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lunedì 27 aprile 2015

Renzi chiede all'ONU un mandato per interventi militari "mirati" in Libia, ma il traffico ha dimensione sovranazionale e nei paesi terzi ci sono i veri fattori di spinta. Le rotte dei migranti si allargano a tutto il Mediterraneo e si muore anche nell'attraversamento dei Balcani.


Ennesimo tentativo di Renzi, che, dopo il fallimento personale al Consiglio straordinario europeo convocato a Bruxelles lo scorso 23 aprile, proprio su richiesta dell'Italia, chiede adesso alle Nazioni Unite il mandato per interventi militari "mirati" di polizia internazionale in Libia, per arrestare i trafficanti e distruggere i barconi prima che possano partire. Ma Ban Ki-moon, come in precedenza il Vaticano, ha già bocciato le richieste italiane, tutte incentrate sulla caccia agli scafisti, ed ha ricordato l'urgenza degli interventi di salvataggio e la necessità di riconoscere il diritto di asilo a chi fugge da guerre e persecuzioni.

http://www.polisblog.it/post/314692/migranti-incontro-tra-renzi-e-ban-ki-moon

 Il governo italiano però, piuttosto che aprire canali umanitari e chiedere con forza la sospensione del Regolamento Dublino III collabora con i paesi di transito e di origine nel quadro del processo di Khartoum.

http://gds.it/2015/04/26/libia-ban-ki-moon-non-esiste-soluzione-militare-per-i-migranti_347109/

Ma per Repubblica Ban Ki-moon è d'accordo con Renzi. Davvero la misura della dipendenza di certa stampa dalla politica della maggioranza.

http://www.repubblica.it/politica/2015/04/27/news/ba_ki-moon_a_renzi_su_canale_di_sicilia_priorita_salvare_vite-112993572/

Del resto sarebbe davvero interessante andare a vedere chi sfrutta il traffico di migranti per destabilizzare le Libia, e forse di questo Renzi e Ban Ki-moon dovrebbero davvero parlare per non permettere al generale Haftar, ed agli egiziani, altri sabotaggi del processo di riconciliazione nazionale promosso in Libia dall'ONU.

 "A Libyan security source who declined to be identified has told Arab 21 that the Al-Tabu entity allied with Khalifah Haftar, commander of the army aligned to the dissolved Tabruq Parliament, is actively transporting thousands of illegal emigrants from the south of Libya to the north. The emigrants are taken along routes protected by Al-Tabu starting from Abari in the south to Sabha all the way to the city of Tabruq in the extreme north of Libya in addition to Al-Qubbah, Al-Bayda, Ajdabya and Sirt in the east.
The source added that Al-Tabu undertake the responsibility of delivering illegal emigrants from the Libyan west to Al-Zintan in the Western Mountain. They then transport them via smugglers from Al-Zintan and Zawarah until they reach the main smuggling point in Zawarah Port to the west of Tripoli.
Another smuggling route, according to the source, is supervised by the Awlad Ali tribes who live along the eastern Libyan borders. They operate with the knowledge and collaboration of the Egyptian authorities. The Libyan-Egyptian borders, he added, are semi open and subject to no control. Each person pays one hundred Libyan dinars to the Awlad Ali smugglers on the Egyptian side to be conveyed to the border town of Imsaed via a smuggling network run by officers within the Egyptian army and intelligence services who receive a commission for each emigrant they smuggle.
The security source also said that thousands of persons cross the Libyan-Egyptian borders every month, some legally and others illegally.
The source said that nearly 40 per cent of smuggling occurs via south Libya while 30 per cent occurs via the borders with Egypt. The remaining percentage occurs via other crossing points with Tunisia, Algeria and Sudan.
The management of the illegal emigration networks is shared by Issa Abd Al-Majid, head of the Al-Tabu component and advisor on Africa affairs in the disbanded parliament, together with Awlad Ali, smugglers from Al-Zawiy tribe in Al-Kafrah in the Southeast of Libya and some chieftains from the tribe of Al-Ubaydat in Al-Jabal Al-Akhdar. They all run smuggling networks with the knowledge and directives of General Khalifah Haftar".

https://www.middleeastmonitor.com/news/africa/18277-security-source-egypt-embroiled-in-illegal-emigration-across-libya

https://www.middleeastmonitor.com/articles/africa/18283-sisis-egypt-pushes-migrants-into-the-sea

In realtà in Italia si cerca di camuffare, dietro la lotta ai trafficanti in Libia, la difesa degli interessi economici italiani in quel paese, dei quali non parla nessuno, anche se ci sono già navi militari italiane schierate per garantire i terminali petroliferi. Si parla tanto di trafficanti e di schiavisti, ma si tace su quali sono le forze armate che evidentemente garantiscono il funzionamento dei terminali petroliferi. Potrebbe darsi che siano le stesse milizie che consentono lo scambio di ostaggi ed il traffico di esseri umani, attività che sul territorio libico non dovrebbero essere del tutto invisibili, se davvero riguardano un milione di persone, come sostengono i nostri servizi di informazione.

 La richiesta di bloccare ai migranti rivolta ai paesi di origine e di transito sta già producendo risultati, con arresti in Turchia ed in Egitto, ed accentua la pressione migratoria attraverso il corridoio libico.  Sempre più cruciale il ruolo dei paesi a sud della Libia, il Sudan ed il Niger, che si vorrebbero coinvolgere nei processi di esternalizzazione dei controlli di frontiera e di filtro dei potenziali richiedenti asilo, con la istituzione di centri di raccolta.
Adesso Renzi potrà anche dire che il suo partner sudanese Bashir  è stato premiato dagli elettori. Magari in Sudan è arrivata la democrazia. La storia insegna come i peggiori dittatori siano passati anche attraverso ratifiche elettorali. Ognuno ha la sua idea di democrazia. Anche i criminali di guerra.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2015/04/27/sudan-bashir-rieletto-con-94-consensi_8af026aa-5e5b-4443-b30f-86da51089115.html

Non va meglio in Eritrea, dove la dittatura intesse rapporti sempre più stretti con il governo italiano.
E si vorrebbe coinvolgere anche l'Eritrea nel Processo di Khartoum. Per bloccare le partenze, sappiamo con quali mezzi.

http://www.slateafrique.com/573983/le-drame-des-migrants-en-mediterranee-est-aussi-le-drame-de-l%E2%80%99erythree

Si nasconde come i migranti partano, non solo dalla Libia, ma anche dall'Egitto, dalla Turchia, dalla Tunisia e dal Marocco, sotto il ricatto di organizzazioni criminali che hanno dimensione transnazionale, al punto che le imbarcazioni possono provenire dall'Egitto e gli scafisti essere tunisini reclutati all'ultimo momento, per una ricompensa di qualche migliaio di euro.

http://www.maltatoday.com.mt/news/world/52240/tunisian_smuggler_was_forced_to_captain_migrant_boat_at_gunpoint_brother_says#.VT5w2lIcRsc

 http://www.theguardian.com/world/2015/apr/21/survivors-800-migrant-boat-disaster-reach-italy-catania

Si muore anche davanti alle coste greche, come è successo pochi giorni da davanti all'isola di Rodi. Una strage che in Italia è passata del tutto inosservata mentre si chiedeva a gran voce l'invio di missioni militari in Libia o addirittura in Sudan e Niger, per fermare e "filtrare" in campi di raccolta i migranti in fuga verso l'Europa. Si doveva nascondere che non si parte solo dalla Libia e che l'intero Mediterraneo attraversa una gravissima crisi umanitaria per effetto delle politiche di blocco e di criminalizzazione dei migranti e di chi li assiste.

http://www.nytimes.com/2015/04/21/world/europe/european-union-immigration-migrant-ship-capsizes.html?_r=1

Stiamo assistendo davvero al naufragio del diritto di asilo europeo. La disumanità imposta dagli apparati di controllo prevale ovunque sulla tutela della vita e sul rispetto degli obblighi di salvataggio imposti dalle convenzioni internazionali del mare. Sempre più spesso gli interventi di salvataggio sono affidati a navi commerciali che non sono attrezzate come navi di ricerca e salvataggio. E le conseguenze si vedono, con un aumento esponenziale delle vittime rispetto allos corso anno quando era operativa la missione Mare Nostrum. Ma per Renzi non fa nessuna differenza, e si moltiplicano gli sciacalli (ed i lupi) che "divorano" le notizie delle stragi tra indiferenza della popolazione, rigurgiti razzisti, e strumentalizzazioni vergognose.

http://www.huffingtonpost.com/2015/04/20/migrant-boat-shipwreck_n_7101146.html

http://www.christiantoday.com/article/migrant.crisis.europes.navies.are.patrolling.the.wrong.place.says.amnesty.international/52823.htm

Ancora pochi giorni fa una tragedia davanti alla costa di Alessandria d'Egitto, e la guardia costiera usa sempre più spesso le armi, dal Bosforo alle coste egiziane, per fermare o respingere imbarcazioni che poi affondano. Al largo, lontano dalle coste, si consumano veri e propri crimini internazionali.

http://www.afp.com/en/news/desperate-migrants-shipwrecks-risk-worth-taking

http://reseauinternational.net/immigrants-africains-bombardes-par-la-marine-egyptienne-crime-de-guerre-au-large-de-la-mediterranee/

Ovunque in Africa si diffonde la detenzione ed il sequestro dei profughi. Crolla la distinzione tra migranti economicie e potenziali richiedenti asilo. Si fugge per salvare la vita, non certo per migliorare la propria situazione economica.

Continua la detenzione arbitraria dei profughi siro-palestinesi nelle carceri egiziane, ormai per il regime militare di Al Sisi, grande alleato dei paesi occidentali, sono nemici. Ci penseranno gli "agenti di collegamento" che l'Unione Europea sta inviando in Egitto ? O continueranno a non vedere le gravissime violazioni dei diritti umani che avvengono sotto i loro occhi ?

http://www.globaldetentionproject.org/countries/africa/egypt/introduction.html

 "Egypt and Italy have been coordinating to curb illegal immigration, as Egypt’s north shore is a destination for asylum-seekers from Syria, Palestine, and some African countries. Illegal immigration has resulted in several cases of abuse, blackmail, torture and human trafficking; meanwhile, hundreds have drowned on their way to Europe".

http://www.thecairopost.com/news/147797/news/draft-anti-immigration-law-would-punish-offenders-with-hard-labor-20-yrs

http://www.thecairopost.com/news/147859/news/arrests-at-sallum-border-continue-over-illegal-immigration-to-libya

http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/13982-i-migranti-prigionieri- di-karmooz-da-112-giorni-detenuti-in-egitto

Anche in Turchia detenzione arbitraria di siriani bloccati prima che potessero partire per l'Europa. La notizia è recentissima.
La dimostrazione che la cd."lotta all'immigrazione illegale" colpisce soprattutto le vittime.

http://www.dailymail.co.uk/wires/afp/article-3056455/Turkey-detains-350-migrants-en-route-Europe.html

Oltre alle rotte marine, dopo l'intensificazione dei controlli da parte della polizia turca,  sono sempre più battute le vie terrestri, dalla Turchia, soprattutto attraverso la Grecia, la Macedonia, la Bulgaria e la Serbia. Viaggi che possono anche diventare mortali.

turkish-coastguards-open-fire-to-stop-syrian-migrant-ship

http://news.yahoo.com/turkey-opens-fire-stop-syrian-migrant-ship-112755989.html

http://www.repubblica.it/esteri/2015/04/24/news/tragedia_di_migranti_stavolta_via_terra_treno_li_travolge_14_morti_in_macedonia-112709565/

http://www.dw.de/migrants-from-somalia-and-afghanistan-hit-by-train-in-macedonia/a-18405735

http://www.reuters.com/article/2015/04/24/us-macedonia-migrants-idUSKBN0NF0JD20150424

http://www.euronews.com/2015/04/24/fourteen-migrants-hit-by-train-and-killed-in-former-yugloslav-republic-of/

Le vittime "designate" sono soprattutto potenziali richiedenti asilo che avrebbero dovuto avere canali di ingresso protetto in Europa, sono siriani, irakeni, afghani, somali, eritrei, persone , famiglie, con donne e banbini, vite spezzate prima dalla incapacità della comunità internazionale di risolvere le crisi e le guerre nel paese di origine e poi dai muri che la fortezza Europa innalza con le sue azioni di polizia ( Eurosur) e con le sue agenzie di controllo delle frontiere esterne, come Frontex.  Per l'Unione Europea, e per i governi che ne condizionano le politiche migratorie, la parola d'ordine è esternalizzare i controlli di frontiera ed il diritto di asilo. L'importante è che di migranti ne arrivi il minor numero possibile, e che vadano a morire sempre più lontano.

http://osservatorioiraq.it/analisi/migrazione-e-asilo-ai-tempi-dell%E2%80%99esternalizzazione

http://www.corrieredellemigrazioni.it/2015/04/24/mediterraneo-azioni-concrete-non-parole/


domenica 26 aprile 2015

Dopo il Vaticano anche Ban Ki-moon boccia l'ipotesi di interventi militari mirati per distruggere le imbarcazoni degli scafisti e fermare le partenze dalla Libia. Occorre dare attuazione alla Direttiva 2001/55/CE prevista per il caso di afflusso massiccio di sfollati. Visti di ingresso per motivi umanitari e navi di soccorso.



Quando a Bruxelles, nell'ultimo Consiglio europeo straordinario richiesto dall'Italia, si afferma che “l’instabilità in Libia crea un ambiente ideale per le attività criminali dei trafficanti”,  e che si supporteranno attivamente tutti gli sforzi "a guida ONU" per il ristabilimento dell’autorità governativa in Libia, intensificando inoltre gli sforzi “per affrontare i conflitti e l’instabilità come fattori chiave della migrazione, includendo la Siria”, si apre soltanto la strada per una serie di interventi militari “mirati”, non solo in Libia ma anche nei paesi al suo confine meridionale, e forse anche in Siria. 

Si tratta di operazioni e di attività militari che l’Unione Europea da sola non può evidentemente reggere e che si chiede alla Commissaria Europea Mogherini di attivare nell’ambito di un mandato e di forze decisi dalle Nazioni Unite. Su questo la  Mogherini ha ricevuto un mandato  alquanto generico per chiedere una decisione da parte del Consiglio di Sicurezza. Ma da New York arriva già un primo rifiuto della soluzione militare. E la posizione della chiesa è una pietra tombale sul progetto  di interventi militari.
 La risposta arrivata oggi da Ban Ki-moon certifica in partenza il fallimento di questo tentativo, sollecitato a livello europeo proprio dall’Italia,  una autentica follia dal punto di vista politico e militare. 
 "Non esiste una soluzione militare alla tragedia umana che sta avvenendo nel Mediterraneo", ha affermato il segretario generale dell'Onu, in un'intervista pubblicata sulla Stampa e sul Secolo XIX. Per Ban Ki Moon è piuttosto necessario "un approccio complessivo che guardi alla radice delle cause, alla sicurezza e ai diritti umani dei migranti e dei rifugiati, così come avere canali legali e regolari di immigrazione".




Anche la Federazione internazionale dei diritti dell'Uomo auspica una svolta nelle politiche europee, una svolta che non è venuta dal Consiglio Europeo straordinario di Bruxelles.


L'Unione Europea rifiuta ancora una volta di adottare l'unica decisione che sarebbe possibile in casi come questo, non si può davvero negare che si stia verificando un afflusso massiccio di profughi.


Directive 2001/55/CE du Conseil, du 20 juillet 2001, relative à des normes minimales pour l'octroi d'une protection temporaire en cas d'afflux massif de personnes déplacées et à des mesures tendant à assurer un équilibre entre les efforts consentis par les États membres pour accueillir ces personnes et supporter les conséquences de cet accueil.

SYNTHÈSE

Cette directive met en place un dispositif exceptionnel dans les cas d’arrivée massive dans l’Union européenne (UE) de ressortissants étrangers qui ne peuvent rentrer dans leur pays, notamment en raison d’une guerre, de violences ou de violations des droits de l’homme. La législation met en place une protection immédiate et temporaire de ces personnes déplacées et assure un équilibre entre les efforts réalisés par les États membres pour les accueillir et les conséquences de cet accueil.
Le Danemark ne participe pas à la directive.
Mise en œuvre de la protection temporaire
La protection temporaire est mise en œuvre dans tous les États membres lorsque le Conseil adopte, sur proposition de la Commission, une décision constatant un afflux massif de personnes déplacées dans l’UE et précisant les groupes de personnes auxquels s’applique la protection.
La durée de la protection temporaire est d’un an et peut être prolongée de deux ans maximum. Elle peut également prendre fin lorsque le Conseil estime, sur proposition de la Commission, que la situation dans le pays d’origine permet un retour sûr et durable des personnes déplacées.
Les États membres doivent s’assurer de la volonté des personnes déplacées d’être accueillies sur leur territoire.
Peuvent être exclues du bénéfice de la protection temporaire les personnes soupçonnées de crime contre la paix, de crime de guerre, de crime contre l’humanité, de crime grave de droit commun, d’agissements contraires aux buts et aux principes des Nations unies et les personnes représentant un danger pour la sécurité nationale de l’État membre d’accueil.
Effets de la protection temporaire
Les États membres doivent accorder aux bénéficiaires de la protection temporaire un titre de séjour valable pendant toute la durée de la protection. Le cas échéant, les personnes déplacées doivent disposer de facilités pour obtenir les visas nécessaires, selon des formalités et un coût réduits au minimum.
Les bénéficiaires de la protection temporaire se voient accorder:
  • le droit d’exercer une activité salariée ou non salariée, de participer à des actions éducatives pour adultes, à la formation professionnelle et à des stages en entreprise;
  • le droit d’accéder à un logement approprié;
  • le droit de recevoir le soutien nécessaire en matière d’aide sociale et de subsistance lorsqu’ils ne disposent pas des ressources nécessaires, ainsi que des soins médicaux;
  • le droit pour les enfants âgés de moins de 18 ans d’accéder au système éducatif dans les mêmes conditions que les ressortissants de l’État membre.
Les membres d’une même famille qui ont été séparés et qui bénéficient de la protection temporaire dans différents États membres ou dont certains des membres ne sont pas encore sur le territoire de l’UE doivent bénéficier du regroupement familial dans un même État membre.
Les mineurs non accompagnés sont placés auprès d’adultes de leur famille, dans une famille d’accueil, dans des centres d’accueil pour mineurs ou auprès de la personne qui les a pris en charge lors de leur fuite de leur pays d’origine. Ils sont placés sous tutelle ou représentés par une association.
Les bénéficiaires de la protection temporaire doivent avoir la possibilité de déposer une demande d’asile. L’État membre qui a accueilli la personne est responsable de l’examen de la demande. Cependant, les États peuvent décider qu'un bénéficiaire de la protection temporaire ne peut pas avoir le statut de demandeur d'asile en même temps. Ceci permet aux pays d'alléger la charge sur leur système d'asile durant la protection temporaire en repoussant l'examen des demandes.
Sauf si les États membres en décident autrement, une personne bénéficiant de la protection temporaire et séjournant sans autorisation sur le territoire d’un autre État membre doit être reprise par l’État membre qui lui a accordé la protection.
Fin de la protection temporaire
À l’expiration de la protection temporaire ou pendant la durée de la protection, les États membres prennent les mesures nécessaires pour rendre possible le retour volontaire des personnes bénéficiant de la protection.
En cas de retour forcé, ils s’assurent également que le retour ait lieu dans le respect de la dignité humaine et que des raisons humanitaires impérieuses ne rendent pas le retour impossible.
Les personnes qui ne peuvent voyager en raison de leur état de santé ne doivent pas faire l’objet d’un retour forcé tant que leur santé ne s’est pas améliorée. Les familles dont les enfants mineurs sont scolarisés peuvent être autorisées à rester jusqu’à la fin de l’année scolaire.
Coopération administrative
Les mesures prévues par la directive bénéficient du soutien du Fonds européen pour les réfugiés. Si le nombre de personnes déplacées excède les capacités d’accueil indiquées par les États membres, le Conseil prend les mesures appropriées, notamment en préconisant une aide supplémentaire aux États membres concernés.

In assenza di canali legali di ingresso si diffonde il ricorso alla rete per entrare in Europa. Lo afferma una "analisi dei rischi" di Frontex. Nessuno racconta cosa succede dopo lo sbarco in Italia.


Una recente analisi dei rischi pubblicata dall'Agenzia Europea Frontex afferma che si diffondono i contatti in rete tra i migranti che sono costretti alla fuga dal loro paese e le organizzazioni dei trafficanti che li fanno arrivare in Europa.

 http://frontex.europa.eu/assets/Publications/Risk_Analysis/FRAN_Q3_2014.pdf

 http://mashable.com/2015/04/25/mediterranean-smugglers-facebook/

In assenza di vie di ingresso legale e protetto, non si può entrare neppure per ricogiungimento familiare, perchè molte ambasciate impediscono la presentazione delle domande,  ed i canali illegali rimangono gli unici percorribili per raggiungere l'Europa. soprattutto per i Siriani è una situazione intollerabile, dopo anni di confino nei campi profughi in Turchia, in Giordania ed in Libano.
Comunque non si parte solo dalla Libia, le imbarcazioni più grosse provengono dall'Egitto,i gommoni arrivano non si sa bne da dove,  i pescatori tunisini sono sempre più coinvolti, anche nel salvataggio dei migranti, oltre che come scafisti, e sono sempre in auge le rotte balcaniche terrestri e dalla Turchia verso la Grecia. Forse troppi fronti per chi vuole andare in guerra.

http://www.thenews.com.pk/Todays-News-1-314726-Tunisian-fishermen-save-80-migrants

http://www.balkaneu.com/bulgaria-begins-anti-smuggling-operation-border-checkpoint-turkey/

Le decisioni del Consiglio Europeo straordinario di Bruxelles sono uno "straordinario" favore per le organizzazioni criminali che potranno ancora lucrare sull'assenza di canali legali di ingresso e sui blocchi nei primi paesi di ingresso imposti dal Regolamento Dublino III.

Nessuno vuole toccare queste materie prima delle elezioni, anche se l'Italia dovrebbe adottare entro giugno i decreti attuativi di importanti Direttive europee in materia di accoglienza e di procedure per il riconoscimento dello status di protezione internazionale. Dopo la parata di Bruxelles ed il finto pietismo dei capi di governo dovremo attendere ancora centinaia di morti.

Il rinforzo della missione Triton di Frontex è assolutamente ridicolo, si raggiungono appena i mezzi impegnati dalla sola Italia nel 2014 per l'operazione Mare Nostrum, ma il mandato rimane completamente diverso, anche se dovessero ampliare l'estensione geografica della missione.
Continua l'opera sistematica di disinformazione dell'opinione pubblica e lo smottamento del senso comune verso posizioni apertamente negazioniste del genocidio in corso.

 Le conclusioni del Consiglio Europeo di Bruxelles convocato su richiesta italiana. Un flop clamoroso, spacciato per un successo, in piena linea con le modalità di comunicazione ufficiale del governo Renzi.

http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2015/04/23-special-euco-statement/

Le posizioni critiche, a parte i comunicati ufficiali dei governi, ed un timido apprezzamento da parte dell'UNHCR non è facile trovare posizioni favorevoli alle linee adottate dall'Unione Europea. Il mandato conferito alla Mogherini, per trattare con le Nazioni Unite una serie di iniziative militari in Libia, allo scopo di colpire i trafficanti, i nuovi "schiavisti", rimane avvolto nelle nebbie.

http://www.migreurop.org/article2600.html?lang=en

http://eulawanalysis.blogspot.fr/2015/04/dont-rock-boat-eu-leaders-do-as-little.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+EuLawAnalysis+%28EU+Law+Analysis%29

http://www.internazionale.it/opinione/igiaba-scego/2015/04/19/quei-ragazzi-divorati-in-mezzo-al-mare-dalla-nostra-indifferenza

http://www.mediciperidirittiumani.org/crisi-migranti-foglia-fico-dellunione-europea/

http://amisnet.org/agenzia/2015/04/24/il-naufragio-dellaccoglienza/

http://www.maltatoday.com.mt/news/national/52206/human_rights_ngos_in_damning_criticism_of_eu_migration_resolutions#.VTwcDFIcRsc

"Chi chiude ai migranti è fuori dalla storia", afferma il Cardinale Montenegro

http://it.radiovaticana.va/news/2015/04/15/immigrazione_montenegro_impossibile_fermare_i_flussi_/1136999

Per la Chiesa bombardare i barconi in Libia, prima che partano, è un "atto di guerra".

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-Ue-Vaticano-291a00e4-46e9-4a64-9f7f-3ebb1507b473.html

La guerra ai migranti continua comunque anche dopo lo sbarco a terra, nuova frontiera il prelievo delle impronte digitali, per molti la condanna a restare per anni ingabbiati in un paese che non è capace di offrire accoglienza. Con il fallimento della richiesta italiana di modificare il Regolamento Dublino III verso una maggiore solidarietà europea,  ed  a causa della la mancata concessione di visti per motivi umanitari, pure possibile in base alle norme italiane ( art. 20 T.U. 286 del 1998) il maggior rigore nei fotosegnalamenti, porterà all'esplosione del già fragile sistema di accoglienza italiano.

http://www.novetv.com/pozzallo-migranti-si-rifiutano-di-mangiare-e-non-vogliono-essere-identificati-problemi-al-cpa-di-pozzallo/

http://meridionews.it/articolo/33243/pozzallo-picchiati-con-la-corrente-elettrica-la-denuncia-dei-migranti-da-4-giorni-nel-cpa/

I problemi sembra non manchino neppure nel Centro di primo soccorso ed accoglienza di Lampedusa, che era già ingolfato nel mese di febbraio e che adesso è luogo di prelievo forzato delle impronte digitali, anche nel caso di minori. Malgrado i trasferimenti il centro è sempre sovraffollato, altra conseguenza negativa del ritiro della missione umanitaria Mare Nostrum. Ci guadagnano soltanto i gestori del centro di accoglienza, sempre gli stessi, malgrado scandali ed inchieste giudiziarie.

http://www.youreporter.it/video_Centro_accoglienza_Lampedusa_piu_di_1200_migranti

http://agrigento.gds.it/2015/04/15/lampedusa-sbarcati-462-migranti-in-poche-ore_342316/

http://www.regioni.it/ueesteri/2015/04/14/immigrazione-300-trasferiti-da-centro-accoglienza-lampedusa-399239/

Le proteste dei minori rinchiusi nel centro di Contrada Imbriacola a Lampedusa, senza uno straccio di provvedimento amministrativo convalidato da un magistrato che ne legittimi la detenzione, vengono spacciate come un problema di ordine pubblico, senza che emergano le gravi violazioni di legge che vengono commesse ogni giorno all'interno del centro. E la protesta diventa subito "devastazione".

http://www.livepalermo.net/index.php/2015/04/24/lampedusa-immigrati-minorenni-devastano-centro-accoglienza/











venerdì 24 aprile 2015

Frontex rinforza la missione Triton e invia agenti per schedare i migranti, ma l'Europa non modifica il Regolamento Dublino. Renzi ed Alfano spingono l'Italia verso la tempesta perfetta dell'accoglienza. Protesta durissima del Vaticano.


I condizionali si sprecano, ma i media rilanciano le notizie degli arresti in modo martellante, e ritorna l'allarme terrorismo, combinato con la guerra dichiarata al traffico di esseri umani, il principale obiettivo, sembra, dopo le stragi in mare. Scomapiono le ragioni delle vittime ed i corpi di migranti annegati, recuperati in mare e sbarcati a Malta nella più totale indifferenza dei media di tutto il mondo, scatenati in Sicilia per dare notizie sull'ennesimo allarme invasione.

http://www.repubblica.it/cronaca

Sembra però che il progetto di attentato al Vaticano risalisse al 2010... lo conferma Padre Lombardi

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Blitz-contro-presunta-rete-terroristica-Vaticano-Non-preoccupati-cf973ab4-53c0-40d9-bb8d-734695913b4c.html

 Dopo le decisioni parziali e del tutto generiche del vertice straordinario di Bruxelles chiesto da Renzi, l'attenzione  dell'opinione pubblica viene già deviata, con raro tempismo, verso le organizzazioni terroristiche, evidentemente l'idea di andare a prendere gli "schiavisti" in Libia è già apparsa una autentica follia.                                  

 http://migrantsatsea.org/2015/04/22/the-eus-proposed-plan-to-destroy-migrant-boats-in-libya-must-be-rejected-by-the-european-council/                                                     

 Il Parlamento, con un'aula vuota, offende intanto la memoria di Giovanni Lo Porto, vittima di un drone americano, mentre tutti parlavano di inviare droni in Libia, droni che l'Italia neppure possiede, ma che per qualche giorno hanno fatto audience elettorale.

http://notizie.tiscali.it/politica/feeds/15/04/24/t_147_20150424_000059.html?politica

http://www.huffingtonpost.it/2015/04/24/lo-porto-gentiloni-riferisce-in-parlamento_n_7133626.html

Per adesso sarà la Mogherini, che dovrà chiedere alle Nazioni Unite un mandato per interventi militari "mirati" in Libia, un'altra, follia sia dal punto di vista militare che da quello politico.

http://www.huffingtonpost.it/news/italia-libia/

Sotto i solenni proclami per salvare vite umane emerge sempre di più il vero scopo della "triplicazione" delle risorse di Triton, operazione di Frontex che così costerà all'intera Unione europea la stessa cifra che la missione umanitaria Mare Nostrum costava soltanto all'Italia.
 Rimane confermato che Triton opererà "nei limiti del mandato di Frontex", dunque con una prevalente funzione di contrasto dell'immigrazione che definiscono "illegale". Ecco le regole di Frontex che fino ad oggi hanno solo fatto crescere in modo esponenziale il numero delle vittime. Queste regole non sono mutate.

http://www.stranieriinitalia.it/attualita-l_ue_si_da_nuove_regole_per_salvare_i_migranti_in_mare_18650.html

http://www.questionegiustizia.it/articolo/smuggling-di-migranti_11-10-2014.php

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2014/04/16/immigrazioneok-strasburgo-a-nuove-regole-operazioni-frontex_649f09e4-7ff3-4e92-9e38-2724ece9e284.html

 Non cambiano le regole di ingaggio di Frontex, tutte le navi inviate dagli stati europei, sembra non contemporaneamente ma a rotazione mensile, serviranno per sorvegliare i confini e soprattutto per schedare le persone che prenderanno a bordo, persone che poi saranno tutte "scaricate" in Italia.

http://www.ilmattino.it/PRIMOPIANO/CRONACA/migranti-ue-piano-impronte-digitali-rimpatri/notizie/1309674.shtml

 Si prevede soprattutto l'invio di agenti di Frontex sulle navi e nei porti di sbarchi per il prelievo forzato delle impronte digitali e per organizzare operazioni di respingimento collettivo ( con i voli congiunti) per coloro che non fossero riconosciuti meritevoli di uno status di protezione, probabilmente sulla base di nuove procedure sommarie, che limiteranno i diritti di difesa e che comporteranno il trattenimento amministrativo, l'internamento dentro centri sorvegliati dalla polizia, di tutti coloro che presenteranno domanda di asilo o che rifiuteranno di farsi prelevare le impronte digitali.                                        

 http://www.newstimeafrica.com/archives/38021

Queste le regole per il prelievo delle impronte digitali in quello che dovrebbe essere uno stato di diritto. Quello che succede nei centri di accoglienza o begli uffici immigrazione delle questure, quando si decide il ricorso all'uso della forza, come autorizzato dalla circolare ministeriale del 26 settembre 2014, ricorda invece i tempi delle dittature sudamericane.
 
http://www.asgi.it/wp-content/uploads/2014/12/IDENTIFICAZIONE.-OBBLIGHI-E-FACOLTA.pdf

E per chi non presenta domanda di protezione internazionale potrebbero tornare in funzione i famigerati CIE ( centri di identificazione ed espulsione).
In Grecia Frontex e' presente da anni con l' operazione Poseidon ed ha avallato le peggiori pratiche di detenzione amministrativa e di respingimento dei richiedenti asilo. Nessuno di Frontex si è accorto delle pratiche di respingimento collettivo verso la Turchia, o dall'Italia verso la Grecia, condannate dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo ? Ora la Grecia sembra che stia cambiando registro, ma sembra a questo punto che sarà l'Italia il prossimo paese nel quale gli agenti europei "supporteranno" le autorità italiane nelle operazioni di sbarco e nelle procedure di schedatura e di ammissione alle procedure di protezione internazionale.         

 http://www.unhcr.it/news/unhcr-accoglie-le-modifiche-previste-nel-sistema-di-detenzione-amministrativa-dei-cittadini-di-paesi-terzi     

  Di chiaro nei dieci punti approvati ieri a Bruxelles c'è anche l'impegno a riallacciare rapporti diplomatici con i paesi di origine, anche se non rispettano i diritti umani, per semplificare le pratiche di rimpatrio. I punti da dieci sono passati a 17, ma i diritti riconosciuti appaiono ridotti al lumicino. La sicurezza ( presunta) prevale sul rispetto dei diritti fondamentali delle persone e della loro stessa vita.

http://www.lettera43.it/politica/immigrazione-il-piano-d-azione-ue-in-17-punti_43675168188.htm

Sommando queste scelte alla decisione europea di non modificare il Regolamento Dublino III, che prevede la competenza del primo paese d'ingresso per l'esame delle domande di asilo, si può prevedere una espolosione del sistema di accoglienza italiano, bloccato in uscita, anche per la durata interminabile delle procedure.

 http://forumasile.org/dublin-iii-eurodac-frontex/                                                                                 

Sembra davvero risibile la quota offerta dall'intera Unione Europea per il residendiamento (resettlement) dei profughi intrappolati nei paesi di transito,appena 5000 posti, per altrettanti profughi gia' censiti dall'Unhcr. Una vergogna se si pensa che la sola Turchia ha accolto oltre un milione e mezzo di siriani ed anche Libano e Giordania, molto più piccoli e poveri della sola Italia, ne hanno accolto oltre un milione ciascuno.

http://www.theguardian.com/world/2015/apr/22/most-migrants-crossing-mediterranean-will-be-sent-back-eu-leaders-to-agree

Si può prevedere che nei prossimi mesi l'Italia sarà travolta non dal numero dei migranti che arriveranno, ma dai blocchi che si imporranno alle persone, e dal numero crescente di coloro che saranno riportati in Italia dopo avere raggiunto altri paesi europei .

http://www.quotidiano.net/strage-migranti-ue-frontex-1.880917

Nei centri di prima accoglienza il clima diventerà sempre più teso ed a Pozzallo è già partito il primo sciopero della fame tra i profughi, in buona parte siriani, ai quali si vuole imporre il prelievo delle impronte digitale, una sicura condanna a restare per anni confinati in Italia, senza potere ricongiungersi con amici e familiari, per effetto del Regolamento Dublino III.  Come altre volte in passato sembra che alcuni migranti, "ospiti" del CPSA ( centro di primo soccorso e accoglienza) siano stati picchiati al fine di estorcere le impronte digitali. Era già successo los corso anno, poi era prevalsa una interpretazione più umana della normativa che lascia tre giorni di tempo e margini di discrezionalità per il prelievo delle impronte. Adesso di nuovo il ricorso alla violenza. Un comportamento frutto anche di una libera interpretazione della circolare del ministero dell'interno del 26 settembre 2014, che in un allegato, utilizzato anche come volantino, autorizza in diverse lingue "l'uso della forza". A Pozzallo tra poco potrebbero arrivare gli agenti dell'EASO e di FRONTEX, forse ci sono già.

http://meridionews.it/articolo/33243/pozzallo-picchiati-con-la-corrente-elettrica-la-denuncia-dei-migranti-da-4-giorni-nel-cpa/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/10/il-ministero-dellinterno-non-risponde.html

http://lacittanuova.milano.corriere.it/2014/10/18/emergenza-profughi-i-siriani-denunciano-violenze-nel-rilevamento-impronte/ 

 "Intanto la Germania dichiara disponibilità ad aiutare l'Italia, ma chiede il rispetto delle regole dei Trattati e quindi la registrazione e le impronte digitali per tutti i migranti".

 http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/04/22/arriva-la-bozza-per-i-piani-di-distruzione-dei-barconi-in-libia_b434d821-7494-46a6-947e-973a98ec4051.html 

 Per l'UNHCR, la posizione comune (?) emersa al Consiglio Europeo di Bruxelles è comunque un primo passo importante perchè è un passo comune, si, ma una direzione sbagliata, ne vedremo presto le conseguenze. Magari potrebbero anche vedere cosa succede nei centri di prima accoglienza. Ma la convenzione Praesidium tra UNHCR, Save The Children, Croce Rossa ed OIM è in scadenza e quest'anno forse non verrà neppure rinnovata.

  Traversate del Mediterraneo: azione collettiva è un primo passo importante

Gli incidenti avvenuti questo mese nel Mediterraneo e gli oltre 1.700 morti e quasi 40.000 arrivi dall’inizio del 2015, sono sintomi dell’enorme tragedia in corso alle frontiere meridionali dell'Europa. Le traversate a bordo di barconi non sono solo un fenomeno migratorio ma riguardano anche i rifugiati – la metà di coloro che hanno attraversato il Mediterraneo nel 2014 erano persone in cerca di protezione da guerre e persecuzioni. E per i rifugiati in fuga dalle guerre è necessaria un’alternativa a queste pericolose traversate del Mediterraneo a bordo di barconi gestiti da trafficanti.

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ritiene che le misure annunciate in Lussemburgo e a Bruxelles questa settimana rappresentino un primo passo importante verso un'azione europea collettiva – ovvero l'unico approccio che può funzionare per un problema di natura transnazionale e di così grande portata. L’UNHCR è pronto a lavorare a stretto contatto con l'Unione europea e gli Stati membri per implementare alcune delle misure che sono state annunciate.

L’Agenzia accoglie con favore, in particolare, il fatto che i fondi destinati alle operazioni congiunte in mare siano stati triplicati e la garanzia, fornita in occasione della conferenza stampa del vertice, che questa operazione avrà capacità, risorse e portata simili a quelle di Mare Nostrum. È fondamentale che l'attenzione di tutti sia rivolta al salvataggio di vite umane, anche nelle zone di ricerca e soccorso di competenza libica, ovvero l’area da cui provengono la maggior parte delle chiamate di soccorso.

In merito alle altre misure annunciate questa settimana, c’è chiaramente bisogno di ulteriore approfondimenti per comprendere cosa implicheranno in termini di reinsediamento, ricollocamento ed accesso facilitato alla protezione internazionale in Europa attraverso altri canali legali. L’esperienza dell’Agenzia insegna che, senza reali canali alternativi, che permettano alle persone di raggiungere la sicurezza, è improbabile che il tanto necessario incremento dell’impegno internazionale nella lotta a contrabbandieri e trafficanti sia efficace.

L'impegno con i paesi terzi dovrà andare al di là dei programmi di finanziamento e di potenziamento della capacità di applicazione della legge. Molti sforzi devono ancora essere fatti per affrontare le cause profonde che spingono le persone a fuggire, e per sostenere i Governi a proteggere più efficacemente i rifugiati e gli altri migranti, garantendo il pieno rispetto dei loro diritti umani.

Mentre le istituzioni dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri si preparano all'attuazione di queste misure e la Commissione lavora allo sviluppo di un'agenda europea per le migrazioni, l'UNHCR sollecita un ulteriore ampliamento delle misure proposte e l’adozione di un piano olistico che metta al centro principi di umanità, solidarietà e rispetto dei diritti umani.

Infine, l’efficacia di queste misure verrà valutata in base a riduzione del numero di morti, effettive possibilità di accesso effettivo alla protezione in Europa senza dover ricorrere alle traversate del Mediterraneo, e realizzazione di un efficace Sistema Europeo Comune di Asilo, che tenga veramente fede ai suoi impegni di solidarietà e di condivisione di responsabilità. L'Agenzia sta rafforzando la propria risposta a questa crisi ed è pronta a collaborare con i partner europei.

Si vede che si contentano delle dichiarazioni dei rappresentanti di FRONTEX e si preparano ai campi di raccolta nei paesi di transito, vedremo che cosa faranno in Sudan e Niger, tanto per cominciare...

http://www.theguardian.com/world/2015/apr/22/eu-borders-chief-says-saving-migrants-lives-cannot-be-priority-for-patrols 

La posizione dell'Unhcr sembra destinata a restare isolata, anche rispetto alla Croce Rossa ed all'Oim che hanno usato maggiore cautela, per il resto è un coro di critiche.
Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR):
FALLIMENTO EUROPA. CONCLUSIONI SCANDALOSE....

Il Cir "è SCONCERTATO dalle conclusioni del Consiglio Europeo Straordinario di ieri. L’unica novità introdotta è l’aumento della dotazione finanziaria di Triton che viene portata a 9 milioni di euro, cifra che ripartita tra i 28 Stati dell’Unione corrisponde alla RIDICOLA somma di 321mila euro ognuno.
Della protezione dei rifugiati e dei migranti nelle conclusioni non c’è ALCUNA TRACCIA.
Pensare alla distruzione delle barche e al mandato dato all’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri per esplorare tale opzione è RIDICOLO sia in termini di reale fattibilità, come molti esperti militari stanno dicendo in queste ore, sia in termini di salvaguardia delle vite umane. L’Europa non ha fatto l’unica cosa realmente importante per salvare la vita dei profughi e dei migranti: permettere vie alternative e sicure di accesso.
Infine, vogliamo sottolineare il VERGOGNOSO LINGUAGGIO UTILIZZATO: verbi che parlano solo di lotta, sconfitta e non di protezione."

Associazione Lunaria:
"EUROPA: CIECA E SORDA
IPOCRITE, OTTUSE, DISUMANE E IRRESPONSABILI

Le scelte dei capi di Governo riuniti nel Consiglio europeo
straordinario sull’immigrazione del 23 aprile non possono che essere
giudicate in questo modo. ANCHE LE PEGGIORI ASPETTATIVE SONO STATE DISATTESE".
Medici per i Diritti Umani:
LA FOGLIA DI FICO DELL’UNIONE EUROPEA
Medici Senza Frontiere: “L’Unione Europea dichiara guerra ai trafficanti o ai migranti? Per i leader europei salvare vite in pericolo non è una priorità”
MSF esprime DISAPPUNTO di fronte alle dichiarazioni del Consiglio straordinario sulla migrazione oggi a Bruxelles: i leader europei rimangono su una posizione che non solo ha dimostrato di essere inefficace ma è anche la causa di migliaia di morti.
“Siamo STUPITI di vedere che gli enormi strumenti e risorse allocati nel dichiarare guerra ai trafficanti non sono invece investiti nel salvare vite umane." cosi commenta Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere (MSF) ”
Il Vaticano ha le idee più critiche, ed anche a livello di vescovi è fortissimo il disappunto per le politiche europee proposse su iniziativa del governo italiano.

http://www.askanews.it/top-10/migranti-l-europa-ha-deluso-il-vaticano-solo-timidi-passi_711488719.htm 


http://www.quotidiano.net/strage-migranti-renzi-obama-ban-ki-moon-1.878366


Si diffondono  ovunque  voci critiche e iniziative per contrastare questa ennesima deriva sicuritaria.

http://www.huffingtonpost.it/costanza-hermanin/leader-europei-sbagliano-su-migranti_b_7131630.html?utm_hp_ref=tw 

 25 APRILE: FESTA DELLA LIBERAZIONE DAI MIGRANTI ?
L’EUROPA SI GIRA ANCORA DALL’ALTRA PARTE: VERGOGNA!
APPELLO ALLA MOBILITAZIONE PER L’APERTURA DI PERCORSI DI ARRIVO GARANTITO
Le stragi di questi giorni nel Mediterraneo ci trovano ancora una volta colpevolmente e volutamente
impreparati, nonostante il numero enorme di vite umane annegate: più di mille donne, uomini, bambini/e, inghiottiti dal mare in una settimana in due naufragi, che raggiungono le altre migliaia di morti di questi ultimi anni.
Il clamore mediatico e la commozione ostentata non hanno portato a nessuna inversione delle politiche fino ad ora attuate.
Il risultato concreto sono proposte demagogiche e disumane, oltre che inattuabili.
Gli interessi economici e politici continuano a prevalere, a tracciare strategie securitarie, a finanziare
operazioni militari senza cambiarne il mandato, a voler praticare politiche aggressive e di guerra:
distruggere i barconi con droni “infallibili”, sparare sugli scafisti, intervenire in Libia, che servono ancora una volta ad allontanare le vittime dai nostri occhi.
Gli scafisti esistono perché non esiste per i migranti alcuna alternativa, alcun canale di ingresso legale
per gente che fugge dalla guerra e dalla violenza. Pagano migliaia di dollari per viaggi disumani,
consapevoli dei rischi, perché non esiste per loro altra via.
Aprire canali umanitari, cambiando il sistema dei visti d’ingresso in Europa e superando definitivamente il Regolamento di Dublino, che impone di fare richiesta d'asilo - e quindi rimanere - nel primo paese di arrivo, è l’unico modo per sradicare il traffico di vite umane rispettando al contempo il diritto d’asilo delle persone che fuggono
Perché chi si mette in viaggio, oggi, sono le vittime delle guerre e dei conflitti, della violenza e degli
estremismi che anche l’Occidente, per decenni, ha contribuito ad alimentare. Sono persone in fuga dagli stessi orrori che oggi spaventano l’Europa. Sono profughi, richiedenti asilo, che hanno il diritto di essere protetti.
L’ACCESSO EFFETTIVO AL DIRITTO D’ASILO È L’ASSOLUTA PRIORITÀ DA GARANTIRE, PERMETTENDO ALLE
PERSONE DI RAGGIUNGERE IN SICUREZZA L’EUROPA e di fare sul territorio europeo richiesta di protezione internazionale, senza alcuna forma di esternalizzazione delle procedure nei paesi di origine e di transito,tutti in mano a regimi sanguinari o dilaniati dalle guerre. Nessuno morirebbe più nel Mediterraneo, nel deserto, alle frontiere interne all’Africa e all’Asia. Nessuno spenderebbe migliaia di dollari per rischiare la vita cercando di raggiungere l’Europa. Sarebbe un’operazione a costo zero, che permetterebbe di
investire le risorse ad oggi destinate alle missioni umanitarie-militari del Mediterraneo in un’accoglienza
degna di persone che, oltretutto, arriverebbero con delle risorse economiche proprie, non avendo dovuto pagare nessun trafficante.
Nel frattempo, le persone che hanno già raggiunto la Libia, cioè hanno lasciato il loro paese mesi fa, e
che continuano a imbarcarsi vanno salvate immediatamente, a ridosso delle coste africane. Per
queste ragioni chiediamo:
a - La sostituzione immediata dell’operazione militare Frontex con una missione di salvataggio europeo che arrivi direttamente davanti alle coste libiche
b - L’apertura di canali di arrivo per i profughi a partire dal rilascio, presso tutte le ambasciate
europee presenti nei paesi limitrofi alle zone di origine, di visti che permettano loro di raggiungere in
sicurezza l’Europa
c- L’abolizione del Regolamento cosiddetto di Dublino III e l’instaurazione dell'asilo europeo
FORUM ANTIRAZZISTA PALERMO
forumantirazzistapalermo@gmail.com; tel: 331 845 44 99; fb: Forum
Antirazzista Palermo.
Il Forum si riunisce presso il Centro Santa Chiara
in Piazzetta Santa Chiara 11- Palermo



L'Unione Europea risponde alle stragi aumentando i fondi per respingere e contrastare l'immigrazione "illegale". L'Italia insiste sul processo di Khartoum per esternalizzare il diritto di asilo e per ottenere un mandato ONU per interventi militari in Libia. Verso la guerra. Il Regolamento Dublino non si tocca, non esiste più l'Europa.



http://www.abc.net.au/news/2015-04-24/malta-holds-funeral-for-migrant-shipwreck-victims/6417290

Le decisioni annunciate e le linee politiche promosse dal governo italiano e parzialmente recepite dall'Unione Europea produrranno tante altre di queste stragi che all'opinione pubblica non sarà permesso neppure vedere. Ecco le bare, segnate con i numeri, delle vittime recuperate in mare e sbarcate di gran fretta a Malta dopo l'ultima strage,  la tragedia dell'immigrazione più grave di sempre. Questi morti devono essere dimenticati presto, occorre pensare soltanto agli scafisti ed ai droni. Forse le bare potrebbero spostare qualche voto, meglio nasconderle.

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/sos-sterminio-in-mare/

Dal vertice straordinario di Bruxelles nessuna decisione di rilievo per una maggiore solidarietà europea in materia di immigrazione ed asilo. 

http://migrantsatsea.org/2015/04/23/text-of-draft-european-council-statement-via-statewatch/ 

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Immigrazione-dal-vertice-Ue-risorse-triplicate-per-Triton-Mandato-a-Mogherini-su-missione-41af6df1-2b40-48c0-a4df-869eb34610ec.html 

http://www.hrw.org/news/2015/04/23/eu-mixed-messages-boat-migration 

 Renzi vanta un successo inesistente, ma ormai ci sta abituando, è sempre lo stesso copione, in ogni campo. In vista un vertice euroafricano di cui in Italia non scrive nessuno. E' il processo di Khartoum che procede inesorabile, anche se in Sudan governa un criminale di guerra. E altrove si moltiplicano le dittature. ma sono tutti utili per fermare le partenze dei migranti verso l'Europa.

https://euobserver.com/justice/128440

http://www.bfmtv.com/international/migrants-l-ue-va-tripler-son-budget-de-sauvetage-en-mediterranee-880524.html

http://www.theguardian.com/world/2015/apr/22/eu-borders-chief-says-saving-migrants-lives-cannot-be-priority-for-patrols?CMP=share_btn_tw

http://www.independent.com.mt/articles/2015-04-23/local-news/Special-migration-summit-in-Malta-between-EU-African-Union-and-key-countries-this-year-6736134366

http://www.maltatoday.com.mt/news/national/52183/eu_to_step_up_cooperation_against_smuggling_networks__euafrica_summit_to_be_held_in_malta#.VTna_VIcRsc

Grande mistificazione europea. Triton promossa dall'agenzia Frontex non e' una grande missione umanitaria come Mare Nostrum. Il budget e' li stesso di quello impegnato dalla sola Italia lo scorso anno, i contributi degli stati rimangono ridicolmente bassi e su base volontaria, e soprattutto rimane "nei limiti operativi delle missioni Frontex" e dunque sara' rivolta alla caccia ed alla individuazione degli scafisti. O alla intercettazione dei barconi per bloccarli ed eventualm...ente respingerli, se i paesi di transito collaborano. Alla frontiera greco turca Frontex fa gia ' operazioni di "push back" :respingimento. Sempre nell' ottica di creare "zone di sicurezza" in Libia e campi di raccolta in Sudan e in Niger, garantendone la sicurezza con "interventi militari mirati". Magari anche con i droni come quelli che hanno ucciso Giovanni Lo Porto. Siamo in guerra. Ma la Francia apre a qualche centinaio di siriani, a condizione che il Regolamento Dublino non si tocchi. Siamo in guerra anche contro l'umanità e la solidarietà, anneghiamo in un mare di menzogne e di strumentalizzazioni elettorali. Occorre reagire, ognuno con i mezzi che si ritrova. A partire dai canali di comunicazione.

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/esteri/2015/04/23/news/renzi_conferenza_migranti-112687577/?ref=m%7Chome%7Ccentro%7Cpos_2

http://www.independent.com.mt/articles/2015-04-23/local-news/Tackling-the-immigration-issue-requires-money-big-money-Martin-Schulz-EP-president-6736134361

La disinformazione di massa dilaga: le navi da guerra diventano "traghetti per clandestini" e non manca ci diffonde in rete indisturbato messaggi sui forni crematori per gli immigrati, questo alla vigilia del 25 aprile. Titolo fuorviante, i "traghetti" promessi sono navi da guerra pronte all' intervento militare. Altro che salvataggi. E poi Cameron parla di sbarco " nel porto piu' vicino" e non in un "porto sicuro " ( place of safety) come prescrive il diritto internazionale. Dunque una missione illegale orientata alla guerra. Bravo Renzie...

http://www.imolaoggi.it/2015/04/23/cameron-2-navi-per-traghettare-clandestini-in-italia-no-asilo-in-gb/

Non basta osservare che si tratta di siti xenofobi, sono tantissimi a pensarla in questo modo, ieri in una scuola di Palermo i ragazzi ripetevano come un  mantra queste affermazioni false e razziste. Non è stato facile portarli ad un confronto con i dati reali. Il danno prodotto da questi siti è devastante.

 Ecco il Cameron vero, questa la posizione inglese rispetto all'operazione Triton di Frontex

http://www.euractiv.com/sections/uk-europe/cameron-operation-triton-failure-314031?hootPostID=8791d0bc2f7879e9665d79cde0b8f950



SOS-STERMINIO IN MARE
         
Oltre 900 morti nel Mediterraneo nella notte tra sabato 18 aprile e domenica, a 60 miglia dalle coste libiche. È il più grande sterminio in mare dal dopoguerra. Questo è un giorno di svolta. A partire da oggi occorre mettere la parola urgenza, al posto di emergenza. Bisogna dare alla realtà il nome che merita: siamo di fronte a crimini di guerra e sterminio in tempo di pace.

Il crimine non è episodico ma ormai sistemico, e va messo sullo stesso piano delle guerre e delle carestie acute e prolungate. Il Mar Mediterraneo non smette di riempirsi di morti: cominciò con il naufragio di Porto Palo, il giorno di Natale del 1996, con 283 vittime, seguito tre mesi più tardi dal naufragio della Katër i Radës, in cui oltre cento profughi albanesi annegarono nel canale di Otranto. Lo sterminio dura da almeno 18 anni: più delle due guerre mondiali messe insieme, più della guerra in Vietnam. È indecenza parlare di “cimitero Mediterraneo”. Parliamo piuttosto di fossa comune: non c’è lapide che riporti i nomi dei fuggitivi che abbiamo lasciato morire.

Le azioni di massima urgenza che vanno intraprese devono essere, tutte, all’altezza di questo crimine, e della memoria del mancato soccorso nella prima parte del secolo scorso. Non sono all’altezza le missioni diplomatiche o militari in Libia, dove – anche per colpa dell’Unione, dei suoi governi, degli Stati Uniti – non c’è più interlocutore statale. Ancor meno lo sono i blocchi navali, gli aiuti alle dittature da cui scappano i richiedenti asilo, il silenzio sulla vasta destabilizzazione nel Mediterraneo – dalla Siria e l’Iraq  alla Palestina, dall'Egitto al Marocco – di cui l’Occidente è responsabile da anni.

          Le azioni necessarie nell’immediato, eccole:

1. Urge togliere alle mafie e ai trafficanti il monopolio sulle vite e le morti dei fuggitivi, e di conseguenza predisporre vie legali di fuga presidiate dall’Unione europea e dall’Onu. I trafficanti non sono la radice del male, ma un suo sintomo.

2. Urge organizzare e finanziare interventi di ricerca e salvataggio non solo lungo le coste europee ma anche in alto mare, come faceva Mare Nostrum e come ha l’ordine di non fare Triton - anche se rifinanziata. Questo, nella consapevolezza che la stabilizzazione del caos libico non è ottenibile nel breve-medio periodo.

3. Urge che gli Stati europei collaborino lealmente a tale scopo (art. 4 del Trattato dell’Unione), smentendo quanto dichiarato da Natasha Bertaud, portavoce della Commissione di Bruxelles: “Al momento attuale, la Commissione non ha né il denaro né l’appoggio politico per predisporre un sistema di tutela delle frontiere, capace di impegnarsi in operazioni di search and rescue”. Risorse che invece si trovano per operazioni di polizia europea (Mos Maiorum, Amber Light, Jot Mare)  e per le spese militari. Una frase che ha il cupo suono dell’omissione di soccorso: un reato contro la persona, nei nostri ordinamenti giuridici.

4. Occorre che l’Onu stessa decida azioni d’urgenza, e che il Consiglio di sicurezza fronteggi il dramma con una risoluzione. Se i crimini in mare somigliano a una guerra o a carestie nate dal tracollo diffuso di strutture statali nei paesi di transito o di origine, non vanno esclusi interventi dei caschi blu, addestrati per il search and rescue. I soccorsi e gli aiuti agli affamati e sfollati sono una prassi sperimentata delle Nazioni Unite. Sia oggi applicata al Mediterraneo.

5. Occorre rivedere al più presto i regolamenti di Dublino. Con una sentenza del 21 ottobre 2014 (Ricorso Sharifi contro Italia e Grecia), la Corte europea dei Diritti dell’uomo pone come condizione essenziale per procedere al trasferimento l’aver positivamente verificato se il migrante corra il rischio di essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti. Si tratta di un vero e proprio obbligo di derogare ai criteri di competenza enumerati nelle norme di Dublino.

6. Con la medesima tempestività, occorre tener conto che i paesi più esposti ai flussi migratori sono oggi quelli del Sud Europa (Grecia, Italia, Cipro, Malta, Spagna): gli stessi a esser più colpiti, dopo la crisi iniziata nel 2007-2008, da politiche di drastica riduzione delle spese sociali (che  includono l’assistenza e il salvataggio di migranti e richiedenti asilo). Il peso che ingiustamente grava sulle loro spalle va immediatamente alleviato.

7. Occorre pensare a un sistema di accoglienza in Europa che garantisca il diritto fondamentale all’asilo, con prospettive di reinsediamento nei Paesi disponibili, nel rispetto della volontà dei rifugiati.

8. . Infine, la questione tempo. È finito il tempo della procrastinazione, e delle ambiguità che essa consente. È dall’ecatombe di Lampedusa che Governi e Parlamenti in Europa preconizzano un’organica cooperazione con i paesi di origine e di transito dei fuggitivi, al fine di “esternalizzare” le politiche di search and rescue e di asilo. Il Commissario all’immigrazione Avramopoulos ha addirittura auspicato una “cooperazione con le dittature”, dunque il ricorso ai respingimenti collettivi (vietati dalla Convenzione di Ginevra sullo statuto dei Rifugiati del 1951, art. 33, e dagli articoli 18 e 19 della Carta europea dei diritti fondamentali). Non c’è tempo per costruire dubbie relazioni diplomatiche – nei cosiddetti processi di Rabat e Khartoum – perché i fuggitivi sono in mare qui e ora, e qui e ora vanno salvati: sia dalla morte, sia dalle mafie che fanno soldi sulla loro pelle e riempiono un vuoto di legalità che l’Unione deve colmare senza più rinvii. È adesso, subito, che bisogna organizzare un’operazione di salvataggio dell’umanità in fuga verso l’Europa.

Barbara Spinelli, eurodeputato, gruppo GUE-Ngl
Alessandra Ballerini
Sandra Bonsanti
Lorenza Carlassare
Erri De Luca
Roberta De Monticelli
Maurizio Ferraris
Stefano Galieni
Domenico Gallo
Paul Ginsborg
Daniela Padoan
Francesco Piobbichi
Marta Pirozzi
Annamaria Rivera
Alberto Vannucci
Fulvio Vassallo Paleologo
Guido Viale
Libertà e Giustizia

Per adesioni: sos.sterminioinmare@gmail.com


Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro