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mercoledì 30 dicembre 2015

MSF esce dal CPSA di Pozzallo, adesso sede distaccata di Frontex e nuovo Hotspot fuorilegge. Condizioni indegne di trattenimento, da anni una struttura sottratta ai controlli di legalità. Continuano i prelievi forzati delle impronte digitali.



Dopo una denuncia durissima, presentata un mese fa alla Commissione di inchiesta della Camera sui centri per stranieri, presieduta dall'On. Gennaro Migliore, Medici senza Frontiere esce dal Centro di primo soccorso ed accoglienza di Pozzallo.

http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/comunicato-stampa/pozzallo-msf-annuncia-l%E2%80%99uscita-dal-cpsa

http://www.a-dif.org/2015/12/30/non-e-questa-laccoglienza-msf-lascia-lhotspot-di-pozzallo-con-una-dura-denuncia/

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/497447/Migranti-Medici-senza-frontiere-lascia-Pozzallo-condizioni-precarie-e-poco-dignitose

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/30/migranti-msf-lascia-pozzallo-strutture-infestate-da-blatte-rischio-contagio-da-scabbia-promiscuita-tra-uomini-e-donne/2341366/

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/10/continuano-i-respingimenti-da-pozzallo.html

I fatti denunciati da MSF si riferiscono a prassi amministrative e ad omissioni che nel centro di Pozzallo si ripetono da anni, malgrado le documentate denunce e le numerose visite di parlamentari, italiani ed europei, e di esponenti di varie organizzazioni umanitarie. Ma prima di ogni visita ufficiale si tentava, con successo, di rimettere tutto a posto, fino al punto di svuotare il centro dei suoi "ospiti", come è stato verificato negli anni da diverse delegazioni di parlamentari europei. Passato il giorno della visita tutto, ritornava come prima. E' successo anche ad una delegazione del Parlamento europeo ed anche a parlamentari italiani.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/05/la-commissione-parlamentare-dinchiesta.html

Altre  volte invece non è stato possibile nascondere l'evidenza dei fatti.


http://www.europarl.europa.eu/news/it/news-room/20150901STO91105/Unione-Europea-un-miraggio-per-migranti-e-rifugiati

Naturalmente favorevole il giudizio dopo le visite dei rappresentanti di Frontex.

http://ragusa.gds.it/2015/02/06/sbarchi-migranti-frontex-promuove-pozzallo_308062/

http://meridionews.it/articolo/39385/medici-senza-frontiere-lascia-il-cpsa-di-pozzallo-condizioni-indegne-manca-volonta-di-cambiare/

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/12/30/

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/12/30/la_testimonianza

Oltre l'aspetto strettamente socio-sanitario, sul quale verte principalmente la denuncia di Medici senza Frontiere, continuano a verificarsi, come negli anni passati, prassi amministrative che non trovano base legale nelle normative europee e nel diritto interno, un regime di trattenimento affidato alla discrezionalità di polizia, senza il rispetto di quelle regole che dovrebbero valere in tutti i casi in cui sia limitata la libertà personale, a partire dall'art. 13 della Costituzione italiana che vieta qualsiasi violenza fisica o morale sulle "persone comunque sottoposte a limitazioni della libertà personale".

"In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà".

Nessun giurista dubita oggi che questa norma sia applicabile a cittadini e stranieri. Ma certamente qualcuno pensa già di introdurre un "diritto speciale" per stranieri, come si sta facendo con la surrettizia distinzione tra "migranti economici" e "richiedenti asilo", altra prassi priva di base legale. Ad introdurre un diritto "speciale" per stranieri ci avevano già provato in passato con i vari decreti dei pacchetti sicurezza Maroni, poi falcidiati dalla Corte Costituzionale, ci stanno riprovando adesso con prassi amministrative che non è facile scoprire e denunciare.

Si osserva al riguardo circa l'inviolabilità della libertà personale,"che essa non viene enunciata in modo generico, ma viene garantita da tre specifici presìdi giuridici: la riserva di legge, in forza della quale unicamente il potere legislativo può stabilire casi e modalità con cui è possibile limitare la libertà personale del cittadino; la riserva di giurisdizione, in base alla quale solo il giudice è legittimato ad emettere o convalidare provvedimenti limitativi della libertà; la motivazione dei provvedimenti, per la quale l'ordinanza del giudice deve indicare in modo esauriente i motivi che l'hanno portato a privare l'individuo della libertà personale".

A Pozzallo come a Lampedusa, si sono riscontrate nel tempo le stesse violazioni in ordine alla prolungata privazione della libertà personale in assenza di un qualsiasi provvedimento restrittivo, ma nel CPSA di Lampedusa il muro di omertà non si spacca, malgrado la recente condanna dell'Italia da parte della Corte Europea dei diritti dell'Uomo, sul caso Khlaifia, del primo settembre scorso, relativa proprio ad un trattenimento illegittimo all'interno di un CPSA, quello di Lampedusa . Occorrerà moltiplicare le attività di monitoraggio e la raccolta di testimonianze, soprattutto di chi passa attraverso gli Hot Spots.Per tanti altri casi simili che si presenteranno in futuro.

https://tutmonda.wordpress.com/2015/12/22/la-verita-sul-sistema-hot-spot-violazioni-e-illegalita-a-lampedusa-la-denuncia-delle-associazioni/

Ed anche il Rapporto di Medici senza Frontiere ribadisce che nel CPSA di Pozzallo, diventato oggi HOT SPOT, con una mera modifica terminologica, si limitava ( e si continua a limitare) indebitamente la libertà personale, senza che le persone trattenute abbiano almeno le stesse garanzie procedurali e di difesa che esistono nei centri di identificazione ed espulsione (CIE).

http://archivio.medicisenzafrontiere.it/pdf/Rapporto_CPI_CPSA_Pozzallo_final.pdf

"Il Rapporto presentato era metodico, raccontava di come un veicolo della polizia, parcheggiato davanti all’uscita di sicurezza era posizionato in maniera tale da impedire l’apertura di tale ingresso, necessario in caso di incendio. L’area esterna restava spesso inaccessibile, causando tensione fra gli ospiti, a pagare le conseguenze di tali limitazioni anche donne e bambini, in un centro che non è un CIE".

Una situazione che a Pozzallo era, o doveva essere nota da tempo a tutti, ma che nessuno ha voluto impedire praticando quei controlli di legalità che la legge impone quando si verifichi in qualsiasi forma il trattenimento amministrativo prolungato oltre le 48 ore. Inutile cercare all'esterno le ragioni di una tensione che ha sempre caratterizzato il centro di primo soccorso ed accoglienza di Pozzallo.

Già numerosi episodi assai preoccupanti, all'interno del CPSA di Pozzallo si erano verificati nel corso del 2013 e del 2014.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2013/09/le-ragioni-di-una-fuga-laccoglienza.html

https://floremy.wordpress.com/2013/09/24/centri-fuori-dal-diritto-impronte-a-forza-violenze-e-discriminazioni-razziali/

https://eritreademocratica.wordpress.com/2014/01/23/da-migranti-a-detenuti/

http://www.terrelibere.org/4726-pozzallo-peggio-di-lampedusa-chaouki-denuncia-pestaggi-e-sparizioni/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/01/un-immigrato-tenta-il-suicidio-pozzallo.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/01/la-chiusura-del-cpsa-di-pozzallo-ragusa.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/04/protesta-del-silp-cgil-di-ragusa-per-le.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/04/800-migranti-appena-sbarcati-portati.html

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-03479 presentato da LOREFICE Marialucia testo di Giovedì 6 febbraio 2014, seduta n. 168 LOREFICE , SILVIA GIORDANO , MANTERO , CECCONI , BARONI , DALL'OSSO , DI VITA e GRILLO . — 
Al Ministro per l'integrazione, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che: sono anni che si assiste ad un continuo flusso migratorio di uomini verso le coste italiane, essendo l'Italia una terra di frontiera e un ponte per l'Europa; i centri di primo soccorso e assistenza dovrebbero essere luoghi di transizione per i migranti, e invece spesso presentano situazioni di perenne degrado, I servizi che dovrebbero essere offerti, nonostante i fondi stanziati dal Ministero dell'interno, sono insufficienti o in molti casi assenti; il Centro di primo soccorso e accoglienza di Pozzallo dovrebbe soddisfare esigenze di transito solo per 24-72 ore, e invece i tempi di detenzione dei migranti in tale struttura sono molto più lunghi, anche di diverse settimane. A fronte di una capienza massima di 190 posti, il centro ospita oggi circa 250 migranti; la struttura adibita a ricovero per i migranti non ha una mensa; i pasti vengono consumati seduti sui materassi o in fila nel cortile; non funzionano né il servizio di lavanderia né quello di barberia; i servizi e le condizioni igieniche sono carenti. Il dormitorio è un'immensa stanza con materassi sporchi e sottili stipati per terra e senza lenzuola, dove uomini, donne e minori dormono testa piede. Il reparto femminile, che esisteva nel 2011, è scomparso. Le minime esigenze di privacy sono costantemente violate: gli uomini e le donne sono sorvegliati da telecamere e guardati a vista dalla polizia presente 24 ore su 24. Lamentano di non poter comunicare con le autorità perché non c’è un mediatore inglese. Nessuno dei migranti del centro ha ricevuto una corretta informazione sulle leggi in vigore, sui loro diritti, sulla loro possibilità di chiedere l'asilo; la condizione dei minori somali ed egiziani non accompagnati è gravissima: sono trattenuti nel centro da più di due mesi, senza tutela, in violazione del diritto nazionale e internazionale; nella stragrande maggioranza dei casi i migranti sono persone in fuga da conflitti e essere accolti con tutti i dovuti standard e nel rispetto del diritto internazionale. Essi sono vittime di arresti sommari e persecuzioni nei Paesi d'origine, fuggiti spesso a piedi attraverso il deserto del Sahara e poi sopravvissuti nella Libia post-Gheddafi che discrimina e caccia gli africani di pelle nera. Alcuni sono stati detenuti per mesi o per anni nei famigerati lager libici dove hanno subito abusi, torture e stupri; una parte dei migranti accolti nella tendopoli del PalaNebiolo a Messina è stata condotta nella Palestra dell'istituto Comprensivo «Antonio Amore» di Pozzallo per la cronica assenza di posti nei veri centri di accoglienza del sistema Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) o Sprar (Servizio per la protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati), già messi a disposizione; le forze dell'ordine che presidiano il Centro di prima accoglienza di Pozzallo hanno difficoltà a gestire la situazione per la scarsità di risorse umane delle forze dell'ordine nella provincia di Ragusa (come già evidenziato in altra precedente interrogazione n.4-01653); i trasferimenti dei migranti avvengono con ritmi molto lenti e ciò ha portato a tensioni per ragioni di differenti nazionalità, culture e religioni; è stato anche posto in essere uno sciopero della fame per ottenere condizioni di trattamento migliori riguardo i luoghi dove vengono ospitati e trasferimenti più rapidi; i responsabili del comitato antirazzista «Restiamo Umani», che hanno sostenuto la protesta dei migranti, hanno fatto sapere come «ancora una volta ci troviamo innanzi all'ennesima forma arbitraria di detenzione dei migranti»; pur essendo stata aperta una ulteriore commissione territoriale le procedure per il rilascio degli status continuano ad essere molto lente; la prima firmataria del presente atto, pur avendo fatto presente che dai colloqui informali con i migranti è emerso che la tipologia di dieta alimentare del Centro di prima accoglienza non è consona alle loro abitudini, con conseguenti malesseri fisici dagli stessi lamentati, come la dissenteria, ha constatato che nulla in tal senso è stato fatto, neanche la semplice sostituzione della pasta con il riso–: se il Ministro interrogato intenda intervenire sul fenomeno «immigrazione» in modo strutturale e non solo emergenziale, come finora è stato fatto, adoperandosi affinché chi di competenza garantisca nel Centro di prima accoglienza di Pozzallo servizi di assistenza alimentare, rispettando le differenti culture delle persone ospitate e aumentando il numero delle commissioni territoriali, così da poter velocizzare l'iter burocratico per il rilascio dello status di rifugiato e di asilo politico; se non ritenga opportuno verificare, d'intesa con gli enti territoriali competenti, la gestione e la trasparenza dei contratti pubblici d'appalto dei servizi offerti e riferire l'esito dei sopralluoghi effettuati nelle strutture, pubblicando i dati sul sito istituzionale del Ministero dell'interno; se non intenda supportare gli enti locali nella creazione di un presidio stabile e nel miglioramento del CPSA, inidoneo ad ospitare i migranti per oltre 48 ore, come invece accade spesso, nonché nel velocizzare le procedure di trasferimento al fine di evitare inutili tensioni tra forze dell'ordine e migranti; se ritenga necessario vigilare e monitorare le strutture affinché nelle stesse vengano rispettati i diritti umani fondamentali. (4-03479) 

http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_03479_17

http://www.unita.it/immigrazione/pozzallo-migranti-detenuti-carcere-promiscuit%25C3%25A0-braccialetto-donne-minori-manganelli-profughi-reclusi-1.544510

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/01/nel-cpsa-di-pozzallo-come-nel-cpsa-di.html

Immagini durante le proteste dei migranti forzati al rilascio delle impronte digitali.

https://www.youtube.com/watch?v=dqzdDGWE_-M

Dal Manifesto del 18 ottobre 2014
Valentina Brinis

Mercoledì pomeriggio un gruppo di migranti da poco arrivati in Italia, e trasferiti al centro di accoglienza di Pozzallo, si è rifiutato di sottoporsi alle procedure di fotosegnalamento (rilevamento delle impronte digitali, scatto di una foto e risposta a una breve intervista). Il motivo riguarda l'obbligo di presentare la domanda di protezione internazionale nel paese in cui il profugo rilascia le impronte digitali. Esse saranno poi trasmesse a una banca dati centrale all'interno del sistema EURODAC, come previsto Regolamento di Dublino III. Questo aspetto è un limite invalicabile al compimento del progetto migratorio da parte di chi fugge da paesi in stato di guerra, e tenta di raggiungere zone del mondo in cui rivendicare un diritto: quello all'asilo. Nessuna legge è riuscita finora a fermare, ma anche solo limitare, gli sbarchi. Le emergenze umanitarie continuano e le persone sono costrette a fuggire. Ecco perché affrontano il mare in condizioni di pericolosità, senza badare se a bordo delle imbarcazioni si è in dieci, venti o cento, se ci sono i salvagente o acqua da bere a sufficienza. Senza sapere chi guiderà e senza sapere se, e dove, si arriverà. L'importante è tentare di evitare la morte in Siria, Eritrea, Etiopia, Sudan, Libia. E dopo aver rischiato così tanto bisogna provare a tutti i costi a portare a termine il viaggio, come desiderano fare i profughi giunti a Pozzallo che, proprio per questo, dichiarano di essere stati costretti al rilevamento delle impronte digitali. Ma questa non è una vicenda isolata. La settimana scorsa persone di nazionalità siriana, tra cui 32 donne e 21 minori, sono sbarcate sulle coste calabresi vicino a Isola di Capo Rizzuto. Come prevedono le procedure ministeriali è avvenuto il trasferimento al centro di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati Sant'Anna, in cui avrebbe dovuto tenersi il fotosegnalamento, prassi alla quale dopo un primo rifiuto sono stati obbligati a sottoporsi ma solo dopo essere giunti in Questura. Il metodo adottato è stato anticipato da un volantino multilingue in cui si avvertivano i migranti che sarebbero stati "identificati mediante l'acquisizione delle generalità ed il fotosegnalamento", e che lo stesso sarebbe stato effettuato "anche con l'uso della forza se necessario". Insomma, nessuno poteva fuggire all'identificazione. A fine settembre, in seguito alle pressioni ricevute dall'Europa, il ministero dell'Interno aveva emanato una circolare rivolta ai prefetti e ai questori sollecitandoli ad "affrontare la situazione emergenziale con rinnovata cura nella attività di identificazione e di fotosegnalamento dei migranti". Il tema dell'identificazione è stato uno dei punti all'ordine del giorno della riunione dei ministri degli affari interni UE lo scorso 10 ottobre, che si è concluso con l'invito rivolto agli Stati membri a rispettare le procedure EURODAC adottando, se necessario, misure restrittive per impedire reazioni di rifiuto da parte del migrante, sempre nel rispetto dei diritti umani fondamentali. Ed è proprio questo l'aspetto più delicato della questione: come si deve comportare il funzionario di polizia se la persona da riconoscere si oppone a quella pratica? Il regolamento EURODAC prevede che si proceda "tempestivamente al rilevamento delle impronte digitali di tutte le dita ... in conformità delle salvaguardie previste dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla convenzione ONU sui diritti del fanciullo", escludendo evidentemente l'uso della forza. Del resto, la prassi prevede l'imposizione dell'identificazione solo in seguito all'autorizzazione da parte di un giudice. Ma qui sorge un'altra domanda: nel caso delle migliaia di profughi sbarcati sulle coste italiane, come può un giudice approvare tutte quelle ordinanze in tempi così stretti? È chiaro che ci si trova davanti a una situazione complessa, delicata e quasi ingestibile. Ma proprio per questo bisogna focalizzare l'attenzione su un dato imprescindibile: quante delle persone sbarcate una volta poste di fronte alla scelta Italia e resto d'Europa, hanno optato per la seconda possibilità? Finora si tratta della maggior parte. E ciò dimostra che il nostro, per i migranti, è un paese di transito. Allora non resta che prendere atto di questo e ritornare a insistere su quei dispositivi europei, come il sistema comune di asilo, che renderebbero la vita più facile non solo ai migranti ma anche agli stati che li accolgono.

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/469104/Stretta-del-governo-schedati-tutti-i-rifugiati-Ora-l-accoglienza-scoppiera

http://lacittanuova.milano.corriere.it/2014/09/29/foto-e-impronte-adesso-i-profughi-vengono-schedati/#more-13912

http://meridionews.it/articolo/33243/pozzallo-picchiati-con-la-corrente-elettrica-la-denuncia-dei-migranti-da-4-giorni-nel-cpa/

http://lacittanuova.milano.corriere.it/2014/10/18/emergenza-profughi-i-siriani-denunciano-violenze-nel-rilevamento-impronte/

http://meridionews.it/articolo/33766/picchiati-con-lelettricita-il-caso-pozzallo-a-bruxelles-interrogazione-di-spinelli-sulle-presunte-violenze-polizia/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/10/il-ministero-dellinterno-non-risponde.html

http://barbara-spinelli.it/2015/05/13/interrogazione-sulluso-della-forza-nel-prelievo-delle-impronte-dei-migranti-a-pozzallo-e-lampedusa/

http://www.corrieredellemigrazioni.it/2015/05/29/succede-pozzallo/

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2015-007777+0+DOC+XML+V0//IT

La tensione all'interno del centro di prima accoglienza e soccorso di Pozzallo era accresciuta anche dal rituale delle identificazioni consentito alle autorità consolari dei paesi con i quali l'Italia ha stretto accordi di riammissione, autorità consolari accompagnate da interpreti che mentre erano in corso le procedure di identificazione e prima che fosse consentito accesso alle procedure di protezione internazionale, potevano entrare all'interno della struttura, ai fini dell'attribuzione della nazionalità e del successivo rimpatrio forzato, come è avvenuto negli anni con centinaia di egiziani e nigeriani. Nel mese di agosto del 2015, una visita della Campagna LasciateCientrare, già autorizzata dal Ministero dell'interno, veniva rinviata a data da destinarsi da parte della prefettura di Ragusa, proprio con la dichiarazione scritta che all'interno della struttura erano in corso le identificazioni consolari, e che dunque si sarebbero verificate possibili tensioni. Come se non bastasse a creare tensioni il ricorso all'uso della forza nel prelievo delle impronte digitali.


  20 agosto  2015 
                                                
   Spett.le Referente “Campagna LasciateCIEntrare”                    
                                                                              p.c.       alla Questura di Ragusa  


     OGGETTO: richiesta di accesso al C.P.S.A. di Pozzallo.

                       “Campagna LasciateCIEntrare”

                       Si fa riferimento alla richiesta di autorizzazione  per l’accesso al C.P.S.A. di Pozzallo di una delegazione di giornalisti, avvocati ed attivisti,  per i giorni 21 agosto e 15 settembre 2015, per la quale il  superiore Ministero dell’Interno ha fornito il proprio favorevole avviso.

                      Al riguardo, tuttavia, la Questura di Ragusa informa che domani 21 agosto c.a., inizieranno le operazioni di identificazione dei migranti presenti presso il predetto CPSA, cui parteciperanno le Autorità Consolari di riferimento.                   

                    Alla luce di quanto precede, dunque, per tali sopraggiunte esigenze, al momento non si ravvisano le condizioni  necessarie e compatibili con tale attività di identificazione, nonché per la  sicurezza dei Signori  Delegati.
                   Tale accesso, previe intese con questo Ufficio, potrà avvenire ad operazioni di identificazione completati che, si presume, si protrarranno per vari giorni.

                                                                                                 P.IL PREFETTO
                                                                                             Il Viceprefetto Vicario

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/12/negli-hot-spots-sperimentali-di.html

http://www.ilmanifestobologna.it/wp/2015/06/botte-e-migranti-cosa-succede-a-pozzallo/

http://barbara-spinelli.it/2015/09/01/uso-illegale-della-forza-nei-centri-di-accoglienza-di-pozzallo-e-lampedusa/

http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/05/12/news/migranti-denuncia-all-europarlamento-al-centro-di-pozzallo-minori-maltrattati-1.212205

La propaganda sui nuovi Hot Spots ha raggiunto anche il CPSA di Pozzallo. L'Hot Spot sarebbe destinato a funzionare in vista della ridistribuzione in altri paesi europei, una chimera dopo il fallimento delle prime operazioni, in tutto 134 immigrati trasferiti verso altri paesi, 177 persone, pronte a partire, che si erano fatte identificare per essere trasferite in nordeuropa, sono state bloccate alla partenza dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre scorso. Ormai alla "relocation", dovevano essere 40.000, non ci crede più nessuno. Qui le dichiarazioni di Carlotta Sami dell'UNHCR.

https://www.youtube.com/watch?v=AfXWPO7_rAA

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/10/continuano-i-respingimenti-da-pozzallo.html

http://www.a-dif.org/2015/12/16/lettera-aperta-ad-acnur/

Con la "trasformazione" del CPSA di Pozzallo in Hot Spot, nel corso del 2015, sono continuate le pratiche di prelievo forzato delle impronte digitali, al di fuori di leggi e regolamenti, una prassi di polizia totalmente priva di base legale nell'ordinamento interno e nel diritto dell'Unione Europea. Una prassi che era già stata introdotta dopo la circolare del ministero dell'interno del 26 settembre 2014, una prassi che a Pozzallo risaliva addirittura alla primavera dello stesso anno, dopo mesi di fughe di massa.

http://www.radiortm.it/2014/08/02/pozzallo-50-migranti-tentano-fuga-dal-cpsa-bloccati-danni-struttura/

http://ragusa.blogsicilia.it/immigrazione-fuga-di-massa-dalle-strutture-di-pozzallo/250322/

https://lampedusauneile.wordpress.com/2015/03/13/prendre-les-empreintes-par-la-force-discussions-europeennes-sur-lidentification-systematique-des-exiles/

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2015/06/16/ue-detenzione-migranti-legittima-come-estremo-rimedio_122c99bb-4b4a-46a2-a67f-d2cd6ba73a86.html

Queste le regole imposte dal diritto in materia di identificazione delle persone. Regole che a Pozzallo  sarebbero state violate in diverse occasioni, con una crescente tensione all'interno del centro.

http://scuolasuperioreavvocatura.it/wp-content/uploads/2014/11/19.-Identificazione-e-fotosegnalamento.pdf

http://www.asgi.it/wp-content/uploads/2014/12/IDENTIFICAZIONE.-OBBLIGHI-E-FACOLTA.pdf

Oggi, sul tema del prelievo delle impronte digitali con il ricorso all'uso della forza, interviene la Presidente della Camera Laura Boldrini, già portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR)

Roma, 30 dicembre 2015 - "Siamo stati chiamati a fare di piu' per le impronte digitali, per identificare le persone che arrivano: ritengo che sia giusto farlo, ma e' anche vero che ci sono problemi a volte insormontabili, quando le persone si rifiutano di dare le impronte digitali perché vogliono raggiungere un altro paese, dove hanno magari parenti o migliori condizioni di accoglienza. E' difficile utilizzare la forza e non credo che sia questo il modo"

http://stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/boldrini-impronte-digitali-migranti-non-vanno-prese-con-la-forza.html

http://www.lasciatecientrare.it/Lettera%20a%20Viminale%20e%20Frontex.pdf

https://tutmonda.wordpress.com/2015/09/15/hot-spot-centri-di-primo-soccorso-ed-accoglienza-o-centri-di-detenzione-di-fulvio-vassallo-paleologo/

http://www.asgi.it/approfondimenti-speciali/migranti-nei-futuri-hotspot-gia-emessi-centinaia-di-respingimenti-differiti/

Va anche registrata, per completare il quadro all'interno del CPSA di Pozzallo, oggi Hot Spot, la presenza di una delegazione di Frontex, che, operando in una apposita stanza, supporta la polizia italiana nelle attività di selezione e di identificazione dei migranti. Una stanza nella quale sembrerebbe anche prassi condurre interrogatori di polizia. Verbali di sommarie informazioni testi (SIT), procedure di notifica e contestazione, avvocati difensori ?

http://www.lagazzettaragusana.it/pozzallo-polizia-di-stato-e-frontex-inaugurano-i-nuovi-uffici-mobili/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/05/frontex-apre-una-sede-catania-e-va-in.html

http://www.siciliapress.com/migrante-ucciso-durante-la-traversata-interrogatori-nella-sede-frontex-di-pozzallo/




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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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