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martedì 31 maggio 2016

Il Sudan partner del Processo di Khartoum avvia un piano di deportazioni di rifugiati eritrei ed etiopi. L'Unione Europea stringe accordi con i dittatori e finanzia governi criminali

       
Il Migration Compact proposto dal governo Renzi rilancia la collaborazione con i paesi terzi per bloccare le partenze dei migranti e rimette al centro delle politiche europee il Processo di Khartoum, centrato sulla collaborazione tra Unione Europea e Sudan.

http://www.governo.it/sites/governo.it/files/immigrazione_0.pdf

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/04/dal-processo-di-khartoum-al-migration.html

Il Sudan con il supporto dell'Unione Europea esegue deportazioni in Eritrea. E non è solo il Sudan a percepire fondi per gestire il fenomeno migratorio con la sostanziale cancellazione del diritto di asilo previsto dalla Convenzione di Ginevra.
                                                                                                      https://www.hrw.org/news/2016/05/30/sudan-hundreds-deported-likely-abuse

http://www.africa-express.info/2016/06/01/sudan-3/
                                                                                 
In molti paesi centroafricani le violazioni dei diritti umani sono quotidiane ed i governi sono sempre più corrotti, negando qualunque possibilità di sopravvivenza civile alle popolazioni. E poi qualcuno si stupisce perchè un numero così elevato di persone fugge dall'Africa subsahariana.

http://www.bbc.com/news/live/world-africa-36175490

Il Sudan sta rimpatriando in Eritrea rifugiati che si vedono negare il diritto di residenza. Carcere e torture, se non la morte, sono la conseguenza di questi rimpatri, disposti contro il diritto internazionale e la Convenzione di Ginevra. Si moltiplicano anche gli arresti di pastori cristiani.

http://www.worldmag.com/2016/05/sudan_frees_one_pastor_plans_to_prosecute_two_others

Il dittatore sudanese, benchè riconosciuto e condannato  per avere commesso "crimini contro l'umanità", passa da un vertice ad un'altro e svolge una importante funzione politica in tutta l'Africa. Malgrado si rechi in paesi nei quali le polizie avrebbero l'obbligo di arrestarlo.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article59137

http://unipd-centrodirittiumani.it/it/news/Corte-Penale-Internazionale-Richiesta-del-mandato-darresto-per-il-Presidente-del-Sudan-per-il-crimine-di-genocidio-crimini-contro-lumanita/1044

L'Unione Europea foraggia le politiche del Sudan in materia di controllo delle migrazioni, e dunque è direttamente responsabile degli abusi commessi anche in questi giorni da questo stato. Un altro capitolo della debacle europea in tema di diritti umani. La vergogna  europea non si limita a Idomeni ed al mar libico, ma arriva fino a Khartoum.

http://www.timeslive.co.za/africa/2016/05/31/Abuse-fears-as-Sudan-deports-Eritreans-HRW
  • Sudan is already benefitting from a $45 million regional programme to “better manage migration” in the Horn of Africa, under the European Commission’s $2 billion Emergency Trust Fund for Africa.

http://ec.europa.eu/europeaid/regions/africa/east-africa_en

Questa la politica di "sostegno" della Commissione Europea. Qualcuno dovrebbe rendere contro degli abusi commessi dagli stati terzi, partner nel Processo di Khartoum e nel Migration Compact.
Three actions in Ethiopia (€30 million)Sudan (€15 million) and Kenya (€15 million) will implement innovative approaches to improve the living conditions of Eritrean and Somali refugees (as well as other refugee groups) and their host communities. The actions will address the long-term development and protection needs of these groups along the following three components: (1) improved livelihoods, service delivery and social cohesion; (2) strengthened capacity building to local authorities to develop an integrated approach towards refugees and host communities; and (3) improved protection space, including access to and provision of basic rights and services.
Geographically, the actions will prioritise the following geographical areas: in Ethiopia, the Shire region (host to a large number of Eritrean refugees), Afar and Somali (host to a large number of Somali refugees); in Sudan, the states of Kassala and Khartoum (host to a large number of Eritrean refugees);
http://ec.europa.eu/europeaid/news-and-events/eu-has-today-announced-new-actions-tackle-irregular-migration-and-forced_en

Questi i risultati degli aiuti erogati dall'Unione Europea per sostenere i rifugiati eritrei presenti in Sudan.

http://www.voanews.com/content/sudan-hundreds-of-eritreans-denied-right-to-seek-asylum/3355025.html

http://www.iol.co.za/news/africa/sudan-deports-hundreds-of-eritreans-hrw-2028515

http://www.christiantoday.com/article/sudanese.pastor.re.arrested.in.ongoing.campaign.to.harrass.christians.csw/87264.htm

http://www.premierchristianradio.com/News/World/Deep-concern-at-re-arrest-of-Sudanese-church-minister

Anche l'Egitto di Al Sissi ci mette il suo zampino. Tra dittatori ci si intende. L'Unione Europea plaude.

http://thecairopost.youm7.com/news/210090/news/24-sudanese-ethiopians-nigerians-deported-over-illegal-immigration

Tra Sudan ed Etiopia si profilano grossi interessi economici, e gli stati europei non resteranno certo a guardare. Al centro dello scambio il conrtollo sull'immigrazione "illegale".

KHARTOUM, May 30 (Xinhua) -- Sudan and Ethiopia have agreed to implement cooperation projects, including establishment of economic zones and free markets between the two countries, official SUNA news agency reported Monday.
The joint technical economic committee between the two countries convened meetings in Port-Sudan city in eastern Sudan, where the two sides agreed on importance of facilitating flow of free and preferential trade between the two countries, the report said.
The two sides further agreed to facilitate customs procedures from one location, stressing the importance of establishing a joint force to combat smuggling on the border.
The two sides, meanwhile, reviewed how to issue certificates of origin for the moving commodities between the two countries, whether imported or exported, agreeing on importance of facilitating the movement of the citizens between the two countries, provided that it is to be government with organized procedures to control illegal migration.

http://news.xinhuanet.com/english/2016-05/31/c_135399903.htm                                                                                                                                 
 Etiopi ed eritrei anche molto giovani la maggior parte delle vittime delle traversate dalla Libia verso l'Europa. Non hanno pieta' di loro neppure da morti. Li cancellano dalla memoria in un attimo.                                                                                                                                    http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2016/05/31/migranti-zerai-eritrei-ed-etiopi-50-ultimi-morti-in-mare_6d098025-fd49-4482-b414-d247fec62338.html   

 (ANSAmed) - ROMA, 31 MAG - Il 50% delle vittime degli ultimi naufragi nel Mediterraneo (con circa 1000 vittime secondo i calcolo dell'Oim), provenivano dall'Eritrea e dall'Etiopa. Lo segnala don Mussie Zerai dell'Agenzia Habeshia, in una lettera aperta all'Alto Commissario per Rifugiati Filippo Grandi. Secondo quanto riportato dai sopravvissuti - scrive il religioso eritreo che da anni raccoglie le segnalazioni di migranti in difficoltà in mare o trattenuti in condizioni disumane dai trafficanti - centri per il traffico di persone sono attivi in Egitto, in Sudan per chi proviene dal Corno d'Africa e in Niger per quanti giungono dall'Africa dell'ovest e sono diretti verso la Libia, dove molti rimangono per diversi mesi prima di essere imbarcati per l'Europa.

"Sono molti i racconti dei traumi subiti a causa della violenza sessuale e di genere dalle donne che compiono il viaggio". "Alcune ci hanno raccontato di essere state ridotte in schiavitù sessuale in Libia. È da segnalarsi anche un aumento negli arrivi di minori non accompagnati, molti dei quali con gravi abusi alle spalle.

"Al momento, l'Agenzia Habeshia ha riscontrato evidenze - prosegue Zerai - di un cambio di rotta significativo da parte di eritrei, etiopi o somali dalla rotta Sudan - Libia a quella egiziana, poi diretti verso il Mediterraneo centrale Il religioso segnala infine situazioni a rischio in cui si trovano gruppi di migranti in vari Paesi. Tra questi l'Arabia Saudita, con quattro profughi eritrei in un centro detentivo sull'isola di Sarsan, e la mancata soluzione del caso di un ex diplomatico eritreo in attesa di un visto umanitario in Francia.

Un altro caso in Oman, dove sono stati portati due giovani feriti nel conflitto in Yemen, dove ora temono di dover tornare.

Quanto all'Egitto, "oltre alle migliaia di profughi intrappolati nel paese dopo essere arrivati dal Sudan (eritrei, sudanesi, somali, etiopi dell'Oromo e dell'Ogaden), vi è il caso di un sequestro di gruppo ai danni di 14 giovani eritrei che si trovavano in Sudan, e che "sembra ricalcare sequestri analoghi che si sono registrati a partire dal 2009 in Sinai e negli anni successivi nella fascia meridionale del Sudan, tra il confine eritreo e la zona di Kassala". (ANSAmed).


I ragazzi e le ragazze provenienti dal Corno d'Africa sono quelli che durante il viaggio subiscono gli abusi peggiori, e muoiono anche dopo che sono stati soccorsi in mare.

http://www.voceevangelica.ch/focus/focus.cfm?id=24027

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/gommone-della-morte-i-fatti.aspx

http://www.padreantonioguarino.com/news/migranti-a-palermo-una-preghiera-in-memoria-delle-giovanissime-rahel-fiori-e-mhret/

Il loro calvario non finisce neppure quando sono sbarcati in Sicilia.

http://www.lettera43.it/capire-notizie/lampedusa-dietro-la-protesta-dei-migranti-eritrei_43675227600.htm


                 
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domenica 29 maggio 2016

Dalla Libia con orrore. Abusi e stupri rimossi, per non riconoscere la protezione umanitaria a tutti i migranti che fuggono dall'inferno. Si rinforzano i dispositivi militari, ma non si pensa ad una missione internazionale di salvataggio.


Ancora una volta, dopo la notizia, sempre più ai margini, delle stragi quotidiane, si cerca di spostare l'attenzione sulla malvagità degli scafisti e sui trafficanti che gestiscono le partenze, per nascondere le responsabilità degli stati che non riescono a riportare la pace in Libia, troppo interessati alla difesa dei propri interessi economici e militari, e dell'Unione Europea che non riesce a garantire una missione internazionale di salvataggio ed ha ridotto al minimo la dotazione delle operazioni di Frontex e di Eunavfor Med.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/29/news/barcone_affondato_la_strage_dei_bambini

http://m.voanews.com/a/upsurge-of-migratory-traffic-across-sahara-from-west-to-north-africa/3349917.html

http://www.sudantribune.com/spip.php?article59108

http://metro.co.uk/2016/05/28/turns-out-were-at-war-in-libya-but-nobody-bothered-to-tell-us-5910692/

In mare soltanto l'Irlanda ha inviato una missione con esclusivo scopo di salvataggio, tutte le altre missioni militari internazionali sono "law enforcement". La  Guardia costiera italiana e le navi umanitarie rimangono sole ad affrontare un'emergenza senza precedenti.

http://www.independent.ie/world-news/africa/l-risn-helps-italian-authorities-to-rescue-688-migrants-off-libyan-coast-34754426.html

http://www.timesofisrael.com/italian-irish-german-ships-save-668-migrants-at-sea/

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3614576/Commandos-road-test-jihadi-hunting-quad-boat-s-high-speed-vessel-s-dropped-air-speeds-elite-forces-battle-water-land.html?ITO=1490&ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490

Appena sono libere di parlare, nei porti che non sono completamente militarizzati, e soprattutto quando scendono da navi umanitarie, le vittime si raccontano, e viene fuori tutto l'orrore che vivono i migranti in Libia, trattati come merce, e spesso abusati, soprattutto se si tratta di minorenni. Sono anni che si denunciano queste storie, ma non scalfiscono l'opinione pubblica, ed i decisori politici, così come molti componenti che lavorano nelle Commissioni territoriali che decidono sul diritto alla protezione, ritengono che il transito in Libia sia una passeggiata agevole ed indolore. Ormai non è garantita la sicurezza neppure per tanti cittadini libici.

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/05/libya-horrific-abuse-driving-migrants-to-risk-lives-in-mediterranean-crossings/

https://www.amnesty.org/en/documents/mde19/1578/2015/en/

http://www.euronews.com/2015/05/11/destroying-boats-could-trap-immigrants-in-cycle-of-abuse-warns-amnesty/

http://www.repubblica.it/solidarieta/profughi/2014/06/23/news/carceri_libiche-89794095/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/01/libia-human-rights-watch-derna-controllo-dei-fondamentalisti/1242432/

Se si conoscessero meglio queste storie, qualcuno, come il ministro Alfano, smetterebbe di evocare accordi tra Unione Europea e Libia sul modello degli accordi illegali già stretti con la Turchia. Anche perché le operazioni di salvataggio dei libici si trasformano sempre in altri arresti ed in altre violenze per i migranti bloccati in mare. E la Libia, ammesso che di Libia si possa ancora parlare, non ha mai sottoscritto la Convenzione di Ginevra.
Le uniche risposte che sono arrivate dall'Unione Europea sono state di natura repressiva, per contrastare i trafficanti. Nessuno ha pensato a salvare le vite umane, nei centri di detenzione in Libia e nei paesi di transito, nei deserti, nelle acque del Mediterraneo.

http://www.huffingtonpost.com.au/2016/05/27/libya-is-saving-migrants-at-sea-and-trapping-them-in-dire-condit/?utm_hp_ref=world

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/29/news/minorenne_incinta_vittima_di_stupro_tra_i_migranti_sbarcati_a_palermo-140853500/

http://dailypost.ng/2016/05/29/how-nigerian-human-trafficking-victim-died-after-carrying-out-over-300-abortions/

http://www.repubblica.it/solidarieta/profughi/2014/10/17/news/habeshia-98335349/

Paola Mazzoni (Msf): "Tra essere schiavi in Libia o in Europa ci dicono che almeno preferiscono l'Europa dove qualche diritto ce l'hanno”

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/509297/Sbarcano-a-Palermo-in-604-A-bordo-della-nave-di-Msf

In Etiopia ed in Sudan non va meglio, soprattutto per i minori eritrei esposti ad ogni sorta di violenze. Ma sono paesi con i quali si deve portare avanti il Processo di Khartoum, ed adesso al centro delle attenzioni dei paesi europei che si sono appiattiti sul Migration Compact proposto da Renzi pervhè apre lo spiraglio per accordi di respingimento con i paesi di transito e di origine, inclusi quelli del Corno d'Africa.

https://africamonitorsco.wordpress.com/2016/05/29/eritrean-unaccompanied-minors-and-human-trafficking/

http://statewatch.org/news/2016/may/eu-migration-docs.html

Racconti che dovrebbero avere maggiore spazio delle notizie sugli arresti dei soliti "presunti scafisti", a loro volta sempre più spesso minori di età. Ma siamo sotto elezioni e bisogna dare l'impressione di una risposta dura contro "l'immigrazione clandestina". Come se quattro scafisti arrestati potessero tranquillizzare gli elettori, allarmati dall'incapacità di provvedere di fronte all'ennesima emergenza. Non saranno certo le "operazioni congiunte" di Frontex ad arrestare questa "ondata" di "sbarchi" che sbarchi non sono perché si tratta di azioni di ricerca e soccorso.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/05/stiamo-ricostruendo-lemergenza.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/05/da-frontex-alla-guardia-costiera.html

 In Italia 14.000 arrivi in una settimana non sono conseguenza di organizzazioni criminali, comunque sempre più rinforzate dalle politiche proibizioniste.  Quella che chiamano "ondata migratoria" e che potrebbe trasformarsi in uno tsunami, se la Libia dovesse collassare, deriva dalla situazione di crescente violazione dei diritti umani nei paesi dell'Africa subsahariana e dal default dello stato libico, ormai spezzettato in tre governi regionali, sostenuti, secondo la convenienza del momento, da paesi occidentali incapaci di garantire sicurezza e legalità, tanto al loro interno che al di fuori dei propri confini.

http://www.digitaljournal.com/news/world/op-ed-head-of-libyan-state-council-allegedly-attacked-near-abu-grain/article/466518

Questi gli assetti della Marina italiana nel Mediterraneo centrale, oltre al ruolo essenziale ed imprescindibile della Guardia Costiera italiana, l'impegno delle forze navali ed aerei degli altri paesi, al di là di scopi meramente militari, è sempre più ridotto. Non sono noti nè il numero, nè le destinazioni di impiego, delle navi straniere coinvolte nelle operazioni Frontex-Triton ed EunavFor Med. Quando i giornali riportano le notizie degli "sbarchi" e degli immancabili scafisti arrestati nei porti italiani, leggete bene e ricordate i nomi delle navi che hanno operato il soccorso, per capire chi si deve ringraziare, e quanto l'Unione Europea ci abbia colpevolmente abbandonati.

(Fonte Notiziario Marina Militare - febbraio 2016)

OPERAZIONE MARE S I C U R O 
O p e r a z i o n e  d i   p r e s e n z a ,   s o r v e g l i a n z a    e   s i c u r e z z a   m a r i t t i m a  n e l 
 M e d i t e r r a n e o   c e n t r a l e   p e r   l a t u t e l a   d e g l i   i n t e r e s s i   n a z i o n a l i 
Fino a 5 unità navali: Cacciatorpediniere MIMBELLI, DURAND DE LA PENNE Fregate MARGOTTINI e FASAN (flagship), GRECALE, SCIROCCO Pattugliatori BETTICA, CIGALA FULGOSI, BORSINI, VEGA

E U N A V F O R - MED 
E U R O P E A N  U N I O N  N A V A L  F O R C E
 O p e r a z i o n e   d i   c o n t r a s t o   a l   t r a f f i c o   d i   e s s e r i   u m a n i  n e l  M e d i t e r r a n e o 
Portaerei CAVOUR (flagship)

J O I N T  O P E R A T I O N  T R I T O N 
 O p e r a z i o n e   c o n g i u n t a   d i   c o n t r o l l o   d e l l e f r o n t i e r e   e s t e r n e    d e l l a U E    s o t t o   e g i d a   d e l l ’ a g e n z i a   F R O N T E X   
Personale MM presso ICC Pratica di Mare

Questi gli assetti di Frontex,con l'operazione Triton nel Mediterraneo centrale al febbraio del 2016,  ma nove navi europee nelle acque tra la Libia e la Sicilia non le ha viste nessuno, al massimo saranno quattro ( due navi spagnole, una nave tedesca ed una nave norvegese, la Siem Pilot). Se hanno altre navi lo facciano sapere, e le impieghino nelle operazioni di soccorso. 
  • What type of equipment is deployed to Italy and how many countries take part in Operation Triton?

    At present, 25 European and Schengen Associated Countries are taking part in Operation Triton by deploying experts and/or technical equipment. The deployment levels depend on the level of migratory pressure in the area. To give an example, in February 2016, Frontex deployed 275 officers, four aircraft, two helicopters and nine vessels in the area.
http://frontex.europa.eu/pressroom/faq/frontex-operations/

Ancora più confuse dotazioni, ubicazione e modalità di impiego delle navi che fanno parte dell'operazione EUNAVFOR MED, rimasta ancora alla sua prima fase, ribattezzata "Operazione Sofia", dal nome di una bambina nata durante una delle operazioni di soccorso svolte nell'ambito dell'operazione. Le navi impegnate da questa operazione sarebbero sei, inclusa la nave a capo dell'operazione la portaerei Cavour, che non sembra sia stata direttamente coinvolta, anche per le sue caratteristiche, in operazioni di salvataggio.

http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eunavfor-med/index_en.htm

https://wikileaks.org/eu-military-refugees/EEAS/EEAS-2016-126.pdf

http://picum.org/en/news/bulletins/49922/#news_49880

Dunque tra Frontex ed Eunavfor Med tra la Libia e le coste siciliane dovrebbero essere dislocate almeno 15 navi ed almeno una decina di mezzi aerei, però di tutti questi mezzi compare solo qualche traccia sporadica nelle cronache degli sbarchi, e le attività di ricerca e salvataggio (SAR) condotte sotto il coordinamento del Comando centrale della Guardia Costiera a Pratica di Mare coinvolgono soprattutto i mezzi della Guardia Costiera, le navi delle agenzie umanitarie , le navi della Marina Militare italiana dell'operazione Mare Sicuro, e persino mezzi commerciali, come petroliere o cargo, che vengono dirottati per esigenze di soccorso. Basta seguire le cronache degli sbarchi e le storie dei trasbordi in mare dopo i primi soccorsi, per verificare chi interviene e chi invece, se c'è, rimane nell'ombra.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/05/porto-empedocle-e-lampedusa-il.html

Le ultime stragi sono solo le conseguenze di scelte politiche precise, non di una strategia dei trafficanti. I migranti non piovono dl cielo direttamente in mare e non ci sono più "sbarchi" ma solo operazioni di ricerca e soccorso in mare. Per salvare vite umane.

http://www.lastampa.it/2016/05/29/esteri/il-mare-un-cimitero-corpi-nella-stiva-della-nave-affondata-en1xGI8CRkVNKnJ1QkjmJI/pagina.html





venerdì 27 maggio 2016

Terza strage in tre giorni. Gli inglesi inviano una nave militare davanti alla costa libica per contrastare l'Immigrazione "illegale". Saranno costretti a svolgere attività di ricerca e salvataggio come impongono le Convenzioni internazionali. E opereranno fuori dai dispositivi Frontex ed Eunavfor Med. Ognuno difende i propri interessi commerciali mentre si moltiplicano le stragi in mare.


Ancora un naufragio davanti alle coste libiche, il terzo in tre giorni, una cadenza mai verificata prima. Duemila migranti soccorsi oggi venerdì, dopo i 4000 di ieri.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/27/news/terzo_naufragio_in_tre_giorni_dieci_corpi_recuperati_decine_di_dispersi

http://www.ansa.it/english/news/2016/05/27/2000-migrants-saved-after-4000-yesterday_cd9c8748-1d50-4279-b27b-adf52d8bacf5.html

Piuttosto che inviare una vera missione internazionale di soccorso, i singoli paesi, come la Gran Bretagna, anche per risolvere i propri problemi elettorali, inviano navi da guerra per "bloccare" le partenze verso l'Europa. Una missione immorale e giuridicamente priva di base legale, ma la disinformazione viene premiata dal consenso elettorale. Dilaga l'indifferenza verso stragi ormai quotidiane, come si rimane indifferenti rispetto alle morti in Siria o al bombardamento degli ospedali in diverse parti del mondo. E' questo il nuovo nazismo.

https://www.afp.com/en/news/15/dozens-missing-new-shipwreck-libya-rescuers

Dozens missing in new shipwreck off Libya: rescuers
MARINA MILITARE/AFP: The latest sinking comes only a day after two crowded boats capsized off Libya, leaving more than 100 feared dead

Dozens of migrants were missing Friday after an overloaded fishing boat sank off the coast of Libya, the third major tragedy in the Mediterranean in as many days, Italian rescuers said.
Italian coastguards sent in rescue ships after a call for help that spoke of 350 people in the water, while the Italian navy said it had saved 130 people and was still searching for others.
The coastguard, which coordinates rescue operations in the area, was not able to immediately provide further information about the latest incident.
But it said about 1,900 people were saved on Friday from 16 vessels in distress, adding to an estimated 10,000 people already rescued near the Libyan coast in the past four days.
A bout of good weather as summer arrives has kicked off a fresh stream of boats attempting to make the perilous crossing from Libya to Italy.
About 40,000 migrants and refugees have arrived in the country's southern ports so far this year.
But in one of the worst tragedies in the Mediterranean in recent months, a fishing trawler carrying some 650 people capsized off the coast of Libya on Wednesday.
The Italian navy, which captured the tragedy in a horrifying video that shows the boat roll over and dump its passengers into the water, was able to rescue about 560 people.
But five people died and 100 are still feared missing, according to many survivors who reported having lost a loved one or a close passenger.
On Thursday, the EU's naval force said up to 30 migrants were believed to have died after another ship flipped over off Libya.
"Three sinkings in three days, it's very worrying," said Carlotta Sami, spokeswoman for the UN refugee agency in Rome.
In the single deadliest migrant boat sinking since the crisis began, some 700 people died in April last year, also off the coast of the troubled north African country.


Come la scorsa estate arriva anche quest'anno, puntuale la notizia, che il governo inglese invierà una nave militare al limite delle acque territoriali libiche, in attesa che un nuovo governo libico (quale?) ne chieda l'intervento anche all'interno delle acque territoriale, con la funzione dichiarata di dissuadere le partenze e contrastare quella che i giornali inglesi ( e non solo) definiscono come "immigrazione illegale".

http://www.theguardian.com/politics/2016/may/26/british-navy-ship-poised-libya-anti-smuggling-mission-migrants-arms

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3611805/Royal-Navy-ship-patrol-coast-Libya-battle-against-ISIS-arms-smugglers-dramatic-escalation-British-role.html?ITO=1490&ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490

http://www.belfasttelegraph.co.uk/news/uk/david-cameron-defends-libya-stance-after-jeremy-corbyn-mission-creep-warning-34750931.html

Una missione di segno opposto rispetto a quella recentemente varata dal governo irlandese che invece ha inviato una nave militare in Mediterraneo proprio per salvare il numero più alto di vite umane. Le navi irlandesi NON fanno parte del dispositivo Frontex/Triton, chi lo scrive diventa veicolo della disinformazione diffusa dalle agenzie di stampa "embedded".

http://www.ilfattonisseno.it/2015/07/immigrati-tredici-cadaveri-su-barcone-soccorso-da-nave-irlandese-le-niam-del-dispositivo-triton/

http://www.bbc.com/news/world-europe-36357337

Anche la missione irlandese si colloca al di fuori degli assetti operativi di Frontex e di Eunavfor Med ed ha una finalità più simile a quella degli interventi delle navi umanitarie attualmente impegnate al limite delle acque libiche.

http://www.cospe.org/news/sos-mediterranee-italia-lassociazione-salvamigranti/

http://www.agrigentooggi.it/bambino-di-due-anni-soccorso-da-elicottero-dalla-marina-militare/sos-mediterranee-soccorso-migranti-da-nave-aquarius-1/

https://www.moas.eu/central-mediterranean/

http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/news/le-operazioni-msf-di-soccorso-mare

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/Medici-senza-frontiere-operazioni-di-salvataggio.aspx

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/05/17/migranti-688-tratti-in-salvo-dalle-navi-di-msf_f8c72b8c-d314-47a4-8420-adb367e6101a.html

https://mobile.twitter.com/MSF_ITALIA/status/736109535279058944?s=04

http://sea-watch.org/en/das-projekt/

Sono in tanti in questo momento ad avere interessi commerciali da affermare in una Libia più divisa che mai. la lotta all'immigrazione irregolare, come la lotta al terrorismo, sono occasioni per affermare supremazie militari e controllo delle risorse economiche.

http://jordantimes.com/news/region/germany-france-hold-back-nato-eu-ambitions-libya

http://www.vita.it/it/article/2016/01/20/msf-catastrofico-fallimento-delle-politiche-europee-sulla-crisi-migrat/137988/

http://europe.newsweek.com/refugees-migrants-refugee-crisis-capsize-libya-italy-mediterranean-463914

Una volta davanti alle acque libiche, quando arriveranno chiamate di soccorso e la Guardia Costiera italiana dichiarerà un "evento SAR" ( ricerca e salvataggio"), questa nave inglese, esattamente come le navi di Eunavfor Med e dell'operazione italiana "Mare Sicuro", sarà obbligata a procedere alle operazioni di soccorso con la massima sollecitudine, perché la salvaguardia della vita umana in mare e più importante della difesa delle frontiere marittime, perché occorre rispettare il diritto internazionale del mare, e soprattutto perché sono già troppe le vittime delle attività di contrasto di quella che chiamano "immigrazione illegale".

http://www.lettera43.it/cronaca/mare-sicuro-lo-scudo-italiano-contro-la-jihad_43675163552.htm

http://www.sidiblog.org/2015/05/05/tratta-degli-esseri-umani-uso-della-forza-internazionale-e-prevenzione-dei-naufragi-dello-stato-di-diritto/

http://www.analisidifesa.it/2016/05/loperazione-eunavformed-sophia-nelle-acque-libiche/

http://scuolasuperioreavvocatura.it/wp-content/uploads/2014/07/01.-Cooperazione-internazionale-in-materia-di-soccorso-in-mare.pdf

http://www.telesurtv.net/english/news/Italy-Says-Africa-Nations-Back-Plan-to-Close-Libya-Migrant-Route-20160518-0054.html
giovedì 26 maggio 2016

Secondo naufragio in due giorni, e 4000 migranti soccorsi in mare nelle ultime 24 ore. In prima linea navi umanitarie e Guardia Costiera italiana. Quante navi europee sono impegnate in missioni di ricerca e salvataggio ? Aprire canali umanitari, chiudere l'Hotspot illegale di Lampedusa.



Oltre 4000 migranti soccorsi in mare in un solo giorno, a circa 20-30 miglia dalla costa libica, e non sappiamo cosa succede a quelli che vengono intercettati dopo la partenza, ancora vicino la costa, in acque territoriali libiche. In soli due giorni stragi che potrebbero avere un bilancio molto più grave di quello finora divulgato dai giornali, se è vero come avviene sempre che i migranti vengono stivati nella stiva e nel vano motore dei barconi.  Sono loro che se il mezzo si capovolge rapidamente ed affonda non hanno scampo. Potrebbero essere anche cento le vittime di aggiungere al tragico bilancio di ieri.

http://www.digitaljournal.com/news/world/survivors-say-100-migrants-missing-in-wednesday-s-shipwreck-off-libya-iom/article/466340

http://news.sky.com/story/1702677/four-thousand-migrants-rescued-in-one-day

Ed oggi ancora un naufragio sotto gli occhi del mondo, con un aereo di Eunavfor Med, adesso ridefinita come Operazione Sofia, che ha ripreso dall'alto la drammatica richiesta di aiuto dei migranti in procinto di affondare. Ieri potrebbero esserci stati anche 500 dispersi.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/26/news/nuova_tragedia_nel_canale_di_sicilia_almeno_20-30_morti-140644676/

http://edition.cnn.com/2016/05/26/europe/migrant-boat-rescue-italy-libya/index.html

Rimane davvero da chiedersi quante navi e mezzi aerei stiano impegnando in questi giorni nel Mediterraneo centrale l'agenzia europea Frontex e la missione europea Eunavfor Med, che oggi è stata coinvolta con una sua imbarcazione nelle operazioni di salvataggio.  Tutti sembrano ignorare la drammatica situazione dei civili, e tra questi dei migranti, in Libia.

http://www.bruxelles2.eu/2015/10/07/les-moyens-de-loperation-sophia-eunavfor-med-dans-sa-phase-2/

http://revel.unice.fr/psei/index.html?id=699

UN Expresses Concern Due to Killing of Civilians in Libya         

http://www.plenglish.com/index.php?option=com_content&task=view&id=4915561&Itemid=1

Quanto le attività di sorveglianza cedono il passo all'esigenza primaria di salvaguardare la vita umana in mare, un obbligo sancito chiaramente dal Regolamento di Frontex del 20014, ma mai davvero esplicitato negli atti di dubbia natura legale con cui il Consiglio dell'Unione Europea, su proposta della Commissione, hanno modulato, e poi ridimensionato, la missione Triton di Frontex, che almeno aveva qualche regola chiara sugli obblighi di soccorso in mare.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX%3A32004R2007

Prevale l'indifferenza nell'opinione pubblica, ormai abituata al quotidiano conteggio dei morti e dei dispersi, effetti collaterali della guerra che si combatte contro i migranti tutti, richiedenti asilo e cd. migranti economici, Si nega il diritto alla vita per sbarrare le frontiere e progettare rimpatri verso i paesi di origine, anche quando non rispettano i diritti umani, come nel caso dell'Egitto, o peggio, verso i paesi di transito, cercando di inventare uno stato libico che ancora non c'è ed una Guardia Costiera libica che non può ancora esistere, con la quale fare patti per trattenere i migranti prima della partenza o arrestarli in mare nelle acque territoriali libiche.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/05/le-milizie-libiche-catturano-in-mare.html

 Al contrario occorre negoziare con questi paesi per aprire corridoi umanitari, non per trattenere e respingere per conto ( e con i finanziamenti ) dell'Unione Europea.

http://europe.newsweek.com/refugees-migrants-refugee-crisis-capsize-libya-italy-mediterranean-463914

Sembra questo l'unico problema che avvertono i paesi europei rispetto alle persone che partono dalla Libia, ed in misura assai ridotta dall'Egitto, per tentare la traversata verso l'Europa. Una traversata sempre più spesso tragica che si conclude anche con un naufragio. Dobbiamo ripetere ancora una volta che il numero dei migranti che comunque arrivano in Europa è largamente inferiore al numero dei visti turistici che ciascun paese europeo rilascia annualmente,  che costituiscono il modo di entrare in Europa per quelli che se lo possono permettere, economicamente e culturalmente.

http://www.standard.co.uk/news/world/at-least-20-dead-as-second-migrant-boat-sinks-in-mediterranean-off-libya-coast-a3257666.html

http://www.telesurtv.net/english/news/Italy-Says-Africa-Nations-Back-Plan-to-Close-Libya-Migrant-Route-20160518-0054.html

Eppure si alimenta l'allarme invasione, si dà il maggiore clamore possibile agli arresti dei soliti "presunti scafisti", anche quando sono minori di età, e non si racconta quante e quali sono le sofferenze dei migranti nei paesi di origine, così come nei paesi di transito. Stiamo assistendo al suicidio civile dell'Unione Europea e dei paesi che ne fanno parte. Ed anche il territorio europeo viene militarizzato, e sottratto all'applicazione dei principi che caratterizzano lo stato di diritto. Stato di polizia e trattenimento discrezionale anche di minori non accompagnati a Lampedusa.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/05/lampedusa-cessano-le-proteste-ma-le.html

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/05/un-altro-naufragio-e-migliaia-di.html


mercoledì 25 maggio 2016

Naufragio in diretta. Prima intervengono i libici, poi arrivano le navi umanitarie e della Marina militare, quindi Eunavfor Med e le poche navi di Frontex come Hotspot galleggianti. Di certo le partenze dalla Libia non sono collegate alla chiusura della rotta balcanica. Lo conferma l'UNHCR.



Continuano gli interventi dei mezzi delle milizie libiche che riprendono i gommoni partiti dalla costa e riconducono a terra i migranti, condannati ad altra detenzione e ad altri abusi. "Detained" la loro condizione giuridica in Libia dove non si può chiedere asilo perché in quel territorio, dilaniato da scontri armati e da attacchi da parte di Isis, non esiste un'autorità governativa che possa almeno garantire la effettiva applicazione della Convenzione di Ginevra e del principio di "non refoulement".

http://mini.iol.co.za/news/africa/libya-intercepts-850-migrants-at-sea-2024965

Zawia Red Crescent suspends migrant rescue operations as UN runs workshop on saving lives; Italian navy saves 5,000 in two days 

https://www.libyaherald.com/2016/05/25/zawia-red-crescent-suspends-migrant-rescue-operations-as-un-runs-workshop-on-saving-lives-italian-navy-saves-5000-in-two-days/

I migranti che arrivano dalla Libia raccontano ogni giorno che passa di avere subito prima della partenza abusi sempre più gravi, dai trafficanti, ma anche dalle guardie di frontiera, ed anche questa distinzione diventa sempre più difficile. E poi si può morire anche per le ustioni riportate a bordo dei barconi sui quali si è caricati a forza dai trafficanti. Ed una bimba di nove mesi arriva da sola a Lampedusa, dopo avere perso la mamma.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/25/foto/perde_la_madre_durante_la_traversata_a_nove_mesi_sbarca_sola_a_lampedusa

http://www.agrigentooggi.it/migranti-tragico-sbarco-a-porto-empedocle-ci-sono-anche-cadaveri/

Non sempre i viaggi si concludono con il soccorso in mare e con il trasferimento in un (place of safety). Anche quando la salvezza sembra ormai raggiunta, proprio sotto gli occhi delle navi di soccorso, basta un movimento sbagliato di un gruppo di persone stipate a bordo di un mezzo stracolmo e la tragedia si verifica in pochi attimi, tanti quanti ne bastano per il ribaltamento dell'imbarcazione e per l'annegamento dei più deboli o dei più sfortunati, che rimangono intrappolati a bordo del mezzo che cola a picco.

http://www.commondreams.org/news/2016/05/25/5600-refugees-rescued-48-hours-indictment-crises-created-west

http://www.dailymail.co.uk/video/news/video-1294059/Rescue-boats-help-save-desperate-migrants-Libyan-coast.html?ITO=1490&ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490

Le navi umanitarie ed i mezzi della Guardia Costiera italiana, qualche volta anche della Marina italiana, e anche i mezzi commerciali, coinvolti negli eventi SAR ( Search and Rescue) su ordine del Comando del Corpo delle capitanerie di Porto, intervengono come possono. Si ricorre anche ala collaborazione delle autorità maltesi. La zona SAR dove si verificano più frequentemente gli interventi di soccorso ricadrebbe nella competenza delle autorità maltesi, che da anni sostengono di non avere mezzi per garantire gli interventi di ricerca e salvataggio. Ed a partire dal 18 ottobre 2013, quando ebbe inizio l'operazione Mare Nostrum, dopo i naufragi del 3 e dell'11 ottobre 2013, la competenza primaria per le attività SAR in quelle acque è stata assunta, con tutti i conseguenti oneri, dalle autorità italiane. Perchè quelle stragi dell'abbandono non si ripetessero più, ma purtroppo, malgrado l'impegno ai limiti dell'eroismo dei marinai italiani e delle navi umanitarie, troppi mezzi europei fanno solo attività di sorveglianza delle frontiere marittime e non sono rivolti primariamente alla salvaguardia della vita umana in mare.

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Guardia-Costiera-dal-primo-gennaio-salvati-33mila-migranti-a7346fe7-fc61-4a0c-b4aa-6387f609ccfd.html

http://www.japantimes.co.jp/news/2016/05/25/world/social-issues-world/tanker-off-libya-rescues-135-italy-says-3000-also-picked/#.V0W8C3RyxAh

Esistono anche navi militari, come quelle irlandesi, che stanno in Mediterraneo solo per finalità di soccorso umanitario.

32352-second-operation-by-le-roisin-rescues-almost-400-migrants

Qualcuno forse ha fatto conti sbagliati, Come l'Organizzazione internazionale delle migrazioni (OIM)

CORRECTED-UPDATE 1-Drop in deaths in Mediterranean is hopeful sign, migration body says
Tue May 24, 2016 12:39pm GMT

(Corrects headline as IOM is an inter-governmental agency, not an NGO)* Death toll at sea down 25 percent so far this year, IOM says* No fatalities in May on Turkey-Greece route where flow slowed* Many rescued at sea, Libya coast guard turns back others

http://af.reuters.com/article/libyaNews/i

http://www.albawaba.com/news/libyan-coast-guard-rescues-over-thousand-migrants-week-844126

TRIPOLI: Libyan coastguards intercepted about 550 migrants from sub-Saharan Africa on Tuesday after they set out to cross the Mediterranean in four rubber boats, Tripoli coastguard spokesman Ayoub Qassem said.

The migrants from various African countries, including 30 women and three children, were stopped off the Libyan coast near Sabratha, a city 80 km (50 miles) west of the capital Tripoli.

Another 850 migrants were intercepted in the same area on Sunday.


http://gulftoday.ae/portal/a748c42e-255c-4f1b-ad02-7885af0fd88c.aspx

Quando partono contemporaneamente anche quindici gommoni con duemila persone a bordo, come è successo nelle ultime 24 ore, è fatale che qualche intervento arrivi troppo tardi, e che a bordo di barconi sempre più fatiscenti prevalga il panico.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/25/news/barcone_con_seicento_migranti_affonda_al_largo_della_libia_si_temono_dispersi-140567448/?ref=m%7Chome%7Capertura%7Cpos_1

http://www.lastampa.it/2016/05/25/esteri/naufragio-al-largo-della-libia-affonda-un-barcone-con-almeno-migranti-a-bordo-FKFRQ2t03ScwC3Ttbfj5UJ/pagina.html

Gli interventi di ricerca e salvataggio di Frontex sono affidati a due sole navi, una di queste la nave norvegese SIEM PILOT. Che non è soltanto una nave "norvegese", come viene definita da alcune agenzie di informazione. Che fine ha fatto l'operazione TRITON di Frontex ? Sono sempre gli stessi mezzi impegnati nel 2015 ? Ed a quale distanza dalla costa libica arrivano?

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/04/19/da-mare-nostrum-a-triton-le-differenze_e5692d7c-0511-411e-a819-5393560575ba.html

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Triton-e-Mare-Nostrum-le-caratteristiche-delle-due-operazioni-4faa7431-f919-4f18-ab52-d0ed89765e0f.html

http://www.lettera43.it/capire-notizie/mare-nostrum-triton-il-confronto-in-quattro-punti_43675157965.htm

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/20/immigrazione-mare-nostrum-salvate-150mila-costava/1606810/

http://www.thelocal.no/20160525/norwegian-ship-rescues-over-1000-refugees

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3608675/6-100-migrants-rescued-Mediterranean-two-days-Italian-officials-reveal-people-smugglers-account-HALF-Libya-s-GDP-coast.html?ITO=1490&ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Migranti-nelle-foto-della-Marina-Militare-il-drammatico-naufragio-a71e3e7b-3f93-49db-9268-223b2a18c150.html#foto-1

La Commissione Europea, il Consiglio dell'Unione Europea, alcuni paesi come l'Italia che sta promuovendo il Migration Compact nel quadro del Processo di Khartoum, sembrano auspicare un coinvolgimento più forte dei paesi di transito, come l'Egitto e quello che rimane della Libia, per bloccare le partenze ed arrestare i migranti, con la creazione di grandi campi di raccolta, anche in Niger, deportandoli successivamente verso i paesi di origine, impedendo loro di raggiungere l'Europa. Arriva anche l'approvazione dell'OIM.

http://www.euractiv.com/section/justice-home-affairs/news/eu-to-train-libyan-coast-guard-to-fight-refugee-smuggling/

http://www.wsj.com/articles/eu-to-help-libya-fight-smugglers-with-naval-mission-1464020730

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/05/24/loim-loda-renzi-il-migration-compact-va-nella-giusta-direzione_68df1178-c808-44cc-be59-258685d6f2cc.html

http://reliefweb.int/report/world/external-aspects-migration-council-conclusions-23-may-2016

http://af.reuters.com/article/libyaNews/

EU navies to help Libya coastguard stop migrants

https://euobserver.com/migration/133523

E intanto si realizzano gli effetti nefasti del Processo di Khartoum, un progetto proposto dall'Italia ed approvato dall'Unione Europea, che sta rilegittimando le peggiori dittature dalle quali fuggono i migranti.

http://www.irinnews.org/news/2016/05/25/sudan-and-eritrea-crackdown-migrants-amid-reports-eu-incentives

Contro questo progetto politico-militare, che si vorrebbe estendere al pattugliamento congiunto con le autorità militari dei paesi di transito, un progetto che sta costando un numero sempre più alto di vite umane, occorre mobilitarsi per ottenere l'immediata apertura di corridoi umanitari, anche attraverso la concessione di visti di ingresso per motivi umanitari, la sospensione immediata dell'operazione EUNAVFOR MED ( adesso ribattezzata Operazione Sofia), l'invio di una missione internazionale con esclusivi compiti di salvataggio, per pattugliare il Mediterraneo centrale, ed il mar libico in particolare, la rotta migratoria più pericolosa del mondo, luogo di una strage alla quale i cittadini europei assistono con indifferenza sempre crescente.

https://wikileaks.org/eu-military-refugees/EEAS/EEAS-2016-126.pdf

http://plus.lesoir.be/42003/article/2016-05-24/larmada-de-lue-resserre-letau-sur-les-cotes-libyennes

Attendiamo davvero di leggere il rapporto trimestrale e l'analisi dei rischi dell'Agenzia Frontex. Vedremo quanti mezzi impegnano ancora le agenzie europee a nord della costa libica e quanti interventi hanno effettuato direttamente.

http://frontex.europa.eu/publications/?c=risk-analysis

/AppData/Local/

Di certo la chiusura della rotta balcanica NON ha prodotto il paventato aumento delle partenze dalla Libia, che è dovuto alla situazione militare ed umanitaria catastrofica che si verifica in quel paese e negli altri paesi della fascia subsahariana. 

http://www.ibtimes.co.uk/refugee-crisis-migrants-risk-dangerous-mediterranean-sea-crossing-after-turkey-greece-route-closed-1561962

    The UNHCR, aid organisations and the Italian government say there is no sign yet of Middle Eastern refugees switching to the Libyan route to Europe following moves to restrict access from Turkey via the Greek islands.



lunedì 23 maggio 2016

Le milizie libiche catturano in mare centinaia di migranti in fuga verso l'Europa. E li richiudono in prigione. Intanto l'Unione Europea si prepara ad inviare istruttori per rafforzare le capacità di arresto da parte della polizia libica. Ma in Libia ci sono tante "guardie costiere" ed ognuna risponde ad un governo diverso.



Sembra di ritornare al 2010, quando dopo i respingimenti collettivi in Libia eseguiti direttamente da mezzi della Guardia di finanza italiana a partire dal 7 maggio 2009, in base agli accordi tra Berlusconi e Gheddafi, si inviarono in Libia agenti della Guardia di finanza per istruire la Guardia Costiera libica nelle operazioni di blocco dei migranti che erano riusciti a fuggire imbarcandosi su mezzi sempre più fatiscenti.

http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2012/02/23/foto/respingimenti_italia_condannata_dalla_corte_europea-30386058/1/#

http://www1.interno.gov.it/mininterno/

http://www.meltingpot.org/I-respingimenti-in-Libia-rimangono-privi-di-base-legale.html

http://www.altrodiritto.unifi.it/frontier/prassi/nega.htm

Seguirono arresti indiscriminati davanti alle coste, camuffati da operazioni di salvataggio, torture ed abusi nei centri di detenzione nei quali i migranti venivano ricondotti, diverse stragi in alto mare,ed anche un incidente, quando un pattugliatore libico, con a bordo agenti italiani aprì il fuoco su un peschereccio siciliano impegnato in una battuta di pesca al largo della costa di Tripoli.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/09/13/news/i_libici_mitragliano_un_peschereccio_finanzieri_italiani_sulla_nave_di_tripoli-

http://www.uonna.it/12-09-2010-motovedetta-libica-spara-contro-peschereccio-italiano.htm

http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_17/sarzanini-finanziere_a811c6f0-c281-11df-a515-00144f02aabe.shtml

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2010/09/13/AMvyhx2D-italiani_pescatori_motovedetta.shtml

http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/2014/01/navi-libiche-anti-migranti-paga-litalia.html

Ancora lo scorso anno spari da un mezzo veloce della "Guardia costiera libica" contro un rimorchiatore italiano di servizio alla piattaforma petrolifera del campo di Bouri Field, 70 miglia a nord di Zuwara. Non contro la Guardia Costiera italiana dunque.

http://www.lettera43.it/cronaca/mediterraneo-motovedetta-libica-fa-fuoco-su-guardia-costiera_43675166695.htm

Oggi per i migranti in transito la situazione in Libia è ancora peggiorata rispetto al 2010, chi riesce ad arrivare porta sul proprio corpo e nella propria anima segni di torture fisiche e psicologiche indicibili.
Piuttosto che rafforzare le missioni di ricerca e soccorso, che si preferisce lasciare ai pochi mezzi inviati dalle organizzazioni umanitarie ( tre navi  di MSF e Sos Mediterraneè e due battelli più piccoli  di Sea Watch con mera funzione di sorveglianza), i vertici dell'Unione Europea, spalleggiati da Renzi che ha rilanciato il Processo di Khartoum con il Migration Compact, propongono di nuovo l'invio di agenti europei a bordo delle unità della "Guardia Costiera" libica per rafforzare le operazioni di blocco dei migranti in mare.

http://www.a-dif.org/2016/04/27/habeshia-il-migration-compact-unaltra-barriera/

Anche se una Guardia Costiera libica oggi non esiste, come non esiste un governo centrale ed unitario dell'intera Libia, dilaniata dal conflitto che da Tobruk e Bengasi ha scatenato il generale Haftar, spalleggiato dall'Egitto, contro il governo riconosciuto dalle Nazioni Unite con sede a Tripoli, mezzi navali delle milizie locali dimostrano ai paesi occidentali quanto sono già capaci di bloccare le partenze verso l'Europa. La guerra al terrorismo diventa un pretesto per affermare supremazie territoriali di una fazione contro l'altra.

http://www.libyaobserver.ly/news/violent-clashes-broke-out-sorman-city-western-libya

http://www.libyaobserver.ly/opinions/derna-between-daesh-and-dignity-operation

http://www.libyaobserver.ly/news/rogue-general-haftar-orders-defense-minister-designate-sirraj-government-return-benghazi

Negli stessi giorni in cui l'Unione Europea anticipa il progetto di inviare rinforzi alla "Guardia Costiera libica" centinaia di migranti vengono arrestati in mare e rigettati nei centri di detenzione gestiti dalle diverse milizie che si spartiscono attualmente il territorio libico. Sono le stesse milizie che stanno chiedendo armi agli stati europei sventolando la promessa di riuscire a bloccare le partenze dei migranti verso l'Europa.

http://m.sputniknews.com/africa/20160522/1040061484/libya-asks-eu-guard-assistance.html

http://www.tpi.it/mondo/libia/guardia-costiera-libica-intercetta-850-migranti

http://www.bbc.com/news/world-africa-36355960

7 boats carrying 850 illegal migrants were intercepted off Sabratha coast on Sunday, Libyan Coast Guard has declared.
The migrants, of African and Arab nationalities, were found on inflatable boats north of Sabratha at 7:30 am while they were on their way to Europe.
79 women, 11 of them are pregnant, and 11 children were among the migrants. They were later transferred to the Illegal Immigration Fight Authority in Zawia.

http://www.libyaobserver.ly/news/850-eu-bound-migrants-intercepted-libya-shores

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-1c0c64b3-bbfc-4be4-af0c-754e1075ddd5.html

http://jordantimes.com/news/region/libya-coastguard-intercepts-850-migrants-%E2%80%94-navy

Nelle stesse ore nelle quali la "Guardia Costiera libica" recupera oltre 800 migranti a bordo di sette diversi gommoni, intervengono anche i mezzi di Medici senza Frontiere e della Guardia Costiera italiana, che salvano davvero e portano in un "porto sicuro" come prescrivono le Convenzioni internazionali altre centinaia di naufraghi. Nessuna notizia dalle navi di Frontex, di EUNAVFOR MED e della missione italiana Mare Sicuro. Cosa hanno fatto in quelle stesse ore in cui i libici riuscivano a raggiungere per la prima volta nella storia recente ben sette gommoni a poche ore dalla partenza ? Forse si preparavano a funzionare da Hotspot galleggianti, o erano in contatto con le autorità libiche ? Certo tutto si è svolto sotto il controllo dei loro potenti radar. 

https://mobile.twitter.com/guardiacostiera/status/734774434159075332?s=07

https://mobile.twitter.com/MSF_Sea/status/734687349527961600

https://mobile.twitter.com/MSF_ITALIA/status/734698880231735296?s=04

https://www.periscope.tv/w/1eaJbwLYLMRxX

Questi i rapporti e la catena di comando per le operazioni SAR ( ricerca e salvataggio) nelle acque del canale di Sicilia nel 2013. Prima dell'operazione Mare Nostrum e delle successive operazioni Triton di Frontex e di Eunavfor Med. Cosa succede oggi quando arriva una chiamata di soccorso ? Chi decide davvero sulla vita delle persone in pericolo in mare ? Persone da soccorrere e trasferire in un luogo sicuro (place of safety), non flussi da bloccare.

L’attivazione delle operazioni di ricerca e soccorso da parte delle componenti del Corpo della Guardia Costiera avviene per la totalità dei casi attraverso telefonate dei migranti da bordo dei gommoni ovvero da parte di rappresentanti di associazioni umanitarie o ancora da familiari/conoscenti che richiedono l’aiuto per situazioni di pericolo quali ad esempio il motore in avaria, mancanza di viveri ecc. I primi contatti avvengono quasi sempre nell’area di competenza (ai fini dell’attività di ricerca e soccorso) della Libia mediamente ad una distanza di 50 miglia nautiche da quelle coste e di 80 miglia da Lampedusa.
La Centrale Operativa (Maritime Rescue Co-ordination Centre – MRCC Roma) del Comando Generale della Guardia Costiera, ricevuta la notizia, interviene con immediatezza informando le competenti autorità libiche nonché quelle limitrofe maltesi e tunisine collaborando con le stesse per la buona riuscita delle operazioni di ricerca e soccorso. Con le autorità maltesi o tunisine non emergono particolari problematiche, viceversa con la Libia le azioni diventano più complesse, in quanto quelle autorità, pur assumendo il coordinamento delle operazioni SAR (tramite dichiarazione telefonica), difficilmente sono in grado di condurre direttamente le attività operative per mancanza di una specifica organizzazione SAR (mezzi navali e di telecomunicazione nonché sistemi per il monitoraggio). 
immigrazione 2
Nella pratica la Guardia Costiera libica si rimette a quanto effettuato da MRCC Roma (come prima autorità che ha ricevuto la richiesta di soccorso), per l’individuazione del naviglio mercantile da dirottare sul punto, per la programmazione di voli aerei finalizzati all’intercetto dell’unità in difficoltà, infine per l’invio di assetti aeronavali specializzati nel SAR. Quindi, come spesso accade, è MRCC Roma che dispone per conto della Libia l’invio nella zona di mare del soccorso di navi mercantili o velivoli per l’avvistamento ovvero navi e motovedette militari nazionali. All’attività collabora anche RCC Malta, mettendo spesso a disposizione un velivolo per la localizzazione dell’unita da soccorrere.


CHE RUOLO HANNO AVUTO IN QUESTA OPERAZIONE CHE SI E' CONCLUSA CON LA RICONDUZIONE IN LIBIA DI OLTRE 800 PERSONE, APPARENTEMENTE GESTITA DAI LIBICI, I MEZZI NAVALI DI FRONTEX E DI EUNAVFORMED, O DELLA NATO, PURE PRESENTI IN QUELLE ACQUE ?

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/english/756931/EU-ships-to-enter-Libyan-waters.html

L'operazione Eunavfor Med, adesso ribattezzata operazione Sofia, avrà, o ha già, il compito di addestrare la "guardia costiera libica"?

http://marianna06.typepad.com/il_mio_weblog/2016/05/libiaoperazione-sophia-per-addestrare-la-guardia-costiera-libica.html

14/05/16

Gli ambasciatori del Comitato politico e di sicurezza dell’Ue hanno dato un primo via libera all’estensione del mandato dell'Operazione Sophia al compito di addestrare la guardia costiera libica.
Lo ha annunciato in una nota l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ricordando che ciò è un “seguito concreto” della riunione del Consiglio affari esteri che si è svolto a Lussemburgo lo scorso 18 aprile. Nello specifico si è deciso che l’operazione avrà il compito aggiuntivo della “capacity building e della formazione della guardia costiera libica” e della marina, oltre che della condivisione delle informazioni, “sulla base di una richiesta da parte delle autorità libiche legittime”.
Nella nota Mogherini precisa anche che discuterà “ulteriormente di questo con il primo ministro libico a Vienna lunedì alla conferenza sulla Libia organizzata da stati Uniti e Italia". (Fonte Agenzia Nova)

BRUSSELS (AP) -- Libya has given the European Union permission to begin training its coast guard, as increasing numbers of migrants leave the country bound for Italy.

EU foreign policy chief Federica Mogherini said Monday that the training effort "will be very important to control Libya's territorial waters, together with our Libyan partners, as well as to control the migrant influx."

http://hosted.ap.org/dynamic/stories/E/EU_EUROPE_LIBYA?SITE=AP&SECTION=HOME&TEMPLATE=DEFAULT&CTIME=2016-05-23-04-43-24

E l'Unione Europea, piuttosto che aprire canali umanitari,  o ampliare le possibilità di ingresso dai paesi terzi di transito con visti umanitari, sembra pronta ad inviare a questo stesso scopo ad inviare agenti, mezzi, ed addirittura ad allestire grandi campi di raccolta e confinamento in Africa, ad esempio in Niger, sulla scorta di un vecchio progetto risalente ai tempi di Maroni. nessuno ricorda che sono già 1369 le vittime dell'immigrazione quest'anno.

http://www.nytimes.com/video/world/europe/100000004431492/completely-without-humanity-at-sea.html

https://mobile.twitter.com/MSF_Sea/status/734471177465368576?s=04

In questo modo si pensa di riuscire a raggiungere gli stessi risultati che in passato sono stati raggiunti dai respingimenti collettivi ordinati nel 2009 dal governo Berlusconi, poi condannati nel 2012 con una sentenza fondamentale della Corte Europea dei diritti dell'Uomo nel caso Hirsi contro Italia.

http://www.meltingpot.org/Italia-condannata-dalla-Corte-europea-dei-diritti-dell-uomo.html

Malgrado quella condanna, l'Italia ancora nel 2013 perseguiva il progetto di collaborare con la Guardia Costiera libica nel blocco dei migranti, anche se la Libia non ha mai sottoscritto la Convenzione di Ginevra sui rifugiati.

http://www.narcomafie.it/2013/03/05/i-gravosi-impegni-italiani-con-tunisia-e-libia-per-il-controllo-dellimmigrazione-via-mare/

Solo che adesso non si effettueranno più renditions dirette da parte di mezzi europei ad autorità libiche, ammesso che esistano a livello centrale, ma si utilizzeranno le risorse finanziarie europee, quindi di tutti i cittadini europei, per foraggiare milizie armate che si dovessero dimostrare capaci di bloccare le partenze dalla Libia verso l'Europa. E si invieranno agenti di polizia come istruttori della "Guardia Costiera libica" che ancora non esiste, agenti che magari saranno scelti tra gli appartenenti alla nuova "Guardia costiera europea". Che neppure esiste ancora.

http://www.kuna.net.kw/ArticleDetails.aspx?id=2503711&Language=en

Da parte di Bruxelles, e dal governo Renzi che su questo terreno sta dettando l'agenda europea con il "Migration Compact", si continua ad operare con annunci sensazionalistici, e con iniziative di polizia internazionali che rimangono totalmente prive di basi legali, sia sul piano del diritto interno, che sul piano del diritto internazionale. Il contrasto dell'immigrazione "illegale" e la "lotta ai trafficanti" non sono finalità che si possono perseguire con mezzi, personale ed operazioni che violano il diritto internazionale del mare e gli obblighi primari di salvataggio.

https://www.unhcr.it/sites/53a161110b80eeaac7000002/assets/53a165df0b80eeaac70003d3/5copy_0_rescueatsea.pdf

http://www.sidi-isil.org/sidiblog/?p=303

http://www.cnr.it/news/index/news/id/6059

Se sui mezzi che effettueranno operazioni di blocco dei migranti in fuga dalla Libia si trovassero imbarcati agenti europei, di Frontex o della nuova Guardia Costiera europea, così come se vi fossero intese operative tra i mezzi navali europei e i mezzi navali libici, al fine di delegare a questi ultimi le attività di ripresa dei migranti e di riconduzione a terra, si potrebbe configurare una precisa responsabilità dei vertici di Frontex e dei singoli stati che dovessero partecipare o assistere a queste operazioni, o che inviassero propri agenti comunque coinvolti in operazioni di sequestro collettivo. Una responsabilità che potrebbe essere fatta valere davanti ai giudici penali nazionali, davanti alla Corte europea dei diritti dell'Uomo, davanti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea.

http://scuolasuperioreavvocatura.it/wp-content/uploads/2014/07/01.-Cooperazione-internazionale-in-materia-di-soccorso-in-mare.pdf

Sempre più importante, e difficile, in questo mutato cotesto, il ruolo delle navi umanitarie che certamente non saranno testimoni inerti delle operazioni di blocco e di riconduzione a terra dei migranti che ancora cercheranno di fuggire dalle coste libiche. Per effetto di queste politiche di blocco, delegate dall'Unione europea ai paesi di transito le rotte si allungano e diventano sempre più pericolose. E in Mediterraneo si continua a morire.

Naufragio migranti, ricerche ancora senza successo

Sono proseguite tutta la notte, e continuano questa mattina, le ricerche del barchino partito 

dall'Algeria il 19 maggio scorso con a bordo 14 persone e disperso in mare prima di raggiungere le coste della Sardegna     

http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=29226






sabato 21 maggio 2016

Va in frantumi l'accordo Unione Europea-Turchia ma i migranti rimangono intrappolati nel fango di Idomeni e fanno lo sciopero della fame a Chios, mentre l'Europa rialza i muri.



foto di Antonio Nicolini

Va in frantumi l'accordo Unione Europea-Turchia, la Turchia minaccia di cancellarlo se non otterrà visti di ingresso in Europa per i propri cittadini. In Grecia si limitano le riammissioni in Turchia e si stabilisce che la Turchia non è "un paese terzo sicuro".

http://ilmanifesto.info/lautorita-greca-sui-rifugiati-fa-tremare-accordo-ue-turchia-paese-non-sicuro/

http://www.theguardian.com/world/2016/may/20/syrian-refugee-wins-appeal-against-forced-return-to-turkey

http://www.ibtimes.com/europe-refugee-crisis-greek-judges-call-turkey-unsafe-country-rule-syrian-asylum-2372141

http://www.lemonde.fr/europe/article/2016/05/21/une-decision-de-la-justice-grecque-fragilise-l-accord-ue-turquie_4923812_3214.html

http://www.ekathimerini.com/208850/article/ekathimerini/news/greek-appeals-committee-halts-deportation-of-syrian-ruling-turkey-unsafe

La Turchia non è un paese sicuro neppure per i cittadini turchi. Gli accordi con la Turchia nascondono un trucco: oltre 72.000 scambi di siriani tra Turchia e Grecia, i sei miliardi pagati dall'Unione Europea non serviranno a niente.
  • One-for-one: For each Syrian returned to Turkey, a Syrian migrant is resettled in the EU. Priority is given to those who have not tried to illegally enter the EU and the number is capped at 72,000.
http://www.bbc.com/news/world-europe-36345990

https://www.hrw.org/news/2016/05/20/un-press-turkey-open-border

http://www.hurriyetdailynews.com/erdogan-approves-law-on-turkey-eu-readmission-deal.aspx?PageID=238&NID=99399&NewsCatID=510

http://www.uikionlus.com/non-e-tempo-di-mettere-fine-al-fascismo-di-erdogan/

http://www.osservatoriorepressione.info/turchia-senza-immunita-aperta-la-caccia-al-parlamentare-filo-curdo/

I migranti rimangono intrappolati nel fango di Idomeni e fanno lo sciopero della fame a Chios, mentre l'Europa rialza i muri. La posizione di Amnesty Intarnational

Secondo le ultime stime ufficiali, sono circa 50.000, tra rifugiati, richiedenti asilo e migranti, le persone bloccate in Grecia e senza accesso alla protezione internazionale. La maggior parte di loro sono donne e bambini in fuga da conflitti e violenze. La situazione sta precipitando a causa della chiusura a intermittenza delle frontiere e delle pratiche volte a rallentare il flusso di persone che prendono la rotta dei Balcani. Più di 13.000 persone, comprese famiglie con bambini piccoli, persone malate e donne incinte, restano quindi abbandonate a Idomeni, alla frontiera greca con la “Ex repubblica Iugoslava di Macedonia” (Macedonia), in condizioni intollerabili. Il porto del Pireo, ad Atene, è diventato un campo improvvisato dove circa 5.000 persone dormono sul pavimento del terminal portuale o in piccole tende fuori dal terminal. Volontari e ONG faticano ad offrire beni di prima necessità e riparo.

Le condizioni in molti dei campi aperti dalle autorità in febbraio e marzo sono pessime: le persone vengono lasciate senza un accesso regolare ai servizi sanitari, ad acqua e cibo. Molti dormono in condizioni di estremo disagio, esposti alle intemperie. La situazione sta avendo un impatto negativo sulla loro salute e l’accesso alle cure mediche è limitato. All’inizio di marzo, Amnesty International ha osservato le cattive condizioni igieniche e constatato che famiglie dormono da settimane sul pavimento o in piccole tende presso il vecchio aeroporto a Elliniko vicino Atene. Inoltre, Amnesty International ha ricevuto numerose informazioni su bambini che si ammalano a causa delle cattive condizioni, tra cui l’acqua che entra nelle tende, dell’ex campo militare di Cherso nel nord della Grecia.

I campi sulle isole greche sono stati evacuati e dal 19 marzo migliaia di persone sono state trasferite verso i campi sulla penisola. Rifugiati e migranti raccontano che non è stato detto loro dove li si stava portando, cosa che ha creato confusione e caos. A seguito dell’accordo Ue-Turchia del 18 marzo, i rifugiati che arrivano sulle coste della Grecia vengono registrati sulle isole e potrebbero essere riportati in Turchia dopo una procedura d’asilo abbreviata. Circa 5.500 persone rimangono sulle isole, la maggior parte delle quali sono arrivate dopo il 20 marzo. Inoltre, a seguito delle nuove disposizioni, i campi sulle isole greche sono diventati centri di detenzione. In conseguenza di ciò, l’UNHCR ha sospeso alcune delle attività e chiuso i suoi centri sulle isole, in linea con la sua posizione contraria alla detenzione obbligatoria.

Viste le condizioni di accoglienza e le procedure di asilo al limite in Grecia e alla luce del fatto che il programma di ricollocamento europeo non funziona ancora del tutto, la sorte di migliaia di rifugiati bisognosi di protezione è a rischio. Gli stati membri dell’Unione europea hanno concordato di ridistribuire 66.000 persone ma finora solo 569 persone sono state ricollocate. Non è chiaro che impatto avrà sui rifugiati già bloccati in Grecia, l’accordo Ue-Turchia.

http://www.amnesty.it/grecia-crisi-umanitaria-migranti

L'Austria in campagna elettorale rinforza la polizia al Brennero e minaccia di sospendere Schengen. Ma i migranti non si fermano.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/05/21/news/migranti_austria_italia_non_mantiene_promesse_su_controlli_da_martedi_80_poliziotti_a_brennero-140309205/

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro