovvero la proroga del trattenimento del richiedente nel CIE ai sensi
dell'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. Per
tutta la durata del periodo di accoglienza o di trattenimento,
l'indirizzo del centro costituisce il luogo di residenza valevole
agli effetti della notifica e delle comunicazioni degli atti relativi
al procedimento.


http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/News/Documents/DECRETO_DEL_PRESIDENTE_DELLA_REPUBBLICA_12%20gennaio_2015.pdf

http://www.osservatoriomigranti.org/?detenzione-normativa-internazionale

http://www.serviziocentrale.it/?Documenti&i=7

Ormai il mito della sicurezza frantuma i diritti umani. In questo modo però si produrrà solo clandestinità. Un sistema di accoglienza allo sbando ed in mano alle cordate di speculatori potrà forse riconvertirsi in sistema di detenzione. Chi potrà eserciterà il diritto di fuga.

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/il-centro-della-speculazione-riflessioni-dopo-lingresso-al-cara-di-mineo/


lunedì 16 marzo 2015

Nuovi accordi con i paesi di transito per aggirare il divieto di respingimenti collettivi. Alfano sulle orme di Maroni. E Salvini si accoda. Altre deportazioni in vista



 Alfano ed il governo italiano insistono nel percorso segnato dagli accordi adottati  con i processi di Khartoum e di Rabat, per bloccare a qualunque costo le partenze dei migranti verso le coste europee, sempre più spesso profughi in fuga da guerre e dittature. Vedremo ancora migranti implorare le forze di polizia per non essere riconsegnati ai loro torturatori. Succedeva a Tripoli nel maggio del 2009, dopo i respingimenti collettivi eseguiti dalla Guardia di finanza italiana, potrebbe succedere ancora in futuro, se si collaborerà con le polizie dei paesi di transito per bloccare le partenze ed eseguire altri respingimenti collettivi. Le condanne delle Corti internazionali evidentemente non sono ancora bastate a dissuadere i governi.

 http://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2014/10/20141016_sudan_pistelli.html/

migranti-italia-e-ue-dialogano-con-lafrica-delle-dittature

  Il coinvolgimento "diretto" di paesi terzi nelle operazioni di ricerca e salvataggio significa soltanto consentire la realizzazione di operazioni di respingimento collettivo, vietate dal diritto internazionale, camuffate dagli accordi bilaterali di contrasto dell'immigrazione che si continua a definire "illegale", e dunque con la intermediazione di unità militari dei paesi di transito chiamate a collaborare nelle operazioni di respingimento. Di quello che poi succede a terra, nei paesi di transito, dopo la "ripresa" dei migranti, se non muoiono in mare durante maldestri tentativi di blocco navale, sembra non interessi proprio nulla ai governanti europei. Ma questo lo sappiamo da tempo.

http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/2015/03/litalia-verso-le-deportazioni-di.html

Riporta Antonio Mazzeo

 Il 12 marzo, nel corso di una riunione ristretta a Bruxelles con i ministri dell’Interno di Francia, Germania, Spagna, e con il commissario Ue all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos, il ministro Angelino Alfano ha presentato una “proposta confidenziale” in cui si chiede d’intervenire per “coinvolgere direttamente i paesi terzi affidabili nella sorveglianza marittima e nelle attività di ricerca e salvataggio”, affinché i migranti salvati nel Mediterraneo vengano poi riportati in Nord Africa.

"Alfano, in particolare, caldeggia l’idea che nel caso in cui le unità da guerra tunisine intercettino imbarcazioni con migranti “clandestini”, esse facciano rientro in Tunisia per sbarcarvi le persone fermate in mare, “nel rispetto del principio del luogo sicuro più vicino, previsto dalla Legge del Mare”. Giunti a terra, “i rappresentanti degli Stati membri dell’Ue e delle due agenzie Onu dei rifugiati (Unhcr) e dei migranti (Iom) assisterebbero le autorità tunisine fornendo la loro expertise nel campo della gestione dei flussi migratori, delle procedure internazionali di protezione, dell’assistenza alle persone vulnerabili e del ritorno dei migranti irregolari ai loro paesi d’origine”. Sempre secondo il documento del ministro degli interni, “questo nuovo possibile modello di cooperazione con i paesi terzi produrrebbe anche un effetto deterrente, così che sempre meno migranti sarebbero pronti a mettere a rischio la loro vita per raggiungere le coste europee, e porterebbe a una riduzione della portata del fenomeno nel medio-lungo termine”. 

Sono anni che gli accordi bilaterali di cooperazione di polizia, spesso accordi riservati o confidenziali, sulla scorta del Protocollo di Palermo contro il crimine transnazionale del 2000 e dei due Protocolli allegati contro la tratta e contro il traffico di esseri umani, permettono di eludere le norme di diritto internazionale del mare ed i principi della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo che vincolano tutti gli stati membri del Consiglio d'Europa a rispettare il divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti ( art. 3) il diritto ad un ricorso effettivo ( art.13) ed il divieto dei respingimenti collettivi (art. 4 del Quarto Protocollo allegato alla CEDU). Per la violazione di queste norme l'Italia ha ricevuto due importanti condanne dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo, nel caso dei respingimenti eseguiti nel 2009 da Maroni verso la Libia ( Caso Hirsi/ Italia), e nel caso delle riammissioni collettive con "affido al comandante del traghetto" di profughi giunti ad Ancona dalla Grecia ( caso Sharifi/Italia e Grecia). Due condanne pesanti della politica dei respingimenti collettivi che ora si vuole riprendere con la intermediazione di alcuni paesi di transito.

Dopo tre allarmi ricevuti sabato scorso dalla Guardia Costiera italiana nelle acque a sud di Lampedusa non si è saputo dello sbarco di naufraghi in porti italiani. Cosa sarà successo? Ancora respingimenti, oppure operazioni coperte dal segreto militare ?

http://www.amnesty.it/sentenza-corte-europea-su-respingimenti-in-libia-per-amnesty-international-una-pietra-miliare

http://www.duitbase.it/database-cedu/hirsi-jamaa-ed-altri-c-italia

http://www.meltingpot.org/Caso-Sharifi-et-al-v-Italia-e-Grecia-La-Corte-di-Strasburgo.html#.VQawrFJ0xsc
                                                 
Gli accordi bilaterali tra gli stati europei ed i paesi di origine e transito non hanno mai avuto un successo duraturo  ed hanno creato sempre gravi scompensi negli stati confinanti.

 http://www.globalinitiative.net/download/

L'Unione Europea ritenta la strada già fallita per anni degli accordi con i paesi di transito del Nord-Africa. Il Commissario UE all'immigrazione Avramopoulos ha intrapreso una missione per verificare la possibilità di aprire campi di raccolta per migranti, definite "zone per combattere l'immigrazione illegale", in Tunisia, Marocco ed Egitto. Dove nessuno potrà fare valere una domanda di asilo utile per entrare in Europa. Ancora detenzione arbitraria e deportazione verso i paesi di origine, con l'avallo dell'Unione Europea.

https://euobserver.com/justice/127985

http://www.imolaoggi.it/2015/03/12/immigrati-ue-e-onu-apriranno-tre-centri-di-accoglienza-in-africa/

Gli accordi prevederebbero anche la collaborazione delle polizie e della guardia costiera di questi paesi per andarsi a riprendere i migranti che partono dalle coste africane, rendendo superfluo l'intervento diretto di respingimento da parte delle unità militari di Frontex o degli stati rivieraschi come l'Italia, la Spagna e Malta. Sulla rotta tra Truchia e Grecia ci pensa già il dittatore turco che con l'avallo degli stati europei spara direttamente sulle imbarcazioni cariche di profughi siriani. Non ci sono "navi canaglia", ma canaglie che sparano sulle navi cariche di profughi, uomini, donne e banbini, stipati spesso anche nella sala macchina presa come bersaglio.

http://www.imolaoggi.it/2015/03/14/nave-canaglia-con-400-clandestini-guardia-costiera-turca-spara-sulla-sala-macchine/ 

 La Convenzione SAR impone un preciso obbligo di soccorso e assistenza delle persone in mare “regardlerss of the nationality or status of such a person or the circumstances in which that person is found”, senza distinguere a seconda della nazionalità o dello stato giuridico, stabilendo altresì, oltre l’obbligo della prima assistenza anche il dovere di sbarcare i naufraghi in un “luogo sicuro”.
Una particolare considerazione merita la problematica relativa a ciò che debba intendersi per conduzione della persona salvata in un “luogo sicuro” che non è necessariamente il porto più vicino. E’ dal momento dell’arrivo in tale luogo che cessano gli obblighi internazionali (e nazionali) relativamente alle operazioni di salvataggio, che pertanto non si esauriscono con le prime cure mediche o con la soddisfazione degli altri più immediati bisogni (alimentazione etc.). Con l’entrata in vigore (luglio 2006) degli emendamenti all’annesso della Convenzione SAR 1979 (luglio 2006) e della Convenzione SOLAS 1974 (e successivi protocolli) e con le linee guida - adottate dall’Organizzazione marittima internazionale( IMO) lo stesso giorno di approvazione degli emendamenti alle convenzioni e protocolli - viene fatta maggiore chiarezza sul concetto di place of safety e sul fatto che la nave soccorritrice è un luogo puramente provvisorio di salvataggio, il cui raggiungimento non coincide con il momento terminale delle operazioni di soccorso.
 In particolare, secondo l’art. 33 della Convenzione di Ginevra nessuno può essere espulso o respinto verso le frontiere dei paesi ove la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a causa della sua razza, religione,nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o delle sue opinioni politiche.
Chi potrebbe garantire che i paesi di transito con i quali collaborerebbe l'Unione Europea nel fermare i migranti in fuga dalle coste africane non continuino a violare il divieto di refoulement affermato dall'art.33 della Convenzione di Ginevra ?

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/stati/algeria/2014/11/27/algeria-immigrazione-presto-espulsi-3.000-donne-e-bambini_5e0765ed-f8a8-4a5d-8f4d-bc74b8c04388.html

In Tunisia, da questo punto di vista, non è cambiato molto dal 2007, o dal 2010

http://www.meltingpot.org/La-Tunisia-non-e-un-porto-sicuro-per-chi-vuole-chiedere.html#.VQbmEFJ0xsc

http://www.labottegadellestorie.org/italia-sempre-in-prima-linea-contro-i-diritti-umani/

http://osservatorioiraq.it/approfondimentieuromed/italiatunisia-politiche-anti-immigrazione-sulla

 Questo succedeva nel 2011, con Maroni, e poi al tempo del governo Monti, ministro dell'interno Cancellieri

Il 5 aprile del 2011 il governo italiano ha siglato con la Tunisia un Processo Verbale di collaborazione migratoria tra i due paesi, finalizzato all'elaborazione di procedure semplificate di rimpatrio per i tunisini sbarcati dopo il 5 aprile (ovvero dopo l'entrata in vigore del decreto che concede il permesso di soggiorno temporaneo).
In virtù di questo accordo, il rimpatrio viene eseguito senza la necessità di inviare le schede dattiloscopiche alle autorità consolari tunisine impegnatesi ad accettare il ritorno diretto dei propri cittadini che, al giugno 2012, sono stati rimpatriati in 4.583 (60 tunisini a settimana con due distinti voli charter da 30 ciascuno).
Nell'accordo, firmato a Tunisi dall'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni, le forze di polizia tunisine si impegnano ad attivare e rafforzare i controlli sulle coste - e dunque sulle partenze - anche grazie all'aiuto tecnico dell'Italia, che ha previsto la donazione di sei motovedette, quattro pattugliatori e un centinaio di fuoristrada dal valore complessivo di 30 milioni euro. 
Il 23 aprile scorso, l’allora ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri è volata a Tunisi per partecipare alla cerimonia di consegna alle autorità locali di 62 fuoristrada e due pattugliatori il cui equipaggio, composto da 16 unità ciascuna, sarà addestrato dalla polizia di Stato del Cnes (Centro nautico e sommozzatori) di La Spezia, mentre altre sette imbarcazioni sono in fase di costruzione nei cantieri italiani.
Oltre alla consegna dei mezzi impiegati in attuazione dell'Accordo di cooperazione tra Italia e Tunisia del 5 aprile 2011, Cancellieri ha partecipato ad una serie di colloqui con i ministri dell'Interno, Lotfi Ben Jeddou e degli Affari Esteri, Othman Jerandi e con il primo ministro tunisino, Ali Larayedh.
Al termine degli incontri, il ministro Cancellieri ha ribadito l'impegno italiano - anche nel quadro del sistema di rapporti del 5+5 tra i paesi del Nord dell'Africa e della sponda Sud del Mediterraneo – per una maggiore collaborazione in termini di intelligence e di addestramento dei funzionari e degli ufficiali tunisini impiegati nelle azioni di contrasto al fenomeno delle migrazioni irregolari.

Violato lo stesso principio di non refoulement anche in Algeria, migliaia respinti verso il Mali

http://www.meltingpot.org/Respingimenti-d-Africa-L-esternalizzazione-porta-verso-il.html#.VQbmqFJ0xsc

Le prescrizioni derivanti da normative comunitarie, come il Regolamento che nel 2004 ha istituito l’Agenzia di controllo delle frontiere esterne Frontex, o la attuazione di Accordi internazionali come il Protocollo aggiuntivo alla Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale relativo al traffico clandestino di migranti, non intaccano questi principi, autorizzando soltanto il diritto di visita in acque internazionali nel caso di nave senza nazionalità o non battente una bandiera di stato.

La responsabilità degli stati europei è dunque evidente anche quando si avvalgono della collaborazione di mezzi navali dei paesi di transito per efettuare operazioni  illegali di respingimento collettivo in mare, basta a radicare la loro responsabilità davanti la Corte Europea dei diritti dell'Uomo la sottoscrizione di accordi bilaterali  di cooperazione di polizia e la partecipazione alla catena di comando che realizza le operazioni di respingimento, previsione contenuta generalmente negli accordi di cooperazione, come nel caso degli accordi firmati nel 2008 tra Berlusconi e Gheddafi sulla base dei Protocolli operativi sottoscritti a Tripoli nel dicembre del 2007 ( governo Prodi, ministro dell'interno Amato). Ed oggi, malgrado tutti conoscano quello che subiscono i migranti nei paesi di transito, si vuole continuare nella stessa direzione.

http://www.meltingpot.org/Respingimenti-di-migranti-in-acque-internazionali-e-diritto.html#.VQaxZ1J0xsc

Ma i principi di diritti internazionali del mare, che pure invocano a sproposito impongono alle forze militari e di polizia prassi diverse da quelle che Alfano vorrebbe applicare. Da anni anche la giurisprudenza internazionale ha stabilito che lo sbarco dei profughi soccorsi in mare deve avvenire in un porto sicuro (place of safety) anche dal punto di vista del trattamento giuridico che ricevono le persone, e qundi anche in base alla possibilità di richiedere asilo e di ottenere un'accoglienza dignitosa e non nel porto più vicino, come sosteneva Maroni nel 2009 e come sostiene oggi Alfano, seguito ed incoraggiato anche da Salvini.

http://www.askanews.it/regioni/sicilia/salvini-piano-immigrati-centri-accoglienza-in-nord-africa_711374205.htm

Il progetto che l'Italia presenta all'Unione Europea è ancora più ampio perchè prevede l'addestramento di forze militari in Libia, anche questa una posizione già prevista dagli accordi tra Italia e Libia firmati da Berlusconi e Maroni con Gheddafi nel 2009. Anche l'Unione Europea peraltro aveva già avviato progetti di cooperazione militare con la Libia anche allo scopo di arginare le partenze di migranti da quel paese.

http://www.olivierobeha.it/primopiano/2015/03/come-litalia-arma-e-addestra-le-milizie-libiche 

Del resto da anni è operativa in Libia una missione delle Nazioni Unite, con i risultati che sono, o dovrebbero essere sotto gli occhi di tutti.

http://unsmil.unmissions.org/ 

E la Mogherini ripropone il tema Libia anche sul fronte immigrazione

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Immigrazione-Mogherini-Sono-11-anni-che-i-ministri-degli-esteri-non-adottano-conclusioni-video-7d5216d4-0679-42ba-8443-0a06e20ee7b5.html 

Frontex intanto continua nella sua attività principale: diffondere argomenti di distrazione di massa.

http://www.cartadiroma.org/news/migranti-i-dati-di-frontex-pongono-alcuni-interrogativi/ 




Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro