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lunedì 28 dicembre 2015

A Palermo vince ancora la solidarietà.Fino a quando ? Sbarco di oltre 900 migranti dalla nave SIEM PILOT di FRONTEX. Decisivo il ruolo dei volontari, il nuovo Arcivescovo apre le porte. Sbarco "blindato" a Catania. Respingimenti collettivi anche a Siracusa ed Agrigento.





Oggi al porto di Palermo ancora uno sbarco all'insegna della solidarietà e dell'accoglienza. Presente il nuovo Arcivescovo della città che ha aperto le porte di alcune strutture della chiesa per oltre 130 persone, prendendo direttamente in carico i casi più vulnerabili. Davvero uno splendido inizio. Funziona ancora il coordinamento tra Comune, presente il Sindaco Orlando al porto, la Prefettura e la Questura. Non ci sono quegli sbarramenti che caratterizzano altri porti siciliani, come Catania, sede di Frontex.  E ognuno contribuisce con tutte le sue energie, sia tra gli agenti istituzionali che tra i volontari.

Per il resto, a parte la scarsa presenza delle grandi agenzie umanitarie e le informazioni trasmesse in gruppo, che non facilitavano certo la costruzione dei necessari rapporti di fiducia, utili anche per le preidentificazioni, la macchina dell'accoglienza ha funzionato, con una bassa soglia di militarizzazione che ha contenuto le tensioni. Molti migranti che uscivano sui bus dal porto apparivano sorridenti, malgrado le tragedie che si erano lasciati alle spalle. Essenziale la presenza dei volontari che si sono prodigati anche nella individuazione dei soggetti più vulnerabili e delle potenziali vittime di tratta.

Assai critica soltanto la situazione dei minori stranieri non accompagnati, per i quali non è facile garantire protezione con sistemi di trasferimento così rapidi da impedire identificazioni certe ed attribuzione dell'età. Soprattutto nel caso delle giovani nigeriane occorrerebbe predisporre team specializzati in banchina per individuare i casi di potenziali vittime di tratta, che talora possono essere anche accompagnate da donne più grandi che fanno da "sister" e che di fatto sono i terminali dell'organizzazione. Ma su questo non molliamo.

https://tutmonda.wordpress.com/2015/08/17/dallo-sbarco-in-banchina-al-mercato-del-sesso-se-politiche-e-prassi-istituzionali-favoriscono-la-tratta-invece-di-combatterla-di-fulvio-vassallo-paleologo/

Occorre monitorare i centri di accoglienza nei quali queste ragazze, spesso appena quattordicenni, vengono trasferite, succede pure che finiscano in zone della Campania, come a Giugliano o a Castelvolturno nelle quali sono fortemente radicate organizzazioni criminali nigeriane. Su questo ognuno per la sua parte deve intervenire. Non è un problema solo siciliano, riguarda tutta l'Italia ( e l'Europa). Se un giorno soltanto smettessero di parlare di scafisti e rivolgessero il loro impegno verso la protezione delle vittime del traffico e della tratta. Ne guadagnerebbero tutti, in legalità e sicurezza.

http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/palermo/

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/12/arrivati-931-migranti-palermo-oltre-200.html

http://www.palermomania.it/news.php?palermo-sbarcati-al-porto-931-migranti-sul-molo-anche-don-lorefice&id=79945

http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/palermo/cronaca

Problemi gravi ed ancora irrisolti per i minori non accompagnati, in numero ancora crescente.

http://palermo.gds.it/2015/12/28/sbarcati-a-palermo-931-migranti-tra-loro-26-minori-identificati-scafisti-dalla-polizia_454766/

Questi gli orrori da cui fuggono i migranti intrappolati in Libia. Senza canali umanitari si arricchiscono ancora i trafficanti e non basta arrestare i soliti "scafisti per caso". Occorre battere la tratta rinforzando le reti di solidarietà e sorvegliando i centri di accoglienza, non per preparare respingimenti od espulsioni, ma per proteggere minori e soggetti vulnerabili e per impedire che diventino zone franche, chiuse agli attivisti ed ai cittadini solidali, quelli che nelle schede informative vengono definiti ormai "antirazzisti", come se fosse indizio di pericolosità, mentre nessuno interviene per fermare i trafficanti che continuano a speculare sulla "loro" merce umana anche in Europa.

http://www.girodivite.it/Carcere-Libia.html

Proprio alla vigilia del sedicesimo anniversario della strage del Serraino Vuplitta, a Trapani, il vecchio CPT nel quale, il 29 dicembre 1999, persero la vita, a seguito di un rogo divampato dopo una protesta, ben sei persone, nel centro di identificazione ed espulsione di Trapani-Milo, riadattato con un aumento esponenziale di posti letto,va a regime l'Hot Spot che doveva già aprire il 3 agosto scorso.

http://www.lasciatecientrare.it/j25/italia/news-italia/162-comunicato-stampa-lasciatecientrare-che-la-trasformazione-del-cie-di-trapani-milo-in-hot-spot-venga-bloccata

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/12/immigrati-apre-trapani-lhotspot.html

https://coordinamentoperlapacetp.wordpress.com/2015/12/27/hotspot-a-trapani-ritorno-al-passato/

http://www.meltingpot.org/Storie-da-un-lager-un-libro-bianco-sul-CPT-Serraino.html#.VoGl2odzOM8

Ma è probabile che la maggior parte dei marocchini sbarcati oggi dalla Siem Pilot di Frontex a Palermo finiranno anche loro con un provvedimento di respingimento in mano, in mezzo ad una strada, con l'intimazione a lasciare entro 7 giorni ( seven days) il territorio nazionale.

Ricevo dalla Rete Antirazzista catanese

30° sbarco del 2015 a Catania
Si stanno concludendo le operazioni di sbarco dalla nave della Guardia Costiera CP 940 di 114 migranti, fra cui 15 minori di provenienza dall’Africa sub sahariana. Come al solito presenti operatori di Frontex e la polizia scientifica per prendere le impronte digitali e si compilano in pochi minuti questionari per dividere i migranti “economici” dai potenziali richiedenti asilo; presenti anche 2 autobus della ditta rumena Talassib.
Purtroppo nonostante in quest’anno i nostri attivisti abbiano monitorato la maggioranza degli sbarchi, stavolta l’ingresso dell’imbarco era presidiato dalla polizia di stato ed un nostro attivista dopo l’ingresso di pochi minuti è stato fermato dalla dott. Paglialunga della Questura di Catania ed accompagnato fuori, poiché, secondo nuove disposizioni della Prefettura di Catania, agli sbarchi potrebbe accedere solo personale “autorizzato”. In base a quale criterio?
E’ una vergogna per Catania che si concluda l’anno con questa grave discriminazione politica di attivisti antirazzisti che da anni costruiscono dal basso iniziative solidali di reale accoglienza per tutti/e i/le migranti. Sarà la presenza di Frontex a restringere e discriminare gli spazi di agibilità democratica delle associazioni solidali?
Ct 28/12/2015 Rete Antirazzista Catanese


http://fra.europa.eu/en/news/2015/making-asylum-fingerprinting-rights-compliant

Sbarchi "blindati" dunque a Catania ed ennesima raffica di provvedimenti di respingimento "differito" con abbandono dei migranti in mezzo ad una strada. Ormai a Catania si usa così. ma nei Centri di identificazione ed espulsione non ci può entrare più nessuno. I pochi posti sono sempre pieni. Quando riescono si tenta la carta dei respingimenti diretti verso la Tunisia, l'Egitto, la Nigeria.

http://meridionews.it/articolo/39337/migranti-protesta-davanti-questura-di-agrigento-sbarco-blindato-a-catania-colpa-di-frontex/

Ormai di posti nei CIE in Italia, dopo la chiusura quasi completa dei CIE di Torino e Roma, se ne contano meno di 400, tanto perchè si sappia.

http://www.articolo21.org/2012/12/dal-cie-di-ponte-galeria-una-fotografia/

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/12/11/news/pontre_galeria_protesta_degli_immigrati_e_incendio-129272783/

Respingimenti collettivi a Siracusa, le grandi organizzazioni umanitarie non hanno nulla da dire?

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/12/continuano-i-respingimenti-siracusa-ad.html?spref=fb

 Gli Hot Spot e le attuali politiche del governo e  dell'Unione Europea si riconfermano come fattori che spingono alla clandestinità e che dovrebbero preoccupare tutti per l'insicurezza che oggettivamente producono.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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