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giovedì 30 luglio 2015

Nave di Frontex spara per errore colpi di avvertimento su un gommone della Marina italiana impegnato in attività di ricerca e salvataggio. Frontex conferma, la Guardia costiera italiana denuncia mancanza di coordinamento.



Mediterranean rescue boats involved in friendly fire incident

Swedish coastguard fired warning shots at Italian navy boat off Libya after mistaking it for vessel belonging to smugglers earlier this week.

http://www.theguardian.com/world/2015/jul/30/mediterranean-rescue-boats-friendly-fire-incident-libya 

"The friendly fire incident was not publicised but a Frontex spokesperson confirmed it, saying that an officer on board the Swedish vessel Poseidon fired multiple warning shots as an Italian navy crew on board a RHIB was approaching.
“I can confirm that warning shots were fired from the Poseidon. However, I have to make clear that they were warning shots. Nobody was injured and nobody was ever in danger,” Frontex spokesperson Ewa Moncure said.
The vessel itself is not armed so some sort of hand-held weapon must have been used. However, Frontex was not in a position to confirm this information either".

http://migrantreport.org/friendly-fire-incident-between-swedish-and-italian-vessels-during-sea-rescue/ 
 
Questo incidente prova alcune inquietanti novità che caratterizzano la missione Frontex a partire dai primi giorni di luglio di quest'anno. Riprendiamo le notizie riportate dal Guardian.

"Nel corso di un’intervista al Guardian, in maggio, l’ufficiale della Guardia costiera italiana responsabile del coordinamento delle azioni di salvataggio ha parlato della frustrazione causata dal poter comandare le navi solo una volta che l’emergenza sia in corso, e non quando è ancora possibile prevenire una catastrofe.

Il capitano di vascello Leopoldo Manna, che dirige la sala di controllo della Guardia costiera italiana a Roma, e che perciò ha il compito di coordinare l’intera missione di salvataggio nel Mediterraneo meridionale, ha detto: “Mi servono mezzi già nell’area, da posizionare nelle zone dove vanno i migranti. Ma la nave britannica sta andando a Palermo e ci rimarrà per due, tre, quattro giorni”.

“La nave tedesca si trova lì, ma non è ai miei ordini. Sta lì volontariamente, è un grande aiuto e lo apprezzo moltissimo. Ma non ho la possibilità di decidere se debba stare o debba andare. Ora come ora, deciderei di non tenerla lì. Non serve. Avrei detto: va’ in porto, prenditi un periodo di riposo, carica cibo e acqua, e aspetta un paio di giorni”.

Appare evidente una totale mancanza di coordinamento tra il comando operativo di Frontex per l'operazione TRITON, ubicato a Catania, la centrale operativa della Guardia Costiera italiana, a Roma, ed il comando dell'operazione EUNAVFOR MED, che si troverebbe a bordo della portaerei Cavour in navigazione in zone imprecisate del Mediterraneo centrale. A svolgere la maggior parte dei salvataggi i mezzi della Guardia Costiera italiana e le navi umanitarie di MSF, di MOAS e di Sea Watch. Lo confermano le notizie di stampa. Dove sono finite le numerose navi e gli aerei di Frontex/Triton per i quali l'Unione Europea aveva triplicato il budget ed esteso fino a 138 miglia a sud di Lampedusa la portata operativa ?

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Immigrazione-a-Pozzallo-approdano-241-migranti.-Al-via-missione-europea-a-guida-italiana-c3ade838-da4c-4898-ab07-27bbcd876c99.html

Domani approderà di nuovo a Trapani la nave umanitaria Dignity con centinaia di migranti a bordo, recuperati in sinergia con la Guardia costiera italiana.



  https://twitter.com/MSF/status/626770534202744832/photo/1

Un esempio di collaborazione tra navi unanitarie e mezzi della Guardia costiera italiana che rischia di restare isolato.

 http://mazaranews.blogspot.it/2015/07/sbarcati-103-migranti-al-porto-di.html

Si nota come mentre nei mesi di maggio e di giugno tutte le operazioni di salvataggio effettuate da mezzi di Frontex erano coordinate dalla Guardia costiera italiana, come è previsto dalle Convenzioni internazionali e dagli stessi Regolamenti di Frontex, del 2004 e del 2014, come stato ospitante la missione, a partire dai primi giorni del mese di luglio, con l'entrata in scena dell'operazione EUNAVFOR MED le regole di ingaggio e, probabilmente, le linee di comando sono cambiate.

Una importante riflessione sui rapporti tra l'operazione FRONTEX/TRITON e l'operazione EUNAVFOR MED.  

http://www.unisa.it/uploads/11987/licastro-maggio15.pdf 

 Di certo, nel mese di luglio, il coinvolgimento delle navi dell'operazione FRONTEX/TRITON nelle attività SAR di ricerca e salvataggio è stato molto minore di quello riscontrato nei mesi di maggio e di giugno, al punto che qualcuno ipotizzava addirittura una trasformazione della stessa operazione TRITON in una sorta di operazione di soccorso tipo Mare Nostrum ma di dimensione europee. Critiche che evidentemente hanno indotto chi gestiva le attività di FRONTEX/TRITON e gli stati che vi partecipavano, nei quali parte della popolazione ed i partiti di destra denunciavano un numero eccessivo di salvataggi, a rimodulare la partecipazione alla missione e le regole di ingaggio.

Si è sparato per errore su una imbarcazione di marinai italiani che stavano accorrendo in soccorso di migranti che rischiavano di fare naufragio. Cosa sarebbe successo se si fosse trattato di una imbarcazione carica di migranti condotta dagli scafisti per sfuggire ad una operazione di intercettazione e di possibile respingimento?  Se l'equivoco non si fosse chiarito in tempo, dai colpi di avvertimento si sarebbe passati ai colpi mirati direttamente sull'imbarcazione ritenuta come una minaccia e le persone che la occupavano.

Se qualcuno pensava di ripetere nel Mediterraneo centrale l'operazione Atalanta, magari prima di ricevere un mandato pieno da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, necessario per mettere in esecuzione le fasi due e tre dell'operazione EUNAVFOR MED, con la possibilità di colpire in acque libiche le imbarcazioni sospettate di avere trasportato i migranti, naturalmente solo dopo il loro trasbordo, questo primo incidente dimostra la portata di effetti collaterali che questo malinteso modo di fronteggiare l'immigrazione irregolare può comportare. alla fine è troppo facile iustificare questo e altri episodi sostenendo che si temeva un attacco terroristico, come se le navi impegnate in questo tipo di missione non avessero i mezzi per monitorare quanto avviene attorno a loro.

Sull'incidente è subito sceso un velo di omertà. A parte il Guardian, quasi tutte le testate giornalistiche hanno nascosto la notizia e questo non depone certo a favore del diritto/dovere di cronaca e della libertà di informazione.

Occorre aprire una inchiesta internazionale su quanto accaduto, per evitare che questi eventi si possano ripetere causando la morte di persone innocenti. Per questa volta non è morto nessuno, ma, se le regole di ingaggio dei mezzi di Frontex Triton sono adesso questi, ci si può davvero attendere il peggio, magari in danno di mezzi delle navi umanitarie, come quelle di MSF, di Sea-Watch e di MOAS, che ancora prestano attività esclusive di soccorso in favore dei migranti e non vanno per mare per impedire le partenze o per bloccare le imbarcazioni dirette verso l'Europa. 

 http://www.msf.org/topics/mediterranean-migration


La Corte Europea dei diritti dell'Uomo ha condannato i respingimenti collettivi verso la Libia eseguiti dalla Guardia di finanza italiana nel 2009 su ordine di Maroni. Negli ambienti militari sta ritornando una grande nostalgia per quelle operazioni di respngimento, anche se sono note la gravità e la frequenza degli abusi, fino allo stupro ed alle esecuzioni, nei confronti dei migranti intrappolati in Libia. Non si possono certo distinguere migranti economici e richiedenti asilo, prima che una persona possa presentare una domanda di protezione internazionale in un paese che garantisca una procedura trasparente ed imparziale e diritti di difesa effettivamente azionabili.

http://www.theguardian.com/world/2015/apr/24/libyas-people-smugglers-how-will-they-catch-us-theyll-soon-move-on

Oggi con la spasmodica ricerca di un coinvolgimento dei paesi terzi e con il ricorso a tecniche di ingaggio che comprendono anche l'uso delle armi nei confronti delle imbarcazioni condotte ddagli scafisti, senza neppure la certezza che a bordo non ci siano migranti, si sta tornando verso la commissione di illeciti internaionali che dovranno trovare una loro immediata sanzione, prima che si perdano altre vite umane. E soprattutto occorre che se ne continui a scrivere. Le soluzioni ci sarebbero ma gli egoismi nazionali e gli strumentalizzatori di ogni genere di allarme riescono ancora a prevalere.

http://www.theguardian.com/world/2015/apr/21/migrant-tragedies-how-to-stop-the-slaughter 


Proseguono i salvataggi operati da navi umanitarie e dalla Guardia costiera italiana. Conferme dalla Germania che dopo il 30 giugno le nevi tedesche dell'operazione ENUNAVFOR MED non svolgono più attività SAR ( Search and Rescue)..Dove sono finiti i mezzi di Frontex/Triton ?


Anche oggi numerosi interventi di salvataggio operati dalle due navi di Medici senza frontiere (Bourbon Argos e Dignity) e da diversi mezzi della Guardia Costera italiana, guidati da nave Corsi, alla quale sta dando il cambio nave Di Ciotti, nella zona a 50-90 chilometri a nord della costa libica, nei pressi delle piattaforme del campo petrolifero offshore Bouri Field. Al momento alcune attività di salvataggio sono ancora in corso, mentre la nave Dignity di MSF, probabilmente con alcune centinaia di persone a bordo, dovrebbe giungere nel porto di Trapani domani. Speriamo che non ci siano altri rifiuti di attracco, e soprattutto di sbarco di migranti, come già successo qualche settimana fa proprio a Trapani.

http://www.msf.org/article/migration-bourbon-argos-not-authorised-land-700-rescued-migrants-sicily 

I mezzi veloci della Guardia Costiera italiana stanno facendo rientro alla loro base a Lampedusa. Vedremo se arriveranno carichi di migranti o se avranno effettuato soltanto primo soccorso e trasbordo in alto mare su navi più grandi. Come è stato documentato da foto e atti pubblici nel caso degli interventi di salvataggio operati insieme alla nave irlandese LE NIAMH che opera nell'ambito dell'operazione umanitaria PONTUS.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/07/operazione-umanitaria-pontus-nel.html


Questi migranti che domani dovrebbero sbarcare nel porto di Trapani, migranti e basta, perchè fino al rigetto definitivo della domanda di asilo non si possono definire migranti economici, potrebbero essere, almeno in parte, i primi che sperimenteranno il trattenimento amministrativo a scopo di identificazione nel nuovo HOT SPOT di Trapani Milo, la cui capienza è stata portata ( forse anche con il ricorso alle tende) da 140 a 450 posti. Non si tratta che del vecchio CIE che ormai era sottoutilizzato, dopo le ultime modifche adottate dal governo italiano sulla durata del trattenimento ( massimo tre mesi) e sulle moalità di riconoscimento in base ai nuovi accordi bilaterali che prevedono procedure sommarie. 

 http://www.unitademocraticagiudicidipace.it/2015/07/26/prefetto-di-trapanicie-di-milo-sara-chiuso-e-trasformato-in-hotspot/

Si riconferma intanto il ruolo essenziale dei salvataggi operati dalle navi umanitarie dopo che il 30 giugno è partita l'operazione ( in parte ancora solo sulla carta) EUNAVFOR MED. Sembra che da quella data le navi dell'operazione FRONTEX/TRITON si siano di nuovo ritirate, probabilmente verso le acque maltesi, e l'unico mezzo di TRITON che sembra operativo, a parte qualche aereo, è un grosso rimorchiatore antincendio svedese, la POSEIDON che dopo le azini di soccorso viene inviato fino a Taranto, dove stanno preparando un'altro HOT SPOT, perdendo giorni preziosi per i trasferimenti, durante i quali non può certo operare in assetti SAR ( ricerca e alvataggio) a sud di Malta e Lampedusa.

http://www.trapanioggi.it/il-cie-di-milo-diventa-hotspot-per-identificazione-migranti/  

La nave irlandeseLE NIAMH  che effettua numerosi salvataggi a nord della costa libica, secondo quanto afferma il governo irlandese, fa parte di una missione umanitaria in Mediterraneo definita "Pontus".  Il governo inglese ha già chiarito che la sua nave Enterprise non opera all'interno del dispositivo Frontex/TRITON. Ed adesso abbiamo l'ennesima conferma che le navi tedesche che operano dentro la missione EUNAVFOR MED non svolgono, non hanno svolto nelle ultime tre settimane, alcuna operazione di ricerca e salvataggio.

Dobbiamo sostenere tutti la missione tedesca Sea-Watch, che oltre a salvare vite umane nel Mediterraneo denuncia da alcuni giorni il sostanziale disimpegno delle navi finanziate da Frontex e di quelle, anche tedesche, ricomprese nell'operazione EUNAVFOR MED. E dobbiamo fare circolare le informazioni, perchè ci sono istruzioni precise, contenute in documenti dell'Unione Europea, che dopo ogni avvenimento tragico come il decesso di migranti durante le traversate, tendono a spostare l'attenzione sugli arresti degli "scafisti" in modo che l'opinione pubblica non si possa interrogare troppo sull'utilizzo ( e sui costi economici ed umani)  delle navi inviate per la "difesa dei confini", per impedire una "invasione" e per "mettere in sicurezza" il territorio europeo di fronte al rischio, che alcuni paventano, di possibili infiltrazioni terroristiche.

Oggi la nave umanitaria Sea Watch ha fatto rientro a Lampedusa, per rifornimenti, ma si corre il rischio che, dopo queste denunce, le autorità militari vogliano tenere alla larga testimoni troppo scomodi, anche se questi stessi testimoni potrebbero risultare preziosi per salvare vite umane. Gli allarmi si continuano a susseguire, ed oltre alle nabi umanitarie interviene di nuovo un numero crescente di mezzi mercantili, con tutti i rischi che questi interventi comportano.

 http://sea-watch.org/

http://watchthemed.net/

E la situazione non è meno tragica nel Mare Egeo tra la Turchia e le isole greche 

http://www.proasyl.de/de/news/detail/news/humanitaere_katastrophe_in_der_aegaeis_griechenland_geht_in_die_knie_europa_versagt/

Queste le notizie sul disimpegno di Frontex e di EUNAVFOR MED, già presenti nel Mediterraneo centrale,  apparse sulla stampa tedesca. E va detto che per tutto giugno le navi tedesche presenti nell'operazione Triton di Frontex, avevano contribuito al salvataggio di migliaia di migranti a nord della costa libica. Evidentemente ci deve essere stato un'avvicendamento tra le operazioni Frontex/Triton e l'operazione EUNAVFOR MED, con una riduzione dell'area di intervento delle unità da guerra, probabilmente più impegnate nelle esercitazioni in vista di un possibile attacco in Libia, che nello svolgimento delle attività di ricerca e salvataggio a sud di Malta e Lampedusa, fino alle 138 miglia che erano state decise a Bruxelles dopo la strage del 18 aprile 2015. Una strage che aveva già messo in evidenza l'inadeguatezza della missione europea Frontex/Triton nello svolgimento delle attività SAR (Ricerca e salvataggio) in acque internazionali, attività richieste peraltro a qualsiasi nave dalle Convenzioni sul diritto del mare.



"Schon vor Beginn des Einsatzes im Mai war klar, dass die Bundeswehrschiffe sich an der Antischleuser-Misson der Europäischen Union, der Operation Eunavfor Med, beteiligen würden. Diese startete am 30. Juni – just nachdem die Bundeswehr nicht mehr zu Rettungseinsätzen ausgerückt war.
Warum in den fraglichen drei Wochen keine Rettungseinsätze mehr unternommen wurden, beantwortete die Bundeswehr nicht. Sie erklärte lediglich, an den Schiffen seien Umrüstungen für die EU-Mission notwendig gewesen. Nun sammeln die deutschen Schiffe „Informationen über die kriminellen Netzwerke der Schleuser“, etwa mit Seeradaren oder durch Befragung geretteter Migranten. Die „Aufgabe Seenotrettung“ bleibe aber „weiterhin bestehen“, so eine Sprecherin.
„Wo sind die eigentlich?“
Ruben Neugebauer, Sprecher der Sea Watch, sagte, wenn seine Organisation Schiffbrüchige entdecke und an die italienischen Behörden Notrufe absetze, sei das nächste Schiff oft viele Stunden entfernt. „Und wenn wir gezielt nach Militärschiffen fragen, heißt es immer, es seien keine in der Gegend. Da fragen wir uns natürlich, wo sind die eigentlich?“
Rainer Arnold, verteidigungspolitischer Sprecher der SPD, nahm die Marine hingegen in Schutz: Die „Erkundungsphase“ der Schlepperbekämpfungsmission laufe derzeit „zusätzlich zur Rettung automatisch mit“.
Die Linken-Abgeordnete Ulla Jelpke sagte, die Zurückhaltung der Bundeswehr wundere sie „überhaupt nicht.“ Statt Flüchtlinge zu retten, würden nur Schleuser bekämpft. Der Grüne Omid Nouripour sagte, es erscheine wie ein „zynisches Schaulaufen, wenn man Hilfe suggeriert, die gar nicht da ist“. Langfristig müsse eine gut finanzierte, zivile Seenotrettung eingesetzt werden.

http://www.taz.de/Bundeswehr-im-Mittelmeer/!5212655/ 

Questa la lettera comunicato della scorsa settimana diffusa dall'organizzazione umanitaria tedesca Sea Watch 

Dear Sirs,
Our ship, the MS Sea-Watch, is now, after rescuing 587 people in 6 separate rescue missions on the way back from its second operation, and arrived in Lampedusa yesterday evening. „Our crew being on a constant rescue mission for six days shows that we are exactly what is needed here. However, it also shows that the European Union does not seem to take sea rescue seriously“ says the initiator of Sea- Watch, Harald Höppner.
“Not a single day passed out here without a rescue mission, we have in the meantime used up all our life rafts and have to return to Lampedusa to take new rescue devices on board “ says Sea-Watch skipper Ingo Werth. “We would like to thank very much the organizations MSF (Doctors Without Borders) und MOAS, who also do excellent work here, for the fantastic cooperation. We would also like to thank the Italian coast guard for the great cooperation – but we do ask ourselves what the ships of the EU mission Triton and EUNAVFORMED are actually doing. We have not seen them here!“
During the operation of the MS Sea-Watch, which has already been going on since 05 July 2015, the MS Sea- Watch was sometimes the only ship available for sea rescue in the area of the Libyan coast as the ships of the MSF and MOAS also have to keep returning to land to drop of the rescued people. “But we cannot be everywhere at once“, explains Skipper Ingo Werth. “In the case of one sinking rubber dinghy we literally arrived in the last second and could save 116 people on two of our life rafts.” One seriously injured person was given first aid by our doctors on board the MS Sea- Watch. If we hadn’t found the dinghy just in time, the majority of those people would most likely have drowned. “
„We feel left alone by the European Union and the Federal Government “, says Sea-Watch initiator Harald Höppner. “Where are the “Schleswig Holstein “and the “Werra“? The European Union is responsible for the desolate situation on the Mediterranean Sea, they force the people onto boats that are absolutely not seaworthy, because they block all the legal ways into the EU for them. Therefore it cannot be the task of the civil society to take over the sea rescue“, Höppner continues. “We ask ourselves, what is happening with the funds which were increased for the Frontex mission Triton after the boat disasters in April, the funds which were intended for sea rescue. Where are the ships? “
„The situation as we experienced it in the area leaves the impression that the rescue mission of the
Bundeswehr was nothing but a mere PR activity. If they really cared about the rescue they would still be cruising here at the 24-mile zone in front of Libya’s coastline. The majority of the boats we found did not have a satellite phone on board and so could not send distress alerts. Those people can only be rescued when someone is actively looking for them “says skipper Ingo Werth. ”The Bourbon Argos of the MSF alone twice took rescued refugees from us on board and took them back to land whilst we continued our mission. We would like to thank the MSF for their support and the great cooperation, but at the same time also hold the EU responsible „ says Höppner.
„We are glad that we could save almost 600 human lives during our second operation. However, the
operation of the MS Sea-Watch once again shows how desperate the situation is on the Mediterranean Sea. Legal ways to get into the EU finally have to be opened for those people, everything else will not solve the situation in this area in the long term. As long as those people are still forced onto the boats, there will always be tragedies. However, as an immediate emergency measure, we strongly request the European Union to take over their responsibility in the sea rescue and finally send more ships into the sea near Libya which actually run rescue missions themselves. Anything else is negligence and failure to render assistance! “


Please see the following link for photos
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Please see our YouTube channel for videos:
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Le organizzazioni umanitarie stanno davvero mettendo Frontex con le spalle al muro, in tutti i settori nei quali esercita i suoi poteri di polizia di frontiera, dunque anche nel Mediterraneo centrale ed orientale e nei paesi di transito in Africa. I diritti umani non devono restare soltanto una formula evocata sulla carta nelle Convenzioni e nei Regolamenti europei. E Frontex rimane disciplinata da Regolamenti dell'Unione Europea, la conformazione delle sue missioni non dipende soltanto dalla cooperazione pratica che si stabilisce tra le forze di polizia dei diversi paesi. Sarebbe tempo che il Parlamento europeo si riappropriasse delle sue funzioni di controllo. Non è solo questione di budget. Ne và di mezzo la vita umana.

 
martedì 28 luglio 2015

Anche le navi inglesi non fanno parte degli assetti FRONTEX/TRITON. EUNAVFOR MED stenta a decollare ma fervono i preparativi di guerra nel Mediterraneo mentre i migranti continuano a morire. Il governo Renzi approva per decreto legge EUNAVFOR MED.


Adesso abbiamo la conferma che le navi militari inviate nel Mediterraneo dalla Gran Bretagna, dopo la strage del 18 aprile 2015, e dopo la "triplicazione" dell'operazione Triton di Frontex, non operano all'interno del dispositivo gestito dall'agenzia di Varsavia, che adesso ha aperto una sua sede decentrata a Catania. Un avamposto per negare i diritti umani.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/07/migranti-le-critiche-delle-associazioni.html?spref=fb

Gli inglesi confermano anche che la loro nave Enterprise, una nave oceanografica inviata a luglio in Mediterraneo, al posto della grande nave da guerra Bulwark, già operativa davanti alle coste libiche nei mesi di maggio e di giugno, NON ha ancora effettuato alcuna azione di salvataggio. E risulterebbe inserita nel dispositivo EUNAVFOR MED che dunque non contribuisce a salvare vite umane in mare.

 DECISIONE (PESC) 2015/778 DEL CONSIGLIO del 18 maggio 2015 relativa a un'operazione militare dell'Unione europea nel Mediterraneo centromeridionale (EUNAVFOR MED)

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32015D0778&from=IT

 http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32015D0972&from=IT
 
The Royal Navy ship sent to replace the former flagship, HMS Bulwark, on search and rescue missions in the Mediterranean a month ago has yet to rescue any migrants, the Ministry of Defence has said.
The disclosure comes after both David Cameron and the chancellor, George Osborne, tried to reassure MPs that Britain would continue to play a full role despite the replacement of HMS Bulwark with HMS Enterprise, an oceanographic survey ship one fifth of Bulwark’s size.
Labour’s shadow home secretary, Yvette Cooper, called the disclosure “extremely troubling” and called for Cameron to urgently re-establish Britain’s role in search and rescue. The SNP also called for an explanation as thousands of migrants continue to attempt to flee to Europe.
 More than 20,000 refugees and migrants have been rescued between Libya and Italy since HMS Enterprise was sent to the Med at the end of June. On 15 July 2,700 people were rescued from 13 separate boats by German and Italian naval vessels along with other search and rescue ships.An Anglo-French summit on the Mediterranean refugee crisis is taking place in London on Tuesday to discuss ways of developing the drive against the people smugglers and to stem the flow of migrants and refugees, with a particular focus on Calais.
Penny Mordaunt, the armed forces minister, revealed HMS Enterprise’s rescue record in a written parliamentary answer last week which also said HMS Bulwark had rescued 4,747 people during its eight-week search and rescue mission.
“HMS Enterprise has not rescued any migrants since deploying to the Mediterranean to support the common security defence policy operation, EUNAVFOR Med,” Mordaunt wrote in her reply to the SNP’s Stuart McDonald.
 Defence sources said at the time that HMS Bulwark’s replacement would not be part of the EU’s Operation Triton search and rescue operation but would instead carry out a surveillance role under a separate EU naval mission to “identify, capture and dispose” of boats being used or suspected of being used by the smugglers. 

http://www.theguardian.com/world/2015/jul/27/hms-bulwark-replacement-has-yet-to-rescue-any-migrants-in-mediterranean 

 Eppure i mezzi di informazione italiani continuano ad attribuire a Frontex/Triton i salvataggi in acque internazionali, a nord della costa libica, a mezzi diversi, compresi quelli della Guardia Costiera Italiana, che NON fanno parte degli assetti operativi della missione Triton, e che dunque non possono essere neppure conteggiati sul budget che l'Unione Europea ha triplicato dopo la strage del 18 aprile.

http://www.statewatch.org/news/2015/apr/eu-med-crisis-military-ms-pledges.pdf

Invece le fonti inglesi non fanno riferimento a Frontex/Triton  neppure per la nave militare irlandese  LE NAMH che opera all'interno di una missione di salvataggio nel Mediterraneo lanciata dal governo irlandese con il nome PONTUS. Rimane un mistero a cosa serva davvero l'imponente budget che l'Unione Europea aveva destinato a Frontex, e che sarebbe dovuto servire all'invio di almento 12 tra navi e pattugliatori, oltre a diversi aerei ricognitori, di cui non si hanno tracce.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3177652/Bodies-14-migrants-discovered-Irish-Navy-Mediterranean-rescue-operation.html?ITO=1490&ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490

http://www.irishtimes.com/news/ireland/irish-news/l%C3%A9-niamh-to-join-migrant-rescue-mission-in-mediterranean-1.2279448

Un budget sul quale si dovrebbero svolgere indagini rigorose e che sembra destinato in misura crescente all'apertura di sedi di rappresentanza, all'invio con aerei propri di agenti di polizia da un porto all'altro e soprattutto alla messa in opera di accordi bilaterali e di operazioni di rimpatrio forzato, meglio chiamarle "deportations" rende meglio l'idea. Per questo Frontex tratta con paesi che come la Nigeria non garantiscono il rispetto dei diritti umani e non riecono a contrastare efficacemente la corruzione e la tratta.

http://www.eeas.europa.eu/delegations/nigeria/eu_nigeria/political_relations/index_en.htm

https://www.dur.ac.uk/ibru/news/boundary_news/?itemno=13774

In questi ultimi giorni gli unici episodi di salvataggi riferibili a mezzi inclusi nell'operazione Triton di Frontex sono riconducibili a due interventi di un mezzo offerto dalla Norvegia, il Siem Pilot, e di una nave militare tedesca.

http://www.demotix.com/news/8182407/785-migrants-arrive-palermo-aboard-norwegian-military-ship#media-8182364

La vera attività delle navi militari presenti in grande numero a nord della costa libica, alcune delle quali nell'ambito dell'operazione EUNAVFOR MED, altre, quelle italiane, nell'ambito dell'operazione MARE SICURO, non è diretta al salvataggio dei migranti che non possono non vedere, ma alla preparazione degli interventi aerei ( incursioni, droni etc,) in territorio libico, con la scusa apparente di contrastare le organizzazioni di trafficanti, in realtà per mettere in sicurezza i porti e i terminali energetici libici e favorire la costituzione di un governo che rassicuri i paesi occidentali.

http://www.lastampa.it/2015/03/21/esteri/duemila-soldati-aerei-e-otto-navi-ecco-lo-scudo-italiano-antijihad-V7EeEASRakIvO3NNnNY6jN/pagina.html

http://www.ilgiornale.it/news/politica/navi-incursori-e-predator-contro-jihad-nel-mediterraneo-ecco-1107532.html

http://www.analisidifesa.it/2015/06/caos-immigrati-senza-i-respingimenti-assistiti/

http://www.obbiettivomarina.com/om_forum/viewtopic.php?t=47#p168

Si corre il rischio che in un clima di crescente militarizzazione delle acque a nord della Libia e di rinnovati allarmi antiterrorismo, le attività delle navi civili in missione umanitaria, che in questi giorni stanno salvando un grande numero di migranti, siano interdette. La militarizzazione dei soccorsi potrebbe comportare un ennesimo aumento del numero delle vittime in mare, e probabilmente anche a terra, in Libia, se i programmi di bombardamenti aerei saranno portati avanti dall'Unione Europea, anche senza l'approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e soprattutto, senza l'autorizzazione di tutte le diverse autorità libiche.

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-med-military-op.pdf

Preoccupano le scelte italiane. Al comando della missione EUNAVFOR MED c'è infatti la grande portaerei Cavour, un mezzo che sembra più indicato per bombardamenti e incursioni in Libia, piuttosto che per salvataggi in mare.

http://www.onuitalia.com/2015/06/23/migranti-la-cavour-ammiraglia-della-missione-eu-navfor-med/

 DECRETO-LEGGE 8 luglio 2015, n. 99 

Disposizioni urgenti per la partecipazione di personale militare all'operazione militare dell'Unione europea nel Mediterraneo centromeridionale denominata EUNAVFOR MED. (15G00119) (GU Serie Generale n.156 del 8-7-2015)

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/07/8/15G00119/sg

Un intervento militare "europeo" in Libia, sotto le insegne di EUNAVFOR MED, potrebbe cancellare le deboli prospettive di pacificazione, spalancare il campo alle tribù che si richiamano ad Isis e fare precipitare il paese in fondo ad un baratro che avrebbe paragoni soltanto con la situazione devstata e devastante della Somalia. Una situazione che potrebbe risultare davvero contagiosa per i paesi vicini e per l'intero Mediterraneo. A Bengasi si combatte e si susseguono gli attentati, un intervento unilaterale potrebbe fare precipitare la situazione.

http://www.iol.co.za/news/africa/12-troops-killed-in-libya-unrest-1.1892183#.VbiaGPYw9sc

AFP
July 28, 2015, 8:44 pm
https://au.news.yahoo.com/thewest/a/28069554/
 
Brussels (AFP) - EU ministers said they would approve plans Monday for an unprecedented naval mission to stop people smugglers as NATO warned that Islamic militants might be hiding among the flood of migrants crossing the Mediterranean.
The ambitious operation starting in June will involve the deployment of warships and surveillance aircraft off the coast of Libya, the epicentre of the humanitarian disaster unfolding on Europe's southern shores.
The European Union's military plan also includes the possible destruction of smugglers' boats in Libyan waters, although that will require a UN Security Council resolution to be in line with international law.
Already 2015 is shaping up as the deadliest year for refugees crossing the Mediterranean, with more than 1,800 dying this year. In total more than 5,000 have died in the past 18 months.
EU diplomatic chief Federica Mogherini said approval by the 28-nation bloc's foreign and defence ministers at a "very intense" meeting in Brussels would help push the United Nations into action.
"I think that after we take the decision today it is more likely for the Security Council to take a resolution," the former Italian foreign minister said, adding that the naval mission could be operational "within weeks".
Mogherini has insisted there is no question of EU "boots on the ground" in Libya, where political chaos and the rising threat of Islamic State militants make it the main launching point for people risking their lives in flimsy dinghies or overcrowded fishing boats.
- NATO terrorist warning -
Pressure has grown on governments to act after an overcrowded migrant boat sank in the Mediterranean last month, leaving more than 750 dead in a case that sparked international outrage.
But NATO head Jens Stoltenberg, also attending the meeting, warned Monday that fighters from Islamic extremist groups could also be making the crossing, posing an additional security threat.
"One of the problems is that there might be foreign fighters, there might be terrorists trying to hide, trying to blend in among the migrants," Stoltenberg said when asked about reports IS was involved in the exodus.
Stoltenberg said that so far the 28-nation EU had not asked for help from NATO but the alliance was "ready to help if there is a request".
Britain, France, Germany, Italy and Spain have already promised to deploy warships for the mission, a rare joint EU military venture.
British Foreign Secretary Philip Hammond said ministers needed to put together a complete programme, with the current plan "an important first step". He said cooperation with Libya was also key.
German Foreign Minister Frank-Walter Steinmeier said he too expected ministers to approve the proposals, paving the way for initial mission planning.
A final decision, however, depends on a UN Security Council resolution, which Mogherini said she was confident would be forthcoming.
"I have seen no major political resistance" during recent talks at the UN, she said.
Rights groups have criticised the military option, saying it will not solve the problem of complex smuggling networks and of a huge number of people fleeing war and poverty.
- Military option criticised -
Andrew Stroehlein of Human Rights Watch said it was "utter madness".
The headquarters of the mission, called EU Navfor Med, is to be in Rome and will be led by Italian Rear Admiral Enrico Credendino, a European diplomat told AFP.
Brussels wants to take the operation step-by-step, starting by collecting intelligence on the traffickers by using radar, satellite pictures and reconnaissance flights and raiding unflagged boats.
The naval operation is part of a wider EU blueprint launched last week which envisaged sharing the migrant burden more evenly among member states and increased cooperation with source countries to help stem the tide of people seeking a better life in Europe.
The EU has also pledged to boost funding for and step up non-military search and rescue efforts in the Mediterranean.
But parts of the plan -- particularly quotas for distributing asylum seeker arrivals around the EU -- are causing deep divisions.
Britain says it will not take part in the quota system and has received support from France, Hungary, Poland, the Czech Republic, Estonia, Latvia, Lithuania and Slovakia.
lunedì 27 luglio 2015

Operazione umanitaria PONTUS nel Mediterraneo centrale. La nave militare irlandese LE Niamh salva ancora centinaia di migranti mentre Frontex/Triton e l'operazione EUNAVFOR MED sembrano eclissate. E ci sono ancora morti.



Grande esempio di collaborazione nella messa in sicurezza dei migranti raccolti in mare pochi giorni fa, durante la notte, da un mezzo più piccolo della Guardia costiera italiana e trasferiti sulla nave militare irlandese LE Niamh, che dopo sei settimane di impegno della gemella LE Eithne, opera nel Mediterraneo centrale a 50 chilometri a nord della costa libica, nell'ambito dell'operazione umanitaria PONTUS.

Minister for Defence and the Marine Simon Coveney, who flew with Minister for Justice Frances Fitzgerald and Minister of State for Development Seán Sherlock to meet the LÉ Eithne’s crew in Malta this week, said this decision had involved “some risk”.
“I don’t think anyone expected that the crew would be involved in rescuing nearly 3,400 people in less than a six-week period.”
The LÉ Eithne is due to leave Malta to return to Cork harbour today. Asked by journalists how much Operation Pontus, as it is known, was costing, Mr Coveney said he would give a figure at the end of the operation, and said any extension of the mission beyond September would be a matter for the Government. 

http://www.irishtimes.com/news/ireland/irish-news/l%C3%A9-niamh-to-join-migrant-rescue-mission-in-mediterranean-1.2279448 



Ancora oggi, questa mattina, un ennesimo salvataggio della stessa nave irlandese LE Niamh, 50 chilometri a nord della costa libica. Il mare, per fortuna, in questi giorni d'estate, rimane calmo. Ma ci sono ancora almeno 13 morti, cosa succederà quanto arriveranno le burrasche di agosto ? Intanto sono in corso altre operazioni di soccorso, sono coinvolte, oltre a diversi mezzi della Guardia Costiera, sempre le navi umanitarie di MSF e di Sea-Watch, alcuni rimorchiatori, e persino una nave commerciale. Ma questo non lo racconteranno mai.

http://www.breakingnews.ie/ireland/27-children-among-243-people-rescued-by-irish-navy-688404.html

 http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/07/27/immigrazione-13-cadaveri-su-barcone-verso-italia_c27f3270-15b2-41e6-b8aa-4e9ccfe84115.html

 In zona incrociavano due navi umanitarie private inviate da Medici senza Frontiere, la Dignity e la Bourbon Argos, e la piccola nave tedesca Sea Watch, che a ridosso della costa libica, avvista le imbarcazioni che partono dalla Libia, raccoglie gli allarmi, distribuisce salvagenti  e trasmette le chiamate di soccorso non appena si scorgono all'orizzonte le imbarcazioni cariche di migranti, ai quali spesso si impedisce l'uso del telefono.  Di fatto si è creato un dispositivo di soccorso umanitario autonomo rispetto alle missioni militari di contrasto dell'immigrazione gestite dall'agenzia FRONTEX con TRITON che sembrano eclissate, a parte una nave tedesca ed un rimorchiatore norvegese. Ecco la piccola nave umanitaria SEA WATCH.




http://sea-watch.org/it/progetto/obbiettivi-della-missione/

https://www.facebook.com/seawatchprojekt/photos/a.1579563625595046.1073741828.1578640155687393/1629971350554273/?type=1

Nessuna notizia delle attività delle numerose navi che dovrebbero ancora fare parte dell'operazione FRONTEX/TRITON, che sembra ancora presente con un paio di navi, una in particolare non è una nave militare ma un rimorchiatore norvegese, il SIEM PILOT.



In ogni caso, quandi viene dichiarato un evento SAR ( ricerca e soccorso) da parte del Comando generale della Guardia costiera, tutte le navi in zona, mervantili e navi militari della missione FRONTEX/TRITON, se ci sono, sono obbligate ad operare con l'obiettivo primario di salvare vite umane in mare. Intanto però Frontex apre uffici, prepara campi di detenzione ed oprazioni di rimpatrio forzato, ma sembra diminuire il numero degli aerei e delle navi impegnate in mare, che rimangono solo sulla carta.

http://catania.meridionews.it/articolo/35633/migranti-le-critiche-delle-associazioni-a-frontex-catania-avamposto-per-la-negazione-dei-diritti/

http://www.siciliainformazioni.com/159744/base-di-frontex-sicilia-aerei-elicotteri-e-navi-per-triton

Nessuna notizia della missione mlitrare europea EUNAVFOR MED, lanciata agli inizi di luglio e probabilmente in stand-by a causa della mancata autorizzazione da parte delle Nazioni Unite a compiere interventi in acque libiche o addirittura in territorio libico con incursioni mirate "per colpire le organizzazioni di trafficanti". Dove si troverà e cosa starà attendendo ancora la portaerei Cavour sulla quale è insediato il comando dell'intera operazione ?


http://www.analisidifesa.it/2015/07/eunavfor-med-caccia-i-marines-dalla-portaerei-cavour/

2 luglio 2015, pubblicato in Analisi Italia
untitled Contrariamente a quanto pubblicato ieri, apprendiamo da fonti ufficiali che il dispiegamento di un’unità dei marines statunitensi con velivoli MV-22 Osprey sulla portaerei italiana Cavour, previsto per settembre e annunciato dallo stesso USMC (United States Marine Corps), non verrà effettuato, o almeno non nei tempi previsti, a causa dell’impegno dell’ammiraglia della Marina Militare alla guida dell’Operazione Eunavfor Med a guida Ue.
Il Cavour ha lascito il porto di Taranto nei giorni scorsi ed è già alla testa della flotta europea di cui fanno parte per ora una fregata e una rifornitrice tedesca. In arrivo anche l’unità ausiliaria multiruolo britannica Enterprise mentre sono attesi entro luglio contributi da altri Paesi Ue. Oltre alla portaerei Cavour è probabile che la Marina Militare assegni anche un sottomarino all’operazione europea che dovrebbe contrastare i trafficanti di esseri umani in Libia. Eunavfor Med prevede l’impiego di 5 navi d’altura, 2 sottomarini e una ventina di velivoli e dispone di un budget di 11,82 milioni di euro per i primi due mesi di attività.

Alcuni retroscena dell'operazione EUNAVFOR MED, comunicati da fonti certamente bene informate.

http://www.analisidifesa.it/2015/07/eunavfor-med-meglio-non-perdere-altro-tempo/ 

Rimangono anche invisibili, e non sembra contribuiscano alle missioni di salvataggio, le navi dell'OPERAZIONE TUTTA ITALIANA MARE SICURO. Già Mare Sicuro, sicuro per chi?

http://www.lastampa.it/2015/03/21/esteri/duemila-soldati-aerei-e-otto-navi-ecco-lo-scudo-italiano-antijihad-V7EeEASRakIvO3NNnNY6jN/pagina.html

Da CIE ad HOT SPOT. Tentativi di trasformare la prima accoglienza in detenzione per il prelievo forzato delle impronte digitali. In vista operazioni di rimpatrio collettivo affidate a Frontex, per i cd. "migranti economici" e per coloro che arrivano da "paesi terzi sicuri". Qualcuno vuole un CIE in Liguria e chiede il blocco degli sbarchi.


Tra pochi giorni il vecchio CIE di Trapani Milo, dovrebbe essere trasformato in HOT SPOT "chiuso" ed essere destinato al trattenimento amministrativo dei migranti in attesa di identificazione attraverso il prelievo delle impronte digitali. Ecco cosa sono gli HOT SPOTS.

In the European Agenda on Migration, the Commission committed itself to setting up a new
“Hotspot” approach. 

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-com-hotsposts.pdf

 Ecco cosa vogliono fare a Trapani, un grande centro di detenzione per 400 persone, mentre già si faticava a gestire il vecchio CIE di Milo quando gli ospiti erano più di 50. Una autentica follia che si reggerà molto probabilmente con un impiego massiccio di forze di polizia inviate dalle agenzie europee Frontex e EASO.

(AGI) - Trapani, 24 lug.-«Chiuderemo il Cie di Milo trasformandolo in hotspot». A dirlo è stato il prefetto di Trapani, Leopoldo Falco. «E' la conclusione di un percorso. Sostanzialmente si tratterà di una struttura di prima accoglienza chiusa all'interno della quale sarà possibile effettuare il fotosegnalamento. Abbiamo già avviato dei lavori di ristrutturazione ed entro l'inizio di agosto sarà operativa». L'apertura dell'hotspot rientra in un piano di accoglienza applicato dal Ministero dell'Interno che coinvolgerà anche le città di Lampedusa, Porto Empedocle, Pozzallo, Augusta e Taranto. (AGI/Tp2)

" Il Centro di identificazione ed espulsione di Milo cambia destinazione e sarà operativo dal prossimo 1 agosto come “hotspot”. Nella struttura, che sarà dotata di 408 posti letto, si svolgeranno le procedure per il foto segnalamento e il prelievo delle impronte dei migranti che giungeranno, di volta in volta, al porto di Trapani. Lo ha annunciato stamane il prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, nel corso di un incontro con la stampa. “Nell’immediato avremo disponibili più di 200 posti per poi raggiungere la funzionalità completa – ha spiegato Falco – e potremo dare un’accoglienza dignitosa in attesa di distribuire nelle altre regioni i migranti che arriveranno”. In questo tipo di centri, secondo quanto deciso dalla nuova Agenda europea sulle migrazioni, si procede – in teoria entro le 72 ore dall’arrivo – a verificare se gli extracomunitari possono presentare la domanda di protezione internazionale o se devono essere avviate procedure di espulsione e rimpatrio. Presso l'”hotspot” opereranno funzionari dell’European Asylum Support Office, di Frontex e dell’Europol oltre ad uomini delle forze dell’ordine locali.

http://www.trapanioggi.it/il-cie-di-milo-diventa-hotspot-per-identificazione-migranti/ 

http://www.tp24.it/notizie-inchieste-eventi-a-trapani/migranti-ecco-come-cambia-il-sistema-dell-accoglienza-il-cie-di-milo-diventa-hotspot/93289 

Anche nei Centri di primo soccorso ed accoglienza (CPSA) come quelli di Pozzallo e Lampedusa si doveva restare trattenuti per un massimo di 48-72 ore, e invece la norma è diventata la detenzione amministrativa per oltre 96 ore, in assenza di un provvedimento giurisdizionale di convalida e senza diritti di difesa, come l'accesso ad un avvocato esterno, in contrasto con gli articoli 13 e 24 della Costituzione italiana. Vedremo adesso cosa succederà a Trapani Milo, dove in passato i livelli di conflittualità erano già altissimi. 

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/06/28/news/rivolta_degli_immigrati_al_cie_di_milo_due_arresti-90225479/?refresh_ce 

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/06/09/news/pezzo_principale-36856562/

  
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/06/09/news/cie_le_galere_fuorilegge-36862905/ 

http://video.repubblica.it/le-inchieste/trapani-il-cie-della-vergogna-violenza-tra-i-cancelli-colorati/97978/96360 


Come si vede a Trapani i problemi nella gestione del CIE di Milo non erano mai mancati. Adesso che lo si vorrebbe trasformare in HOT SPOT, come e da chi sarà gestito ?

http://www.tp24.it/2015/01/15/immigrazione/migranti-la-gestione-del-cie-di-trapani-milo-va-a-badia-grande-ma-con-una-clausola/88673


Trapani è sempre stato terreno di sperimentazione della detenzione amministrativa. Si aprì in quella città il primo centro di detenzione amministrativa in Italia, il famigerato "centro di permanenza temporanea ed accoglienza" (CPTA) in Italia, nell'estate del 1998, dopo l'approvazione della legge 40, la "Turco-Napolitano", e dopo un viaggio dell'allora ministro dell'interno Giorgio Napolitano a Tunisi, per la firma di un accordo bilaterale di cooperazione e di riammissione.

http://www.didaweb.net/risorse/scheda.php?id=5244

 http://www.meltingpot.org/Perche-la-tragedia-del-Vulpitta-non-si-ripeta-piu.html#.VbXz9PYw9sc

http://www.meltingpot.org/Diritti-sotto-sequestro-Lo-Stato-italiano-condannato-a.html#.VbXzXfYw9sc

http://www.meltingpot.org/Sentenza-del-Tribunale-di-Palermo-n-2976-dell-11-giugno.html#.VbXzm_Yw9sc

http://www.mediciperidirittiumani.org/pdf/ARCIPELAGOCIEsintesi.pdf

Anche oggi Trapani rimane un luogo nel quale si sperimentano nuove pratiche di trattenimento amministrativo, dopo l'esperienza fallimentare del 2011 quando, nel corso dell'emergenza Nord-Africa si tentò di trasformare una tendopoli, in località Kinisia, a pochi chilometri dalla città, in un centro di detenzione per migranti da espellere. Un esperimento fallito presto.

 http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_12562_16

http://www.meltingpot.org/Diritti-sotto-sequestro-Emergenza-Nord-Africa-tra-prassi.html#.VbXtkfYw9sc

http://www.trapanioggi.it/kinisia-si-smantella-la-tendopoli/

Intanto i CIE ritornano in auge e qualcuno vorrebbe aprirne uno in Liguria, magari pensando agli "irriducibili" che a Ventimiglia chiedono ancora di potere passare in Francia o a quelli che la Francia ci rimanda indietro.

"Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta così la proposta lanciata dalla sua vicepresidente Sonia Viale di realizzare un centro di identificazione ed espulsione in Liguria. “Sul tema dell’immigrazione – prosegue il Governatore si è fatta troppa confusione accomunando profughi, richiedenti asilo e clandestini e si e’ fatta troppa confusione su un piano di smistamento del 2014 che non si e’ mai verificato fino in fondo. Abbiamo chiesto al ministro Alfano e al presidente del Consiglio Renzi di essere ovviamente coinvolti perche’ vogliamo collaborare anche al di la’ delle competenze della Regione che in materia di immigrazione sono veramente poche”.
“Vogliamo risposte chiare da parte del governo sia dal punto di vista dell’identificazione di chi entra, sia su come bloccheremo gli sbarchi, visto che stiamo parlando di 200mila arrivi a fine anno a consuntivo”.

http://www.genova24.it/2015/07/emergenza-immigrazione-il-governatore-toti-un-cie-in-liguria-proposta-sensata-92239/

http://www.genova24.it/2015/07/cie-in-liguria-in-sindacati-dicono-no-basta-propaganda-regione-lavori-per-accoglienza-migranti-92362/

L'Unione Europea, stravolgendo le competenze dei suoi organi legislativi, ha approvato da alcuni mesi nuove regole per inasprire le modalità di identificazione dopo lo sbarco e selezionare più rapidamente i migranti ritenuti "economici" o provenienti da "paesi terzi sicuri", per bloccarli in localitù vicino ai punti di sbarco nella prospettiva di respingerli con i voli di rimpatrio affidati all'agenzia Frontex.

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-AVRAMOPOULOS-migration-letter-to-eu-ministers.pdf

L'Italia sta cercando di recepire la categoria di "paesi terzi sicuri" per semplificare le procedure e per respingere celermente le domande di protezione delle persone che provengono da questi paesi. Per ottenere questo risultato occorre trasformare i cantri di accoglienza in centri di detenzione. 

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/15/05/20/cir-immigrati.html?cronaca

Ma in poche settimane non è certo possibile istituire centri di trattenimento amministrativo per decine di migliaia di persone, e si adotteranno le consuete soluzioni arbitrarie e illegittime affidate alla gestione delle forze di polizia, adesso rinforzate dalle squadre di Frontex. Il tentativo di una detenzione generalizzata di tutti i migranti che dovrebebro essere identificati attraverso il prelievo immediato delle impronte digitali non potrà che fallire. Mancano le risorse e soprattutto le basi legali. E la catastrofe dei centri di accoglienza in Italia è nota ormai in tutta Europa.

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/11756705/Migration-centres-to-close-after-people-were-being-treated-like-animals.html

Il Regolamento di attuazione delle norme attuative delle Direttive dell'Unione Europea in materia di accoglienza e procedure di protezione internazionali risulta già superato dai fatti e dalle nuove norme interne che dovranno adottarsi per dare attuazione alle Direttive 2013/32/UE e 2013/33/UE. La categoria di "paesi terzi sicuri" non può essere introdotta in Italia per decisione delle autorità amministrative.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-03-05&atto.codiceRedazionale=15G00029&elenco30giorni=false

http://statewatch.org/news/2015/jul/eu-safe-countries-drafts.html

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/934889/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione11-h1_h13

Per non fare trapelare la reale portata dei nuovi/vecchi luoghi di trattenimento amministrativo, al di fuori dei principi costituzionali (che prevedono limiti alla detenzione praticata dalla polizia in assenza di un provvedimento di un giudice e diritti di difesa da esercitare effettivamente, e non solo sulla carta) si è scelta la lingua inglese e si sono inventati gli HOT SPOTS "chiusi", perchè sembra che ci saranno quelli "aperti". In questi luoghi si dovrebbero prelevare le impronte digitali, anche con il ricorso "moderato" e "proporzionato" all'uso della forza, anche nei confronti di minori e donne in stato di gravidanza. Altri HOT SPOTS dovrebbero essere istituiti a Lampedusa, Porto Empedocle, Pozzallo, Augusta e Taranto, luoghi di sbarco dalle navi che soccorrono i migranti a nord della costa libica, e non solo.

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-com-hotsposts.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/feb/forced-fingerprinting.htm

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-jha-council-a-points-agenda.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-council-compulsory-finger-printing-of-migrants-11013-15.pdf

I documenti che pevedono queste strutture, adottati dal Consiglio o dalla Commissione Europea, mai approvati dal Parlamento Europeo o dai Parlamenti nazionali, sono estremamente generici, e privi di base legale, perchè in assenza di provvedimenti legislativi nazionali o di Regolamenti europei, che hanno natura di atti legislativi e rientrerebbero nella "riserva di legge" prevista per le misure limitative della libertà personale, affidano di fatto alla polizia la decisione di limitare la libertà personale a scopo di identificazione. Trattenimento che si ptrebbe protrarre per una durata indeterminata e senza le garanzie giurisdizionali imposte dalle Costituzioni nazionali, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, dalle Direttive e dai Regolamenti europei che legano il trattenimento amministrativo ad un "pericolo di fuga" che deve essere documentato caso per caso, con le garanzie di una convalida giurisdizionale.

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-war-on-migrants.htm

http://www.meltingpot.org/Firenze-Il-GDP-annulla-l-espulsione-ed-il-decreto-di.html#.VbX32_Yw9sc

Nei luoghi di sbarco ed alle frontiere va garantita una immediata informazione sulla possibilità di chiedere asilo, e tutti coloro che lo vogliono devono essere messi nelle condizioni di accedere alla procedura.

 Corte di cassazione
Sezione VI civile
Ordinanza 25 marzo 2015, n. 5926

Con ordinanza 5 giugno 2014, n. 12609, questa Corte si è adeguata agli sviluppi della giurisprudenza CEDU (in particolare le sentenze 8 febbraio 2011, ric. n. 12921/04, Seferovic c. Italia, e 10 dicembre 2009, ric. n. 3449/05, Hokic e Hrustic c. Italia) in tema di interpretazione dell'art. 5, § 1, della Convenzione, quanto alla definizione della nozione di arresto o detenzione "regolari" disposti nel corso di un procedimento di espulsione. Precisando il proprio consolidato orientamento, secondo cui al giudice della convalida del trattenimento o accompagnamento coattivo dell'espulso alla frontiera non è consentito alcun sindacato di legittimità sul sottostante provvedimento espulsivo, del quale deve limitarsi a verificare soltanto l'esistenza e l'efficacia, questa Corte ha affermato che tale giudice è investito anche del potere di rilevare incidentalmente, ai fini della decisione di sua competenza, la "manifesta" illegittimità del provvedimento espulsivo, da intendersi in concreto nei sensi ricavabili dalla medesima giurisprudenza CEDU.
3.4. - Il Giudice di pace, perciò, avrebbe dovuto darsi carico di verificare la fondatezza della censura (cui si fa cenno nel sintetico verbale dell'udienza di convalida) d'illegittimità del decreto di respingimento per non essere stato il ricorrente informato sulla possibilità di presentare una domanda di protezione internazionale, e avrebbe dovuto verificarne, per quanto possibile, la fondatezza e comunque statuire su di essa.
Di una tale verifica o statuizione, invece, non vi è traccia nel provvedimento impugnato, che va pertanto cassato senza rinvio essendo spirato il termine perentorio previsto dall'art. 14 d.lgs. n. 286 del 1998, cit., per la convalida del trattenimento".

http://www.eius.it/giurisprudenza/2015/054.asp

Nei luoghi in cui si realizza il trattenimento amministrativo dei migranti vanno garantiti i diritti di difesa ed il diritto al contraddittorio. Quello che vale per i CIE vale anche per gli HOT SPOTS chiusi.

https://codadirittoasilo.wordpress.com/2015/07/27/corte-di-cassazione-allinterno-dei-c-i-e-deve-essere-garantito-il-contraddittorio-durante-le-udienze/

 In Italia in una riunione del Consiglio dei ministri nel mese di maggio si era approvato uno schema di decreto legislativo che prevedeva il trattenimento amministrativo dei richiedenti asilo, in un numero di casi maggiore di quanto non si verifichi oggi, ma quel provvedimento non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e dunque non è applicabile, a fronte della evidente impossibilità di adottare misure di accoglienza/detenzione a decine di migliaia di persone alle quali non si riesce a garantire neppure un tetto ed una accoglienza dignitosa, neppure nel caso di minori  non accompagnati e di vittime di tortura, oltre un terzo di tutti i migranti che in questi giorni vengono sbarcati nei porti italiani.

http://www.camera.it/leg17/682?atto=170&tipoatto=Atto&leg=17&tab=1#inizio

http://www.asgi.it/media/comunicati-stampa/mancanza-norme-chiare-accoglienza-conflitti-sociali-asilo-roma-treviso-accoglienza-italia/

http://ninofezzacinereporter.blogspot.it/2015/07/incertezza-ed-eterna-emergenza-una.html

http://www.europeanrights.eu/public/commenti/I_commento_Tria.pdf

Migranti che adesso si troveranno davanti ad altri "trattamenti inumani o degradanti" , almeno quelli che saranno effettivamente trattenuti nei nuovi HOT SPOTS "chiusi", i vecchi centri di identificazione ed espulsione, i CIE, o altre strutture comunque "difendibili", con alte mura e cancelli, come le caserme dismesse, all'interno dei quali si vorrebbero montare tende per recludere piutosto che per accogliere persone che provengono in largissima parte da territori dai quali sono dovute fuggire per salvare la vita. Chi non la rischiava nel paese di origine è stato esposto per mesi, in Libia, a torture ed abusi di ogni genere. Per chi proviene da quel paese non è possibile fare alcuna distinzione tra "migranti economici" e "richiedenti asilo".

http://www.independent.com.mt/articles/2015-07-26/local-news/Grave-abuses-of-young-migrants-in-Libyan-detentions-centres-6736139476

http://www.limesonline.com/i-migranti-invisibili-che-vengono-dal-futuro/83135

Di fronte a questa ulteriore involuzione del sistema italiano di prima accoglienza una responsabilità sempre più grande incomberà sulle associazioni e su tutti coloro che, operando anche all'interno di strutture e servizi pubblici, saranno coinvolti nelle attività di prima accoglienza dopo lo sbarco. In tutte le città portuali di sbarco e nei centri dove saranno istituiti HOT SPOTS chiusi occorrerà vigilanza e capacità di pronto intervento, attraverso reti indipendenti di operatori sociali, esperti legali, giornalisti e medici. 

http://m.livesicilia.it/2015/07/25/in-785-sbarcano-a-palermo-tra-loro-27-minori_651137/


Ci sono diversi aspetti che il variegato mondo delle associazioni di volontariato devono riconsiderare. Nessuno e' perfetto e gli interventi subito dopo lo sbarco non possono essere affidati allo spontaneismo. Occorre che la società civile crei delle "unità di crisi" a livello locale.

http://palermo.gds.it/2015/07/26/indumenti-e-aiuto-per-migranti-minori-lappello-del-centro-telesino_388110/

Occorre ottenere un tavolo di confronto con le prefetture.  
Ci sono problemi gravissimi da risolvere per garantire sicurezza ed accoglienza ai minori non accompagnati . Devono andare solo in strutture accreditate. 
Le potenziali vittime di tratta vanno identificate e seguite anche nei centri di prima accoglienza, che non devono però diventare luoghi di detenzione amministrativa.
Le procedure di asilo vanno avviate immediatamente e non possono durare oltre due anni, come avviene attualmente. Al massimo in sei mesi occorre dare uno status di soggiorno legale e consentire i ricongiungimenti familiari superando le storture del Regolamento Dublino III.

http://www.articolo21.org/2015/06/il-piano-b-sullimmigrazione-esiste-gia-tutte-le-proposte-delle-associazioni/

Emergeranno ancora più evidenti le contraddizioni di tutte quelle organizzazioni "embedded", in convenzione con il ministero dell'interno, che prestano la loro attività "umanitaria" in modo da risultare funzionali alle logiche di trattenimento amministrativo e di selezione sommaria dei migranti, in vista di un loro possibile allontanamento forzato verso i paesi di origine. Anche se in quei paesi si ripetono gravi violazioni dei diritti umani e domina la corruzione e la collusione tra polizie e trafficanti.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/06/statewatch-anticipa-la-bozza-di.html

La collaborazione con i paesi terzi, anche con quelli caratterzzati da una dittatura militare o in mano a governi criminali, come nel caso del Sudan, è la direzione nella quale ci si muove con crescente determinazione nell'ambito del cd. Processo di Khartoum sotto l'occhio attento degli ispettori di FRONTEX e degli agenti di EASO., l'agenzia europea che dovrebbe supportare i paesi dell'Unione maggiormente in difficoltà per l'elevato numero di arrivi e di richieste di protezione internazionale. In questa direzione la Converenza europea prevista a Malta il prossimo mese di novembre.

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-council-november-015-migration-valletta-conference-orientation-debate-10387-15.pdf


Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro