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giovedì 31 marzo 2016

Decine di morti davanti la costa di Sabratha. 1500 migranti al giorno soccorsi nel Mar Libico mentre da Tobruk a Tripoli tutti contro tutti e l'intervento militare è già cominciato.


Ancora una strage davanti le coste libiche, nei pressi della città di Sabratha, zona dove nelle ultime settimane si è registrata una infiltrazione delle milizie affiliate ad Isis. Non ne parla nessuno la notizia arriva da Cipro.

"Dozens of migrants were feared missing after their boat sank off Libya on Wednesday, a spokesman for the country’s naval forces said, amid signs of a sharp increase in the number of people attempting the dangerous crossing from North Africa to Europe.
Earlier Italian officials said their coast guard and navy vessels had rescued 1,361 migrants on Wednesday from boats and rubber dinghies in the southern Mediterranean.
The Libyan spokesman, Ayoub Qassem, said naval guards had intercepted one boat carrying 120 migrants off the coast near Sabratha and had also managed to rescue 32 from the boat which sank. It was not known exactly how many people were missing.

http://cyprus-mail.com/2016/03/30/italy-rescues-hundreds-more-in-med-as-migrant-flows-pick-up/
                                                                                   
 Con enorme ritardo arrivano le prime comferme. In Italia silenzio totale.                                                                                                              
http://www.dailymail.co.uk/wires/reuters/article-3516252/Dozens-feared-missing-migrant-boat-sinks-Libya.html                          
                                                               
Riprendono le partenze di massa dalla Libia, e solo gli illusi possono pensare che si tratti di una conseguenza del miglioramento del tempo o della chiusura della rotta balcanica, che non è affatto chiusa, dal momento che i trafficanti riescono comunque a fare arrivare i migranti in Europa. I numeri che si nascondono sono persone condannate alla clandestinità prima ancora di sbarcare a terra.

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/generalnews/2016/03/30/migrants-1500-arrivals-in-single-day-emergency-in-sicily_0caa11ea-10d4-4f24-9079-203f7078892d.html

http://www.iom.int/news/mediterranean-migrant-arrivals-2016-164752-deaths-531

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/03/30/migranti-gia-soccorsi-2.800-in-mare_3527a49d-4b1b-4d6c-ab16-b4fe8e6aec9f.html

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/in-arrivo-augusta-ottocento-migranti-fermati-cinque-scafisti-fd3fa8ad-651e-405d-a471-db9db5a82f7d.html

Intanto l'intervento militare in Libia è già cominciato, con l'intesa tra Stati Uniti ed Egitto e le forze speciali inglesi dispiegate sul territorio. In queste ore lo scontro più duro è per il controllo della capitale, che rimane ancora Tripoli, dove oggi sono entrati dal mare, dopo essere partiti da Tunisi, i rappresentanti del governo costruito dalle Nazioni Unite. Siamo già agli scontri per le strade della capitale, in una notte che potrebbe cambiare il destino della Libia fino a sancirne la definitiva spartizione. Spartizione che adesso viene sostenuta dell'Eni con Scaroni ex dirigente, che spera in una Tripolitania autonoma. Ancora una volta la politica estera italiana in Libia la fa l'ENI.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-4b012e41-4d17-4c47-b427-493107fef880.html

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/03/30/appello-tripoli-a-milizie-contro-sarraj_c7dd5231-c8e4-455a-b19e-de931dd3deee.html

http://www.aljazeera.com/indepth/opinion/2016/03/libya-intervention-160330083039560.html

http://m.france24.com/en/20160330-tripoli-authorities-tell-un-designated-leader-leave-libya-capital                                                                                                            http://m.huffpost.com/it/entry/9579732?                                                                                                 
  http://m.huffpost.com/it/entry/9579776                                                                                           

Ovunque si riscontra l'abbandono degli strumenti negoziali per il ricorso all'uso della forza, con le grandi potenze che si schierano a convenienza secondo i propri interessi politici, economici e militari.
Si vorrebbe prendere a modello, anche nel contrasto di quella che definiscono solo come "immigrazione illegale", lo stato d'Israele e Salvini trova subito i suoi ispiratori. Non è bastata la debacle del modello americano in Libia. Si persevera sempre negli stessi errori, tanto poi sono le popolazioni più povere ed i ceti meno abbienti, ed anche gli stati di frontiera, a pagare il conto.

https://www.washingtonpost.com/opinions/libya-debacle-undermines-clintons-foreign-policy-credentials/2016/03/30/e57e36d4-f5db-11e5-9804-537defcc3cf6_story.html

http://www.ansa.it/english/news/2016/03/30/salvini-agrees-with-lieberman-on-eu-migrants-turkey_99ef9a43-de74-45a8-8b35-448419e25a50.html

L'Italia che ha concesso l'uso della base di Sigonella ( Catania) agli americani che da settimane martellano con i droni il territorio libico, rimane tagliata fuori dal gioco, e non è chiaro il destino degli impianti estrattivi dell'ENI, fino a questo punto protetti dalle stesse forze che oggi si oppongono al governo "di unità nazionale" che è sostenuto dagli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite.

http://www.theguardian.com/world/2016/mar/30/libyan-presidential-council-unity-government-fayez-sarraj-tripoli

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/politics/2016/03/30/gentiloni-hails-step-forward-to-stabilising-libya_da2c70f1-b34c-4815-8e60-8e7a4ce03e45.html

http://www.kuna.net.kw/ArticleDetails.aspx?id=2495407&Language=en

Un governo che si autodefinisce di "unità nazionale" ma che sta causando una lacerazione definitiva della Libia, con conseguenze incalcolabili sia sul fronte del terrorismo internazionale, che sulla prevedibile crescita del numero di migranti che sarà utilizzato come merce di scambio tra le parti in lotta tra loro, ed alla fine verà riversato da ciascuna milizia, secondo la propria convenienza, verso l'Europa verso le coste italiane, in particolare verso la Sicilia.

http://www.breitbart.com/national-security/2016/03/30/30-mar-16-world-view-europeans-expect-hundreds-of-thousands-of-migrants-from-libya/

http://www.express.co.uk/news/world/656743/450-000-migrants-Europe-Libya-Migrant-crisis

Si riapre infine la rotta egiziana, probabilmente anche come conseguenza del peggioramento delle relazioni diplomatiche tra Egitto ed Italia dopo la vicenda oscena dei depistaggi di stato e delle indagini taroccate sulla feroce uccisione di Giulio Regeni. Nelle ultime ore, infatti, soccorsi due "barconi egiziani", non succedeva da mesi.

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/03/30/migranti-gia-soccorsi-2.800-in-mare_3527a49d-4b1b-4d6c-ab16-b4fe8e6aec9f.html

Interessi comuni tra Stati Uniti ed Egitto in Libia. Verso la spartizione del paese ?

http://www.state.gov/secretary/remarks/2016/03/255349.htm

Manca una politica europea sulla crisi libica e sull'immigrazione. Come a Lesvos ed a Idomeni presto in Italia si verificheranno sacche di autentica emergenza umanitaria, e gli sbarchi di queste settimane stanno mettendo a nudo la cronica insufficienza dei diversi sistemi di accoglienza italiani, anche per effetto del taglio di risorse deciso dal governo e per la conclamata incapacità nella individuazione di gestori diversi da quelli coinvolti nello scandalo ancora non risolto di Mafia capitale.

http://heval.altervista.org/migranti-un-ventennio-di-violenze-abusi-e-diritti-negati/?doing_wp_cron=1459385840.7983250617980957031250

Rimane l'impegno della Guardia Costiera italiana e delle navi umanitarie nel trarre in salvo il maggior numero di migranti nel Mediterraneo, mentre le navi di Frontex si trasformano periodicamente in grandi centri di preidentificazione che ritardano l'attracco in porto, e dunque altri interventi di soccorso, per l'esigenza di portare avanti a bordo la preidentificazione e la selezione dei migranti che gli altri mezzi di soccorso sono costretti a trasbordare sui mezzi dell'Agenzia dell'Unione Europeaa.
Ma i numeri degli sbarchi di questi ultimi giorni hanno fatto saltare questa nuova pratica di identificazione in mare, come sono falliti gli Hotspot che erano stati programmati dall'Unione Europea in Sicilia, al punto che due su cinque, quelli di Porto Empedocle ( Agrigento) e quello di Augusta ( Siracusa) non sono stati mai attivati. La maggior parte dei migranti sbarcati a terra, se non è filtrata ed identificata a bordo delle navi di Frontex non potrà che essere trasferita verso i centri di prima accoglienza, in quanto gli Hotspot attualmente in funzione in Sicilia non garantiscono più di mille posti, e non possono fare fronte ad una serie di sbarchi tanto frequente.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/background-information/docs/2_hotspots_en.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/jul/eu-com-hotsposts.pdf

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/02/borderline-sicilia-visita-lhotspot-di.html

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/press-material/docs/state_of_play_-_hotspots_en.pdf

Gli stessi numeri sempre più elevati hanno messo in crisi il meccanismo dei "respingimenti differiti con intimazione a lasciare il territorio italiano entro sette giorni (seven days)", ennesima prassi di polizia che, quando non ha prodotto un esteso contenzioso nei tribunali, si è tradotta nella negazione dell'accesso alla procedura di asilo e nella clandestinizzazione di migliaia di persone destinatarie di provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale che nessuno, privo di mezzi e documenti, sarebbe  mai stato in condizioni di rispettare.

http://comunicalo.it/2016/01/26/migranti-questore-agrigento-1-426-respingimenti-aumento-richieste-asilo/

http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/rimpatrio-migranti-video-agrigento-febbraio-2016.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/01/hot-spot-la-fabbrica-della-irregolarita.html

Di fronte a questa situazione disastrosa sia in Libia che in Italia, e di fronte alla crescita esponenziale delle vittime tanto in Libia che nelle acque del Mediterraneo, non rimane che chiedere una soluzione negoziale del conflitto libico, che lasci i libici liberi di decidere del loro destino senza la copertura delle potenze occidentali, e l'apertura immediata di canali umanitari dalla Libia, con la tarsformazione delle missioni militari operanti ai confini di quel paese, sia in terra che in mare, in missioni umanitarie e con la sospensione immediata dei respingimenti collettivi dalla Libia verso altri paesi come la Nigeria, il Niger, il Mali.

https://news.vice.com/video/the-deadly-journey-from-libyas-migrant-jails

Gli ultimi sviluppi delle politiche europee, soprattutto dopo gli attentati di Bruxelles vanno tutti iun una direzione opposta, verso la militarizzazione dei conflitti e verso il blocco indiscrimianto dei movimenti migratori, anche se ben presto le politiche di blocco dimostrano tutta la loro inefficacia ed arricchiscono soltanto i trafficanti.

http://www.sbs.com.au/news/article/2016/03/31/migrant-arrivals-greece-rise-sharply

Aumenterà ancora il numero delle vittime di frontiera in mare come in terra, e saranno sempre più numerosi i migranti che verranno ripresi dalle autorità di paesi come Egitto e Libia nei quali la tortura è una pratica ordinaria di polizia e le sparizioni forzate sono all'ordine del giorno. Catastrofica la situazione dei soggetti più vulnerabili, delle donne abusate e vendute, dei minori non accompagnati, usati anche per espianto di organi, e di tutte quelle persone che rigettate nei centri di detenzione in Libia e nei paesi confinanti.

Saranno conti pesanti che la fortezza Europa sarà chiamata nel tempo a pagare. Le politiche di guerra ai migranti e la logica dei muri produrrà più insicurezza di quanta non se ne subisca oggi. L'abbandono della via negoziale e i tentativi di soluzione dei conflitti con l'intervento dei servizi di sicurezza e di truppe speciali segrete, come sta sperimentando la Gran Bretagna in Libia, così come i bombardamenti che producono "effetti collaterali" sulla popolazione civile, finiranno per legittimare le milizie armate che combattono sotto le insegne del terrorismo internazionale.

http://www.oxfordresearchgroup.org.uk/publications/paul_rogers_monthly_briefing/uk_special_forces_accountability_shadow_war

https://nandosigona.wordpress.com/2016/03/29/european-policy-is-driving-refugees-to-more-dangerous-routes-across-the-med/
martedì 29 marzo 2016

"Quello che è successo a Giulio non è un caso isolato". L'Egitto di Al Sisi deve rendere conto delle torture inflitte a un ricercatore indifeso. Verità e giustizia per tutte le vittime di tortura.


Le parole e la dignità della famiglia di Giulio danno una misura nuova alla soglia del dolore che si può provare di fronte alle vittime di tortura. e non solo, ma anche di fronte alle vittime delle frontiere, degli stati e delle polizie che, con il ricorso alla tortura o ad altri trattamenti inumani o degradanti, reprimono in Egitto, e non solo, il dissenso politico e la richiesta di democrazia.

http://www.lastampa.it/2016/03/29/italia/cronache/la-madre-di-regeni-non-era-andato-in-guerra-su5KB3Ggm9ZPqhMm9NuLjP/pagina.html

http://www.theguardian.com/world/2016/mar/29/mother-italian-student-murdered-egypt-identify-body-giulio-regeni

http://www.internazionale.it/notizie/2016/03/29/giulio-regeni-genitori

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/198233/-.aspx

Se dopo il cinque aprile non ci saranno svolte nella gestione del caso da parte delle autorità egiziane, si dovrà ritirare l'ambasciatore italiano dal Cairo, e porremo con forza ancora maggiore la questione delle vittime di sequestri, delle torture e delle sparizioni forzate in Egitto, davanti agli organi dell'Unione Europea. L'Italia deve adottare al più presto una normativa che sanzioni il reato di tortura. Solo in questo modo, se non procederà l'Egitto, si potrà continuare a ricercare il gruppo di responsabili della atroce fine di Giulio.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Caso-Regeni-ministro-Interni-egiziano-Ricerca-assassini-ancora-in-corso-e971930e-4dbf-43e7-b0f2-77234c961cf6.html

http://video.repubblica.it/mondo/paola-regeni-se-il-5-aprile-no-novita-governo-dia-risposta-forte/233844/233433

http://www.left.it/2016/03/29/la-famiglia-regeni-al-governo-se-legitto-continua-con-i-depistaggi-si-richiami-lambasciatore/

http://www.a-dif.org/2016/03/25/ieri-in-argentina-oggi-in-egitto-veritapergiulioregeni-subito-e-non-fra-40-anni/

Lo dobbiamo a Giulio, alla sua famiglia, a tutti coloro che in Egitto subiscono le stesse torture inflitte a Giulio, a tutte le vittime di arresti arbitrari e di verdetti di condanna ingiusti.

https://veritapergiulio.it/la-conferenza-stampa-della-famiglia-regeni-in-diretta-2204e6676fc3#.kdl2x9q1z

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/generalnews/2016/03/29/egypt-88-cases-of-torture-with-8-deaths-in-2016-amnesty_a5f8c01d-de92-4ba1-9daf-8e8c0ebadfe1.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/29/giulio-regeni-egitto-altri-500-morti-di-tortura-due-negli-stessi-giorni/2590808/

http://ninofezzacinereporter.blogspot.it/2016/03/giulio-regeni-in-egitto-altri-500-morti.html

Continua intanto in Egitto  una intensa attività repressiva contro le organizzazioni non governative, i giornalisti, gli avvocati ed i medici.

http://www.atlanticcouncil.org/blogs/egyptsource/case-no-173-the-state-of-egypt-s-ngos

http://www.latimes.com/world/la-fg-egypt-doctors-20160213-story.html

Lawyer allegedly ‘kidnapped’ by security forces

http://www.dailynewsegypt.com/2016/03/08/407997/

https://www.hrw.org/news/2015/12/01/egypt-journalist-unlawfully-arrested                                                                                                                     






lunedì 28 marzo 2016

Almeno 750 persone soccorse nel Canale di Sicilia, ed altre centinaia riprese dai libici. Ritardi nei soccorsi o ricerca di legittimazione da parte delle milizie ? Segni di violenza e di abusi sui corpi di chi sbarca. Sono tutti migranti forzati.


Almeno 750 persone soccorse nel Canale di Sicilia, ed altre centinaia riprese dai libici.Ci sarebbero anche due morti.
Ritardi nei soccorsi o ricerca di legittimazione da parte delle milizie, che ormai dispongono di gommoni veloci per controllare il movimento delle imbarcazioni e delle petroliere ?  Particolarmente tesa la situazione davanti alla costa di Sabratah, dove sono state segnalate frange di Isis, che adesso si sarebbero ritirate. Ma la situazione, da Derna a Sirte, fino a Tripoli e Zawia rimane estremamente confusa ed in continua evoluzione.

http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2016/03/06/ASCsbXrB-sabratha_milizie_rompono.shtml

Tripoli, 27 March 2016:
The Coastguard today reported that it had picked up around 600 sub-Saharan Africans off the coast near Sabratha.
It said the migrants were travelling in three large inflatable craft. Among them were some 80 women, a number of who was pregnant or travelling with young children.  It is unclear where the craft had been launched.

This is one of the largest migrant interceptions that Libyan coastguards have made in recent months. It has not been revealed were the detained migrants were taken.

https://www.libyaherald.com/2016/03/27/coastguard-nabs-600-migrants-off-the-sabrathan-coast/

Chi viene riportato a terra, in Libia, viene considerato come un migrante "illegale" e trattato di conseguenza. In Libia non esiste accesso al diritto di asilo o possibilità di protezione per soggetti vulnerabili come donne e minori, ed anche gli uomini subiscono abusi terribili.

https://www.hrw.org/news/2015/09/29/un-human-rights-council-human-rights-situation-libya

http://www.unhcr.org/pages/49e485f36.html

Chi è stato ripreso dai libici e chi è stato soccorso dai mezzi navali della Guardia Costiera italiana, spesso la differenza è questione di poche miglia di mare o di qualche ora di navigazione, una differenza che può essere anche tra la vita e la morte.                      
Riceviamo da Don Mussie Zerai e condividiamo:

"Stamattina abbiamo segnalato alla guardia costiera italiana un gommone con a bordo 150 tra donne, uomini e bambini, a N 34 deg a E. 014 deg sono stati soccorsi dopo circa 08 ore dalla prima segnalazione, pare che ci siano 2 persone deceduti e un altro in gravissime condizioni. L'Europa fa finta di non vedere questo dramma, non mette un dispositivo di soccorso rapido perché è in pericolo di vita. Serve un progetto come "Mare Nostrum" per evitare di contare molti altri cadaveri nei prossimi mesi, che saranno molto caldi".

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/03/27/migranti-750-soccorsi-in-canale-sicilia_2218f454-8f78-4d2b-b7f5-6f075e330c42.html

http://www.dpa-international.com/news/top_stories/italy-rescues-730-migrants-amid-reports-of-more-arrivals-soon-a-48769807.html

Chi viene soccorso dai mezzi italiani viene poi trasferito a bordo di navi militari o di mezzi di Frontex, in questo caso sulla nave SIEM PILOT di Frontex, attualmente in rotta verso Pozzallo (Ragusa).                                                                                    https://mobile.twitter.com/ItalianNavy/status/714138525915037696?s=04                                                                                                                              https://mobile.twitter.com/ItalianNavy/status/714137461270712320                                                                                                                                    Che cosa significa che i mezzi della Marina italiana hanno fatto da "cornice"? Quali ordini si sono attesi, quali regole di ingaggio sono cambiate? Non sono chiari i criteri ed i tempi di trasbordo da una nave all'altra. La destinazione viene decisa solitamente dal ministero dell'interno in coordinamento i vertici regionali di Frontex, con la Marina militare ed il Comando generale del corpo delle capitanerie di Porto che dovrebbe avere il coordinamento delle operazioni SAR ( Search and Rescue).

La identificazione e selezione dei naufraghi, perchè di questo si dovrebbe trattare, e non di "clandestini",  una serie di interviste con l'attribuzione dell'età e della nazionalità, cominciano subito a bordo delle navi militari o dei mezzi di Frontex, dove si attiva anche la caccia agli scafisti. Quando si arriva nel porto di destinazione, il destino della maggior parte dei migranti è già segnato dalla schedatura fatta dagli agenti di Frontex o da altri agenti di polizia presenti a bordo.
Ci saranno coloro che vengono ritenuti migranti economici, e quelli che saranno valutati come meritevoli di protezione. sempre che accettino di rilasciare le impronte digitali. In caso contrario si prospetta il prolungamento del trattenimento. Senza che nessuno sia stato minimamente informato dei propri diritti. Una serie di prassi di polizia che non rispettano le direttive dell'Unione Europea in materia di accesso alla procedura di protezione internazionale.

https://twitter.com/guardiacostiera/status/714070194218524672

http://mobile.tgcom24.it/checkexistpage.shtml?%2Fcronaca%2Fsicilia%2Fsicilia-soccorsi-730-migranti_2167353-201602a.shtml

Commentatori frettolosi insistono sulla tesi dei vasi comunicanti e ritengono che questo aumento delle partenze dalla Libia  sia legato alla chiusura della rotta balcanica. ma così non fanno capire nulla di quello che sta veramente succedendo in Libia e nei paesi confinanti. E nel Mediterraneo si continua a morire.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-circa-30-i-migranti-annegati-al-largo-delle-coste-libiche-4-i-corpi-recuperati-Tre-le-imbarcazioni-di-migranti-affondate-459f8e3b-f04d-43a0-a9bf-67fd96134ba1.html

https://www.iom.int/news/mediterranean-migrant-arrivals-2016-near-155000-deaths-reach-467

http://www.libyaobserver.ly/news/salvation-government-denies-considering-hand-power-un-imposed-government

Intanto sulle spiagge libiche si arenano cadaveri di migranti in avanzato stato di decomposizione.  Il Canale di Sicilia è ancora spazzato da improvvise burrasche che non perdonano, specialmente quando i soccorsi ritardano. Un'altra tempesta è in arrivo nei prossimi giorni. I mezzi di Frontex dovranno applicare con la massima tempestività le prescrizioni vincolanti in materia di ricerca e soccorso previste dal Regolamento 656/2014/UE.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv:OJ.L_.2014.189.01.0093.01.ITA&toc=OJ:L:2014:189:FULL

http://www.libyaobserver.ly/news/tens-drowned-bodies-found-libyan-shores

http://www.albawaba.com/news/twelve-bodies-migrants-found-libyan-coast-821910

http://www.independent.com.mt/articles/2016-03-27/local-news/Another-cyclone-expected-to-pass-close-to-Malta-next-weekend-6736155474

Ma nessuno si commuove, le stragi degli scorsi anni, con centinaia di corpi in fondo al mare sono dimenticate, anzi l'opinione pubblica si lamenta per quelli che vengono soccorsi. Per molti, che hanno ampio spazio nei media più seguiti, dovrebbero essere rinviati indietro, nelle mani dei loro torturatori. E sulla pelle delle persone è sempre campagna elettorale. Neppure le parole del Papa trovano riscontro nelle scelte dei politici e dei vertici di polizia.

http://www.bbc.com/news/world-europe-35907274

http://www.upi.com/Top_News/World-News/2016/03/27/Pope-condemns-rejection-of-migrants-in-Easter-address/5461459093448/?spt=sec&or=tn

Segni di violenza e di abusi sui corpi di chi viene fatto sbarcare in Italia dopo essere stato soccorso in acque internazionali. Una scelta di soccorso imposta dalle convenzioni internazionali, oltre che dalla coscienza umana. Sono tutti migranti forzati. A tutti coloro che arrivano dalla Libia, sprofondata nella guerra civile, una guerra che l'Unione Europea continua a sottovalutare, deve essere riconosciuto almeno un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Anche ai bangla, ai quali le Commissioni  territoriali in Italia riservano sistematicamente un diniego, definendoli come migranti economici.

http://www.middle-east-online.com/english/?id=76015

http://m.bdnews24.com/en/detail/bangladesh/1126479

http://www.dhakatribune.com/bangladesh/2016/mar/28/four-bangladeshis-killed-militia-libyas-benghazi

http://www.asianage.com/india/nurse-son-killed-rocket-hit-libya-696

https://www.libyaherald.com/2016/03/24/wirshefana-close-zawia-back-road-to-tripoli-after-11-die-in-fighting-west-of-tripoli-zawia-clashes-continue/

Occorre anche seguire quello che succede nei paesi a sud della Libia, per l'intensificarsi dei sequestri di migranti da parte di bande di delinquenti e di respingimenti da parte di guardie di frontiera. Dal Sudan e dal Niger, ma anche dal Mali, arrivano notizie sempre peggiori sulla sorte dei migranti in transito. E molti vengono respinti anche alla frontiera meridionale libica. Ammesso che esista ancora, in realtà i migranti sono oggetto di sequestri ripetuti da parte di bande di miliziani che stabiliscono ogni giorno nuovi chek point.

http://www.rapportoannuale.amnesty.it/2015-2016/aree

http://www.lastampa.it/2016/03/26/esteri/tripoli-contro-kobler-non-siamo-noi-a-impedirgli-di-arrivare-qua-RkZe7cvQj9d29qQKI0rxNJ/pagina.html

http://www.libyaobserver.ly/opinions/un-violation-main-aim-libya-dialogue-led-present-chaos

http://www.libyaobserver.ly/news/dignity-operation-leader-bad-leadership-causing-defections-haftar%E2%80%99s-forces

http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/uk-special-forces-sas-operations-in-libya-confirmed-by-leaked-briefing-a6952821.html

http://www.digitaljournal.com/news/world/op-ed-former-blackwater-head-erik-prince-had-dealings-in-libya/article/461150

Come al solito i migranti si trovano tra due fuochi e per molti non c'è scampo da abusi e trattamenti disumani o degradanti. Come confermano i corpi delle persone che riescono ad arrivare in Italia, per vedersi magari negare persino l'accesso alla procedura di protezione internazionale.

http://www.internazionale.it/video/2016/03/21/migranti-libia-traversata-mediterraneo

http://www.tempostretto.it/news/molo-marconi-sbarco-migranti-quattro-feriti-armi-fuoco-ci-hanno-sparato-libia-foto.html
                                                                                         http://ragusa.gds.it/2016/03/28/migranti-in-730-su-una-nave-norvegese-in-viaggio-verso-pozzallo_493163/                                                                      
Agli organi decisionali dell'Unione Europea interessa soltanto bloccare le partenze, e chiudere la rotta balcanica soprattutto, con una grave sottovalutazione di quello che sta succedendo in Libia. se ne parlerà ancora al prossimo vertice europeo di Bruxelles. Questi governanti sono solo capaci di lanciare allarmi e concludere accordi con stati che non rispettano i diritti umani. Nessuna possibilità di ingresso legale o di ritrasferimento per i migranti in fuga da guerre e persecuzioni.

http://www.independent.com.mt/articles/2016-03-26/local-news/European-Union-readies-for-massive-migration-flows-from-Libya-ministers-to-meet-in-April-6736155428

http://www.maltastar.com/dart/20160327-migrants-from-libya-subject-of-april-summit

http://www.consilium.europa.eu/en/meetings/european-council/2016/02/18-19/

venerdì 25 marzo 2016

L'Egitto di Al Sisi spaccia ancora false verità sulla uccisione di Giulio Regeni ma la Procura egiziana smentisce. Poi ancora la conferma del governo. Hanno sepolto i corpi e la verita'. Continuano le violazioni dei diritti umani ma non si può compromettere il rapporto con un alleato così potente. Il fine però non giustifica i mezzi.




Al Sisi ha scelto proprio il momento giusto per diffondere l'ennesima falsa verità sul sequestro e sull'uccisione di Giulio Regeni.
                                                                                              http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/25/regeni-ultima-versione-del-cairo-ucciso-da-una-banda-di-rapitori-specializzati-in-rapine-e-sequestri-di-stranieri/2580661/                                                                                                     
Quando un titolo fa la notizia. Poi i titoli si fanno più dubbiosi, si cita solo la  fonte egiziana e si riportano i dubbi della magistratura italiana.                                                                                                      
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2016/03/24/regeni-media-banda-implicata-in-omicidio_ad2beddb-d5f0-45a9-bbd3-b77b2664092f.html 

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/24/news/egitto_5_uccisi_polizia_legati_a_omicidio_regeni-136219764/?ref=HREA-1

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2016/03/24/regeni-media-banda-implicata-in-omicidio_ad2beddb-d5f0-45a9-bbd3-b77b2664092f.html

Al Sisi annuncia la sua verita' all'indomani degli attacchi terroristici di Bruxelles e mentre in Libia l'Egitto si rivela sempre più come l'ago della bilancia, grazie al governo di Tobruk ed al generale Haftar ormai alle dipendenze dei generali egiziani.

http://thecairopost.youm7.com/news/200787/news/sisi-meets-with-cen-sad-defense-ministers

http://www.sigmalive.com/en/news/politics/143201/defence-minister-calls-for-quotcooperationquot-to-fight-terrorism

Zeid urges Egypt to halt repression of NGOs
http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/195764/-.aspx

 Insomma Al Sisi, baluardo contro il terrorismo internazionale, arbitro della crisi libica, si può permettere di somministrare agli italiani ed al mondo la "sua" verità sulla fine di Giulio, che sarebbe stato vittima di criminali comuni camuffati da poliziotti, dediti al sequestro di cittadini occidentali. I corpi dei sei "criminali" sarebbero stati sepolti dopo l'autopsia condotta dalle autorita' egiziane. Il fatto che i documenti di Giulio siano stati esibiti adesso dalla polizia egiziana potrebbe semmai costituire una prova che sono stati in possesso della stessa polizia sin del momento del sequestro. E' stato fatto il riscontro del DNA sul corpo dei presunti autori del sequestro ed e' stato messo a disposizione della magistratura italiana per ulteriori riscontri? I morti non potranno mai smentire quanto afferma il governo egiziano. Gli hanno chiuso la bocca per sempre. Con le pallottole.

Se la tesi del governo egiziano non fosse verificata, Al Sisi dovra' spiegare al mondo, ma soprattutto alla famiglia di Giulio, come e quando la sua polizia e' entrata in possesso dei documenti, unico dato certo fino ad ora. Dopo la parziale smentita della magistratura egiziana e' arrivata ancora l'ennesima conferma di Al SISI ma i media cominciano a formulare dubbi sempre piu' forti. Anche Enrico Letta in un tweet si dichiara scettico sulla versione dei fatti fornita dal ministero dell'interno egiziano che ha ordinato la sepoltura dei corpi a tempo di record. HANNO SEPOLTO I  CORPI E LA VERITA'.

http://www.ansa.it/english/news/2016/03/24/killed-egyptian-band-perhaps-linked-to-regeni-murder-media_731b2411-4e54-4f59-924a-5d22fd0aa892.html

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/esteri/2016/03/24/news/egitto_5_uccisi_polizia_legati_a_omicidio_regeni-136219764/?ref=m|home|apertura|pos_1

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Caso-Regeni-media-Uccisi-cinque-componenti-di-una-banda-che-sequestrava-stranieri-1a22846a-a1d6-405a-90eb-55397c450fb6.html

Le falsità diffuse dal governo egiziano ricevono una smentita immediata, da parte della Procura egiziana che nega i legami tra l'uccisione dei sei banditi che si travestivano da poliziotti ed il sequestro di Giulio Regeni. Poco dopo la stessa Procura egiziana conferma la tesi imposta da Al Sisi. E si aggiungono dettagli che tendono a screditare la figura di Giulio. L'onda mediatica è già partita e dalla confusione che si sta ingenerando non sarà facile tirare fuori responsabilità precise. 

Security sources fatally shot an unspecified number of people in New Cairo Thursday morning who were suspected of gang activity, impersonating police officers, theft and kidnapping foreigners, said a statement posted on the Interior Ministry’s Facebook page.
The suspects were killed in a shootout with the police, the statement said. It further asserted that the ministry abided by legal procedures in the incident and had informed the public prosecution. No further details were provided.
After local media published a slew of articles linking the suspects to the recent abduction and murder of Italian PhD student Giulio Regeni, the public prosecution denied any correlation, reported the privately owned Al-Shorouk newspaper. The prosecution stated that an Italian citizen had accused the suspects of making threats and stealing US$10,000.
A team from the public prosecution reportedly supervised the autopsy of the bodies after the incident and then ordered them buried. Detectives are also reportedly concluding investigations into the incident. 
The prosecution was responding to articles such as one published in the privately owned newspaper Al-Tahrir, in which an unidentified security source claimed that police killed five people suspected of gang activity targeting foreigners and of involvement in Regeni’s death.

http://www.madamasr.com/news/update-public-prosecution-denies-link-between-slain-gang-members-regeni-murder

Tutti i giornali riferiscono di queste menzogne diffuse ad arte per infangare e per confondere, di fatto per creare una tale cortina di nebbia da fare scomparire le responsabilità di chi ha ordinato e di chi ha eseguito la brutale esecuzione di Giulio. Continuano intanto le violazioni dei più elementari diritti umani, che l'Unione Europea non vede, e che qualcuno in Italia preferisce nascondere per non compromettere lucrose commesse e forniture di gas.

https://www.middleeastmonitor.com/news/africa/24659-washington-accuses-egypt-of-scaring-politicians-rights-activist

http://www.enr.com/articles/39126-french-italian-lenders-back-egyptian-14b-refinery-plant

In Egitto le violazioni dei diritti umani son o sempre più gravi e si rivolgono anche contro medici, avvocati, giornalisti, organizzazioni non governative.

http://mobile.nytimes.com/2016/03/25/world/middleeast/egypt-continues-crackdown-on-groups-documenting-government-abuse.html?referer=http%3A%2F%2Fwww.newsnow.co.uk%2Fh%2FWorld+News%2FAfrica%2FEgypt

UN rights chief urges Egypt to halt 'clampdown' on civil society groups

http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=53535#.VvSCbXo4zm5

Zeid urges Egypt to halt repression of NGOs
Zeid urges Egypt to halt repression of NGOs
http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=18521&LangID=E

http://af.reuters.com/article/egyptNews/

http://www.madamasr.com/news/foreign-ministry-fires-back-international-condemnation-reopened-ngo-case

Resta solo da sperare che il governo italiano e la magistratura romana titolare dell'indagine non abbocchino a questo ennesimo tranello e si continuino a battere per l'accertamento della verità.
Di certo i cittadini solidali e le associazioni, che hanno condiviso l'impegno per fare chiarezza sulla terribile uccisione di Giulio, non resteranno in silenzio neppure un giorno fino a quando le responsabilità militari e politiche non siano chiarite.

http://www.amnesty.it/Egitto-Giulio-Regeni-dichiarazione

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/esteri/2016/03/25/news/regeni_oltraggio_alla_verita_e_alla_memoria-136264401/?ref=HREA-1

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/regeni-condanna-parlamento-europeo-Strasburgo-Egitto-dica-verita-a-Italia-giulio-regeni-collabori-ricercatore-ucciso-cairo-b9f671db-7ef6-4b27-a5b7-eb5878c9c27e.html

Riteniamo opportuno che si apra una inchiesta internazionale e che i responsabili dei servizi di sicurezza, egiziani ed italiani, presenti al Cairo al momento del sequestro di Giulio, siano chiamati a deporre senza che sugli atti relativi sia apposto il segreto di stato, come è successo in passato in inchieste su casi altrettanto gravi.

http://www.lastampa.it/2014/03/20/italia/cronache/ilaria-alpi-il-governo-avvia-la-desecretazione-dei-documenti-ETaATn3Qf0oWSHYalq1gDL/pagina.html
giovedì 24 marzo 2016

Accordo tra Unione Europea e Turchia, in contrasto con il Regolamento Frontex 656/2014/UE. Interviene la Nato fuori dalla legalità internazionale e le rotte cambiano. Crisi umanitaria in Grecia dopo il blocco della rotta balcanica. Morte ed arresti alla frontiera tra la Turchia e la Bulgaria.


Accordo tra Unione Europea e Turchia, in contrasto con il Regolamento Frontex 656/2014. Basta un confronto testuale ed emerge la portata illegale degli accordi che sono stati sottoscritti a Bruxelles.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX%3A32014R0656

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/18/news/il_testo_completo

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/18/news/migranti_turchia_ue-135750332/

http://www.eddyburg.it/2016/03/questione-di-intelligence.html

Vedremo davvero come faranno a "cacciare gli irregolari dalla Grecia a partire dal 4 aprile" e quanti morti ancora ci saranno.

http://www.internazionale.it/opinione/stefano-liberti/2016/03/22/accordo-europa-turchia-migranti

Abbiamo già esaminato l'accordo concluso tra l'Unione Europea e la Turchia per bloccare le partenze verso l'Europa e per deportare una parte di quei migranti che comunque riescono ad arrivare in Grecia, deportazioni collettive che possono comportare il successivo rimpatrio verso i paesi di origine, come si sta verificando in questi giorni con le deportazioni di afghani da parte del governo turco.

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/03/turkey-safe-country-sham-revealed-dozens-of-afghans-returned/

http://www.pressenza.com/it/2016/03/decine-afgani-rimpatriati-forza-laccordo-turchia-unione-europea/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/03/respingimenti-illegali-e-morte-in-egeo.html

http://w2eu.info/greece.en/articles/greece-turkey-deal.en.html

https://www.washingtonpost.com/news/worldviews/wp/2016/03/23/the-e-u-says-turkey-is-safe-for-refugees-heres-why-it-may-not-be/

Ecco le ragioni del diritto che ci permettono di definire illegale l'accordo truffa concluso a Bruxelles tra il Consiglio su proposta della Commissione Europea. Appare evidente l'aperto contrasto di quanto previsto dall'accordo con disposizioni vincolanti sia gli stati, che gli organi dell'Unione Europea, contenute nella Carta dei diritti fondamentali agli articoli 18 e 19 che vietano i respingimenti collettivi. Il diritto di asilo non ammette deroghe basate sulla nazionalità o sulla provenienza geografica. 


Articolo 18 - Diritto di asilo

Il diritto di asilo è garantito nel rispetto delle norme stabilite dalla Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e dal protocollo del 31 gennaio 1967, relativi allo status dei rifugiati, e a norma del trattato che istituisce la Comunità europea .


Articolo 19 - Protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione

1. Le espulsioni collettive sono vietate.

2. Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti.


Ed ecco, in contrasto con gli accordi UE-Turchia, le norme tratte dal Regolamento UE n. 656/2014 recante norme per la sorveglianza delle frontiere marittime esterne nel contesto della cooperazione operativa coordinata dall'Agenzia Europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione Europea.

Articolo 4
Protezione dei diritti fondamentali e principio di non respingimento
1. Nessuno può, in violazione del principio di non respingimento, essere sbarcato, costretto a entrare, condotto o altrimenti consegnato alle autorità di un paese in cui esista, tra l’altro, un rischio grave di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura, alla persecuzione o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti, o in cui la vita o la libertà dell’interessato sarebbero minacciate a causa della razza, della religione, della cittadinanza, dell’orientamento sessuale, dell’appartenenza a un particolare gruppo sociale o delle opinioni politiche dell’interessato stesso, o nel quale sussista un reale rischio di espulsione, rimpatrio o estradizione verso un altro paese in violazione del principio di non respingimento.
2. In sede di esame della possibilità di uno sbarco in un paese terzo nell’ambito della pianificazione di un’operazione marittima, lo Stato membro ospitante, in coordinamento con gli Stati membri partecipanti e l’Agenzia, tiene conto della situazione generale di tale paese terzo.

3.Durante un’operazione marittima, prima che le persone intercettate o soccorse siano sbarcate, costrette a entrare, condotte o altrimenti consegnate alle autorità di un paese terzo e tenuto conto della valutazione della situazione generale di tale paese terzo ai sensi del paragrafo 2, le unità partecipanti utilizzano, fatto salvo l’articolo 3, tutti i mezzi per identificare le persone intercettate o soccorse, valutare la loro situazione personale, informarle della loro destinazione in un modo per loro comprensibile o che si possa ragionevolmente supporre sia per loro comprensibile e dar loro l’opportunità di esprimere le eventuali ragioni per cui ritengono che uno sbarco nel luogo proposto violerebbe il principio di non respingimento.

Durante un’operazione marittima, prima che le persone intercettate o soccorse siano sbarcate, costrette a entrare, condotte o altrimenti consegnate alle autorità di un paese terzo e tenuto conto della valutazione della situazione generale di tale paese terzo ai sensi del paragrafo 2, le unità partecipanti utilizzano, fatto salvo l’articolo 3, tutti i mezzi per identificare le persone intercettate o soccorse, valutare la loro situazione personale, informarle della loro destinazione in un modo per loro comprensibile o che si possa ragionevolmente supporre sia per loro comprensibile e dar loro l’opportunità di esprimere le eventuali ragioni per cui ritengono che uno sbarco nel luogo proposto violerebbe il principio di non respingimento.

Articolo 9
Situazioni di ricerca e soccorso
1. Gli Stati membri osservano l’obbligo di prestare assistenza a qualunque natante o persona in pericolo in mare e durante un’operazione marittima assicurano che le rispettive unità partecipanti si attengano a tale obbligo, conformemente al diritto internazionale e nel rispetto dei diritti fondamentali, indipendentemente dalla cittadinanza o dalla situazione giuridica dell’interessato o dalle circostanze in cui si trova.
2. Al fine di affrontare le situazioni di ricerca e soccorso che possono presentarsi durante un’operazione marittima, il piano operativo contiene, conformemente al pertinente diritto internazionale, compreso quello in materia di ricerca e soccorso, almeno le seguenti disposizioni:
a) se, nel corso di un’operazione marittima, le unità partecipanti hanno motivo di ritenere di trovarsi di fronte a una fase di incertezza, allarme o pericolo per un natante o qualunque persona a bordo, esse trasmettono tempestivamente tutte le informazioni disponibili al centro di coordinamento del soccorso competente per la regione di ricerca e soccorso in cui si è verificata la situazione e si mettono a disposizione di tale centro di coordinamento del soccorso;
b) le unità partecipanti informano quanto prima il centro internazionale di coordinamento di ogni contatto con il centro di coordinamento del soccorso e di quanto da esse eseguito;
c) si considera che un natante o le persone a bordo siano in una fase di incertezza, in particolare:
i) quando una persona è stata segnalata come scomparsa o un natante è in ritardo; oppure
ii) quando una persona o un natante non ha inviato il rapporto di posizione o di sicurezza previsto;
d) si considera che un natante o le persone a bordo siano in una fase di allarme, in particolare:
i) quando in seguito a una fase di incertezza, i tentativi di stabilire un contatto con una persona o un natante sono falliti e le richieste di informazioni rivolte ad altre fonti appropriate non hanno dato esito; oppure
ii) quando sono state ricevute informazioni secondo cui l’efficienza operativa di un natante è compromessa, ma non al punto di rendere probabile una situazione di pericolo;
e) si considera che un natante o le persone a bordo siano in una fase di pericolo, in particolare:
i) quando sono ricevute informazioni affermative secondo cui una persona o un natante è in pericolo e necessita di assistenza immediata; oppure
ii) quando in seguito a una fase di allarme, ulteriori tentativi falliti di stabilire un contatto con una persona o un natante e più estese richieste d’informazioni senza esito portano a pensare alla probabilità che esista una situazione di pericolo; oppure
iii) quando sono ricevute informazioni secondo cui l’efficienza operativa del natante è stata compromessa al punto di rendere probabile una situazione di pericolo;
f) per valutare se un natante si trovi in una fase di incertezza, allarme o pericolo, le unità partecipanti tengono in conto, e trasmettono al centro di coordinamento del soccorso competente, tutte le informazioni e osservazioni pertinenti, anche per quanto riguarda:
i) l’esistenza di una richiesta di assistenza, anche se tale richiesta non è l’unico fattore per determinare l’esistenza di una situazione di pericolo;
ii) la navigabilità del natante e la probabilità che questo non raggiunga la destinazione finale;
iii) il numero di persone a bordo rispetto al tipo di natante e alle condizioni in cui si trova;
iv) la disponibilità di scorte necessarie per raggiungere la costa, quali carburante, acqua e cibo;
v) la presenza di un equipaggio qualificato e del comandante del natante;
vi) l’esistenza e la funzionalità di dispositivi di sicurezza, apparecchiature di navigazione e comunicazione;
vii) la presenza a bordo di persone che necessitano di assistenza medica urgente;
viii) la presenza a bordo di persone decedute;
ix) la presenza a bordo di donne in stato di gravidanza o di bambini;
x) le condizioni e previsioni meteorologiche e marine;
g) in attesa delle istruzioni del centro di coordinamento del soccorso, le unità partecipanti adottano tutte le opportune misure per salvaguardare l’incolumità delle persone interessate;
h) qualora un natante sia considerato in una situazione di incertezza, allarme o pericolo ma le persone a bordo rifiutino l’assistenza, l’unità partecipante ne informa il centro di coordinamento del soccorso competente e segue le sue istruzioni. L’unità partecipante continua ad adempiere al proprio dovere di diligenza sorvegliando il natante e adottando tutte le misure necessarie per salvaguardare l’incolumità delle persone interessate ed evitando qualsiasi azione che possa aggravare la situazione o aumentare le probabilità di lesioni alle persone o perdite di vite umane;
i) qualora il centro di coordinamento del soccorso di un paese terzo competente per la regione di ricerca e soccorso non risponda alle informazioni trasmesse dall’unità partecipante, questa contatta il centro di coordinamento del soccorso dello Stato membro ospitante, salvo che tale unità partecipante ritenga che un altro centro di coordinamento del soccorso riconosciuto a livello internazionale sia in condizione di assumere in maniera più efficace il coordinamento della situazione di ricerca e soccorso.
Il piano operativo può contenere dettagli adattati alle circostanze dell’operazione marittima interessata.

3. Qualora la situazione di ricerca e soccorso si sia conclusa, l’unità partecipante, in consultazione con il centro internazionale di coordinamento, riprende l’operazione marittima.

Articolo 10
Sbarco
1. Il piano operativo contempla, conformemente al diritto internazionale e nel rispetto dei diritti fondamentali, almeno le seguenti modalità per lo sbarco di persone intercettate o soccorse durante un’operazione marittima:
a) in caso di intercettazione nelle acque territoriali o nella zona contigua di cui all’articolo 6, paragrafi 1, 2 o 6, o all’articolo 8, paragrafi 1 o 2, lo sbarco avviene nello Stato membro costiero, fatto salvo l’articolo 6, paragrafo 2, lettera b);
b) nel caso d’intercettazione in alto mare di cui all’articolo 7, lo sbarco può avvenire nel paese terzo da cui si presume che il natante sia partito. Ove ciò non sia possibile, lo sbarco avviene nello Stato membro ospitante;

c) nel caso di situazioni di ricerca e soccorso di cui all’articolo 9 e fatta salva la responsabilità del centro di coordinamento del soccorso, lo Stato membro ospitante e gli Stati membri partecipanti cooperano con il centro di coordinamento del soccorso competente per individuare un luogo sicuro e, una volta che il centro di coordinamento del soccorso competente abbia determinato tale luogo sicuro, assicurano che lo sbarco delle persone soccorse avvenga in modo rapido ed efficace.

Alcune prescrizioni vincolanti del Regolamento 656/2014/UE sono dunque in aperto contrasto con il recente Accordo UE-Turchia che prevede respingimenti collettivi, malgrado ricordi ipocritamente che le procedure devono essere individuali. Certo, procedure individuali ma tutte identiche, e con il medesimo esito, circostanza per per la corte Europea dei diritti dell'Uomo mantiene il carattere collettivo dei respingimenti. E sono respingimenti collettivi anche quelli effettuati senza procedure e motivazioni individuali verso paesi membri dell'Unione Europea.

http://www.programmaintegra.it/wp/2014/10/corte-europea-dei-diritti-delluomo-sono-illegittimi-i-respingimenti-collettivi-verso-stati-ue/

http://www.meltingpot.org/Respingimenti-verso-la-Libia-L-Italia-condannata-dalla.html#.VvQg0no4zm4

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/12/profughi-rischio-in-grecia-non-bastano.html

 Si diffonde la consapevolezza della natura illecita dell'accordo tra Unione Europea e Turchia, le grandi organizzazioni umanitarie si ritirano dalla gestione degli Hotspot in Grecia, e per bloccare le traversate verso le isolette greche interviene la Nato, abituata da tempo ad operare fuori dalla legalità internazionale. Ricordiamo ancora nel 2011 durante la guerra in Libia, quando un intervento di soccorso che avrebbe dovuto essere coordinato dal Comando generale della Nato a Napoli, si concluse con l'abbandono del barcone e dei suoi passeggeri, dei quali non si è saputo più nulla. Come non si è saputo più nulla delle denunce presentate dopo quel caso.

http://www.famigliacristiana.it/articolo/mancato-soccorso-ai-migranti-si-indaga-sul-caso-denunciato-da-mare-deserto-.aspx

http://www.laeco.it/esteri/2012/04/08/72-esuli-lasciati-morire-in-balia-del-mare-inchiesta-del-consiglio-deuropa_3161.html

http://www.dpa-international.com/news/sports2/turkey-expects-up-to-60000-refugees-from-aleppo-minister-says-a-48165307.html

http://www.roadtopeace.org.uk/#!migrant-crisis/a13xc

Intanto è crisi umanitaria in Grecia dopo il blocco della rotta balcanica.                                  
https://www.hrw.org/news/2016/03/24/greece-humanitarian-crisis-athens-port

Alla frontiera di Idomeni si riproduce un ghetto  di disperati in attesa di passare il confine con la Macedonia. 

http://www.mia.mk/en/Inside/RenderSingleNews/82/133094144

http://www.ekathimerini.com/207280/article/ekathimerini/news/idomeni-in-tense-state-as-ngo-withdrawal-continues

Ovunque filo spinato e polizia, nessuna speranza di andare avanti, nessuna possibilità di ritornare indietro. Scene da campo di concentramento.

http://m.independent.mk/articles/29467/Greece+Cannot+Accommodate+More+Refugees+as+Its+Capacities+Are+Fully+Exhausted

http://www.independent.co.uk/news/world/europe/refugee-crisis-aid-organisations-end-activities-in-greece-over-government-s-police-run-detention-a6948586.html                                                                                                      https://wadisalibtimes.wordpress.com/2016/03/23/eu-turkey-deal-and-its-nightmarish-face/

http://www.ekathimerini.com/207280/article/ekathimerini/news/idomeni-in-tense-state-as-ngo-withdrawal-continues

http://www.voanews.com/media/video/volunteers-step-in-greece-battles-migrant-economy-crises/3251730.html

http://mobile.nytimes.com/2016/03/24/world/europe/greece-aid-groups-resist-migrant-deal.html?_r=1&referer=http%3A%2F%2Fwww.newsnow.co.uk%2Fh%2FWorld+News%2FEurope%2FWestern%2FGreece

Aid agencies boycott Greek migrant detention centers

http://english.cntv.cn/2016/03/24/VIDEnOAqdgFO4DxhwaRi4eyf160324.shtml


Si registra intanto un primo rallentamento degli arrivi in Grecia, ma si ripetono incidenti mortali ed arresti alla frontiera tra la Turchia e la Bulgaria. 

http://bnr.bg/en/post/100510995/bulgaria-succeeds-in-restricting-refugee-flow-along-southern-border

http://wikimapia.org/4366775/Malko-Tarnovo-Border-pass

http://www.focus-fen.net/news/2016/03/24/401476/police-employees-detain-driver-transporting-12-illegal-migrants-in-bulgaria-capital.html

http://m.novinite.com/articles/173703/Twelve+Illegal+Migrants+Detained+After+Car+Pursuit+in+Sofia

http://www.focus-fen.net/news/2016/03/24/401499/bulgaria-land-forces-dg-border-police-hold-joint-training-exercises-close-to-ilinden-border-crossing.html

http://m.novinite.com/articles/149497/8+Illegal+Immigrants+Detained+near+Bulgarian-Turkish+Border

http://www.focus-fen.net/news/2016/03/24/401493/23-migrants-detained-on-trakiya-motorway-near-bulgarias-pazardzhik.html

http://news.newsdirectory2.com/border-with-bulgaria-woman-and-child-freeze-on-the-run/

http://agensir.it/quotidiano/2016/2/8/bulgaria-to-migrant-women-dead-from-cold-at-the-border-with-turkey-11-children-saved/

http://www.focus-fen.net/news/2016/03/24/401497/identity-of-dead-men-found-close-to-the-turkish-border-not-established-yet.html


Bordermonitoring Bulgaria is extremely worried that such move will bear great social costs. Already the situation of those who seek asylum is unbearable. As Bulgaria is experiencing a social catastrophy of unseen proportions, we call for immediate suspension of the Dublin Agreement and all other return bilateral agreements that can threaten the physical survival of asylum-seekers and status-holders in Bulgaria. We further call for general revision of the Dublin policies, which continue to jeopardize thousands.

http://bb.antira.info/







mercoledì 23 marzo 2016

Populismo e islamofobia dilagano ovunque. Il cordoglio e l'esecrazione per le stragi di Bruxelles non bastano. Dopo i migranti saranno nel bersaglio i cittadini solidali. Che fare?


Troppe analisi si sono sprecate oggi "a caldo"su fatti di inaudita gravità, che probabilmente segneranno una ulteriore svolta nelle politiche europee della sicurezza. L'attacco era rivolto sicuramente all'Unione Europea e non solo al Belgio se si considerano i luoghi ed i tempi degli attacchi. Pochi giorni fa era stato siglato un accordo truffa tra l'Unione Europea e la Turchia, dove si sono verificati altri attentati, e ancora in precedenza nessuno aveva dato rilievo all'attacco terroristico alla rappresentanza dell'Unione Europea a Bamako in Mali. Si dovrebbero valutare sempre gli effetti degli accordi con stati che non rispettano i diritti umani. Se il fine giustifica i mezzi, come sembrerebbe nella più recente politica europea in materia di immigrazione, allora che semina il terrore è ancora più forte, dentro e fuori l'Unione Europea..

http://veritanwo.altervista.org/dopo-attentati-deputato-belga-accusa-servizi-segreti-e-parla-di-nuovo-ordine-mondiale/

http://www.osservatoriorepressione.info/13745/

Il pericolo degli islamici che assaltano l'Europa e mettono a rischio un futuro già abbastanza incerto è sbandierato da un talk-show all'altro, e tutto diventa audience e convenienza elettorale. Occorre andare oltre ed approfondire l'analisi. Non si può ritenere sufficiente esprimere cordoglio ed esecrazione per una serie di attentati che avranno conseguenze enormi, occorre trovare da subito che fare, dove siano e da domani. Innanzitutto occorre rivedere quale è lo stato di servizi che tranquillizzano proprio alla vigilia di in attentato. Occorre anche evitare che le prossime normative antiterrorismo che saranno adottate a livello europeo, vengano implementate in Italia nella direzione di un sostanziale svuotamento del principio di libera circolazione, della libertà di comunicazione  e dei diritti di difesa. Per dare copertura ai politici che, magari sulla base di un arresto eclatante, come si è verificato pochi giorni fa proprio a Bruxelles, illudono la popolazione civile che il pericolo terroristico sia ormai superato.

http://www.sbs.com.au/news/article/2016/03/23/colossal-failure-brussels-attacks-stir-airport-security-debate

http://www.statewatch.org/semdoc/directive-combating-terrorism-2015.html

L'ignoranza, dai vertici più alti delle istituzioni, fino ai settori più marginali della società italiana, impedisce di individuare la radice dei problemi ed allontana le soluzioni. La ricerca di soluzioni basate soltanto sulle misure repressive, pure necessarie a questo punto, rischia di allontanare l'attenzione generale dalla ricerca di soluzioni di convivenza che non si possono garantire con gli arresti e gli interrogatori, Manca una vera polizia europea e non ci potrà mai essere finchè le posizioni dei singoli stati in materie tanto rilevanti, come la politica estera e la sicurezza interna, resteranno tanto distanti.

http://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/laccordo-tra-turchia-e-consiglio-europeo-e-illegale/

L'attenzione concentrata per mesi sui muri esterni per fermare le ondate di profughi che cercavano di entrare comunque in Europa, soprattutto dalla Siria e dall'Eritrea, come da altri paesi dell'area subsahariana, hanno ridotto nell'opinione pubblica la percezione della gravità della minaccia terroristica e delle forze che la alimentano con un fiume di denaro. La guerra tra poveri scatenata sull'onda dell'arrivo dei migranti in Europa ha impedito di percepire come le guerre e le fughe di massa non costituissero altro che una risposta non tanto ad una minacciosa organizzazione terroristica, quanto soprattutto ad un gruppo che si sta rivelando molto abile nella destabilizzazione degli stati e nella diffusione del terrore.

http://www.piovegovernoladro.info/2016/03/22/giulietto-chiesa-ce-dietro-gli-attentati-bruxelles/

http://www.linkiesta.it/it/article/2016/03/22/il-terrorismo-nasce-in-europa-e-si-batte-come-negli-anni-di-piombo/29707/

Non è solo ignoranza però, perché la politica dei muri, dei muri interni che corrispondono alla ghettizzazione urbana ed al ripristino delle frontiere Schengen, con attacchi sempre più rozzi e violenti contro la libertà di circolazione, e dei muri esterni, dalla frontiera greco-turca, ad Idomeni e Lampedusa, fino a Calais, è ancora la politica vincente, sostenuta da un coro di media che sono scesi in guerra prima degli eserciti convenzionali. Di certo chiusa una rotta se ne apre  subito dopo un'altra.

http://www.novinite.com/articles/173653/Austria+Warns+New+Migrant+Route+Might+Be+Opened+Up+via+Bulgaria

Chi fugge dalla guerra e dalla fame dopo avere perso tutto NON si ferma. neanche se gli sparano addosso, come è già successo peraltro.

http://www.independent.co.uk/news/world/europe/idomeni-refugee-dachau-nazi-concentration-camp-greek-minister-a6938826.html

Come se nessuno ricordasse che da anni siamo in guerra, come dimenticare oltre la Siria, Irak, Afganistan e Kosovo, una guerra a bassa intensità che si combatte con armi convenzionali e sulla pelle delle popolazioni civili, adesso occidentali compresi, nessuno escluso. Per vincere questa guerra occorre cambiare strada, molti dei rimedi apprestati dall'Unione Europea in questi anni hanno allontanato la pace quando era possibile.

http://www.unita.tv/focus/perche-oriana-fallaci-non-aveva-e-non-ha-ragione/

 Il caso della Libia è esemplare in questo senso. La politica d'integrazione è l'unica possibile, l'unica che può garantire convivenza. Perché tacciano le armi, tutte le armi.

http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/galantino-su-attentato-bruxelles.aspx?utm_content=buffer5c1dc&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

Altri hanno dichiarato guerra al nemico esterno, prima  ed ai nemici interni adesso, e la linea del fuoco si è avvicinata e taglia ormai e nostre città. Una guerra che espropria materialmente e moralmente le nostre vite ed il destino dei nostri figli, che azzera la speranza di futuro, oltre la sopravvivenza e la subordinazione sociale. Il fondamentalismo è uno strumento che può essere usato da tutte le parti, e che non dipende dal credo religioso. Al fondamentalismo islamista si può contrapporre il fondamentalismo del mercato globale, che schiaccia le aree geografiche ed i popoli più svantaggiati. La vera partita si giocherà adesso sull'adozione di misure anti-terrorismo, e su questo terreno si valuterà la coesione degli stati, tanto lacunosa quando si deve decidere di fornire assistenza ai profughi.

http://www.pandoratv.it/?p=6868

http://www.ibtimes.com/brussels-airport-metro-bombings-could-eu-intelligence-sharing-have-stopped-belgian-2340921

Le scorie di questi fondamentalismi, talvolta anche gli snodi strategici, diventano milizie armate e gruppi paramilitari che operano alle dipendenze di regimi dittatoriali. Gli uni hanno bisogno degli altri per ricavare la loro legittimazione. Ed il ischio che nei nostri territori si alimenti soltanto un nuovo razzismo

http://friulisera.it/2016/03/profughi-divieto-di-dar-loro-cibo-drammatico-viaggio-nel-volontariato-udinese/

http://www.istitutospiov.it/articoli/lo-scontro-di-civilt%C3%A0-%C3%A8-negli-opposti-fondamentalismi

Non è uno scontro di civiltà, né uno scontro tra religioni, come vorrebbero fare credere, contrastare questa ricostruzione che sta diventando senso comune richiederà una fatica immensa ed un lavoro quotidiano. Non si può essere neppure sicuri che non si sia superato il punto di non ritorno verso un vero e proprio stato di polizia. Come altre volte in passato, sembra che non ci siano altre scelte, come l'interposizione,l'individuazione e la tutela dei soggetti vulnerabili, sempre più numerosi. ed affiancamento dei nuovi arrivati, difesa strenua del diritto di asilo e crescita comune sono obiettivi indefettibili che neppure le bombe riusciranno a nascondere.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=11200

La sfida al terrorismo si vince in Europa, nelle città europee, contando e facendo anche contare di più le comunità straniere, altrimenti condannate ad organizzarsi in  tante mafie, grandi o piccole.. Non basterà certo bloccare le partenze di disperati dalle coste dell'Africa e del vicino Oriente, inviando migliaia di agenti di polizia reclutati da Frontex. Il terrorismo si diffonde in Europa tra persone che sono già residenti da lungo tempo, non recluta tra i migranti costretti a fuggire da teatri di guerra o da situazioni disumane come si può rappresentare complessivamente la Libia di oggi.  Ed il terrorismo colpisce l'Unione Europea anche in Mali, proprio alla vigilia di un possibile intervento militare in Libia.

http://www.internazionale.it/notizie/2015/11/21/attentato-mali-bamako

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/21/news/mali_bamako_attacco_militari_ue-136018260/

http://www.statewatch.org/semdoc/directive-combating-terrorism-2015.html

Interpreti e figure di mediazione, assistenti sociali e cittadini solidali, che saranno la migliore "intelligence", anche nelle carceri, a fronte di pratiche ormai diffuse che selezionano, isolano ed accentuano la segregazione all'interno dell'istituzione carceraria con conseguenze che possono arrivare anche al suicidio ed al disagio psichico cronico.

http://www.assemblea.emr.it/quotidianoer/notizie/carcere-dialogo-fra-costituzioni-e-culture-percorsi-comuni-argine-al-fondamentalismo

http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/giustizia-allarme-del-sappe-sul-rischio-fondamentalismo-islamico-nelle-carceri-italiane

http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/emilia-romagna-la-garante-desi-bruno-qcontro-il-fondamentalismo-imam-nelle-carceriq
domenica 20 marzo 2016

La Grecia non è pronta per i respingimenti sommari in Turchia e l'Unione Europea invia migliaia di agenti di polizia. Verso un paese a sovranità limitata ? Potrebbe succedere anche in Italia. Bruxelles spinge le polizie fuori dallo stato di diritto. Oggi almeno sei vittime, ma nessuno si commuove più.


Nel primo giorno di entrata in vigore degli accordi tra l'Unione Europea e la Turchia per il blocco dei migranti in fuga, nelle isole greche continuano gli arrivi e le forze di polizia devono ricorrere a comportamenti violenti nel tentativo di dissuadere a mare  chi è diretto verso Lesbos o Chios.
Le autorità greche dichiarano di non avere personale e strutture per la registrazione dei migranti che continuano ad arrivare, soprattutto perchè i meccanismi di rilocazione in Europa sono inceppati.
 I propositi di svuotamento delle isole greche si stanno infrangendo contro un elevato numero di arrivi, che continua ancora oggi e che nessuno sembra in grado di arrestare. 

http://greece.greekreporter.com/2016/03/20/president-pavlopoulos-mentions-the-eu-cares-about-humans-more-than-currency/

http://www.middleeasteye.net/news/refugees-greece-eu-turkey-deal-1428505633                                                                                                                 http://www.zerohedge.com/news/2016-03-20/thousands-elated-wet-migrants-land-lesbos-refugee-deal-fails-stem-flow

La strage continua, è quotidiana. Come ha riferito RaiNews 24 , almeno sei morti ancora oggi, tra le coste turche e le isolette greche, in diversi incidenti. Due bambine sono morte in mare, nessuna pietà, neppure un cenno in cronaca, e dopo gli accordi di Bruxelles le rotte verso la Grecia diventano sempre più lunghe e pericolose. La Turchia non diventa certo un paese terzo sicuro per i rifugiati, solo perchè lo decidono i capi di stato a Bruxelles.                                                                              
http://www.dailysabah.com/nation/2016/03/20/turkish-coast-guards-rescue-126-refugees-trying-to-reach-greece

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/greece/12199508/Midnight-passed-and-still-the-migrant-boats-come.html

http://www.ekathimerini.com/207159/article/ekathimerini/news/eu-turkey-deal-fails-to-stem-refugee-flight-to-greece

http://www.keeptalkinggreece.com/2016/03/19/eu-turkey-deal-greece-empties-islands-from-refugees-migrants-hot-spots-turn-into-detention-centers/#.Vu2t7jlVcCs.twitter

http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2016/03/18-eu-turkey-statement/

Appare comunque già provato che le forze della polizia greca, le guardie costiere dei due paesi confinanti, i mezzi inviati dall'Agenzia Europea Frontex, persino i mezzi della Nato, che si sono dichiarati disponibili ad eseguire operazioni di respingimento in mare, non sono sufficienti a scoraggiare le partenze dalla costa turca. E negli accordi con la Turchia non si fa nessun riferimento alle decine di migranti intrappolati in Grecia, soprattutto al confine con la Macedonia ad Idomeni.

http://www.theguardian.com/world/2016/mar/20/greece-delays-sending-refugees-back-to-turkey-under-eu-deal?CMP=share_btn_fb

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3501227/Greeks-say-deport-migrants-Turkey-despite-new-EU-deal-return-desperate-thousands-try-beat-deadline.html

Ed allora si decide di inviare nell'Egeo migliaia di agenti di polizia dei diversi stati europei, riuniti nel fantomatico corpo di polizia europea e nella cd. Guardia costiera europea, allo scopo di identificare, schedare, selezionare e respingere tutti coloro che non sono ritenuti meritevoli di accedere alle procedure di protezione internazionale. Agenti di polizia che dovrebbero eseguire ordini in contrasto con le Direttive europee e le leggi nazionali di attuazione in materia di Protezione internazionale e di rimpatri.

http://www.focus-fen.net/news/2016/03/20/401055/lokalno-macedonia-berlin-paris-to-send-600-police-officers-migration-employees-to-greece.html

http://www.statewatch.org/news/2015/dec/eu-com-draft-com-eu-border-guards..pdf

http://english.eu2016.nl/documents/publications/2016/03/10/european-border-and-coast-guard

Se qualcuno pensava che otto navi di Frontex potessero realizzare i respingimenti e le riammissioni previste dagli accordi tra Unione Europea e Turchia, si sbagliava del tutto.

http://www.socialnotixweb.com/2016/03/19/migranti-ue-8-navi-400-rimpatri-isole-grecia/

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/accordo-Ue-Turchia-costera-in-sei-mesi-280-milioni-di-euro-e-saranno-impiegate-4-mila-persone-La-Commissione-Ue-stima-i-costi-accordo-raggiunto-4ada7847-887b-477f-aaf2-e7ec8f6d3e70.html

http://www.politico.eu/article/germany-france-pledge-hundreds-of-staff-to-support-greece/

Esiste ancora la sovranità nazionale, in Grecia ed in Italia, anche se da anni, a partire dalla materia economica, sono evidenti i tentativi di commissariamento da parte dell'Unione Europea. Gli agenti europei non possono sostituire gli agenti delle forze di polizia nazionali ed i loro atti sono soggetti alla giurisdizione dello stato. Ogni abuso ed ogni violazione delle leggi vigenti potrà' essere perseguito in sede penale, civile ed amministrativa. Quanto deciso a Bruxelles e gli accordi internazionali, senza leggi di ratifica o senza un Regolamento europeo, non costituiscono base legale per atti compiuti da agenti stranieri in territorio greco o italiano. In acque internazionali le obbligazioni di ricerca e soccorso previste dalle Convenzioni internazionali non sono derogabili neppure dalla NATO.

http://www.unhcr.org/56ec533e9.html

http://www.theguardian.com/world/2016/mar/18/refugees-will-be-sent-back-across-aegean-in-eu-turkey-deal

http://www.oxfamitalia.org/primo-piano/accordo-ue-turchia-un-ulteriore-passo-verso-labisso-della-disumanita

Occorre accrescere le capacità di comunicazione, di controinformazione e di denuncia di quanto sta avvenendo nel totale oscuramento dei fatti da parte dei grandi mezzi di informazione, e promuovere tutte le azioni di denuncia che possono comportare le gravi violazioni dei diritti umani che si stanno profilando in Grecia, ed anche in una prospettiva ormai vicina in Italia. In Grecia, e presto potrebbe succedere anche in Italia, si prepara un attacco generalizzato ai cittadini solidali ed ai tanti operatori volontari che rendono più umano l'arrivo dei migranti dopo lo sbarco, prestando loro assistenza e individuando i soggetti più vulnerabili. 

http://www.redpepper.org.uk/refugee-crisis-the-eu-cracks-down-on-volunteers/

Occorre preparare legal team capaci di spostarsi rapidamente per fare fronte a denunce ed a intimidazioni che tendono ad eliminare testimoni scomodi, quando la legge non si applica, ma si viola continuamente proprio da parte delle autorità di polizia. Trattenimenti arbitrari e respingimenti collettivi, respingimenti di minori non accompagnati e violenze nel corso delle procedure di identificazione, negazione di informazioni e quindi di accesso alle procedure di protezione internazionale rischiano di diventare la norma. Sarà necessario collegare gli operatori volontari comunque presenti nei luoghi di sbarco con gruppi di giornalisti e di parlamentari, nazionali ed europei, per impedire che gli abusi più gravi possano passare sotto silenzio. 

http://www.theguardian.com/world/2016/feb/18/eu-asks-tech-firms-to-pitch-refugee-tracking-systems

Ormai le attività degli agenti di Frontex agli sbarchi, anche in Italia, sono orientate nella direzione di schedare gli operatori e di preparare la completa militarizzazione delle operazioni di sbarco, con le "pratiche da Hotspot" e dunque con le identificazioni con il ricorso all'uso della forza, che si pensa di attuare in tutti i luoghi di sbarco. Non si deve fare alcun cenno sul fallimento della relocation e sulla impossibilità di fare funzionare il sistema degli Hotspot e degli Hub per l'accoglienza su cui si è basata per un anno la politica europea. Quelli che sono stati presentati come centri di smistamento si avviano a diventare veri e propri centri di detenzione al di fuori del diritto. Sta succedendo in Grecia, potrebbe succedere molto presto in Italia. 

https://www.opendemocracy.net/kerem-oktem/zombie-politics-europe-turkey-and-disposable-human?utm_source=Daily+Newsletter&utm_campaign=b7f666792e-DAILY_NEWSLETTER_MAILCHIMP&utm_medium=email&utm_term=0_717bc5d86d-b7f666792e-407368757








Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro