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domenica 31 luglio 2016

Nel contrasto dell’immigrazione irregolare, oltre gli arresti di scafisti e trafficanti, in terra ed in mare, ritornano nel mirino gli operatori umanitari. Crisi di sistema e sanzione penale: oltre la responsabilità individuale ?


1.Nel contrasto dell’immigrazione irregolare, oltre gli arresti di scafisti e trafficanti, in terra ed in mare, ritornano nel mirino gli operatori umanitari. A partire dal 2004, con il caso Cap Anamur, si è tentato di criminalizzare l’intervento umanitario. Dopo anni di processi questo tentativo è fallito.
Il Tribunale di Agrigento nell'udienza del 7 ottobre 2009 ha pronunciato una sentenza di assoluzione con formula piena “perché il fatto non costituisce reato” nei confronti di Elias Bierdel , del comandante Schmidt e del suo secondo, imputati di agevolazione dell’ingresso di clandestini dopo avere soccorso, nel giugno 2004, 37 naufraghi alla, deriva cento miglia a sud di Lampedusa. 
Chi effettua salvataggio a mare non commette dunque nessun reato. Il messaggio chiaro della sentenza è che gli stati devono rispettare non solo il diritto internazionale del mare, che vieta anche i respingimenti collettivi, ed il divieto di refoulement affermato dalla Convenzione di Ginevra, ma anche il diritto penale interno che sanziona l’omissione di soccorso, prevede lo stato di necessità ed esclude qualsiasi penalizzazione per l’assistenza umanitaria fornita senza scopo di lucro. E non saranno certo i magri incassi di una ONLUS a qualificare, come finalizzato allo scopo di trarre un vantaggio economico, l’intervento umanitario in favore di migranti irregolari, sia in terra che a mare.
Dopo anni di indagini, e dopo la audizione di numerosi testimoni, tutte le accuse contro i responsabili della Cap Anamur, formulate dalla Procura di Agrigento nell’estate del 2004, sono risultate destituite di ogni fondamento. E’ caduta la iniziale ipotesi accusatoria della forzatura del blocco navale che era stato imposto alla Cap Anamur, tenuta per due settimane al largo delle coste siciliane per decisione del governo italiano, ed è emersa la situazione di stato di urgenza e necessità, determinata a bordo della nave da una così lunga permanenza dei naufraghi, ai quali venivano impediti lo sbarco e la possibilità di fare valere la loro richiesta di asilo o di protezione umanitaria. E’ apparsa inoltre evidente la pretestuosità della ricostruzione dei fatti che - per contestare le aggravanti derivanti dalla ipotesi associativa- era giunta a coinvolgere anche il “secondo di bordo”, soggetto del tutto privo di autonoma capacità decisionale sulla condotta della nave, rimessa esclusivamente ai poteri del comandante. In questa prospettiva appare ancora più ingiustificata la carcerazione preventiva imposta agli imputati nei primi giorni dopo lo sbarco a Porto Empedocle ( Agrigento).
Il periodo di tempo trascorso tra la azione di salvataggio e la richiesta di attracco della Cap Anamur a Porto Empedocle, non erano certo imputabili ad una scelta nell’interesse personale dei responsabili della cap Anamur, o alla ricerca di un profitto ( il cd. dolo di profitto). In quello stesso periodo vi erano stati contatti tra i governi italiano, tedesco, maltese e la nave, i cui responsabili cercavano di fare sbarcare i naufraghi in un place of safety” nel pieno rispetto delle Convenzioni internazionali a salvaguardia della vita umana a mare e del diritto di asilo. I ritardi ed il clamore derivante da questa vicenda sulla stampa di tutto il mondo scaturivano esclusivamente dalle scelte di sbarramento dei governi coinvolti. Scelte sulle quali, proprio a partire dal 2004, si è costruita in questi anni la Fortezza Europa, senza arrestare significativamente l’immigrazione clandestina, ma producendo un numero incalcolabile di morti e di dispersi. Nello stesso anno veniva creata l’Agenzia per il controllo delle frontiere esterne Frontex, con il Regolamento 2007/2004/CE.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=URISERV%3Al33216

La sentenza adottata dal Tribunale di Agrigento ha costituito una importante affermazione dello stato di diritto di fronte al ricorrente tentativo delle autorità amministrative italiane di configurare “a posteriori” una fattispecie di responsabilità penale, in violazione del principio di legalità e della responsabilità personale sui quali si basa nel nostro sistema il diritto penale. Un tentativo che si sta dispiegando ancora oggi con il tentativo di attribuire pesanti responsabilità penali agli operatori umanitari quando assistono, in terra piuttosto che in mare, migranti privi di regolari documenti di ingresso.

http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/06/13/news/accompagnano-i-profughi-alla-caritas-e-a-udine-tre-volontari-rischiano-il-processo-1.272059

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/14/migranti-procura-udine-indaga-7-volontari-invasione-edifici-favoreggiamento-appello-su-change-arrestateci-tutti/2829993/

Dopo la successiva sentenza di condanna del Tribunale di Agrigento, nel processo a carico dei pescatori tunisini, che nel 2007 salvarono altri naufraghi alla deriva nel Canale di Sicilia, malgrado l'assoluzione dei due comandanti in grado di appello a Palermo, si sono verificate evidenti ripercussioni sul comportamento dei pescherecci operanti nel Canale di Sicilia. Di fatto gli interventi di soccorso da parte di pescherecci occupati in attività di pesca sono praticamente cessati. Molti migranti raccontano di avere visto sfilare vicino ai loro barconi pescherecci che non si sono fermati.

http://www.meltingpot.org/Assoluzione-per-i-due-comandanti-tunisini-che-hanno-salvato.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/prosciolti-i-due-pescatori-che-nel-2007salvarono-44-profughi-nel-canale-di-sicilia/160076/

2.La chiusura di tutti i canali legali di ingresso, l'assenza di corridoi umanitari e l'inasprimento delle sanzioni penali rinforzano il ruolo delle organizzazioni criminali e le rotte di ingresso in Europa diventano più lunghe e pericolose. La lotta contro il traffico e la tratta di esseri umani non può pregiudicare i diritti fondamentali dei migranti, a partire dal diritto alla vita e dal diritto ad essere soccorsi più sollecitamente possibile.

In tackling human trafficking and other forms of exploitation, it is imperative that we affirm that migrants’ rights are human rights and that they are entitled to the same respect and dignity to which all persons are entitled. We must all strive for this and remain united in the fight against human trafficking.

http://weblog.iom.int/migrants%E2%80%99-rights-must-be-upheld-help-combat-human-trafficking                                                                                          

Ancora oggi un esempio di come le navi militari dovrebbero collaborare con i mezzi delle organizzazioni umanitarie che sono rimaste a svolgere attivita' di ricerca e soccorso a Nord della acque libiche.                                                                                                                            
 http://afloat.ie/port-news/navy/item/33211-le-james-joyce-rescues-more-than-400-migrants

Dopo l’approvazione della legge Bossi-Fini le politiche sulla migrazione si erano basate su un progressivo inasprimento delle sanzioni penali riferibili all'ingresso irregolare nel territorio dello stato, sia pure per esigenze di soccorso, fino alla introduzione, nel 2009, del reato di immigrazione clandestina. Al di là del reato di agevolazione dell’ingresso “clandestino”, si è cercato fin dal 2004 di colpire gli operatori umanitari e gli interventi di salvataggio posti in essere da singoli o organizzazioni non governative. Con le diverse sanzioni, a carico dei trafficanti, degli scafisti, e poi degli stessi migranti, affidate al giudice penale, si è tentato di produrre un effetto dissuasivo che avrebbe dovuto limitare le partenze dai paesi di origine e di transito, un obiettivo di politica giudiziaria che appare evidentemente fallito. I sistemi di controllo delle frontiere affidati alla repressione penale si sono dimostrati in tensione sempre più forte con i doveri di soccorso e assistenza, come è apparso evidente nei mesi scorsi nelle isole greche di fronte alla costa turca.

http://www.vita.it/it/article/2016/01/18/grecia-volontari-arrestati-mentre-in-mare-i-profughi-continuano-a-mori/137964/

http://www.meltingpot.org/Isola-di-Lesbo-quando-salvare-vite-umane-diventa-un-crimine.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/01/liberati-in-grecia-gli-operatori.html

Nell'opinione pubblica, soprattutto per effetto degli organi di informazione più seguiti, si è quasi annullata la distinzione tra scafisti, intermediari e trafficanti. 
Nel corso degli anni, con modalità diverse, a seconda delle diverse fasi politiche e dei rapporti di collaborazione con i paesi di transito, ci sono state migliaia di denunce di “scafisti”, mentre è sempre stata più difficile la individuazione, e soprattutto la sanzione dei trafficanti, che generalmente se ne sono rimasti al sicuro in paesi dai quali non potevano essere estradati, o verso i quali nulla potevano le richieste di rogatoria internazionale. Gli intermediari, generalmente appartenenti alle comunità di origine dei migranti, hanno costituito una zona grigia sempre più estesa, mentre si chiudevano tutte le vie di ingresso legale. In realtà gli arrivi dei migranti sono dipesi più dalle mutate condizioni geopolitiche dei paesi di origine e transito, e dall'aggravarsi dei conflitti, più che dal numero degli arresti allo sbarco.
I procedimenti intentati nei confronti degli scafisti hanno avuto generalmente esiti molto rapidi, con la rimessione in libertà degli imputati, per il venir meno delle prove testimoniali nel corso del dibattimento, o per la condanna con riti abbreviati e conseguenti sconti di pena. 
Non ha giovato il ritardo in cui in molti casi sono stati effettuati gli incidenti probatori, e diversi testimoni, selezionati tra gli stessi migranti sbarcati, sono rimasti mesi, prima al centro Umberto primo di Siracusa, poi alla Caserma Bisconte di Messina, ma in qualche caso, come nel dicembre 2013 a Lampedusa, in attesa di potere formalizzare le loro dichiarazioni e venire rimessi nelle condizioni di proseguire il loro viaggio.

http://www.lasciatecientrare.it/j25/italia/news-italia/213-una-tendopoli-e-per-sempre-visite-ai-centri-di-accoglienza-temporanei-ex-caserma-di-bisconte-tendopoli-pala-nebiolo

http://meridionews.it/articolo/41339/messina-visita-in-centro-accoglienza-bisconte-testimoni-contro-scafisti-lasciati-senza-tutele/

Nella maggior parte dei casi,dopo la condanna, questi procedimenti penali si sono conclusi con un provvedimento di espulsione. Molti scafisti, una volta rimpatriati con scorta di polizia nei paesi di origine si sono rimessi ad operare ed a trasportare altri migranti. 

http://www.imolaoggi.it/2016/07/14/migranti-2-scafisti-arrestati-il-3-luglio-erano-gia-stati-espulsi-a-maggio/

Con il tempo però e con il moltiplicarsi degli sbarchi, meglio delle partenze, la figura dello “scafista” è profondamente mutata  al punto che sui numerosi gommoni che vengono messi a mare contemporaneamente,e che partono più recentemente dalle coste libiche,si trovano  migranti appositamente addestrati come "scafisti", ed addirittura  minorenni. 

http://ragusa.blogsicilia.it/800-dollari-per-guidare-il-gommone-fermati-scafisti-minorenni/345891/

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-fermati-otto-presunti-scafisti-a-Taranto-a0fd5e4f-d7b5-406c-9594-950c6d6fdde1.html

Nella maggior parte dei casi, oggi, i soccorsi sono portati da navi umanitarie coordinate del Comando del Corpo della Guardia Costiera. Talvolta le circostanze drammatiche degli interventi, con gommoni fatiscenti gia' semiaffondati, non permettono di individuare a vista presunti scafisti. Si ripropone dunque la questione del rapporto tra le attivita' di indagine condotte dalla polizia giudiziaria e gli operatori della navi umanitarie, che potrebbero essere sentiti nella qualita' di persone informate dei fatti.  
Se oggi si dovessero verificare iniziative di carattere penale nei confronti di operatori di navi umanitarie, o di persone che prestano assistenza gratuita a terra dopo lo sbarco, come quelle che sono state adottate nelle isole dell’Egeo nei mesi scorsi, la conseguenza immediata potrebbe essere la sospensione delle missioni di ricerca e salvataggio, con un aumento consistente di morti e dispersi, a fronte della smobilitazione delle missioni europee Frontex Triton ed Eunavfor Med. Intanto si registra un "divorzio"  che non si puo' spiegare solo con ragioni economiche.                                                                                                      http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/513391/Soccorso-migranti-conclusa-la-collaborazione-tra-Moas-ed-Emergency

Le condizioni di conflitto sulle coste libiche determinano una condizione molto simile a quella che si è determinata da tempo nelle zone interne di molte regioni africane dove gli interventi umanitari devono essere messi in sicurezza da una copertura militare e diventano quindi "embedded" dovendo rispondere a esigenze di controllo del territorio e di difesa militare che sono del tutto estranee alla normale attività di una organizzazione non governativa. Vanno dunque precisati moduli operativi concordati e precisi margini di autonomia per consentire che gli operatori umanitari, sia in terra che in mare, possano continuare a svolgere la loro missione fondamentale. In questa direzione occorre un riconoscimento reciproco delle diverse sfere di intervento e l'esclusione di qualunque pressione per limitare l'azione, altrimenti insostenibile, di chi presta soccorso ed offre assistenza. La repressione di quella che viene definita come "immigrazione illegale" non deve ridurre la capacità operativa delle organizzazioni umanitarie.

http://www.dirittiglobali.it/2016/06/crimine-del-samaritano/

3.Dopo la stagione dei respingimenti collettivi in mare, culminata con la condanna dell'Italia da parte della Corte Europea dei diritti dell'Uomo ( caso Hirsi) per i respingimenti effettuati nel 2009 ( e proseguiti nel 2010) verso la Libia, sembrava fosse prevalso il rispetto del diritto internazionale e degli obblighi di salvataggio sanciti dal diritto del mare e dalla normativa europea. Oggi però si sta cercando di rimettere in discussione il principio cardine della Convenzione di Ginevra che vieta di sanzionare chi entra irregolarmente nel territorio dello stato per chiedere asilo.  Ed allo stesso modo impone di non considerare perseguibile chi svolge attività di soccorso ed assistenza a titolo gratuito e volontario. Si rischia di assistere ad una svolta in senso repressivo, con il prevalere degli apparati di contrasto e repressione dell'immigrazione irregolare, rispetto alle attività ed alle organizzazioni che privilegiano la ricerca ed il soccorso in mare.

Dopo la strage del 3 ottobre 2013 davanti le coste di Lampedusa, con l'avvio della missione Mare Nostrum, lo sforzo dell'Italia era stato orientato prevalentemente al salvataggio di vite umane in mare, anche se le stragi erano continuate, seppure con frequenza minore rispetto a quella registrata prima dell'avvio della missione. 

http://m.espresso.repubblica.it/attualita/2013/10/11/news/io-scafista-della-morte-1.137322

Sulle navi di Mare Nostrum operavano funzionari di polizia, distaccati dal Ministero dell’interno, con il compito di effettuare preidentificazioni e di individuare i presunti scafisti prima dello sbarco a terra. 

http://unipd-centrodirittiumani.it/it/schede/Hirsi-Jamaa-e-altri-c-Italia-illegali-i-respingimenti-verso-la-Libia-del-2009/249

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/02/frontex-critica-litalia-perche-salva.html


http://www.ilpost.it/2015/02/11/differenza-mare-nostrum-triton/


http://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/operazioni-concluse/Pagine/mare-nostrum.aspx

L'attività di individuazione dei presunti scafisti, con la missione Frontex Triton, e poi con l’intervento di numerose navi umanitarie, è diventata molto più complessa. Le indagini successive alla strage di Lampedusa del 3 ottobre del 2013 aprivano un filone che si traduceva in tre importanti operazioni di polizia denominate Glauco, con l'arresto di numerosi trafficanti, oltre che dei soliti "presunti scafisti".

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/scafisti-arrestati-bilancio-ministro-alfano.aspx

http://www.infodata.ilsole24ore.com/2015/11/24/immigrazione-da-inizio-anno-arrestati-500-trafficanti-di-esseri-umani-scafisti-inclusi/

http://gds.it/2015/04/20/operazione-glauco-le-indagini-sui-presunti-organizzatori-degli-sbarchi-il-video_344339/

http://www.grandangoloagrigento.it/operazione-glauco-smantellato-traffico-di-esseri-umani-arresti-ad-agrigento-e-in-altre-citta-foto-e-video/

http://palermo.gds.it/2016/02/06/palermo-traffico-di-migranti-eritreo-latitante-arrestato-in-germania_471094/

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Operazione-polizia-Glauco-3-inchiesta-DDA-Palermo-Uccidevano-i-migranti-e-ne-vendevano-organi-pentito-sulla-tratta-degli-esseri-umani-0b0e040e-ee29-44ab-8b3f-abb2c2e7069a.html

https://www.radioradicale.it/scheda/480278/conferenza-stampa-sulloperazione-glauco-3-traffico-di-esseri-umani 

A seguito della chiusura dell'operazione Mare Nostrum, dal mese di gennaio del 2015, l'avvio della missione Triton di Frontex era stato funestato da un aumento esponenziale di naufragi in mare per ritardi nei soccorsi, dovuti alla iniziale carenza di mezzi. Le indagini penali avevano prospettato l'esistenza di navi madre o di cargo fantasma, sulla rotta dall'Egitto. Rotta che all'inizio del 2015 veniva chiusa, per il maggiore impegno del governo egiziano a bloccare le partenze, come del resto avveniva da parte del governo turco, a seguito degli accordi stipulati con l'Unione Europea. 

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/08/le-navi-madre-esistono-davvero-ma-sono.html?m=1

http://www.dirittiglobali.it/2016/05/85170/

http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/laser/Cargo-fantasma-trafficanti-in-carne-e-ossa-7648757.html

 Le modalità di intervento delle navi europee di Frontex non avevano accresciuto la qualità degli arresti e delle successive indagini, semmai la quantità del numero dei presunti scafisti arrestati. Il periodico arresto di scafisti aveva soltanto prodotto il risultato di una lunga catena di processi, ma le condanne restavano ancora piuttosto rare, e si verificavano quando i testimoni avevano subito violenze direttamente dagli stessi uomini che poi li avevano portati in acque internazionali. In molti altri casi i testimoni si allontanavano prima degli incidenti probatori, anche se i presunti scafisti restavano poi in carcere in custodia cautelare. Sempre più alto il numero dei minori non accompagnati, accusati con l'accusa di essere scafisti.

http://www.ilfattonisseno.it/2016/02/migranti-baby-scafisti-fermati-a-pozzallo-addestrati-in-libia/

http://www.cronacaonline.it/public/content/index.php/2016/07/04/arrestati-quattro-scafisti-egiziano-due-maggiorenni-e-due-minorenni-per-favoreggiamento-dellimmigrazione-clandestina/

http://messina.gds.it/2016/04/22/messina-sbarco-di-237-migranti-arrestato-scafista-somalo_503373/

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/06/30/migranti_arrestato_scafista_ragazzino_il_viaggio_verso_l_italia_c-68-511043.html

4.Sembra in sostanza che la lotta all’immigrazione irregolare si possa condurre individuando gli scafisti in modo da risalire poi ai trafficanti, oppure con vere e proprie missioni militari. Senza considerare gli appoggi politici e militari di cui i trafficanti godono nei paesi di origine e transito ed il diffuso sistema corruttivo che li caratterizza fino alle più alte sfere governative. Mancano dati riassuntivi su base nazionale, esistono solo dati di un fenomeno ormai diffuso, dati che potremmo definire la punta di un iceberg.

http://www.radiortm.it/2015/12/31/contrasto-dellimmigrazione-clandestina-il-bilancio-150-scafisti-arrestati-15-soggetti-colpiti-da-ordinanza-di-custodia-cautelare-in-carcere-per-il-reato-di-tratta-di-esseri-umani-e-favore/

http://www.monrealepress.it/2016/05/26/sbarco-migranti-al-porto-palermo-arrestati-17-scafisti/

http://www.sardiniapost.it/cronaca/migranti-sardegna-due-scafisti-arrestati-cagliari/

http://m.livesicilia.it/2016/01/29/migranti-scafisti-condannati-arresti-per-favoreggiamento_709370/

https://www.loccidentale.it/articoli/142138/migranti-scafisti-arrestati-un-selfie-li-incastra

Solo dopo la strage del 18 aprile 2015 le autorità europee erano state costrette a rinforzare temporaneamente la dotazione di mezzi e personale della missione Frontex-Triton, mentre nello stesso periodo veniva avviata la missione militare EUNAVFOR MED allo scopo di colpire i trafficanti, con la previsione di entrare in una seconda fase nelle acque libiche, e nella terza fase con interventi in territorio libico, sempre con lo scopo di contrastare la cd. immigrazione clandestina. Nei mesi di maggio e giugno dello scorso anno non si erano verificati che incidenti di scarso rilievo, con una drastica riduzione delle vittime. Poi con il ritiro delle navi europee, le stragi erano riprese, e il numero sempre più alto di scafisti arrestati non raggiungeva gli obiettivi di un contenimento delle partenze e di una riduzione delle vittime in mare.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Triton-e-Mare-Nostrum-le-caratteristiche-delle-due-operazioni-4faa7431-f919-4f18-ab52-d0ed89765e0f.html

Le due ultime fasi dell'Operazione EUNAVFOR MED non si sono mai realizzate, per la mancanza di copertura da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e per la carenza di base legale in ordine ad attività militari in un paese sovrano ( almeno sulla carta) nel quale le diverse fazioni in lotta concordavano soltanto sul rifiuto di missioni militari stranieri sul proprio territorio. Missioni che nelle condizioni di divisione della Libia, potevano, e potrebbero ancora oggi, avere effetti imprevedibili per i paesi europei che le dovessero supportare.


http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2016/04/28/news/sicilia-138633411/
http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-eeas-eunavfor-med-8731-15.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/sep/eu-meijers-cttee-eunavfor.pdf                                                                            
http://www.independent.co.uk/news/world/europe/operation-sophia-eu-naval-mission-to-stop-people-smugglers-is-not-working-a7027031.html

Poco prima che entrasse in vigore l’intesa informale tra Unione Europea e Turchia si è svolta una vera e propria caccia nei confronti degli operatori umanitari che assistevano i migranti, soprattutto siriani, che riuscivano a raggiungere stremati le isole greche dell’Egeo. Più recentemente una Procura italiana ha indagato un gruppo di operatori umanitari che prestavano assistenza a migranti irregolari in provincia di Udine. Casi emblematici che potrebbero ripetersi ancora, soprattutto considerando il ruolo sempre più importante che gli operatori umanitari stanno assumendo nelle attività di ricerca e salvataggio in mare. Operazioni che ad ogni sbarco si concludono ( o si devono concludere) necessariamente con l’arresto di presunti scafisti, almeno due per ogni cento persone, quante ne caricano generalmente i gommoni, preidentificati a bordo delle navi che li hanno soccorsi, o sulle quali sono stati trasbordati, dopo il primo intervento di soccorso operato nella maggior parte dei casi dalle navi “umanitarie”. Un processo contro gli scafisti, quando si tratta anche di omicidio, o di morte come conseguenza di altro reato, può durare anche oltre dieci anni.

http://www.tempostretto.it/news/ultimo-sbarco-arrestati-6-scafisti-decisive-testimonianze-sopravvissuti-libia-mi-hanno-picchiato.html

http://www.strettoweb.com/2016/05/condannati-gli-scafisti-arrestati-a-messina-nel-2004-responsabili-della-morte-di-decine-di-persone/415078/

Ci si può solo augurare che i prossimi interventi di salvataggio non siano soggetti a sanzione penale, e che questo incoraggi i mezzi civili ad interventi più tempestivi, senza lasciare naufraghi a mare, a morire di inedia per settimane, come si è verificato in diverse occasioni sulla rotta, che adesso potrebbe riaprirsi tra l’Egitto e l’Italia meridionale. Non è solo la Lega a chiamare in causa gli interventi umanitari come un fattore "umano" che agevolerebbe gli scafisti.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-Alfano-risponde-a-Galantino-Non-possiamo-accoglierli-tutti-fb2a748d-f256-4ff9-ac1b-ec3c5ec023b6.html
Nessuno intanto ammette l'urgenza di canali legali di ingresso e ci si affida solo a misure repressive di stampo penale o militare, le sole politiche sulle quali si trovano accordi in un Europa tornata al Medioevo dei diritti umani. Si confondono persino scafisti con trafficanti e si utilizzano gli arresti facili, con comunicati stampa spettacolari e foto, con i "mostri" sbattuti in prima pagina dopo ogni sbarco, per tranquillizzare una opinione pubblica sempre più spaventata, ma al tempo stesso indifferente per il rispetto delle garanzie costituzionali.
http://gds.it/2016/07/10/blitz-delle-forze-ue-nel-canale-di-sicilia-fermati-trafficanti-146-migranti-salvati_537747/

5.Occorre distinguere i trafficanti dagli scafisti, per comprendere in questo modo le ragioni dell’insuccesso dell'operazione EUNAVFOR MED. Ma, come se un insuccesso non bastasse, una recente decisione del Consiglio dell'Unione Europea ha ampliato il mandato di questa operazione. Piuttosto che cercare di entrare in territorio libico con interventi armati, occorre colpire i trafficanti eliminando le condizioni di assoluta libertà nella quale possono muoversi e movimentare capitali ingenti dai paesi di transito o di rifugio.

Analysis The EU’s Planned War on Smugglers Steve Peers, Professor of EU Law, University of Essex 

http://www.statewatch.org/analyses/no-268-eu-war-on-smugglers.pdf;

http://www.statewatch.org/analyses/no-269-eu-med-smugglers-updated.pdf;

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-med-military-op.pdf

http://www.iss.europa.eu/publications/detail/article/operation-sophia-tackling-the-refugee-crisis-with-military-means/

Intanto sembra scomparsa dal Mediterraneo centrale, forse ridislocata vicino l’isola di Malta, a sorvegliare la nuova rotta che potrebbe aprirsi dall’Egitto, l'operazione europea FRONTEX TRITON, che rimane presente con alcune navi nelle acque internazionali a nord della Libia, tra queste il rimorchiatore d'alto mare norvegese SIEM PILOT, con funzioni di filtro e smistamento dei migranti soccorsi dalle navi umanitarie.
  
Frontex appare destinata a diventare una agenzia per i rimpatri, con la creazione di una Guardia di polizia e di una Guardia costiera europea, tutte ancora da definire, ma chiarissime per il mandato di respingimento e rimpatrio loro assegnato. Questo ruolo di Frontex e la presenza in massa di suoi funzionari nei luoghi di sbarco cementa omertà nei centri di prima accoglienza e crea le condizioni per una successiva fuga gestita dai trafficanti di terra. 

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_settembre_17/da-via-imbonati-corvetto-basi-scafisti-egiziani-3e972db0-5d03-11e5-aee5-7e436a53f873.shtml

http://www.ladigetto.it/permalink/56123.html

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/07/20/news/migranti_traffico_uomini-144472987/

Sullo sfondo si profila, tanto per EUNAVFOR MED quanto  per FRONTEX, una stretta collaborazione con le forze militari genericamente definite come Guardia Costiera libica, per le quali sono già avviati e finanziati progetti di formazione congiunta in Europa ed attività di formazione per il futuro pattugliamento congiunto delle acque territoriali libiche e delle acque internazionali più vicine alla costa libica. L'arma totale che l'Unione Europea vuole dispiegare per cercare di bloccare le partenze dalla Libia. come si voleva fare con l'operazione militare  europea EUBAM Libia, di cui si sono perse le tracce. E presto alla collaborazione di polizia si potrebbe aggiungere la cooperazione giudiziaria, come avviene da tempo con paesi come l’Egitto e la Turchia. 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/04/traffico-di-migranti-cosi-egitto-e-libia-salvano-i-boss-delle-stragi-lisis-ringrazia/2206865/

Ma la situazione in Libia non lascia presupporre le stesse possibilità di intesa che si sono sperimentate tra Unione Europea e Turchia. Ed il "contro colpo di stato" in Turchia mette a rischio l’esecuzione degli accordi e la stessa vita dei migranti e degli operatori umanitari. 
Non si comprende come si possa continuare a collaborare, anche nella cd. cooperazione giudiziaria, con uno stato che non rispetta le garanzie fondamentali dello stato di diritto. 
A livello europeo la lotta contro l'immigrazione irregolare appare sempre più una questione di cooperazione pratica di polizia. In questo caso la differenza tra scafisti, intermediari occasionali ed operatori umanitari rischia di assottigliarsi sempre più, se a decidere l'attribuzione di responsabilità non è la legge penale ma una determinazione discrezionale della polizia giudiziaria.

http://statewatch.org/news/2016/jun/eu-op-sophia-extension.htm

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2015-009840+0+DOC+XML+V0//EN

EU border and coastal guard

FRONTEX transformed into return agency


Occorre evitare che la militarizzazione degli interventi di ricerca e salvataggio imposta anche alle navi umanitarie che sono rimaste a soccorrere migliaia di persone nelle acque internazionali antistanti la costa libica, si possa tradurre nel ritorno a misure di carattere penale nei confronti di persone che nei loro interventi perseguono esclusive finalità di soccorso ed operano in una situazione di perenne stato di necessità, determinato dal parziale ritiro delle missioni europee alle quali pure, con il nuovo Regolamento Frontex del 2014, si erano affidati importanti compiti di ricerca e salvataggio. E presto si potrebbero aprire nuove rotte.

http://www.calabriapage.it/cronaca/2016_06_10/fuga-aver-sbarcato-migranti-costa-ionica-arrestati-scafisti-ucraini_12511


Fulvio Vassallo Paleologo

Associazione Diritti e Frontiere ( ADIF)
sabato 30 luglio 2016

Censura sui soccorsi a 3400 migranti a nord della costa libica. Intervengono mezzi della Marina italiana e navi umanitarie. Eclissate le navi di Frontex-Triton e di Eunavfor Med. Il naufragio dell'Unione Europea mentre le "relocation" sono ancora uno slogan.


Censura sui soccorsi a 3400 migranti a nord della costa libica. 34 eventi SAR coordinati dalla Guardia Costiera italiana.

29 luglio 201620.15 Nuova ondata di migranti in arrivo dalla Libia: nella sola giornata di oggi la Guardia Costiera ha coordinato 34 interventi di soccorso, che hanno consentito di salvare oltre 3.400 persone. I migranti erano a bordo di 28 gommoni e 6 piccole imbarcazioni, intercettate tra le 30 e le 40 miglia a nord delle coste africane. Agli interventi di recupero dei migranti ha partecipato anche la Marina Militare, 1 nave inglese 1 irlandese e i mezzi delle organizzazioni umanitarie Moas, Sos Mediterranee Jugend Rettet, Sea Watch e Sea Eye. - 

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-7657cb5b-9006-4708-b1e7-a1bbd5b5fc2a.html

Ormai intervengono soltanto mezzi della Marina italiana, la nave della Marina militare irlandese che è in funzione esclusiva di ricerca e soccorso, e navi umanitarie.Le marine straniere stanno a guardare. Eunavfor Med rimane ancora bloccata nella fase intermedia in acque internazionali. Elemosina dell'Unione Europea ad Italia e Grecia per i salvataggi in mare. Tre milioni di euro, Quanto costano in un anno i pasti ed i pernottamenti in albergo degli agenti Frontex impegnati a Catania, Pozzallo e Lampedusa. Quando costavano dieci giorni dell'operazione Mare Nostrum nel 2014. E molto meno di quanto spendono le organizzazioni umanitarie per le missioni di ricerca e salvataggio in mare nel Mediterraneo centrale.

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2016/07/29/migranti-da-ue-32-mln-euro-a-italia-per-soccorsi-in-mare_0e0231f5-43c4-48df-9ea1-932388697a70.html

Ma la maggior parte dei soccorsi in mare a nord della costa libica viene operata da navi umanitarie, anche se poi si verificano trasbordi su navi militari.

http://lacnews24.it/20163/cronaca/sbarcati-a-reggio-536-migranti.html

http://messina.gds.it/2016/07/29/messina-sbarcati-233-migranti-al-porto_545531/                                                                                                     
http://www.intopic.it/notizia/10381547/

http://siracusa.gds.it/2016/07/30/fiocco-rosa-dopo-il-salvataggio-la-piccola-joy-aurora-e-i-genitori-ad-augusta_546104/

http://ragusa.gds.it/2016/07/28/sbarco-a-pozzallo-fermati-5-presunti-scafisti_545314/

Eclissate le navi di Frontex-Triton e di Eunavfor Med. A loro interessa solo dare la caccia agli scafisti e distruggere i mezzi che usano. Ma i gommoni affondano da soli, anche con le persone dentro.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/notizia_3022024201602a.shtml

http://www.huffingtonpost.it/flore-murardyovanovitch/oscurita-al-largo-della-libia_b_11186864.html                                                                                                             
Finalmente con 24 ore di ritardo le notizie sui soccorsi vengono pubblicate da La Repubblica edizione di Palermo. Ma sono notizie "ufficiali" che citano solo le navi della Marina e nascondono gli interventi operati dalle navi umanitarie. E neppure le cifre corrispondono alla realta'. Se ne sono "dimenticati" per oltre duemila persone salvate ieri. Forse dipende dalla velina del comunicato "ufficiale".  
                                                                                                                              
http://video.repubblica.it/dossier/immigrati-2015/migranti-1400-persone-salvate-dalla-marina-nelle-ultime-24-ore/247981/248109                   

Il naufragio dell'Unione Europea mentre le "relocation" sono ancora uno slogan. d i centri di accoglienza italiani scoppiano.

http://openmigration.org/analisi/il-programma-di-relocation-europeo-tappe-e-numeri-di-un-processo-che-ancora-non-decolla/

http://www.piuculture.it/2016/07/lo-dei-centri-accoglienza-dei-migranti/

 E si attende cosa deciderà il sultano Erdogan, o il generale Al Sisi. Presto potrebbe riaprirsi la rotta balcanica, troppo pericoloso passare dalla Libia.

http://www.bbc.com/news/world-europe-36918210

Si riapre la rotta dall'Egitto, e i viaggi diventano molto più lunghi ed ancora più pericolosi. Ma non sarà invasione. Il numero degli sbarchi è in calo rispetto agli scorsi anni.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/07/25/migranti-88.351-sbarcati-nel-2016_67951fa3-7391-4033-8704-201c7c589721.html

I tiranni che governano i paesi di transito sanno come ricattare l'Unione Europea.

Anche i libici delle diverse fazioni cercano di accreditarsi, Uniche vittime i migranti.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/05/le-milizie-libiche-catturano-in-mare.html?m=1
giovedì 28 luglio 2016

Minori stranieri non accompagnati. In tutti gli atti della pubblica amministrazione deve prevalere il superiore interesse del minore. Trasferimento in tutte le regioni dopo gli sbarchi ed ampliamento del circuito SPRAR per una accoglienza diffusa.


Negli ultimi mesi si sta verificando un aumento del numero di minori stranieri non accompagnati che fanno ingresso nel territorio nazionale a seguito di sbarchi dopo azioni di salvataggio nel Mediterraneo centrale. 
Molti di loro sono stati oggetto di violenze nel corso del viaggio di avvicinamento alle coste, soprattutto in Libia, e sono in aumento le giovani nigeriane, già vittime della tratta. In altri casi sono minori richiedenti asilo, o hanno già parenti in altri stati europei. Tutti sono esposti ad abusi e sfruttamento.

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/513219/Piccoli-schiavi-quei-minori-stranieri-soli-e-fonte-di-reddito-per-la-criminalita

Occorre garantire loro un rapido trasferimento verso i paesi europei nei quali hanno parenti entro il terzo grado, come prevede il vigente Regolamento Dublino. Ma non basta.  

Il sistema di prima accoglienza in Italia e' sottodimensionato, i minori rimangono concentrati nelle regioni e nei comuni di sbarco con un onere insopportabile per gli enti locali piu'esposti. In Sicilia ed a Palermo la situazione e' diventata insostenibile e sta producendo gravi tensioni sociali. 

http://www.agenzia.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/513217/Accoglienza-diffusa-per-minori-stranieri-soli-Boccata-d-ossigeno-ma-serve-una-legge

Finora le altre regioni hanno approfittato della normativa del codice civile per sottrarsi ad una equa condivisione dei doveri di accoglienza. Sempre più evidente la presenza di minori stranieri non accompagnati nelle stazioni ferroviarie di Catania e Palermo. Le inefficienze del sistema di primissima accoglienza e l'approccio poliziesco adottato agli sbarchi aumenta il numero delle persone che cercano di fuggire dalla Sicilia verso altre regioni italiane. Per i minori trattenuti abusivamente negli Hotspot, o in strutture sovraffollate, appena si aprono le porte, è fuga.

http://www.nelpaese.it/index.php/sicilia/4012-a-catania-nati-sotto-un-accento-sbagliato

Il Parlamento sta approvando una norma che non soddisfa del tutto, soprattutto se continuera' a mancare il monitoraggio, ma che dovrebbe consentire il trasferimento dei minori stranieri non accompagnati, subito dopo lo sbarco, verso regioni diverse nel centro e nel norditalia. Si trattera' sempre di strutture di prima accoglienza, fino ad un massimo di 50 posti, che andranno rigorosamente monitorate, per impedire che i msna vi rimangano oltre 30-60 giorni.   


DDL n. 2495  trasmesso dalla Camea dei Deputati al Senato della Repubblica il 22 luglio 2016.
Conversione in legge,con modificazioni,del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, recante misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio


Art. 1-ter.

(Misure straordinarie di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati).
1. All’articolo 19 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, dopo il comma 3 è inserito il seguente: "3-bis

In presenza di arrivi consistenti e ravvicinati di minori non accompagnati, qualora l’accoglienza non possa essere assicurata dai comuni ai sensi del comma 3, è disposta dal prefetto, ai sensi dell’articolo 11, l’attivazione di strutture ricettive temporanee esclusivamente dedicate ai minori non accompagnati, con una capienza massima di cinquanta posti per ciascuna struttura.
Sono assicurati in ogni caso i servizi indicati nel decreto di cui al comma 1 del presente articolo.
L’accoglienza nelle strutture ricettive temporanee non può essere disposta nei confronti del minore di età inferiore agli anni quattordici ed è limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento nelle strutture di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo.
Dell’accoglienza del minore non accompagnato nelle strutture di cui al presente comma e al comma 1 del presente articolo è data notizia, a cura del gestore della struttura, al comune in cui si trova la struttura stessa, per il coordinamento con i servizi del territorio".

2. All’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 si provvede nei limiti degli stanziamenti di bilancio allo scopo previsti a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica»

Occorrera' comunque potenziare il sistema degli SPRAR per consentire nei tempi piu' rapidi il passaggio alla seconda accoglienza diffusa nel territorio con percorsi credibili di integrazione.                                                                                               http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/513162/Migranti-minori-non-accompagnati-distribuiti-in-quote-nelle-regioni                                                                          
I minori stranieri non accompagnati sono persone che si trovano spesso in condizione di particolare vulnerabilità psicologica e fisica ed esposti a rischio di marginalità sociale, se non di ricaduta in circuiti devianti, o ancora peggio nella rete dei trafficanti. Intanto continua lo scandalo della prima accoglienza dei msna negli HOTSPOT come a Lampedusa e Pozzallo.                                                                                                http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/507915/Minori-migranti-un-grido-dall-interno-dell-hotspot-di-Pozzallo-Aiutateci                                    

V Rapporto Anci-Cittalia sui minori stranieri non accompagnati in Italia.

http://www.cittalia.it/index.php/la-fondazione/pubblicazioni/item/5586-cittalia-e-anci-presentano-il-v-rapporto-sui-minori-stranieri-non-accompagnati

http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&IdSez=821157&IdDett=56891

Nel sistema italiano di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. le principali criticità non emergono soltanto dal quadro normativo, che non riesce a mutare per il blocco del DDL Zampa in Parlamento, quanto piuttosto dalle prassi e dalla mancanza di un monitoraggio indipendente. 

http://www.camera.it/leg17/465?tema=minori_stranieri_non_accompagnati

Situazioni quali quelle che periodicamente si registrano nei CPSA di Lampedusa e di altri porti siciliani, come Pozzallo, improvvidamente trasformati in Hotspot, negli Hub regionali che avrebbero dovuto consentre la Relocation, adesso fallita, o nelle comunità di accoglienza, si pongono in palese violazione con gli standard internazionali e nazionali di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. Si riscontrano ancora procedure lesive della dignità dei minori coinvolti. Il rischio è che gli stessi si allontanino dalle strutture in cui sono accolti e si trovino esposti a situazioni di pericolo. Peraltro, i ritardi nella nomina del tutore legale o nel trasferimento in strutture di seconda accoglienza adeguate rallentano l’avvio dei percorsi di inserimento sociale dei bambini e degli adolescenti.

In tutte le procedure che riguardano i minori non accompagnati, dovrebbe prevalere il loro superiore interesse, principio guida per ciascun attore coinvolto a vario titolo nella presa in carico, nell’assistenza e nell’accoglienza di queste persone vulnerabili. Perché tale principio trovi piena realizzazione è necessario che si ponga al centro la singola persona con tutte le sue peculiarità, con la sua storia individuale e le sue precipue esigenze. Come la Corte costituzionale italiana e la Corte europea dei diritti umani hanno costantemente ribadito, i bambini e gli adolescenti stranieri sono innanzitutto dei minori d’età e, in quanto tali, debbono beneficiare di una tutela rafforzata che possa offrire loro riparo dalla situazione di vulnerabilità in cui versano.

Per i numerosi minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia con segni fisici e psichici di tortura o di altri trattamenti disumani o degradanti vanno apprestate tutele specifiche e tempestive, a partire dalla prima accoglienza, nella quale va evitata la ricorrente promiscuità con adulti, causa di altre possibili violenze. Vanno facilitati tutti i percorsi che portano alla nomina di un tutore ed alla conferma dei documenti di soggiorno anche dopo i diciotto anni, ed anche quando non ci siano i presupposti per il riconoscimento di uno status di protezione internazionale o umanitaria. L’accesso alle procedure per il riconoscimento di uno status di protezione internazionale deve essere quanto più rapido possibile. Il sistema di accoglienza per minori non accompagnati va rifinanziato, e vanno sostenuti soprattutto i comuni più vicini ai luoghi di sbarco, che sono poi quelli su cui ricadono gli oneri maggiori. Nessuno a Roma o a Bruxelles può pensare di scaricare su comuni delle zone di sbarco i costi esorbitanti di una prima accoglienza che spesso si protrae per mesi, in assenza di trasferimenti verso le strutture del sistema SPRAR.

Occorre garantire la nomina più tempestiva dei tutori su base volontaria, attivando processi di formazione e monitoraggio, e semplificare le procedure per il rinnovo dei permessi di soggiorno per minore età al compimento del diciottesimo anno di età, anche per non appesantire eccessivamente il lavoro delle commissioni territoriali competenti a decidere sulle richieste di asilo. Occorre considerare in ogni caso come meritevole di protezione umanitaria il minore giunto in Italia a chiedere protezione, come le Commissioni stabilivano fino allo scorso anno, e come è stato invece contrastato dalle più recenti posizioni trasmesse dalla Commissione nazionale per il diritto di asilo alle Commissioni territoriali.

Occorre attivare le procedure per la concessione di un permesso di soggiorno per minore età entro un termine massimo di 60 giorni dallo sbarco, altrimenti si continueranno ad incentivare le fughe nella clandestinità. Vanno introdotte procedure multidisciplinari per l'accertamento dell'età, da affidare a personale civile con il supporto di mediatori linguistico-culturali. le attuali prassi di polizia tendenti soprattutto alla ricerca degli scafisti ed al prelievo delle impronte digitali anche con il ricorso all'uso della forza rischiano di saldare complicità ed omertà, rendendo inutile il lavoro degli operatori volontari che cercano di individuare nel più breve tempo possibile i soggetti vulnerabili.

Occorre potenziare il sistema SPRAR per minori in tutte le regioni italiane e garantire che il transito nei centri di primissima accoglienza o nei nuovi centri governativi per la prima accoglienza non superi i 60 giorni.


Si deve anche evitare che la prassi introdotta da alcune questure, che per la conversione del permesso di soggiorno richiedono il passaporto rilasciato dal paese di origine, possa impedire il completamento dei percorsi di inserimento intrapresi dai minori non accompagnati dopo il loro arrivo in Italia. Qualunque ostacolo frapposto al mantenimento di uno status legale, come anche le difficoltà nei rinnovi e nelle conversioni dei permessi di soggiorno, e la resistenza a rilasciare i permessi di soggiorno per minore età con la necessaria tempestività, considerando che la metà dei MSNA giunge in Italia all’età di diciassette anni, rischiano di riprodurre una condizione irregolarità che su persone tanto giovani potrebbe avere effetti catastrofici per tutta la loro vita, con costi sociali incalcolabili.

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SISTEMA DI ACCOGLIENZA MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI

Con L’INTESA SANCITA IN CONFERENZA UNIFICATA TRA GOVERNO, REGIONI E ENTI LOCALI IN DATA 10.07.2014 È STATO SANCITO IL “PIANO NAZIONALE PER FRONTEGGIARE IL FLUSSO STRAORDINARIO DI CITTADINI EXTRACOMUNITARI ADULTI, FAMIGLI E MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI”(msna).
In merito all’accoglienza dei MSNA l’Intesa ribadisce l’esigenza di ricondurre a una governance di sistema la presa in carico dei minori stranieri non accompagnati.
Il sistema dovrà articolarsi e prevedere:
§  L’attivazione di strutture governative di primissima accoglienza ad alta specializzazione che accolgano i MSNA nella fase di primo rintraccio, con funzioni di identificazione, di eventuale accertamento dell’età e dello status, anche al fine di accelerare l’eventuale ricongiungimento con parenti presenti anche in altri Paese dell’UE;
§  La pianificazione dell’accoglienza di secondo livello di tutti i MSNA nell’ambito dello SPRAR, adeguatamente potenziato e finanziato.
Nelle more, al fine di fronteggiare l’attuale situazione di notevole afflusso sulle coste italiane di MSNA, Il Ministero dell’interno coordina la costituzione di strutture temporanee per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati, individuate ed autorizzate dalle Regioni, di concerto con le Prefetture e gli Enti Locali. Al tempo stesso il Ministero dell’Interno si impegna ad aumentare la capienza dei posti nella rete SPRAR per i MSNA. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si impegna a sostenere, utilizzando le risorse aggiuntive e dedicate del Fondo nazionale per l’accoglienza di MSNA gli interventi come sopra individuati. Il Governo si impegna ad incrementare la dotazione finanziaria del Fondo per l’accoglienza dei MSNA.
Il rafforzamento della governance del sistema dovrà essere assicurato anche tramite il Sistema Informativo Minori (SIM).

Con la CIRCOLARE N° 8855 DEL 25.07.2014il Ministero dell’Interno ribadisce quanto emerso dall’Intesa affermando l’importanza dell’attività di impulso che dovrà essere svolta dai tavoli di coordinamento regionale di concerto con le Regioni e gli Enti Locali ai fini dell’individuazione delle strutture temporanee.
Le Regioni e le Provincie Autonome nella propria autonomia potranno adottare misure finalizzate ad aumentare fino al 25% le potenzialità di accoglienza delle strutture autorizzate o accreditate nel territorio di competenza. Le strutture temporanee dovranno garantire una prima fase di accoglienza, in attesa del trasferimento dei minori nelle strutture SPRAR. In tali strutture si dovrà provvedere alle procedure di identificazione, l’accertamento dell’età, un primo screening sanitario, un’adeguata informativa sulla protezione internazionale, la risposta ai necessari bisogni materiali e individuazione di casi di vulnerabilità. Successivamente a tale fase saranno disposti i trasferimenti verso lo SPRAR o in caso di indisponibilità di posti verso altre strutture temporanee.
I costi sono 45 euro pro-die, pro-capite, erogati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che erogherà ai Comuni i quali provvederanno a trasferire all’ente gestore senza alcun obbligo di onere aggiuntivo a carico dell’amministrazione locale.

DECRETO PRESIDENZIALE REGIONE SICILIA 13/08/20014 n° 600
Approvazione degli standard strutturali e organizzativi per l’accoglienza in Sicilia dei minori stranieri non accompagnati.
Al fine di rispondere adeguatamente all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati presenti nel territorio siciliano e per rispondere alle necessità di tutela dei loro diritti, in rispetto al Piano operativo nazionale per fronteggiare il flusso straordinario di cittadini extracomunitari, si rende necessario prevedere: 1. l’attivazione di strutture di primissima accoglienza ad alta specializzazione, che accolgano i minori stranieri non accompagnati nella fase del primo rintraccio, con funzioni di identificazione, di eventuale accertamento dell’età e dello status, anche al fine di accelerare l’eventuale ricongiungimento con parenti presenti anche in altri Paesi dell’UE. Durata massima di 3 mesi e capacità ricettiva di 60 ospiti
2. la pianificazione dell’accoglienza di secondo livello di tutti i minori stranieri non accompagnati nell’ambito dello SPRAR, adeguatamente potenziato e finanziato.Capacità ricettiva 12 ospiti.
Il decreto, con l’allegato 1 stabilisce gli standard minimi di accoglienza.

DECRETO LEGISLATIVO 18/08/2015 N° 142.
Art. 19:
1. I MSNA sono accolti in strutture governative di prima accoglienza per il tempo strettamente necessario e comunque non superiore a 60 giorni, alla identificazione e eventuale accertamento dell’età, nonché a ricevere ogni informazione sui diritti riconosciuti al minore. È garantito al minore un colloquio con uno psicologo ove necessario in presenza di un mediatore culturale.
2. I MSNA richiedenti protezione internazionale hanno accesso alle misure di accoglienza predisposte dagli enti locali .
3. In caso di indisponibilità nelle strutture di cui al comma 1 e 2, l’assistenza e l’accoglienza del minore sono assicurate dalla pubblica autorità del Comune in cui il minore si trova. Tali Comuni accedono ai contributi disposti dal Ministero dell’interno a valere sul Fondo nazionale per l’accoglienza dei MSNA
4. Il MSNA non può essere trattenuto o accolto presso i centri di cui agli articoli 6 (CIE) e 9 (centri governativi di prima accoglienza)

CIRCOLARE MINISTERO DELL’INTERNO n° 15711 del 27/10/2015
Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Anno 2016.
La legge di stabilità 2015 ha trasferito a questo ministero le risorse relative al Fondo nazionale per l’accoglienza dei MSNA. In virtù di tale trasferimento, questo Ministero eroga trimestralmente ai Comuni che ne fanno richiesta, un contributo giornaliero per ospite, nella misura massima di 45 euro, IVA inclusa, per l’accoglienza offerta ai MSNA.

Ogni eventuale differenza tra il contributo erogato e il costo effettivo sostenuto dal Comune rimarrà a carico di quest’ultimo. 

CIRCOLARE N° 2 ASSESSORATO DELLA FAMIGLIA, DELLE POLITICHE SOCIALI E DEL LAVORO – Sistema di accoglienza residenziale per MSNA. Palermo 07/04/2016.
Con tale circolare si afferma come il continuo flusso di MSNA ha portato l’inserimento di quest’ultimi nelle comunità di accoglienza per i minori italiani per i quali è prevista una retta giornaliera di 78 euro. A fronte del ridotto trasferimento da parte dello Stato (45 euro pro-die e pro-capite per i MSNA), l’ente gestore ha richiesto ai Comuni dove ricadono le strutte, il pagamento della differenza della retta e ciò ha determinato sul territorio l’istaurarsi di numerosi contenziosi. Al fine di superare la suddetta criticità riguardate la sostenibilità economica del servizio residenziale, in assenza di risorse aggiuntive ai 45 euro erogati dallo Stato, questo Dipartimento ha rivisto gli standard delle strutture di 2° livello, con il D.P. 513/2016. Mentre rimangono invariati gli standard della prima accoglienza fissati con il D.P. 600/2014.
Gli enti già autorizzati al funzionamento o iscritti all’albo regionale come “Strutture di accoglienza di secondo livello” e come “comunità alloggio per minori” hanno un anno di tempo dalla pubblicazione del D.P. 513/2016 GURS per riorganizzarsi secondo il nuovo standard. Le “comunità alloggio per minori” qualora decidessero di continuare ad accogliere MSNA dovranno entro febbraio 2017 chiedere il cambio di tipologia da “comunità alloggio per minori” a “Strutture di accoglienza di secondo livello”. Non sarà possibile ospitare italiani e stranieri contemporaneamente e le comunità alloggio per minori potranno accogliere solo minori italiani. I due modelli di intervento sono infatti diversi per organizzazione, recettività temporaneità dell’intervento e anche per tariffa riconosciuta.
Personale:le comunità convertite, per le figure di coordinatore ed educatore professionale potranno avvalersi del personale già in servizio in data di pubblicazione sulla GURS del D.P. 513/2016 in possesso del diploma di Scuola Superiore, purchéintegrato da almeno 2 anni di esperienza lavorativa in attività rispettivamente o di coordinamento o di educatore di servizi educativi rivolti ai minori.
Cosi anche la figura di mediatore culturale può essere ricoperta da personale già in servizio con diploma di scuola superiore purché integrato da due anni di esperienza in servizi educativi rivolti a minori con la qualifica di mediatore culturale o interculturale.

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME: ACCORDO SUI REQUISITI MINIMIMI PER LA SECONDA ACCOGLIENZA DEI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI NEL PERCORSO VERSO L’AUTONOMIA 05.05.2016.

A seguito del D.l.vo. 142/2015 che disegna un modello di accoglienza per i MSNA basato tra prima e seconda accoglienza, la Conferenza Unificata individua le linee di indirizzo e i requisiti minimi per garantire servizi di accoglienza in grado di coniugare qualità ed appropriatezza degli interventi e disponibilità finanziari, a fronte delle risorse messe a disposizione dal fondo nazionale pe l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che il Ministero ha definito un contributo pro-die di € 45 per ogni minore accolto.
Per conseguire un buona qualità dell’inserimento, verranno assicurate almeno le seguenti attività:
- recupero e/o potenziamento delle risorse individuali del minore allo scopo di favorire il processo di crescita
- orientamento e tutela legale: supporto nell’espletamento delle procedure di identificazione, del rilascio del permesso di soggiorno
- verifica della presenza di parenti e collaborazione per l’eventuale avvio delle procedure di ricongiungimento familiare
- assistenza psicologica e sanitaria
- verifica di eventuali condizioni di vulnerabilità o di necessità particolari (disagio psicologico, vittime di tratta, torture, violenza)
- assolvimento dell’obbligo scolastico
- insegnamento della lingua italiana anche in raccordo con i piani regionali per la formazione civico-linguistica
- formazione secondaria e/o professionale
- ilcollocamento in attività lavorative in apprendistato e/o intirocini
- inserimento in contesti e attività socializzanti e per il tempo libero,
Dovrà, inoltre, essere previstoun pocketmoney da erogarsi secondo le modalità definite nel PEI.
La Conferenza modifica la capacità ricettiva delle strutture che potrà accogliere un massimo di 16 MSNA di età compresa fra i 16 e 18 anni, che non presentano profili di vulnerabilità.
Personale
In relazione alla finalità educativa e di accompagnamento verso l’autonomia, della strutturail personale assicura la presenza soltanto in alcuni periodi della giornata in relazione ai bisogni di ciascun ospite.
In particolare per lo svolgimento delle attività va assicurata la presenza del seguente personale:
·        un responsabile in possesso del diploma di laurea in scienze dell’educazione, pedagogia, psicologia, scienze sociali, discipline umanistiche ad indirizzo socio-psico-pedagogiche,con almeno tre anni di esperienza con funzioni educative, referente della gestione, della progettazione del servizio e  di quella individuale per un monte ore di 15 ore settimanali;
·        la presenza di tre educatori, impossesso del titolo di educatore rilasciato ai sensi della normativa vigente, deve in ogni caso essere garantita per 30 ore settimanali;
·        un mediatore culturale in possesso di specifico titolo di studio,con finalità di supporto educativodi appoggio e di orientamento per 28 ore settimanali;
·        un operatore per 15 ore settimanali con funzioni di supportoalla gestione della strutturaanche favorendo il coinvolgimento degli ospiti.
In sede di formulazione del PEI, sarà cura dei servizi competenti definire l’eventuale presenza di altre figure, sulla base delle esigenze degli ospiti.  In ogni caso è assicurata la presenza notturna di un operatore.

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Il D.l.vo 142/2015 prevede il sistema di accoglienza bifasico, al primo comma disciplina la prima accoglienza in strutture governative, il secondo comma la seconda accoglienza.
L’art. 16 del citato decreto stabilisce che l’attuazione delle linee di indirizzo e la programmazione predisposti dal tavolo di coordinamento nazionale è effettuata dal tavolo di coordinamento regionale che fissa i criteri di localizzazione delle strutture di accoglienza e di ripartizione fermo restando i posti attivati dal sistema SPRAR.
Il sistema regionale si caratterizza dunque di una prima accoglienza in strutture governative specializzate e in una seconda accoglienza nell’ambito del sistema SPRAR ma nelle more della definizione del sistema il Ministero coordina la costituzione di strutture temporanee autorizzate dalle Regioni di concerto con Prefetture e Enti Locali. In Sicilia gli Standard di accoglienza per le strutture di primo livello sono fissati dal D.P. 600/2014 mentre quelli delle strutture di secondo livello sono stabiliti dal D.P. 513/2016 che riduce gli standard di accoglienza minimi rispetto al precedente decreto a seguito dell’erogazione da parte del Ministero dell’interno di soli 45 euro pro-die, pro-capite attingendo al fondo nazionale per l’accoglienza di MSNA. A seguito dell’eccessivo flusso di MSNA nelle coste siciliane e in virtù di carenza di posti disponibili, essi sono stati accolti nelle comunità alloggio per minori italiani che prevedono una retta maggiore di 78euro. La regione Sicilia non finanziando ulteriormente la retta di 45 euro ha imposto alle strutture una scelta sui minori da accogliere. Questo determina una disuguaglianza di trattamento dei minori italiani rispetto a quelli stranieri che subiscono un taglio di servizi, quali assistenza legale, mediazione culturale, sostegno psicologico. In più le comunità di alloggio per minori che si convertono in Strutture di seconda accoglienza mantengono gli stessi operatori che ricoprirebbero ruoli per i quali non sono formati. E la diminuzione dell’orario lavorativo non garantisce la costante presenza di figure adulte all’interno delle strutture.

2.6 I minori stranieri non accompagnati
Gli articoli 18 e 19 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142 sono dedicati al tema dell’accoglienza dei minori non accompagnati. Dopo le modifiche apportate con a legge di stabilità per il 2015, in primo luogo il trasferimento del Fondo per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati al Ministero dell’Interno, si è andati verso un sistema unico di accoglienza in grado di superare le distinzioni tra i minori non accompagnati e i minori non accompagnati richiedenti protezione internazionale.In particolare, in continuità con quanto previsto nell’Intesa del 10 luglio 2014, si è disposto che, per la prima accoglienza dei minori non accompagnati, il Ministero dell’Interno istituisca e gestisca, anche in convenzione con gli enti locali, centri specializzati per le esigenze di soccorso e protezione immediata, per il tempo strettamente necessario alla identificazione e all’eventuale accertamento dell’età, comunque non superiore a sessanta giorni.
A regime sono pertanto previste:
• una prima accoglienza, in strutture governative ad alta specializzazione;
• un’accoglienza di secondo livello nell’ambito dello SPRAR, adeguatamente potenziato.

Nelle more della realizzazione del nuovo sistema e in coerenza con quanto contemplato nell’Intesa del 10 luglio, è previsto ed operativo che il Ministero dell’Interno coordini la costituzione di strutture temporanee di accoglienza, individuate ed autorizzate dalle Regioni, di concerto con le Prefetture e gli Enti Locali. A tal fine, il Ministero dell’Interno – attraverso una Struttura di missione appositamente costituita - ha predisposto due Avvisi pubblici per la presentazione di progetti da finanziare nell’ambito della Misura Emergenziale FAMI“ Miglioramento delle capacità del territorio italiano di accogliere minori stranieri non accompagnati”. 
All’esito delle procedure, sono stati ammessi al finanziamento 15 progetti,che hanno avviato le attività a partire dal 20 marzo 2015, con l’attivazione di complessivi 737 posti giornalieri, nel territorio delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia e Toscana. L’Unione Europea ha approvato la richiesta di proroga delle attività dei progetti, inizialmente destinate a cessare il 17 dicembre 2015, fino al 22 febbraio 2016. A seguito della rinuncia da parte del progetto PIT STOP di Firenze i posti disponibili dal 17 dicembre 2015 sono scesi a 691. Da ultimo, è stata chiesta alla Commissione europea l’ulteriore proroga di sei mesi delle attività delle strutture di accoglienza in argomento, che dovrebbero essere finanziate con le risorse ordinarie del FAMI.

Piano accoglienza del Tavolo di Coordinamento nazionale - Ministero dell'interno

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro